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(Adnkronos) - ''Siamo felici di essere qui, tra poco le barche inizieranno a navigare in Sardegna e poi ci trasferiremo a Napoli. Ancora non abbiamo la conferma ufficiale della regata qui a Napoli ma speriamo che possa esserci quest'anno". Lo ha detto Grant Dalton, Ceo di Acp (America's Cup Parterhip) a Napoli a margine della presentazione della partnership con Ferrarelle, official water dell'America's Cup e con Emirates New Zealand. Dalton poi sui lavori a Bagnoli ha spiegato: ''I lavori procedono, le prime vele saranno qui subito dopo la regata preliminare in Sardegna, a giugno. Lo sforzo che è stato fatto dal Governo, da Sport e Salute e dal Comune di Napoli con i lavori di Bagnoli è stupefacente ed è un lavoro che per un Paese sarebbe stato molto più lungo ed è incredibile che i lavori stiano procedendo così velocemente. Seguo anche le proteste sui giornali ma l'obiettivo è che Bagnoli dopo tutto questo tempo sia di nuovo viva e al centro di questa competizione'', ha aggiunto Dalton che ha paragonato l'evento velico dell'America's Cup alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. ''Se posso promettere che Bagnoli sarà recuperata? Ovviamente non posso prometterlo io, non è il mio ruolo, ma per i Giochi di Milano Cortina, prima di iniziare, sembrava che i lavori non dovessero mai finire per tempo, ed è stato invece fatto un lavoro incredibile. Sono sicuro che anche a Bagnoli succederà lo stesso e sarà tutto merito del sindaco, dell'amministrazione e di Sport e Salute se Bagnoli arriverà ad essere un lavoro fatto davvero bene'', ha sottolineato Dalton che ha messo poi in evidenza come si sia voluto ''fare un tributo alla città di Napoli, alla passione e al colore azzurro, spero ci possa essere un supporto più largo, non solo per Luna Rossa che è ovviamente il team italiano, ma più in generale''. Il Ceo di Acp America's Cup partnership ha poi confessato di essere già al lavoro per la prossima edizione. "Siete già al lavoro per la prossima edizione dell'Americas' Cup? Si, per la 39esima edizione della competizione stiamo già lavorando e che sia ancora a Napoli è una ipotesi". Del tema ha parlato anche Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute: "Noi cerchiamo di renderci utili in eventi come questi e molto spesso veniamo interpellati e ovviamente questo ci fa piacere, ma noi siamo una società di servizio al mondo dello sport in senso lato, quindi se gli enti locali e tutti coloro che vogliono investire nello sport ritengono che noi possiamo dare una mano, noi siamo pronti e siamo felici di farlo'', ha aggiunto Mezzaroma che in merito ai complimenti di Grant Dalton ha sottolineato che ''questo è un lavoro di squadra, un grandissimo lavoro lo stanno facendo il sindaco, anche nella sua qualità di commissario e tutto lo staff dell'amministrazione, Invitalia, ognuno di noi cerca di dare il proprio contributo per fare le cose nel migliore dei modi e mi sembra che si stia procedendo bene. L'idea che si faccia a Napoli anche la prossima edizione della Coppa America è plausibile? Noi lo speriamo e lo auspichiamo, non dipende esclusivamente da noi, però io penso che dobbiamo riuscire a dare una dimostrazione di efficienza, poi dovrà essere il Sindacato dell'America's Cup a decidere''. "La Coppa America che avremo nel 2027 a Napoli è un evento globale che stiamo portando avanti, in grande sinergia con il Governo nazionale, Sport e Salute e la Regione. Sarà un evento mondiale ed è importante che anche le grandi aziende del territorio abbiano un ruolo significativo. Stiamo lavorando molto bene, la città è molto coesa, stiamo facendo tutto quello che serve per dimostrare che Napoli oltre ad essere una città molto bella è anche contemporanea e capace di organizzare eventi di carattere globale, è una occasione per il Paese per dimostrare che l'Italia è sempre pronta e noi lo saremo'', ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. L'importanza del territorio è stata sottolineata anche da Carlo Pontecorvo. "La nostra partecipazione all'America's Cup è un po' come il caffè a Napoli, è 'sospeso', perché io ho conosciuto il Team New Zealand e Grant Dalton quando mi propose