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(Adnkronos) - L'obesità è un fattore di rischio ulteriore associato a numerose patologie. E' noto il legame con il quadro cardiovascolare. Un nuovo studio, ora, accende i riflettori sul collegamento tra l'obesità e le malattie infettive, con dati eloquenti. Una ricerca pubblicata da The Lancet ha coinvolto oltre 540mila persone e ha evidenziato il legame, suggerendo che chi soffre di obesità ha una probabilità del 70% maggiore di essere ricoverato in ospedale o di morire per una malattia infettiva, con un pericolo triplicato in caso di obesità grave. Applicando queste stime di rischio ai dati globali, gli autori calcolano che l'obesità è associata a 1 su 10 decessi correlati a infezione registrati a livello internazionale in 1 anno, pur con una variabilità significativa da Paese a Paese: risulta collegata a obesità circa 1 morte su 6 per malattie infettive nel Regno Unito e 1 su 4 negli Usa. Considerato l'aumento dei tassi di obesità nel mondo, i ricercatori ritengono probabile che il numero di infezioni gravi legate alla patologia sia destinato ad aumentare nei prossimi decenni. Durante la pandemia di Covid le persone obese avevano più probabilità di ricovero o morte per infezione da Sars-CoV-2, ma mancavano prove di questo link per le malattie infettive in generale. Gli scienziati hanno cercato di colmare la lacuna utilizzando i dati su oltre 67mila adulti coinvolti in due studi in Finlandia e su oltre 470mila adulti compresi nel dataset della UK Biobank per esaminare la relazione tra obesità e malattie infettive gravi. I partecipanti hanno ricevuto una valutazione dell'indice di massa corporea (Bmi) all'inizio degli studi e sono stati poi seguiti per una media di 13-14 anni. L'età media all'inizio dell'analisi era di 42 anni per gli studi finlandesi e di 57 anni per la coorte inglese. Gli autori hanno così rilevato che le persone con obesità (Bmi uguale o superiore a 30) presentavano un rischio di ospedalizzazione o morte per qualsiasi malattia infettiva del 70% maggiore rispetto a chi aveva un Bmi compreso tra 18,5 e 24,9. La probabilità cresceva gradualmente insieme al peso corporeo, fino appunto a triplicare in caso di obesità più grave (Bmi uguale o superiore a 40). I ricercatori hanno esaminato nel dettaglio 10 malattie infettive comuni: per la maggior parte - tra cui influenza, Covid-19, polmonite, gastroenterite, infezioni del tratto urinario e infezioni delle vie respiratorie inferiori - l'obesità aumentava il rischio di ricovero o morte. Il legame non è emerso per l'Hiv grave o la tubercolosi. Gli scienziati hanno poi utilizzato i dati sulla mortalità per malattie infettive tratti dallo studio Global Burden of Diseases (Gbd) per modellare l'impatto dell'obesità sui decessi per infezioni in diversi Paesi, regioni e a livello globale. L'analisi ha suggerito che 0,6 milioni su 5,4 milioni di decessi per malattie infettive a livello globale nel 2023 erano associati all'obesità: il 10,8%, appunto 1 su 10. Fra i Paesi ad alto reddito gli Stati Uniti presentavano la percentuale più alta (25,7%, 35.900 su 139.400); in Uk il dato era del 17,4% (7.300/42.000), mentre la percentuale più bassa era quella del Vietnam (1,2%, 600/50.500). Gli autori invitano comunque a interpretare con cautela i risultati della ricerca, rimarcandone diversi limiti. In particolare il fatto che lo studio si basa su dati osservazionali e non può confermare il nesso causale dell'associazione obesità-infezioni. Inoltre, ricordano, le coorti finlandesi e la UK Biobank non sono rappresentative della popolazione generale. "La nostra scoperta che l'obesità è un fattore di rischio per un'ampia gamma di malattie infettive suggerisce che potrebbero essere coinvolti ampi meccanismi biologici", afferma Mika Kivimäki dell'University College di Londra, che ha guidato la ricerca. "E' plausibile che l'obesità indebolisca la capacità del sistema immunitario di difendersi da batteri, virus, parassiti o funghi infettivi, causando quindi malattie più gravi - sottolinea - I dati derivanti dagli studi sui farmaci dimagranti Glp-1 sono in linea" con questa ipotesi, "poiché ridurre l'obesità sembra anche ridurre il rischio di infezioni gravi, oltre a comportare molti altri benefici per la salute". In ogni caso, "sono necessarie ulteriori ricerche per confermare i meccanismi alla base di queste associazioni". Per abbassare il rischio di infezioni gravi, così come di altri problemi di salute legati all'obesità, gli scienziati evidenziano un "bisogno urgente di politiche che aiutino le persone a rimanere in salute e a favorire la perdita di peso, come l'accesso a cibo sano a prezzi accessibili e opportunità di attività fisica. Inoltre, se una persona è obesa è particolarmente importante mantenere aggiornate le vaccinazioni raccomandate". Commenta lo studio anche Volkan Demirhan Yumuk, presidente dell'Associazione europea per lo studio dell'obesità (Easo) ed endocrinologo clinico dell'università di Istanbul-Cerrahpaşa: "L'obesità aumenta il rischio di malattie gravi e di morte per malattie infettive, favorendo al contempo l'insorgenza di altre importanti patologie non trasmissibili tra cui malattie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro. Queste nuove evidenze evidenziano ulteriormente l'urgente necessità che i sistemi sanitari, nelle politiche e nella pianificazione, diano priorità all'obesità come grave malattia non trasmissibile".
