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(Adnkronos) - Centinaia di morti in Iran, dove le proteste di piazza vengono represse nel sangue. Donald Trump valuta una serie di opzioni militari con la possibilità di colpire il regime di Teheran. "Alcuni manifestanti sono morti nella calca, alcuni sono stati colpiti. Avrò un report completo e prenderemo una decisione", dice il presidente americano a bordo dell'Air Force One diretto dalla Florida verso Washington. "L'Iran minaccia di attaccare le nostri basi? Se lo fanno, li colpiremo ad un livello mai visto. Useremmo una forza notevole", dice Trump. Al presidente viene chiesto se l'Iran prenda sul serio le minacce di Washington: "Dopo tutto quello che abbiamo fatto, è una domanda stupida". Dopo l'ennesima giornata di violenza in Iran, le vittime in totale sarebbero oltre 500 dall'inizio delle manifestazioni. Secondo l'ong statunitense Human Rights Activists News Agency, sarebbero morti almeno 490 manifestanti e avrebbero perso la vita anche 48 agente. Gli arresti nel paese sarebbero oltre 10mila. La fondazione del premio Nobel Narges Mohammadi, invece, ha denunciato di "aver ricevuto resoconti assolutamente orribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane''. Queste sparatorie, si legge, avrebbero ''causato la morte di oltre duemila manifestanti". Video verificati dalla Cnn e provenienti dalla provincia di Teheran mostrano una folla di persone al Kahrizak Forensic Medical Center mentre cercano di identificare i propri cari tra centinaia di cadaveri. Le persone sono radunate davanti a un monitor che mostra le foto dei defunti e secondo le informazioni visualizzate sullo schermo potrebbero esserci fino a 250 corpi. Un'altra clip dalla struttura forense mostra corpi in sacchi neri allineati su un marciapiede fuori dall'edificio, con persone radunate intorno. Si sentono urla di angoscia e si vedono persone piangere accanto ai corpi. Alcuni corpi vengono adagiati su un'area sterrata vicino all'edificio, mentre le famiglie cercano freneticamente i loro cari. L'agenzia di stampa statale Tasnim diffonde un video con scene dall'istituto di medicina legale. La clip mostra il giornalista dell'agenzia che parla con persone in lutto che raccontano che i loro parenti non erano manifestanti. Un uomo in lutto racconta in lacrime al giornalista che la sua amata è stata colpita alla testa da un sasso e che la vittime era filo-governativa. Parlando alla telecamera il giornalista afferma che tra le vittime ci sono anche manifestanti che "miravano a scontrarsi" con le forze di sicurezza o "volevano impadronirsi di una base militare o qualcosa del genere e potrebbero aver usato armi". "Ma la maggior parte di queste persone erano persone comuni e le loro famiglie sono famiglie comuni", aggiunge. Il governo iraniano, nelle stesse ore, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale in onore delle vittime della "battaglia di resistenza" contro le proteste. Il presidente Masoud Pezeshkian si è detto "profondamente commosso" dalla perdita di vite umane e ha invitato gli iraniani a unirsi alla Marcia di resistenza nazionale oggi. La giornata di lunedì 12 gennaio sarà caratterizzata da "raduni nazionali" per denunciare le proteste in corso, come riporta l'agenzia di stampa Irna. Una delle controproteste avrà luogo in piazza Enqelab, nel centro di Teheran, a partire dalle 14 ora locale. L'obiettivo, spiegano i media iraniani, sarebbe quello di "condannare le azioni dei rivoltosi e dei terroristi armati". Davanti a questo scenario - e dopo gli avvertimenti lanciati negli ultimi giorni - Trump sta esaminando una serie di potenziali opzioni militari, secondo le informazioni fornite alla Cnn da due funzionari. Il presidente americano ha ricevuto documenti relativi a eventuali piani di intervento: le valutazioni riguardano anche opzioni che non comportano l'uso diretto della forza militare. Le riflessioni delle prossime ore saranno determinanti