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(Adnkronos) - Si è tenuta questa mattina presso la Sala Consiliare del Comune di Piacenza la conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del PGE – Pipeline & Gas Expo, la mostra-convegno interamente dedicata alle infrastrutture energetiche del Mid-Stream ovvero alle tecnologie e ai servizi per la progettazione, costruzione, gestione e manutenzione di gasdotti, oleodotti, metanodotti, reti distributive (anche idriche) e sistemi di stoccaggio energetico. L’evento, organizzato da Mediapoint & Exhibitions si svolgerà nel Padiglione 1 di Piacenza Expo dal 4 al 6 febbraio, con una partecipazione in crescita che conta oltre 90 espositori di cui ben 14 di provenienza internazionale su circa 6.000 mq di superficie espositiva, confermandosi come unico appuntamento fieristico in Europa focalizzato in modo esclusivo sulle pipeline e sulle reti di trasporto e distribuzione dell’energia, con una formula altamente specialistica rivolta agli operatori del settore. Pge 2026 si propone, infatti, come una esclusiva occasione di confronto tra imprese, progettisti, gestori di rete, multiutilities e istituzioni su questi temi strategici, con l’obiettivo di contribuire alla sicurezza energetica del Paese, alla competitività delle imprese e alla stabilità dei costi per famiglie e sistema produttivo. Un confronto che valorizza il potenziale dell’Italia di affermarsi come hub energetico internazionale, grazie a competenze industriali consolidate, alla presenza di aziende leader e a una posizione geografica strategica che collega Nord Africa, Medio Oriente ed Europa continentale. Il tema della sicurezza energetica si inserisce in un contesto europeo ancora caratterizzato da una forte dipendenza dalle importazioni. Secondo il Med & Italian Energy Report, realizzato da SRM e dall’ESL@energycenter Lab del Politecnico di Torino, l’Italia resta dipendente dall’estero per il 74% dei propri fabbisogni energetici, un dato solo in lieve miglioramento. Allo stesso tempo, il mix energetico europeo ha registrato una profonda evoluzione: dal 2000 a oggi l’utilizzo del gas naturale è cresciuto dal 12% al 15%, mentre le fonti rinnovabili sono passate dal 15% al 47%, raggiungendo in Italia una quota pari al 49% della generazione elettrica. Un quadro che conferma il ruolo strategico del gas come fonte di transizione e la necessità di infrastrutture moderne, sicure e interconnesse per garantire continuità degli approvvigionamenti. In questo scenario, il potenziamento delle infrastrutture energetiche si conferma una priorità strategica per il sistema Paese. Secondo il Rapporto Utilities 2026 di Agici, le principali multiutility e i grandi operatori del comparto Gas & Power stanno intensificando i piani di investimento sulle reti, con programmi pluriennali che prevedono oltre 50 miliardi di euro destinati allo sviluppo e all’ammodernamento delle infrastrutture di trasporto e distribuzione entro il 2030: circa il 40% delle risorse sarà dedicato alle reti, a conferma del loro ruolo centrale nel rafforzare la sicurezza energetica, la resilienza del sistema e la competitività del Paese, rendendo PGE – Pipeline & Gas Expo un punto di riferimento strategico per il confronto su progetti, tecnologie e competenze chiave per il futuro del mid-stream energetico. Pge – Pipeline & Gas Expo gode del patrocinio di importanti enti istituzionali, tra cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, la Regione Emilia-Romagna, la Regione Liguria, l’Aeronautica Militare e il Comune di Piacenza, oltre al patrocinio internazionale di ProChile. La manifestazione si avvale inoltre del patrocinio delle principali associazioni di riferimento per il settore tra le quali Iploca, associazione internazionale che rappresenta le imprese impegnate nella progettazione, costruzione e manutenzione di gasdotti e oleodotti a livello globale, G.I.S.I. - Associazione Imprese Italiane Di Strumentazione, H2IT-Associazione Italiana Idrogeno, AIPE-Associazione Italiana Pressure Equipment, Federacciai, IIS-Istituto Italiano della Saldatura e IATT, associazione nazionale di riferimento per il settore delle tecnologie No-Dig, dedicate alla messa in opera di reti distributive interrate per gas, acqua e telecomunicazioni. Accanto all’area espositiva, Pge 2026 sarà accompagnato da un articolato programma di convegni, workshop e