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(Adnkronos) - A Milano Cortina 2026 scia anche l’Eritrea. E domani, al via del gigante maschile di Bormio, scenderà in pista Shannon Abeda. Sarà lui a rappresentare uno dei quindici Paesi africani qualificati ai Giochi invernali. Una nazione dove domina il sole e in cui la neve non si vede proprio tutti i giorni. Shannon ha 29 anni, è nato in Canada da genitori eritrei ed è il primo atleta della sua nazione alle Olimpiadi invernali. "Ho messo gli sci ai piedi per la prima volta a tre anni – racconta sorridendo all’Adnkronos –. A cinque ho iniziato con le gare, poi tutto è cambiato quando mi sono trasferito a Calgary un paio d'anni dopo. Lì, sulle Rocky Mountains, è cominciato davvero tutto". Dalle piste canadesi al palcoscenico olimpico. Con ambizione, orgoglio e voglia di futuro. Nel 2011, grazie al suo impegno, è arrivata per Shannon l’opportunità di guidare la squadra di sci eritrea: “All’inizio pensavo fosse una grande idea perché le Olimpiadi Giovanili erano alle porte e volevo partecipare, ma con il tempo ho capito l'importanza dell'opportunità”. Parola d'ordine: coraggio. "Ho cercato di incoraggiare l’Eritrea a mettersi in gioco in sport diversi, fuori dalla comfort zone . Siamo molto bravi nel ciclismo, nell’atletica e nel calcio, ma non fa male provare cose fuori dagli schemi. È questo il messaggio che vorrei far passare. Competere al massimo e mostrare ai miei connazionali che possono farlo anche loro. Tutti possono sognare”. La storia di Shannon intreccia culture diverse, che hanno contribuito alla sua formazione. “Sono un ragazzo cresciuto in una piccola città canadese, abituato al clima invernale. In Canada la società è multiculturale, le persone vengono da contesti diversi". Una sorta di melting pot. "Per quanto riguarda il legame con l’Eritrea, i miei genitori mi hanno insegnato molto su perseveranza, resilienza ed etica del duro lavoro”. Domani Shannon sarà in gara nel gigante di Bormio, per il debutto nella sua terza Olimpiade: “L’atmosfera italiana è bellissima. I volontari di Milano Cortina sono tutti gentili, super disponibili. E il cibo è davvero ottimo. Mi porterò via una consapevolezza. Questa potrebbe essere la mia ultima partecipazione ai Giochi e voglio vivermeli al meglio”. Sulla Stelvio indosserà anche una tuta particolare. Per rendere iconico il momento olimpico: “La mia divisa è stata disegnata da un artista eritreo, in collaborazione con l’azienda italiana Dkb. Rappresenta l’unità della mia cultura ed è un mix di colori diversi, che mettono in risalto le mie radici. Sarà fantastica e non vedo l’ora che tutto il mondo la veda. Vi stupirà”. Idee chiare per la gara: “Mi piacerebbe ripetere quanto fatto a Pechino, entrare cioè nei primi 40. Non sarebbe male”. Ma in primis è una questione di serenità: "Per me si tratta solo di sciare al meglio, non avrò un’altra occasione come questa". Nel cluster Valtellina non c’è un Villaggio olimpico, ma lui si gode comunque l’atmosfera: “Non si vedono tanti atleti in giro, ma qualche giorno fa ho incontrato qualcuno di molto noto della squadra austriaca di velocità, Daniel Hemetsberger. Mi ha fermato per strada e mi ha chiesto una spilla. Non me l’aspettavo, aveva appena finito la sua gara”. Pins-mania, magia delle Olimpiadi: “Non ne avevo una con me, ma lui mi ha dato una delle sue. E poi mi ha augurato buona fortuna”. Per il gigante di domani e per il futuro: “Ho individuato due ragazzi eritrei molto bravi. Il mio obiettivo, nei prossimi anni, sarà prepararli per il 2030 e il 2034. Quelle Olimpiadi saranno importanti per garantire una bella rappresentanza al mio Paese. Lavorerò duro per aiutarli. E alle Olimpiadi ci tornerò, promesso. Anche senza gareggiare”. (di Michele Antonelli, inviato a Bormio)
(Adnkronos) - Degustazioni libere e illimitate, laboratori di approfondimento su diversi aspetti dell’universo enologico, dai dealcolati al metodo spumantistico, e workshop gastronomici. Al Salone delle Fontane di Roma, dal 20 al 22 febbraio, si accendono i riflettori su 'I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni', che torna con la 25ma edizione. La kermesse dedicata alla migliore produzione vinicola del nostro Paese sarà, inoltre, come ogni anno, l’occasione di tirare le fila degli ultimi 12 mesi, fotografando in maniera puntuale lo stato del vino in Italia: “Mai stato così alto lo standard qualitativo di tutte le denominazioni e tipologie di vino italiano, in particolare quello dei vini più economici e ad alta tiratura. Quanto a rapporto qualità/prezzo e qualità/quantità, il vino italiano compete ai massimi livelli nel mondo”, spiega Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale e autore di numerose pubblicazioni. Questo perché, come specifica lo stesso Maroni nella prefazione dell’'Annuario dei Migliori Vini Italiani 2026', mentre le etichette più blasonate hanno raggiunto prezzi da capogiro, gli appassionati di buon vino, grazie al 'Rinascimento Enologico Italiano' iniziato negli anni ‘80, possono acquistare oggi bottiglie di eccezionale qualità analitica e sensoriale, a prezzi molto competitivi. L’Italia viticola d’eccellenza attrae come pochi altri paesi per la sua ricchezza, biodiversità e tradizione ma, per mostrare anche cosa accade nel resto del mondo, avrà luogo a cura di Luca Maroni un laboratorio di approfondimento sui vini sudamericani durante il quale i visitatori avranno modo di scoprirli seguendo un racconto al tempo stesso tecnico e comprensibile. Un ulteriore laboratorio sui diversi metodi spumantistici arricchirà la kermesse, con degustazione di alcune etichette di pregio. Saranno presenti le migliori produzioni di centinaia di aziende, provenienti da ogni angolo dell’Italia, selezionate per il loro lavoro attento e rispettoso del frutto uva che si ritrova nella sua integrità all’interno del bicchiere. Inoltre, come sempre, la manifestazione sarà animata anche da focus - a cura di Francesca Romana Maroni, Ceo di Sens Eventi - su alcuni prodotti gastronomici in degustazione che esprimono appieno le tradizioni più autentiche del nostro territorio. Tra questi ci saranno il pecorino romano e il pane, di cui l’Italia è ricca di tipologie e varietà; il guanciale ma anche il salame (corallina e Aquila) e la spianata: tutti prodotti da piccole aziende che, con il loro lavoro e la loro dedizione artigiana, portano alta la bandiera della gastronomia d’eccellenza italiana.
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.