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(Adnkronos) - A Milano Cortina c’è uno sciatore che non gareggia per l’Italia, ma che di sicuro avrà anche il supporto azzurro alle Olimpiadi. Dopo Giovanni Franzoni, Dominik Paris, Mattia Casse e gli altri italiani, ai Giochi c’è pure Rafael Mini. Ha diciassette anni, è l’unico atleta di San Marino qualificato. Dal Monte Titano a Bormio, per divertirsi e godersi l’esperienza della vita: “Emozioni? Sono calmo, so di essere in un momento di grande forma” spiega all’Adnkronos prima del suo esordio nel gigante sabato 14 febbraio. Mini sorride e racconta la sua prima esperienza alle Olimpiadi, fatta saltando la scuola per qualche settimana: “Qui devo solo fare ciò che so, mi sento pronto. In questi giorni mi sono allenato tanto, anche in condizioni simili alla gara. Sto molto bene. Non punto al podio, voglio godermi il momento e divertirmi”. Sulla Stelvio di Bormio, Rafael sarà un po’ il 197° atleta della delegazione, andando ad aggiungersi ai 196 atleti che venerdì scorso hanno sfilato con il tricolore nella cerimonia inaugurale. Lui, quella sera, era portabandiera per San Marino: “Mi guardavano tutti alla tv, che orgoglio. Prima di partire, la mia famiglia mi ha detto di divertirmi e sorridere. Domani verranno tutti su a fare il tifo e ci sarà anche mia sorella Camila, di 12 anni. È più emozionata di me. I Capi di Stato di San Marino mi hanno ringraziato e fatto i complimenti. Mi hanno detto di portare in alto la bandiera”. Ai piedi del Monte Titano, a due passi da casa, ha imparato a sciare su una pista in plastica: “Con neve e ghiaccio simulati”. E il viaggio fino alle Olimpiadi lo ha visto sciare anche in... un centro commerciale di Dubai: "Per guadagnare punti utili in Coppa del Mondo". Mini si sta godendo le Olimpiadi invernali dando un occhio anche agli italiani, che nella prima giornata di gare hanno regalato emozioni con la doppia medaglia in discesa di Franzoni e Paris: “Allenamenti con Giovanni? No, lui scia su altre piste perché fa discipline veloci. Ma l’ho incontrato il giorno della gara, gli ho chiesto una foto con la medaglia. Poi aveva dei controlli da fare ed è scappato. Abbiamo parlato nei giorni successivi, mi sono complimentato con lui ed è stato gentilissimo. È un mito, un grande davvero”. Fin qui, un solo rammarico per il suo viaggio a cinque cerchi: “Esserci è bellissimo, ma mi dispiace un po’ non avere il Villaggio olimpico. Per conoscere tanti atleti di diverse parti del mondo”. Prima dell’esordio, c’è tempo anche per voltarsi indietro: “È stato un percorso lungo. Da ragazzino suonavo il violino. Era una sfida appassionante, ma inconciliabile con lo sport ad alto livello. Sono contendo della scelta fatta, almeno sono arrivato alle Olimpiadi”. Per godersela, anche con la libertà di fare qualche pronostico: “Gigante? Per me vince Odermatt, lo slalom lo vince McGrath”. (di Michele Antonelli, inviato a Bormio)
(Adnkronos) - Cresce nelle pmi italiane la consapevolezza del ruolo decisivo delle competenze manageriali nella gestione dei passaggi critici del proprio percorso di crescita: ricambio generazionale, nuovi assetti societari, trasformazione digitale, sempre più spesso trovano nella formazione dei dirigenti la leva capace di trasformare i processi di cambiamento in nuove leve di competitività. Lo conferma la graduatoria dei piani formativi finanziati con l'Avviso 2/2025 di Fondirigenti, pubblicata ieri, che fotografa bisogni, priorità e livelli di maturità delle imprese chiamate a governare, al loro interno, cambiamenti rapidi e complessi. Sono 152 i piani finanziati, che coinvolgeranno 239 dirigenti per un totale di 13.753 ore di formazione, con una media di 57,6 ore per dirigente e una richiesta media di finanziamento di poco più di 12mila euro per piano. Il dato più significativo è che il 75% dei piani formativi presentati ha superato la soglia di ammissibilità, con oltre la metà dei progetti idonei (53%) nella fascia più alta di valutazione, tra 85 e 100 punti. Una positiva evoluzione, che conferma il trend già evidenziato con i precedenti Avvisi, segno dell’elevata qualità delle proposte e di una progettualità più matura e consapevole da parte delle imprese. Vista la qualità complessiva dei progetti e dell'ampiezza della risposta, il cda di Fondirigenti ha deliberato di andare oltre lo stanziamento iniziale di 1,5 milioni di euro, euro per finanziare tutti i 152 piani idonei, per un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro che