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(Adnkronos) - Nel Limburgo a febbraio fa freddo, specie se, come oggi, piove e tira vento. Se n'è accorta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha affrontato il doorstep all'ingresso in giacca e camicia, senza proteggersi con un capospalla. "Mi sto congelando", ha confessato verso la fine dello scambio con i cronisti, nel cortile del castello di Alden-Biesen, nel comune di Bilzen (Limburgo, Fiandre). Il castello fondato dall'Ordine Teutonico nell'XI secolo, ricostruito poi tra il Cinquecento e il Settecento, è stato scelto dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa per favorire la discussione tra i leader in un contesto più informale dell'Europa Building. Informale lo è di sicuro, ma non è certo confortevole come una masseria pugliese o una spiaggia greca. Anche se il termometro segna dieci gradi sopra zero, come a Bruxelles, qui la temperatura percepita attualmente è di soli 3 gradi, principalmente a causa della pioggia e delle folate di vento, che raggiungono i 41 km orari. Il Consiglio non ha ancora chiarito quanto sia costata la 'trasferta' nel Limburgo, che ha comportato il trasferimento dell'intera 'bolla' bruxellese, inclusa una numerosissima componente di giornalisti, come in tutti i vertici Ue. I cronisti sono stati trasportati in autobus dalla capitale stamani e vi faranno ritorno questa sera (per arrivare da Bruxelles al castello occorre circa un'ora e mezza). Il summit nel Limburgo ha rischiato seriamente di trasformarsi in un ennesimo vertice bruxellese. In lontananza stamani si sentivano chiaramente i clacson dei trattori: una protesta degli agricoltori era temuta dal Consiglio, tanto che, a quanto si apprende, era pronto un piano B, cioè tenere il summit informale a Bruxelles. Anche l'anno scorso il progetto di tenere l'informale sulla difesa lontano dalla capitale belga era naufragato davanti alle difficoltà logistiche, e si era ripiegato sul Palais d'Egmont a Petit Sablon, per cambiare contesto. Ieri sera l'Europa Building è stato bonificato, come accade in occasione dei Consigli Europei formali, e chi ha un ufficio al Residence Palace, dietro all'Europa, ha ricevuto un avviso riguardante le limitazioni all'accesso, come succede in occasione dei vertici. Il piano B, tuttavia, non è scattato, e il summit si sta svolgendo come previsto al castello, probabilmente perché le forze dell'ordine sono riuscite a bloccare gli accessi al maniero e a tenere i trattori, pronti a rovinare ai leader la trasferta nel Limburgo, a distanza di sicurezza.
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.