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(Adnkronos) - Prosegue la discesa dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio. I dati di oggi - sabato 11 aprile 2026 - dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano il secondo giorno consecutivo di calo dei prezzi medi, anche per effetto degli adeguamenti al ribasso indicati dalle compagnie petrolifere. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità self service è pari a 1,785 euro/l per la benzina e 2,166 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,817 euro/l per la benzina e 2,196 euro/l per il gasolio. I livelli dei listini alla pompa, tuttavia, rimangono ancora elevatissimi, afferma il Codacons, e rispetto al periodo pre-conflitto costano agli italiani quasi 150 milioni di euro in più a settimana solo a titolo di maggiori costi di rifornimento, calcola l'associazione. Nel confronto con i prezzi medi praticati sulla rete italiana a fine febbraio, prima dello scoppio del conflitto in Iran, e nonostante il taglio delle accise disposto dal governo, il gasolio costa nell'ultimo periodo oltre un quarto in più, con un aumento alla pompa del +26%, mentre la benzina è rincarata di circa il 7%, rileva il Codacons. "Tradotto in soldoni, un pieno di diesel costa circa 23 euro in più rispetto a febbraio, un pieno di benzina circa 5,8 euro in più - sottolinea l'associazione - Considerati i consumi medi giornalieri di carburanti solo sulla rete ordinaria, ossia su strade e autostrade, gli italiani si ritrovano a pagare oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i propri rifornimenti: 128,7 milioni di euro in più per il gasolio, 19,5 milioni in più per la benzina". "Ho chiesto al ministro Urso di convocare le compagnie petrolifere e far vedere loro il prezzo alla pompa e il prezzo alla produzione. Perché le compagnie, come le banche, sono molto veloci ad aumentare i prezzi quando c'è un problema, ma sono molto più lente a ridurre i prezzi quando i prezzi scendono", ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti e vicepremier Matteo Salvini parlando con i giornalisti a un gazebo della Lega a Milano dei prezzi del carburante, giudicati da molti ancora troppo alti nonostante i provvedimenti del governo. "Se poi fossimo costretti a fare anche un intervento economico e fiscale sui maxi guadagni di banche, compagnie petrolifere ed energetiche - ha aggiunto - io sarei assolutamente d'accordo". Il ministro Adolfo Urso da parte sua ha osservato: "Giovedì ho convocato le società petrolifere, quando è stato siglato il primo armistizio, affinché procedessero da subito alla riduzione dei prezzi dei carburanti ed è quello che è immediatamente avvenuto, perché dopo poche ore dalla mia convocazione le quattro grandi compagnie petrolifere che agiscono nel nostro Paese hanno consigliato dei prezzi in riduzione e questo ha comportato una significativa riduzione dei prezzi di benzina e gasolio, sia nella giornata di oggi sia nella giornata di ieri, e mi auguro che prosegua questa tendenza alla riduzione". A stretto giro la reazione delle opposizioni. "Oggi assistiamo a uno spettacolo indecoroso: il vicepremier Salvini chiede al ministro Urso, suo collega di governo, di fare il proprio lavoro. Questo è il governo Meloni: un esecutivo allo sbando che auto-denuncia la propria incapacità davanti agli italiani", ha commentato Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde. "C’è una cosa di Salvini di cui si può sempre essere certi: lui non fa mai nulla, al massimo chiede a qualcun altro di fare il che nel caso di specie è come chiederlo alla nebbia. Urso e Salvini sono gemelli separati alla nascita", ha scritto su X Carlo Calenda.