per definire la strategia. Un eventuale attacco, però, potrebbe non essere immediato: le operazioni per preparare l'azione dovrebbero essere completate in toto e la procedura richiederebbe tempo. All'interno dell'amministrazione, c'è chi teme che un eventuale raid - magari contro strutture non militari a Teheran - potrebbe penalizzare le proteste inducendo una parte della popolazione a sostenere il regime. Non viene esclusa l'ipotesi di una reazione di Teheran che potrebbe innescare un'escalation nella regione. Il giorno chiave potrebbe essere martedì 13 gennaio. Domani, come riferisce il Wall Street Journal, Trump avrà martedì un briefing con i suoi collaboratori senior per discutere una serie di misure per rispondere alla repressione iraniana. Il 'menù comprende anche azioni informatiche ed economiche. Durante l'incontro voluto dal presidente con alti funzionari dell'amministrazione si parlerà di una strategia complessiva, che comprende anche il rafforzamento delle fonti antigovernative online, l'impiego di armi informatiche contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al regime. Sul tavolo, anche attacchi militari. Alla riunione dovrebbero partecipare il Segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il Generale Dan Caine. Secondo il Wsj non è previsto che Trump prenda una decisione definitiva durante l'incontro, poiché la valutazione è ancora in una fase iniziale. Un nuovo attacco aereo contro l'Iran sarebbe il secondo autorizzato da Trump al Paese. Ad agosto 2025, i bombardieri stealth B-2 hanno danneggiato gravemente tre siti nucleari iraniani. Nel mosaico studiato dalla Casa Bianca c'è spazio anche per Elon Musk. Una delle opzioni in discussione è la possibilità di inviare in Iran terminali di Starlink, servizio internet satellitare che fa capo al magnate, per la prima volta durante l'amministrazione Trump. Questa soluzione potrebbe aiutare i manifestanti a evitare il blocco di internet nel Paese, com'è avvenuto di recente. L'accesso online in Iran è bloccato da giorni, come evidenzia la ong di monitoraggio della sicurezza informatica Netblocks. "La connettività con il mondo esterno che rimane solo all'1% del suo livello abituale", afferma la ong su X. "Il crollo delle telecomunicazioni continua a influire sulla capacità della popolazione di accedere alle informazioni e di comunicare con i propri cari", si sottolinea. L'amministrazione Trump, d'altra parte, è anche consapevole che agire in modo 'quasi simbolico', danneggiando il regime senza indebolirlo realmente, potrebbe demoralizzare i manifestanti, ad oggi convinti che Washington li sosterrà.
(Adnkronos) - VO Vintage cresce ancora. La manifestazione di Italian Exhibition Group accoglie nel quartiere fieristico di Vicenza il pubblico di appassionati e collezionisti con 55 espositori, il 25% in più rispetto alla scorsa edizione di settembre. L’ingresso dal 16 al 19 gennaio è gratuito, previa registrazione online sul sito di manifestazione. Pochi click per un viaggio tra preziosi d’epoca con 28 tra i migliori dealer della gioielleria vintage italiani ed esteri. Saranno invece 27 i dealer dell’orologeria, dove trovare e acquistare il secondo polso iconico dei desideri. Non solo. Oltre ad aumentare l’offerta del marketplace, VO Vintage nella giornata di sabato 17 propone al pubblico degli appassionati di lancette tre appuntamenti di spessore dedicati alla provenienza, alla rarità e alla conservazione dei pezzi storici. Tappa obbligata è la mostra dedicata a una vera icona: il Gmt-Master con quadranti Gilt (1960-1967). VO Vintage si tiene nella Hall 8.1 della Fiera, ingresso e uscita dalla porta Ovest, al mezzanino cui si accede con le scale mobili. Tra i 28 espositori di gioielleria vintage, Zagari da Napoli, quinta generazione di gioiellieri specializzati in vintage signed jewellery, diamanti di taglio antico e pietre di colore. La bergamasca E.L.A. Antichità, da 25 anni punto di riferimento in Italia per