di fare l'America's Cup a Valencia. All'epoca non lo facemmo perché non c'erano per noi le condizioni per farlo ed è quindi rimasta sospesa questa opportunità che oggi si è concretizzata. Ci sono molte ragioni ma è stata una decisione nata in un momento di orgoglio campanilistico, tutto campano, una decisione presa d'istinto, d'impeto, perché la paura che questo diventasse ancora una volta il terreno di conquista delle grandi multinazionali contro le quali mi scontro su un mercato abbastanza difficile è stato tale per cui ho detto qui bisogna che ci sia il territorio che partecipa all'America's Cup e credo che come Ferrarelle noi rappresentiamo il territorio, non l'azienda'', ha sottolineato Pontecorvo il presidente di Ferrarelle Società Benefit. "Le cifre? È un po' come chiedere ad una signora l'età….mi è un po' difficile esprimere un numero, è un impegno oneroso non solo dal punto di vista finanziario, abbiamo creato un team di 15 persone che dovrà dedicarsi al progetto, è un impegno di tempo, relazionale, industriale, di marketing e tutto questo fa parte di uno sforzo che oggi l'azienda è in grado di sostenere''.
(Adnkronos) - Studi di settore indicano che gli investimenti in Ia per le aziende possono generare ritorni economici fino a quattro volte l’investimento iniziale. Oggi però circa il 40% dei 'knowledge worker' utilizza strumenti di intelligenza artificiale a livello individuale senza un coinvolgimento strutturato a livello aziendale, con un’importante limitazione: l’incapacità per le imprese di trasformare l’utilizzo delle tecnologie di Ia in un concreto ritorno economico. Per colmare questo gap strutturale l’Università Campus Bio-Medico di Roma, grazie a Ucbm Academy, lancia l’executive master in applied artificial intelligence engineering, un programma pensato per proiettare l’intera organizzazione aziendale verso un uso efficace dell’Intelligenza artificiale. Secondo i dati Istat 2025 (Fonte: https://www.istat.it/comunicato-stampa/imprese-e-ict-anno-2025/) “l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle imprese con almeno 10 addetti registra nell’ultimo anno una crescita particolarmente significativa, dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025” ma “la mancanza di competenze adeguate frena l’adozione dell’IA in quasi il 60% delle aziende che hanno valutato ma poi non realizzato investimenti in IA”. Al momento molte aziende stanno sperimentando modelli e strumenti di Ai, ma senza una direzione strategica chiara, sostenendo costi legati all’utilizzo dei modelli e dei token senza produrre un impatto tangibile sull’Ebitda. Per uscire da questa logica non sistematica e colmare questo gap nasce l’executive master in applied artificial intelligence engineering di Ucbm academy che offre agli iscritti la possibilità di lavorare concretamente su casi reali che dimostrano come l’Ia possa generare ritorni economici fino a quattro volte l’investimento iniziale. Secondo McKinsey, infatti, l’intelligenza artificiale generativa potrebbe generare tra 2,6 e 4,4 trilioni di dollari di valore economico globale ogni anno, configurandosi come una delle principali leve di produttività per le imprese nei prossimi anni (fonte: Economic potential of generative AI | McKinsey). "Nostri recenti studi che hanno coinvolto centinaia di aziende", dice il prof Leandro Pecchia, ordinario di Ingegneria Biomedica e co-direttore scientifico del Master- hanno dimostrato che l’Ia non è una sfida per singoli, ma per organizzazioni. Tuttavia, la maggior parte dei Master si concentrano sulla fruizione da parte del singolo. Il nostro master è diverso, perché chiede alle aziende di portare in classe le nuove leve, ma anche i loro manager e livelli apicali. La sfida dell’Ia si vince insieme, o non si vince". “Oggi la vera sfida delle Università e delle Academy è il reskilling, è il ripensare alle competenze delle persone – ha spiegato Rossella Ferreri, responsabile Ucbm academy - Secondo il World Economic Forum quasi il 50% dei lavoratori dovrà aggiornare le proprie competenze entro il 2027. Sappiamo che l’AI è già presente nel lavoro quotidiano di molti professionisti, ma il suo valore emerge davvero quando viene integrata in modo sistemico