(Adnkronos) - Nell’anno della cucina italiana riconosciuta patrimonio Unesco, le associazioni di Cia-Agricoltori Italiani, la Spesa in Campagna, per la vendita diretta, e Turismo Verde, per la promozione agrituristica, rilanciano su progetti mirati tra agriturismi, mercati e scuole, per tutelare e valorizzare la qualità alimentare a tavola. Questo anche l’obiettivo dell’Assemblea elettiva congiunta 'Coltiviamo le conoscenze, mangiamo con intelligenza' che si è tenuta oggi a Roma, in Auditorium 'Giuseppe Avolio', con Beatrice Tortora e Mario Grillo, riconfermati presidenti delle due Associazioni. “Siamo onorati della fiducia rinnovata -hanno ringraziato i rieletti- consolida il lavoro fatto finora e garantisce continuità a iniziative che hanno una visione di lungo periodo. Non possono risentire dell’attuale congiuntura economica e geopolitica, anzi vanno rafforzate in favore della stabilità del sistema agricolo e agroalimentare, della sicurezza e dell’educazione alimentare”. Beatrice Tortora, 53 anni, agricoltrice custode e agrichef, rinnovata alla guida della Spesa in Campagna-Cia per il secondo mandato, è titolare di un’impresa multifunzionale ad Abbateggio, nel Parco nazionale della Maiella in provincia di Pescara, dove produce, trasforma e salvaguarda antiche varietà cerealicole e orticole, che poi propone nei piatti tipici dell’agriturismo, racconta alle scolaresche con la fattoria didattica e vende sia in azienda che con sistema organizzato. Mario Grillo, 52 anni, imprenditore calabrese, di nuovo presidente di Turismo Verde-Cia, è titolare di un’azienda agricola e zootecnica “con cucina” a Camigliatello Silano, in provincia di Cosenza, dove produce biologico da sempre, circa 150 ettari al 100% multifunzionali tra allevamento e agriturismo, fattoria didattica e sociale, vendita diretta e shop online. “Congratulazioni a entrambi per la rielezione” il messaggio del presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, che ha augurato a Tortora e Grillo buon lavoro per il secondo mandato e ricordato l’importanza di continuare a supportare le scelte sempre più consapevoli dei cittadini, forti del ruolo chiave degli agricoltori custodi di territorio, biodiversità e tradizioni culinarie, che arrivano dalle aree rurale e sono l’anima del nostro agroalimentare. Dunque, la forza dell’agriturismo e della vendita diretta insieme, più di 26 mila strutture ricettive attive in tutta l’Italia rurale e circa 260 mila aziende agricole (il 20-25% sul totale delle imprese del comparto) che vendono le materie prime che producono direttamente tra mercati, botteghe e punti vendita aziendali. Un potenziale incredibile su cui investire ancora di più -secondo le due Associazioni- assicurando snellimento burocratico, regolamenti non limitanti, incentivi che premiano l’aggregazione e l’agricoltura collante sociale ed economico nelle aree interne a rischio abbandono, promotrice di un turismo più sostenibile tra natura e borghi, e di un’alimentazione sana, secondo stagionalità e Dieta Mediterranea. Asset che sono già al centro di progetti la Spesa in Campagna-Cia. Tra questi: l’iniziativa dai banchi del mercato ai banchi di scuola, dedicata alla spesa consapevole, che mette a confronto generazioni, porta la filiera corta nelle classi tra studenti, docenti e genitori, insiste sul binomio filiera corta e formazione, rilanciando l’iniziativa popolare a sostegno della proposta di legge per l’insegnamento obbligatorio dell’educazione alimentare nelle scuole e negli enti, ma anche rafforzando le competenze interne al sistema con il sostegno di Foragri. Tornano poi le giornate della spesa consapevole, per le famiglie nei mercati contadini, e focalizzate su singole eccellenze agricole. E ancora tracciabilità e provenienza locale e regionale dei prodotti assicurata agli agriturismi, nel rispetto delle normative regionali proprio grazie alla sinergia con le botteghe contadine. Agriturismi attrattivi per nuove generazioni di imprenditori agricoli, ma anche rispetto a nuovi trend turistici, che possono diventare stazioni di servizi di prossimità lungo i Cammini d’Italia, punti di riferimento nelle aree interne e sempre più deboli di welfare e infrastrutture, richiedono -insiste da tempo Turismo Verde-Cia- una revisione delle leggi regionali dedicate, offrendo maggiore flessibilità nella gestione dell’accoglienza, nella definizione di quelli che possono essere considerati prodotti aziendali e facendo chiarezza sulle attività agricole connesse. Turismo Verde-Cia continua a puntare sulla figura dell’Agrichef, marchio registrato, tra Festival regionale e nazionale condiviso con gli istituti alberghieri d’Italia e formazione continua, sulla lotta allo spreco, attraverso il progetto 'Così buono da portarlo a casa', che anticipa e stimola le leggi nazionali sulle doggy bag. "Il nostro settore cresce, cresce a due cifre -sottolinea ad Adnkronos/Labitalia Mario Grillo, rieletto presidente di Turismo Verd-Cia- Il problema è sui costi: l'incertezza a livello internazionale e le guerre non hanno mai aiutato il mondo. Noi invitiamo alla pace, chi è in armonia con la natura e con la terra non può che auspicare questo e sperrare in futuro di crescita e integrazione. Quelli che abbiamo davanti con il nuovo mandato saranno 4 anni duri perchè le sfide da affrontare per gli agriturismi italiani sono tante, ma non ci spaventano". Tante le sfide, ribadisce Grillo, "quella del ricambio generazionale, quella dei mercati internazionali in fibrillazione che hanno