appassionati di gioielleria d’epoca e vintage. I Santi Medici, spazio d’arte che a La Spezia unisce preziosi d’epoca provenienti da collezioni nobiliari, che portano con sé storie peculiari. La cremasca Italian Vintage Jewellery, fondata da due gemmologi con esperienze per grandi maison internazionali dei diamanti e della gioielleria, si rivolge a un pubblico di collezionisti informati e sensibili alla qualità gemmologica. EL&L Finery di Lisa Finkelman van der Plas porta l’esperienza e il gusto di una 'figlia d’arte' riconosciuta per pezzi da collezione europei unici dall’antiquariato tardo Ottocento-primo Novecento fino al vintage dagli anni ’60 agli ’80. Per l’orologeria, tra gli altri: Vintage Watches di Stefano Mazzariol, Vintage Watches and Cars di Andrea Foffi, Il Quadrante di Antonio Nocco, Prezioso, Vintage Watches Milano e Mr. Tempo Prezioso. Tecnologia oggi ormai abbandonata, il quadrante Gilt ha segnato un’epoca dal 1960 al 1967 grazie a lucentezza e toni caldi dell’oro. Chi possiede un Gmt-Master ha di sicuro un piccolo tesoro. VO Vintage ne porta in mostra al pubblico ben 15, tutti in ordine cronologico, grazie a prestiti di privati e di dealer. Una mostra completa di memorabilia e materiali pubblicitari storici e curata da Fabrizio Artioli, Marco Di Falco e Andrea Piccinini che dialogheranno con esperti italiani nel terzo evento di sabato 17. Sabato, giornata di eventi a VO Vintage (tutti in Sala Canova). Alle 11:30 con 'Gli stati generali del vintage', un confronto tra alcuni dei protagonisti italiani del collezionismo: Stefano Mazzariol, Tony Musumeci, Andrea Foffi, Antonio Nocco in dialogo con Michele Mengoli, Giorgione e Jacopo Giudici. Alle 14 il professor Guido Pancani, della Fondation Haute Horlogerie di Ginevra, presenta il suo Storia dell’orologeria Italiana, un percorso dalle origini medievali alla rinascita del Made in Italy. Per chiudere alle 15 con la presentazione del libro Gmt-Master 1675 - The Gilt Era, dedicato ai quadranti in mostra nella Hall 8.1. Il volume è ricco di analisi tecniche, studio dei materiali e dei processi produttivi con utili confronti tra esemplari e approfondimenti sul contesto culturale e di design degli anni Sessanta.
(Adnkronos) - Sono 2,4 milioni - il 9,1% del totale - le famiglie che nel 2024 si sono trovate in condizione di povertà energetica secondo l’Oipe, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica. Un valore che, pur rappresentando il massimo storico della serie, risulta solo in lieve aumento rispetto all’anno precedente quando la povertà energetica toccava 2,36 milioni di famiglie, il 9%. Queste le evidenze presentate oggi a Milano durante il seminario 'La povertà energetica in Italia', ospitato da Arera e promosso da Oipe e Fondazione Banco dell’energia, ente filantropico che ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere persone e famiglie vulnerabili attraverso progetti solidali. A livello territoriale la quota di famiglie aumenta nelle Isole (+0,8%) e nel Nord Ovest (+0,7%) mentre si riduce di quasi 1 punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nord Est. Si conferma inoltre una maggior concentrazione del fenomeno nelle periferie e nei piccoli centri. A livello regionale, la percentuale di famiglie in povertà energetica oscilla tra il 5% del Lazio e il 18,1% della Puglia (nel 2023 ultima in classifica era la Calabria). La Sardegna è la regione che registra l’incremento maggiore (+2,8 punti percentuali) seguita dal Piemonte (+2,3 p.p.) e dall’Umbria (+1,6 p.p.). Bene invece la Basilicata (-3,7 p.p.) seguita dalla Campania (-1,8 p.p.) e dalla Calabria (-1,7 p.p.). “La povertà energetica è un fenomeno che riguarda strutturalmente oltre 2 milioni di famiglie, in particolare nelle aree periferiche, piccoli centri, e che affligge le famiglie con minori e stranieri. Occorre intervenire sul fronte delle politiche di contrasto per renderle più selettive ed efficaci”, dice Luciano