nelle organizzazioni, nei processi e nelle competenze dei team. Alla luce di questo scenario, il Master Internazionale su AI e più in generale la formazione di UCBM Academy intende focalizzarsi su tre dimensioni: cura, sostenibilità e interdisciplinarità. Perchè l’AI non è solo una questione tecnologica, è una questione di competenze, responsabilità e visione della persona”. Il percorso, infatti, coinvolge tre livelli organizzativi – C-Level, middle management e AI agent trainers – per integrare concretamente l’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Il programma ha una forte dimensione internazionale e globale, con docenti da 4 continenti, e utilizza come laboratorio applicativo l’intero ecosistema dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, affrontando in modo concreto temi come l’ottimizzazione dei servizi sanitari, la gestione dei Crm, la distribuzione dei servizi e la riduzione dei costi operativi e di back office. Le aziende partner possono partecipare al Master in diverse modalità, arrivando a poter a definire insieme alla faculty del Master il progetto applicativo da sviluppare nell’anno di corso. Il modello formativo del Master si basa sul principio “human in the loop”, in cui l’IA supporta e potenzia le decisioni umane. In una fase in cui la capacità computazionale e l’accesso ai modelli avanzati stanno diventando risorse sempre più preziose, il programma rappresenta un’occasione per le imprese non solo di formare le proprie organizzazioni interne e sviluppare progetti ad alto impatto economico, ma anche di incontrare nuovi talenti specializzati nell’applicazione dell’AI ai processi aziendali. Grazie alla scalabilità delle tecnologie AI, questo approccio può rendere competitive anche aziende di medie dimensioni che fino a oggi dovevano ricorrere a grandi system integrator per automatizzare i propri processi, aprendo nuove opportunità di innovazione e crescita. L’approccio del Master sarà altamente selettivo: aziende e partecipanti saranno scelti reciprocamente, con l’obiettivo di garantire uno standing elevato e la massima concretezza dei progetti sviluppati. Secondo Andrea Conte, ceo di Innova Semplice SpA e co-ideatore del Master: "L’intelligenza artificiale non è più solo una tecnologia, ma una nuova infrastruttura organizzativa. Le aziende che riusciranno a integrarla efficacemente nei propri processi avranno un vantaggio competitivo enorme e concreto in termini di Ebitda. Il master nasce per accompagnare le imprese in questa trasformazione". Il Master inizierà a novembre 2026 (con possibilità di pianificazione dei budget aziendali anche sul 2027) e ospiterà figure internazionali che hanno contribuito alla storia dell’industria tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Per il caso italiano, sarà inoltre valutata la possibilità di finanziare la partecipazione al programma attraverso l’utilizzo di fondi per la formazione già accantonati dalle aziende.
(Adnkronos) - Da oggi a Milano tutte le capsule di caffè in alluminio possono essere conferite direttamente nel sacco giallo destinato agli imballaggi in plastica e metalli, nella propria raccolta domestica o condominiale. Si tratta di una novità significativa resa possibile dalla collaborazione tra il Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (Cial), Nespresso. La possibilità di conferire le capsule nel sacco giallo a Milano nasce dal lavoro congiunto sull’impianto di selezione di A2A Ambiente di Muggiano, alle porte di Milano, dotato delle tecnologie necessarie per intercettare e recuperare anche l’alluminio piccolo e leggero. L’impianto utilizza infatti un separatore a correnti parassite (Ecs - Eddy Current Separator), che grazie ad una nuova fase di selezione permette di separare l’alluminio di piccole dimensioni - come quello delle capsule di caffè, ma anche tappi, blister e altri piccoli componenti metallici - dal resto del flusso di rifiuti per avviare a riciclo l’alluminio anziché scartarlo. Con questa tecnologia, che rappresenta un’eccellenza in Italia, la frazione più fine viene quindi rilevata scongiurandone la perdita e garantendone l’avvio a una nuova filiera che prevede la fusione e la trasformazione in nuovi