premia la crescita della progettualità nelle pmi. "La graduatoria - sottolinea Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - restituisce l'immagine di pmi sempre più consapevoli del fatto che, per attraversare fasi complesse come un passaggio generazionale o un'operazione societaria, servono competenze adeguate di governo, metodo e visione, dove la formazione può fare la differenza Colpisce, in particolare, la crescita della qualità progettuale degli interventi, nelle fasce di merito più alte, segno che le imprese stanno investendo in percorsi sempre più concreti e immediatamente utili, per prendere decisioni migliori e più tempestive". A livello territoriale, Veneto ed Emilia-Romagna hanno registrato il maggior numero di piani approvati, seguite dalla Lombardia; nel Mezzogiorno spicca la Campania. Diverse regioni con poche candidature hanno tuttavia raggiunto il 100% di approvazione, indice di una capacità progettuale solida e diffusa. I piani valutati evidenziano una adeguata correlazione tra i processi di 'metamorfosi' aziendale e i percorsi di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali, funzionali a ridefinirne l’identità, la struttura organizzativa e la visione strategica. I casi più virtuosi testimoniano un pensiero strategico di cambiamento, volto a garantire continuità e crescita nel lungo periodo, che comporta una profonda trasformazione culturale e organizzativa. Rispetto ai contenuti, i progetti nell'area del passaggio generazionale mostrano una forte attenzione alle competenze in materia di governance, alla mappatura e valorizzazione delle competenze, al mentoring e trasferimento del know-how, alla definizione di KPI e sistemi di performance management per rendere la transizione più solida. Dal canto loro, l'area delle operazioni societarie evidenzia un approccio orientato al rafforzamento strutturale delle competenze manageriali, con focus ricorrenti su finanza strategica, valutazione d'impresa, compliance e gestione del rischio, spesso con un'attenzione che si estende alla conoscenza delle filiere e dei mercati internazionali. L'area della trasformazione digitale funzionale alla crescita delle pmi si conferma infine di particolare interesse, soprattutto sui temi dell’Intelligenza Artificiale, integrazione dei sistemi, cybersecurity, analytics e governance dei dati. "Con l'Avviso 2/2025 - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - abbiamo voluto mettere a fuoco i momenti chiave in cui le Pmi si giocano continuità e competitività, ovvero il ricambio generazionale, gli assetti societari e la trasformazione digitale come leva di efficienza e di governo La risposta così ampia e di elevata qualità pervenuta dalle imprese conferma, da un lato, lo straordinario ruolo abilitante della formazione continua nelle grandi trasformazioni aziendali, dall'altro chiama sempre più in causa Fondirigenti come partner delle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni, per aiutarle a trasformare cambiamento e complessità in momenti di opportunità di crescita". "Il Fondo sottolinea - ha sempre avuto come tratto distintivo quello della qualità dell'azione formativa: l'innalzamento dell'asticella e la qualità dei piani ricevuti mostrano che il sistema produttivo e manageriale è pronto ad impegnarsi in questa direzione". La graduatoria completa è disponibile sul sito di Fondirigenti: https://www.fondirigenti.it.
(Adnkronos) - "L’Italia è tra i paesi leader in alcune filiere, può guidare la nuova industrializzazione europea e rivendicare le proprie eccellenze". Lo dice Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, durante la presentazione dei risultati della terza edizione del progetto 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy' a Roma. “Abbiamo un problema su alcune filiere industriali storicamente deindustrializzate, come chimica e siderurgia, la cui crisi parte dagli anni ’90 e non è colpa del Green Deal europeo”, ha aggiunto Ciafani, sottolineando l’urgenza di azioni concrete. “Vogliamo fare in modo che il Clean Industrial Deal europeo possa vedere l’Italia protagonista, contribuendo alla nuova reindustrializzazione del Vecchio Continente”. Legambiente ha così presentato il Libro bianco con 30 proposte, frutto di un percorso di confronto con le imprese più innovative iniziato nel luglio 2025, “per orientare le politiche industriali verso sostenibilità, innovazione e occupazione green. Speriamo che le politiche industriali possano partire anche dalle nostre 30 proposte”.