Lavecchia, economista, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica. La quota di famiglie in povertà energetica con minori è in aumento rispetto al 2023 (+0,8 punti percentuali) e si attesta all’11,4% del totale, un dato superiore alla media complessiva (9,1%). Il fenomeno interessa 1,1 milioni di bambini, in riduzione del 5% rispetto all’anno precedente. L’incidenza della povertà energetica rimane più concentrata nelle famiglie la cui persona di riferimento è straniera. In particolare, rispetto al 2023, c’è una significativa riduzione del numero di minori coinvolti appartenenti a famiglie straniere (-12,5%) a fronte di una riduzione più contenuta per quelli di famiglie italiane (-1,2%). A livello territoriale, si riduce il numero complessivo di minori coinvolti nel Mezzogiorno (-22%) e nel Centro (-4%) a fronte di un aumento nel Nord (+9%). In generale, l’incidenza del fenomeno è maggiore nelle famiglie 'straniere', sia con minori (2,5 volte superiore) sia senza (2,8 volte). Le famiglie italiane con meno disponibilità economiche continuano a destinare una quota molto elevata della propria spesa complessiva ai beni energetici: l’8-9%, contro il 3-4% delle famiglie più benestanti. Questo divario persiste nonostante nel 2024 la spesa domestica per l’energia sia diminuita complessivamente di quasi il 15% rispetto al 2023, grazie a una sostanziale contrazione dei prezzi. Nel 2024 i bonus sociali per elettricità e gas sono tornati a un regime ordinario, a seguito dell’eliminazione della componente integrativa e dell’abbassamento della soglia di accesso a 9.530 euro dai 15mila del 2023. Contestualmente è venuta meno anche la gradualità che prevedeva un sostegno ridotto fino a 15mila euro. Questi cambiamenti hanno determinato una riduzione significativa nel 2024 del numero di bonus erogati, pari a 4,5 milioni (-40,5% su base annua), e degli importi complessivi, scesi del 78,8% da 2.143 a 453 milioni di euro (fonte: Arera). Negli anni precedenti, in particolare nel 2022 e per tutto il 2023, il caro energia aveva portato all’introduzione di misure straordinarie: l’automatismo e l’innalzamento temporaneo delle soglie Isee avevano ampliato la platea dei potenziali beneficiari, facendo crescere il numero dei bonus erogati da 1,35 milioni nel 2020 al picco di 7,58 milioni nel 2023. "La giornata di oggi offre un’opportunità di confronto necessario per approfondire, partendo dai dati, un fenomeno che interessa 2,4 milioni di famiglie in Italia con un impatto differente sui territori. Per la Fondazione Banco dell’energia questi numeri indicano che dobbiamo continuare a costruire interventi capaci di sostenere i nuclei familiari più fragili, affiancandoli anche con attività di sensibilizzazione sui consumi. Sappiamo che per raggiungere un risultato duraturo occorre un impegno condiviso: per questo vogliamo proseguire nello sviluppo di alleanze territoriali e di iniziative capaci di generare effetti positivi nel medio-lungo periodo. In questa prospettiva, il contributo dell’Osservatorio e l’analisi di oggi sono essenziali per orientare scelte strategiche ed efficaci, a beneficio delle comunità", osserva Roberto Tasca, presidente Fondazione Banco dell’energia e presidente di A2A. “Di fronte alle 2,4 milioni di famiglie toccate dal fenomeno della povertà energetica in Italia, secondo i nuovi dati Oipe, continuiamo a sentire la responsabilità di trasformare i numeri in azioni concrete. L'obiettivo di Edison resta fare sistema con imprese, istituzioni ed enti del terzo settore, e siamo convinti che il confronto su esperienze e dati, come avvenuto oggi presso la sede di Arera, aiuti a trovare soluzioni per supportare le famiglie in difficoltà e generare un impatto positivo. Crediamo nella forza delle alleanze: la Fondazione è il luogo in cui la responsabilità sociale diventa progetto condiviso, misurabile e duraturo”, dichiara Nicola Monti, vicepresidente di Fondazione Banco dell'energia e amministratore delegato di Edison.