ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - "Mi dispiace per quello ho fatto". Così Mark Antony Samson nel corso della confessione dell’omicidio di Ilaria Sula, la 22enne scomparsa lo scorso 25 marzo dalla sua casa di Roma e ritrovata senza vita in un'area boschiva in fondo a un dirupo nei pressi del Comune di Poli, all'interno di un valigione. Nel corso dell’interrogatorio il giovane, studente universitario come la vittima, non ha fornito però dettagli sul movente, sul giorno in cui è avvenuto l'omicidio e su come si sono svolti i fatti. Per questo gli investigatori sono al lavoro sull’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona di via Homs dove è avvenuto il delitto e sul telefono sequestrato al giovane ora in stato di fermo. Dalle indagini è emerso che il ragazzo avrebbe messo in atto un vero e proprio depistaggio, andando a casa della giovane anche nei giorni successivi alla scomparsa per chiedere alle coinquiline se avessero notizie e rispondendo con il telefono della vittima ai messaggi che arrivavano, disinstallando però i social. Telefono poi gettato in un tombino a Montesacro e ancora non trovato. Per il ragazzo al momento l’accusa è di omicidio volontario e occultamento di cadavere e i pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, nelle prossime ore chiederanno la convalida del fermo al gip. Domani verrà inoltre affidato l’incarico al medico legale per svolgere l’autopsia sul corpo della studentessa.
(Adnkronos) - La mostra a Palazzo Piacentini, sede Direzione regionale e metropolitana Inps ha “un’importanza notevole. Ritengo che l'arte sia un'occasione per visitare questo palazzo che deve essere vissuto come l'emblema della previdenza. Un palazzo di tutti i cittadini perché è stato acquistato, circa un secolo fa, con i contributi versati dei lavoratori attivi”. Lo ha detto il direttore regionale Inps Lombardia, Elio Rivezzi, intervenendo questa mattina a Milano, all’inaugurazione della Mostra collettiva di artisti internazionali “Contemporanea, per un’arte responsabile” aperta al pubblico da Inps gratuitamente. Un’iniziativa che si inserisce nella settimana milanese dell’arte e che mira a promuovere il welfare culturale in Italia, aprendo un dialogo diretto con le nuove generazioni. L’iniziativa nasce da un’idea del presidente Gabriele Fava per dimostrare che il welfare non è solo assistenza, ma anche promozione della cultura, essenziale per il diritto alla gratificazione e alla crescita personale dei cittadini. Cittadini ai quali oggi sono state aperte le porte di Palazzo Piacentini, una delle architetture più belle del primo 900. “Apriamo le porte come fatto anche in precedenza, durante le giornate del Fai quando abbiamo ricevuto tantissime visite - ricorda il direttore regionale Inps Lombardia - Credo che la mostra inaugurata oggi sia una bella occasione per Milano e per tutta la Regione”.
(Adnkronos) - Una pedalata per l'energia pulita. Le Energiadi 2025 vedono l'Istituto comprensivo Thouar Gonzaga di Milano tornare in questi giorni protagonista per una sfida che trasforma la scuola in una centrale di energia elettrica e sociale. L'evento si terrà presso la scuola Media Tabacchi, con ingresso da via Balilla, e prenderà il via venerdì 21 marzo alle 16:30 per concludersi domenica 23 marzo alle 12:30. Le Energiadi sono una maratona a squadre in cui le scuole competono pedalando su speciali biciclette capaci di produrre energia pulita. Le regole sono semplici: più pedali, più produci energia. Ma qui non conta solo la forza nelle gambe. Le Energiadi sono molto più di una gara a chi genera più watt. Sono una sfida di comunità dove si vince se si riesce a coinvolgere tutti, dai genitori ai nonni, dalle associazioni sportive ai compagni di classe, perché l’energia più potente non viene dai pedali ma dalle persone. Ci saranno otto postazioni bici e una postazione inclusiva. Di giorno si pedala liberamente, senza turni, mentre per la bicicletta inclusiva è meglio prenotare scrivendo a energiadithouar@gmail.com. L’obiettivo non è solo fare il pieno di energia rinnovabile, ma anche accendere una scintilla di consapevolezza. La scuola diventa un punto di riferimento per la comunità, un luogo dove imparare a vivere in modo più sostenibile e solidale. L’obiettivo è chiaro: far capire come funziona l’energia, promuovere stili di vita più rispettosi dell’ambiente, rafforzare i legami tra scuola e territorio e creare sinergie tra studenti, famiglie e chiunque voglia dare una mano. Il tutto con la speranza di innescare nuovi comportamenti più responsabili e duraturi. Chi vince? La scuola che accumula il punteggio energetico più alto si porta a casa la vittoria. Ma la vera sfida è costruire qualcosa che rimanga anche dopo l’ultima pedalata. Vince chi riesce a trasformare l’evento in una festa di comunità, dove tutti si sentono parte di un progetto più grande. La chiave è coinvolgere il maggior numero possibile di persone, perché più sì è più energia sociale si crea. Le 52 ore di pedalata saranno accompagnate da giochi, laboratori e attività pensate per tenere alta la partecipazione e far divertire tutti. Perché più la scuola è viva, più energia si genera. E più si parla di energia e sostenibilità, più la comunità si rende conto di quanto ognuno possa fare la differenza.