seminari tecnici di elevato profilo, realizzati con il supporto di istituzioni, associazioni di categoria e aziende del settore. Un approfondimento sarà dedicato a “Infrastrutture energetiche italiane e globali: stato dell’arte, progetti e prospettive delle reti che alimentano il mondo”, in programma nella giornata inaugurale dalle 14,30 alle 16. A seguire, dalle 16:30 alle 18:00, in “Sicurezza, monitoraggio e controllo delle pipelines sia offshore che onshore anche da attacchi cyber” verrà dedicato ampio spazio ai temi della sicurezza, del monitoraggio e della protezione delle infrastrutture onshore e offshore, con approfondimenti sulle soluzioni per la tutela delle pipeline da minacce fisiche e cyber. Nella giornata del 5 febbraio, dalle 9,30 alle 12,30, è previsto il convegno “Tecnologie trenchless e transizione energetica: opportunità strategica per progettare le reti gas del futuro” dedicato alle tecnologie trenchless e alle soluzioni No-Dig come strumenti strategici per la transizione energetica e per la realizzazione delle reti gas del futuro. Sempre il 5 febbraio dalle 11 alle 13, segnaliamo anche il convegno organizzato da AssoProReti sul tema “Il progettista delle reti del sottosuolo: ponte strategico tra pubblica amministrazione e gestori per il rinnovamento sostenibile delle infrastrutture”, un momento dedicato al ruolo chiave della progettazione nella modernizzazione delle reti e nel coordinamento tra Pubblica Amministrazione e gestori. Per Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & Exhibitions, "le recenti tensioni geopolitiche hanno messo alla prova il sistema energetico nazionale, che ha dimostrato una significativa capacità di resilienza grazie a stoccaggi tra i più capienti d’Europa e a una rete di trasporto e distribuzione in grado di rispondere con prontezza alle emergenze. Una resilienza che non può essere considerata un punto di arrivo, ma la base su cui costruire un rafforzamento strutturale delle infrastrutture del Paese. In questo contesto, Pipeline & Gas Expo 2026 con il suoi oltre 90 espositori confermati su una superficie espositiva di circa 6.000 metri quadri rappresenta un momento di confronto qualificato per il settore sulle sfide legate allo sviluppo di infrastrutture moderne, sicure e interconnesse, capaci di trasportare anche i gas del futuro, integrando sistemi di stoccaggio avanzati, reti sempre più digitalizzate e misure efficaci di cybersecurity a tutela delle infrastrutture critiche nazionali". "La quarta edizione del Pipeline & Gas Expo conferma Piacenza come luogo privilegiato per il confronto tra imprese, istituzioni, gestori di rete e operatori del settore energetico. - ha dichiarato il Sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi - In un contesto globale segnato da sfide complesse, dalla transizione ecologica alla sicurezza dell’approvvigionamento, eventi come PGE 2026 assumono un valore strategico: offrono occasioni concrete di dialogo e condivisione, promuovendo soluzioni innovative per reti più efficienti, sostenibili e sicure. Siamo orgogliosi che Piacenza ospiti un appuntamento unico in Europa, capace di generare ricadute significative sul piano economico e culturale e di rafforzare il ruolo del nostro territorio come piattaforma di innovazione, competenze e responsabilità nella costruzione del futuro energetico del Paese". Come ha sottolineato Giuseppe Cavalli presidente di Piacenza Expo "sono al terzo mandato alla guida di Piacenza Expo e, insieme a Mediapoint & Exhibitions, siamo cresciuti nel tempo costruendo eventi specifici ma dal valore strategico enorme, come Pipeline & Gas Expo. La fiera ha sempre lavorato per supportare al meglio manifestazioni di questo livello, rispondendo alle esigenze organizzative e logistiche in stretta sinergia con il Comune. In un anno importante anche sul piano economico-finanziario, Piacenza Expo si conferma un volano per il territorio, capace di generare oltre 200 mila presenze annue, promuovere la città e valorizzare un polo fieristico ed edilizio tra i più rilevanti a livello europeo. Ringraziamo tutti coloro che credono nel valore del nostro lavoro e guardiamo con fiducia al futuro, pronti ad affrontare nuove sfide stimolanti e avvincenti”. Come da tradizione, nella serata di mercoledì 4 febbraio 2026 si terrà la Cena di Gala di PGE nella Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza.