(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della bellezza professionale, del benessere e delle medical aesthetics, capace di mettere in relazione imprese, operatori, ricerca e formazione. Secondo l’ultimo Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2024 con un valore di produzione pari a 16,5 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un’incidenza sul Pil nazionale prossima al 2%. Un risultato trainato soprattutto dall’export, che rappresenta ormai quasi il 48% della produzione complessiva e ha superato i 7,9 miliardi di euro (+12%), portando la bilancia commerciale a 4,7 miliardi di euro. Solida anche la domanda interna, con i consumi che hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+6,9%). Nel complesso, il sistema economico della cosmetica, che include produzione, filiera a monte e distribuzione, genera un fatturato pari a 41,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 30,8 miliardi, equivalente al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero nazionale. Rilevante anche l’impatto occupazionale: l’intera filiera cosmetica in Italia coinvolge circa 440.000 addetti, confermandosi come uno dei comparti più dinamici in termini di occupazione. In questo scenario, il Lazio riveste un ruolo di primo piano, posizionandosi al secondo posto in Italia per quota di fatturato del settore, con il 7,6% del totale nazionale, e al sesto posto per numero di imprese cosmetiche, con una quota del 5,5%. A livello locale, i dati della Camera di Commercio di Roma indicano circa 12.000 operatori della bellezza attivi sul territorio di Roma e provincia, di cui il 60% acconciatori e il 40% estetiste, a conferma del peso economico e occupazionale del comparto nella Capitale. È proprio da questa base che nasce e si sviluppa 'Roma International Estetica', evento B2B che intreccia esposizione commerciale, innovazione tecnologica, formazione certificata e divulgazione scientifica. L’edizione 2026 pone al centro l’evoluzione dell’estetica professionale verso un approccio sempre più scientifico, medical-oriented e consapevole, con un’ampia presenza di tecnologie avanzate per la cura di viso e corpo, presentate attraverso dimostrazioni e trattamenti dal vivo. Cuore culturale della manifestazione è il programma formativo articolato nelle tre aree 'RIEHello', 'RIEOlos' e 'RIEAcademy', che affrontano temi legati a salute, prevenzione, benessere psicofisico, sicurezza e responsabilità professionale, con il contributo di medici, ricercatori e formatori di alto profilo. Accanto all’offerta espositiva e formativa, Roma International Estetica rinnova anche il suo impegno sul fronte della prevenzione, offrendo al pubblico screening gratuiti su prenotazione: dall’esame baropodometrico alle consulenze chinesiologiche, nutrizionali e fisioterapiche, fino agli approfondimenti multidisciplinari su pavimento pelvico e lipedema. Le prenotazioni sono disponibili via mail all’indirizzo screening@romainternationalestetica.it. Con il concept 'Identità Futura', Roma International Estetica 2026 si propone come osservatorio privilegiato su un settore in forte trasformazione, capace di coniugare crescita economica, occupazione, innovazione e benessere, rafforzando il ruolo di Roma e del Lazio come hub strategico della bellezza professionale in Italia.
(Adnkronos) - BolognaFiere annuncia il lancio di BeFire, nuova manifestazione fieristica internazionale dedicata al mondo del fuoco e del riscaldamento a biomassa, in programma a Bologna dal 10 al 12 febbraio 2027. Con l’organizzazione di BeFire, BolognaFiere - spiega una nota - rafforza ulteriormente il proprio calendario inaugurando a Bologna un progetto concepito fin dall’origine come piattaforma europea, capace di superare i confini dei singoli mercati nazionali e di diventare un punto di riferimento per l’intera filiera continentale. L'evento intende dare visibilità, valore e prospettiva ad uno dei comparti strategici della transizione energetica. Oggi l’energia prodotta da biomassa - legna da ardere, pellet e cippato - rappresenta la prima fonte di energia rinnovabile in Italia e la seconda per il riscaldamento domestico. BeFire si propone come una piattaforma internazionale di riferimento per il business, l’innovazione e il confronto tra tutti i protagonisti della filiera. Per tre giorni, BeFire creerà opportunità di networking e presenterà le più importanti novità tecnologiche del comparto, valorizzando i risultati raggiunti dai produttori nella riduzione delle emissioni di polveri sottili, nel miglioramento dei rendimenti degli apparecchi e nelle soluzioni dedicate alla qualità dell’aria. Ampio spazio sarà riservato anche alle start-up, soprattutto a quelle impegnate nello sviluppo di tecnologie avanzate e nuove applicazioni. BeFire sarà anche occasione per rafforzare le relazioni internazionali, costruire nuove partnership e riscoprire il valore culturale ed emozionale del fuoco “BeFire nasce per rafforzare la competitività di un settore strategico per la transizione energetica - dichiara Antonio Bruzzone, Ceo di BolognaFiere - Vogliamo costruire una piattaforma europea di riferimento in cui industria, filiera, istituzioni e mercato possano confrontarsi in modo strutturato su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e allineamento normativo. Un luogo capace di accompagnare l’evoluzione del riscaldamento a biomassa, valorizzandone il contributo industriale, energetico e occupazionale. BeFire rappresenterà al meglio la vocazione internazionale di BolognaFiere. Questo comparto ha bisogno di allargare i propri confini, di spingere sull’innovazione non solo di prodotto ma anche di modello di business, e di ritrovare il valore estetico ed emozionale del fuoco”.