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(Adnkronos) - Donald Trump vuole che la guerra in Ucraina, innescata dall'invasione russa su vasta scala, finisca "entro l'inizio dell'estate, a giugno". Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, fa il punto dopo i colloqui di Abu Dhabi spiegando che "gli Stati Uniti hanno proposto per la prima volta che le due squadre di negoziatori, di Ucraina e Russia, si incontrino negli Usa, probabilmente a Miami, nel giro di una settimana". Di certo un punto resta fermo e lo ribadisce: "Affermiamo chiaramente che l'Ucraina non sosterrà neanche potenziali accordi che la riguardino senza essere coinvolta" nei negoziati. Per Zelensky, che ha ricevuto un rapporto del team negoziale sugli incontri avuti con i rappresentanti degli Stati Uniti e della Russia, sono necessari "maggiori progressi" nei colloqui per mettere fine alla guerra. "Il nostro team ha presentato un rapporto dopo gli incontri con le parti americana e russa", ha scritto il presidente ucraino su X, spiegando che la delegazione ha fornito aggiornamenti dettagliati sull'andamento delle discussioni. Secondo Zelensky, uno degli elementi fondamentali per una pace duratura resta la definizione di garanzie di sicurezza efficaci per Kiev. "L'Ucraina non ha iniziato questa guerra, è la Russia che deve mettervi fine", ha ribadito, sottolineando che manterrà informati i partner europei sugli sviluppi e ringraziando gli Stati Uniti per la disponibilità a facilitare il processo di pace. Negoziati a parte, la guerra continua. Gli ennesimi raid di Mosca, con più di 400 droni e circa 40 missili di vario tipo secondo quanto riferito da Zelensky, ancora una volta hanno colpito la rete elettrica del Paese, con blackout nella maggior parte delle regioni. Un'arma, quella del freddo, che Mosca continua ripetutamente a utilizzare portando avanti attacchi alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina. Venerdì sera, "i russi hanno colpito strutture fondamentali per il funzionamento delle centrali nucleari ucraine. Oggi (sabato, ndr) le unità delle centrali nucleari hanno ridotto la produzione di energia elettrica e un'unità è stata automaticamente spenta", ha denunciato il presidente ucraino su X, parlando di un attacco "che nessun terrorista al mondo ha mai osato compiere". "E la Russia deve sentire la risposta del mondo - ha aggiunto - Deve dimostrare che non solo tali attacchi e la guerra sono importanti per lei, ma anche i negoziati in corso che dovrebbero portare a dei risultati". Zelensky ha chiesto "missili per sistemi Patriot e Nasams" dopo aver precisato che gli "obiettivi principali" degli ultimi attacchi "sono state la rete elettrica, gli impianti di generazione di energia elettrica e le sottostazioni di distribuzione". "Mosca va privata della capacità di usare il freddo come leva contro l'Ucraina" e "questo richiede missili per Patriot, Nasams e altri sistemi", ha rimarcato. La Russia ha intanto rivendicato la conquista del villaggio di Chugunovka, nella regione di Kharkiv. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo. "Le unità del gruppo tattico 'Nord', in seguito ad azioni decisive, hanno assunto il controllo dell'insediamento di Chugunovka nella regione di Kharkov", ha dichiarato il ministero, aggiungendo che le truppe russe hanno colpito punti di dispiegamento temporanei di formazioni ucraine e mercenari stranieri in 158 aree. Il ministero della Difesa russo ha inoltre riferito che le forze di Mosca hanno lanciato un massiccio attacco, anche con missili ipersonici Kinzhal, contro le infrastrutture energetiche e di trasporto utilizzate dalle Forze Armate ucraine.
(Adnkronos) - ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a inserirsi nel mercato americano, continua nel proprio impegno a supporto delle imprese italiane interessate al mercato statunitense attraverso l'ormai consolidato 'Dipartimento Finanza Agevolata', che da anni lavora a stretto contatto con Simest. La nuova misura, promossa da Simest di concerto con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresenta un’opportunità concreta per le aziende italiane che desiderano avviare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico e ad alto potenziale di crescita per il Made in Italy. "Il percorso - spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa - è già tracciato e ora è il momento di percorrerlo insieme. Questa nuova misura, con un plafond di 200 milioni di euro, rappresenta un segnale forte e concreto di sostegno alle imprese italiane che vogliono investire negli Stati Uniti. Desidero esprimere un sincero plauso al ministero degli Affari Esteri e a Simest per aver messo a disposizione uno strumento efficace, moderno e realmente in linea con le esigenze delle aziende. Siamo pronti ad accompagnare le imprese passo dopo passo, trasformando questa opportunità in una presenza solida e duratura sul mercato americano". Grazie a questo nuovo prodotto finanziario, le imprese che hanno progetti rivolti agli Usa possono usufruire di condizioni particolarmente favorevoli: un contributo a fondo perduto fino al 10%; la possibilità di ottenere un anticipo fino al 50%, grazie a una prima tranche di erogazione rafforzata; la durata del finanziamento può estendersi fino a 8 anni per i progetti di 'Transizione Digitale o Ecologica' e di 'Inserimento nei mercati esteri'; ad un tasso agevolato pari allo 0,3%. In particolare, il prodotto 'Transizione Digitale o Ecologica', che introduce per la prima volta la possibilità di destinare una quota fino all’80% (90% per le imprese energivore) delle risorse in conto capitale o in finanziamento soci sulla consociata estera, con l’obiettivo di rafforzarne il capitale. In particolare, fino a 1 milione di euro del finanziamento può essere destinato ad aumenti di capitale sociale e/o a finanziamenti soci della controllata statunitense. Il Dipartimento Finanza Agevolata di ExportUsa affianca le imprese in tutte le fasi del percorso: dalla verifica dei requisiti di accesso, alla strutturazione del progetto, fino alla presentazione della domanda e alla gestione del rapporto con Simest. Un supporto che si integra con l’esperienza operativa di ExportUsa negli Stati Uniti, con l’obiettivo di trasformare l’agevolazione finanziaria in un reale progetto di crescita sul mercato americano.
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.