(Adnkronos) - Non un’intelligenza artificiale che risponde alle domande, ma una tecnologia capace di anticiparle. È questo l’approccio con cui Vidierre utilizza l’Ia nella business e media intelligence: sistemi proattivi, progettati per prevedere trend, comportamenti e criticità analizzando in modo continuo il panorama informativo. Un modello che supera l’uso reattivo dell’IA e la trasforma in uno strumento strategico per il business. A raccontare questa visione e ripercorrere la storia dell’azienda è l’amministratore delegato Antonio Rota. Da dove nasce Vidierre e come si è evoluta nel tempo? "Vidierre nasce oltre trent’anni fa e cresce insieme all’evoluzione della media intelligence. Fin dall’inizio ci siamo occupati di business e media intelligence con un obiettivo chiaro: aiutare aziende, istituzioni e media a orientarsi nella complessità informativa e a prendere decisioni fondate su dati affidabili. Oggi Vidierre è il cuore tecnologico di Assist Group, gruppo che da oltre trent’anni opera in Italia e all’estero nel settore della comunicazione. Nel tempo siamo passati dal monitoraggio tradizionale a modelli sempre più avanzati di analisi e previsione, fino allo sviluppo di Wosm", sottolinea Rota. Di cosa si tratta? "Wosm -spiega Rota- è la nostra piattaforma proprietaria di analisi, sviluppata a partire da processi avanzati di open source intelligence. Non è un semplice strumento di monitoraggio, ma un sistema pensato per offrire una visione strategica e integrata dell’impatto esterno di un’organizzazione. La piattaforma raccoglie, gestisce ed elabora oltre 2,5 miliardi di dati, integrando fonti interne - come tracciati audio provenienti da call center, file e database - con fonti esterne, tra cui TV, stampa, radio, siti web e social network. Analizziamo sia contenuti strutturati che non strutturati, restituendo un quadro informativo ampio, coerente e costantemente aggiornato". Quanto conta il fattore umano in un sistema così tecnologicamente avanzato? "Conta moltissimo. La tecnologia da sola -rimarca Rota- non basta. Wosm è il risultato del lavoro congiunto di programmatori, linguisti, data analyst, ricercatori e professionisti della comunicazione esperti in media intelligence. È questa integrazione tra competenze tecnologiche e capacità interpretative umane che ci permette di dare senso ai dati e trasformarli in conoscenza utile". L’intelligenza artificiale è centrale nel vostro modello. in che modo la utilizzate? "In modo proattivo. Non parliamo di sistemi che si limitano a rispondere a una domanda o a un input, ma di modelli progettati per anticipare esigenze, comportamenti e criticità, analizzando in modo continuo i flussi informativi e i media. È un vero cambio di paradigma: dall’Ia reattiva ad un approccio proattivo all’Ia, capace di individuare segnali deboli, trend emergenti e possibili scenari evolutivi prima che diventino evidenti". Cosa si distingue Vidierre dai competitor? "Il primo elemento distintivo è l’approccio integrato: analizziamo tutti i media, tradizionali e digitali, all’interno di un’unica piattaforma, cogliendo connessioni e dinamiche trasversali che sistemi più frammentati non riescono a intercettare. Inoltre, tutte le nostre analisi si basano su fonti aperte, selezionate e pesate in base a criteri di credibilità e autorevolezza da un team di esperti. È un aspetto fondamentale per contrastare la disinformazione e garantire dati attendibili", aggiunge Rota. Tecnologia e responsabilità: che peso ha il tema dell’etica? "Per noi è centrale. Abbiamo un approccio umanistico alla tecnologia: costruiamo sistemi trasparenti, tracciabili e rispettosi della privacy, perché crediamo che l’innovazione debba andare di pari passo con la responsabilità sociale. Solo così l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento di progresso reale, capace di generare valore senza perdere di vista la persona", sottolinea. Progetti futuri? "Ne abbiamo molti in cantiere, oltre ai numerosi progetti legati alle attività dei nostri clienti stiamo anche lavorando all’organizzazione di un evento in cui presenteremo una serie di analisi su diversi temi", conclude Rota.
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.