effetti sui costi ma soprattutto c'è la sfida di far conoscere il nostro settore, quello degli agriturismi, delle aziende agricole con cucina, in un mondo in cui l'attenzione verso l'agricoltura di qualità c'è, ma necessita di stare sempre sul 'pezzo'. Il settore è vessato da tanta burocrazia, che allontana i giovani, e noi dobbiamo evitare che questo accada. E per farlo -spiega ancora- l'unica strada è essere vicini alle istituzioni per lavorare insieme, per avere un agriturismo sempre efficiente e guardare al futuro con fiducia". La costanza e l'impegno sono, sottolinea Grillo "una caratteristica degli agricoltori e degli agriturismi, non ci arrendiamo. Da sempre portiamo avanti il nostro settore con passione e contro tante difficoltà, che non ci fermano ma ci stimolano a ragionare con tutti gli stakeholder perchè gli agriturismi sono i custodi della terra, sono le 'stazioni di servizio' dei cammini nella natura che oggi sono sempre più richiesti. E noi saremo lì a dare tutti servizi, integrati, fruibili e moderni", conclude Grillo. E per Beatrice Tortora riconfermata alla guida di La Spesa in Campagna-Cia: "C'è un dato importante: il 64% degli italiani, 2 italiani su 3 si avvicinano in modo costante ai mercati contadini perchè vi trovano il binomio risparmio-qualità, abbinati a stagionalità e freschezza. Quindi sempre più italiani inseriscono i mercati condatidini come abitudine della spesa quotidiana, un dato importante che ci porta a investire sulla filiera corta, che è importante non solo per gli agricoltori ma anche per i cittadini", ha sottolineato Parlando del prossimo mandato Tortora ha sottolineato che "tra gli obiettivi primari c'è sicuramente continuare con il lavoro intrapreso, con eventi a supporto della spesa consapevole. La consapevolezza è fondamentale per portare sulle tavole degli italiani prodotti di qualità e del territorio. Continueremo con i progetti nelle scuole, tra i banchi dei mercati, per la spesa consapevole nelle città italiane. E' fondamentale che si accorci la distanza tra produzione e consumatore, che insieme si percorri la strada per portare sulle tavole cibo italiano, territoriale, perchè mangiare bene significa salute a tavola. Quindi continueremo su questa strada",
(Adnkronos) - Nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il risultato è legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio. Sono alcuni dei dati elaborati da Ispra nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche, trasmessi agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) e la Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (Unece). Per il 2025 si prevede un lieve aumento delle emissioni (0,3%) dovuto soprattutto a un maggiore ricorso al gas naturale per la produzione di energia elettrica, anche in relazione a una riduzione della produzione idroelettrica. Prosegue invece il calo delle emissioni associate all’uso del carbone, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione. Non tutti i settori mostrano una riduzione nel 2024: le emissioni dei trasporti, responsabili del 31% del totale nazionale e per oltre il 90% legate al trasporto stradale, continuano a crescere e risultano superiori di oltre il 10% rispetto al 1990. Insieme ai trasporti, i settori della produzione di energia (18%), del residenziale (18%) e dell’industria manifatturiera (13%) contribuiscono complessivamente a circa l’80% delle emissioni nazionali. A partire dai primi anni 2000, poi, si osserva un progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di CO2: dopo una breve ripresa post-pandemica, le emissioni tornano a diminuire mentre il Pil continua a crescere, rafforzando questa tendenza. Anche sul fronte degli inquinanti atmosferici si registrano riduzioni significative tra il 1990 e il 2024, grazie a efficienza energetica, rinnovabili, innovazione tecnologica, limiti emissivi più severi e combustibili più puliti, tra questi: ossidi di zolfo -96%; ossidi di azoto -75%; monossido di carbonio -77%; black carbon -67%; cadmio -64%; mercurio -65%; piombo -96%. Il settore energetico - spiega Ispra - resta la principale fonte di emissioni per molti inquinanti (oltre l’80%), mentre i processi industriali incidono soprattutto su particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti. Le emissioni di ammoniaca (NH3), derivano quasi esclusivamente dall’agricoltura (oltre il 90%) mentre il settore dei rifiuti, in particolare l’incenerimento, contribuisce in modo rilevante a black carbon, cadmio, esaclorobenzene e diossine. "I dati sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici ci consegnano un messaggio chiaro: il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti - spiega Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa - È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, questi numeri ci ricordano che la sfida non è ancora vinta. Ed è proprio per questo che i progressi vanno letti come uno stimolo ad accelerare, non a rallentare. Come Ispra e come Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente abbiamo il compito di garantire dati solidi, trasparenti e tempestivi, perché è sui dati che si costruiscono decisioni efficaci e politiche credibili. Abbiamo le competenze, gli strumenti e la consapevolezza per continuare a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese. Il futuro che vogliamo costruire è già in movimento: sta a noi consolidarlo, trasformando i segnali positivi di oggi in risultati strutturali e duraturi per l’ambiente e per la salute di tutti”.