prodotti. Un processo reso possibile anche grazie alla collaborazione con Nespresso e Cial che hanno affiancato e contribuito attivamente alla fase di verifica ed efficacia del sistema di rilevamento e separazione. L’alluminio possiede infatti caratteristiche ottimali in quanto può essere riciclato al 100% e riutilizzato all’infinito mantenendo invariate le caratteristiche del metallo. Il progetto, in un Paese come l’Italia povero di bauxite, contribuisce al fabbisogno di alluminio e consente inoltre di risparmiare il 95% di energia altrimenti necessaria alla lavorazione a partire dalla materia prima. L’attività risponde, inoltre, all’aggiornamento normativo relativo alla gestione degli involucri. A partire dal mese di agosto 2026 diventerà, infatti, effettivo il nuovo regolamento Ppwr - Packaging and Packaging Waste Regulation che riconoscerà le capsule come imballaggi e, quindi, introdurrà il loro conferimento nella raccolta differenziata. Ma perché il riciclo dell’alluminio piccolo e leggero sia effettivo, sarà necessaria la presenza di impianti e processi idonei, come garantito qui a Milano grazie a questa collaborazione. Oggi, secondo la normativa vigente, le capsule non sono classificate come imballaggi, a causa della loro struttura composta da alluminio e caffè esausto rimasto all’interno dopo l’uso, e per questo sono destinate alla racconta indifferenziata dei rifiuti generici. Il riconoscimento delle capsule come imballaggi, la tecnologia Ecs presente presso l’impianto di A2A Ambiente di Muggiano, e il lavoro congiunto svolto insieme a Amsa, Cial e Nespresso rappresentano quindi un’applicazione concreta di come sia possibile trasformare l’innovazione normativa che porterà il Ppwr in impatto reale. È questa evoluzione tecnologica che permette oggi a Milano di garantire che le capsule conferite dai cittadini nella raccolta del sacco giallo vengano davvero riciclate. "Poter conferire le capsule di alluminio nel sacco giallo, anche se contengono i residui di caffè, è un passo avanti che semplifica la gestione dei rifiuti domestici da parte dei cittadini e delle cittadine e che ci permetterà di migliorare la raccolta differenziata e di riciclare una grande quantità di alluminio (elemento prezioso e che ben si presta al riciclo) che fino ad oggi andava disperso", spiega l'assessora all'Ambiente e Verde Elena Grandi. "Iniziative come queste possono contribuire ad aumentare la raccolta differenziata del capoluogo lombardo e a semplificare al contempo la raccolta domestica delle capsule usate da parte dei cittadini - dichiara l’amministratore delegato di Amsa, Marcello Milani - Con oltre il 63% di raccolta differenziata, Milano è al vertice tra le metropoli europee sopra il milione di abitanti, confermandosi come esempio di eccellenza". "L’impianto milanese di Muggiano rappresenta uno degli esempi più avanzati di innovazione applicata all’economia circolare - aggiunge Giovanni Faedda, responsabile Impianto di Muggiano di A2A Ambiente - Grazie all’impiego della tecnologia Ecs (Eddy Current Separator), il sito oggi consente di recuperare anche l’alluminio più piccolo e leggero, come quello delle capsule di caffè, avviandolo al riciclo". Per il direttore generale di Cial Stefano Stellini, "questa novità rappresenta un passo decisivo per due motivi fondamentali: per il comparto del mondo alluminio significa accrescere le quantità di materiale recuperato, fondamentale per il fabbisogno del Paese dato che qui in Italia non abbiamo produzione di alluminio primario da bauxite, per i cittadini vuol dire semplificare il gesto quotidiano della raccolta differenziata. L’Italia è oggi tra i leader mondiali nel riciclo dell’alluminio grazie a un modello industriale maturo e tecnologie sempre più avanzate". "Il progetto - spiega Monica Pellegrini, direttrice operativa di Nespresso Italiana - rende ancora più facile lo smaltimento e concreto il riciclo dell’alluminio, dando un esempio eccellente di applicazione del Ppwr. Lavoriamo da oltre 15 anni nella gestione di sistemi dedicati per riciclo e questo rende naturale il nostro supporto per avviare il sistema, che si affianca ai nostri progetti dedicati, quali 'Da Chicco a Chicco' e il Servizio di Raccolta a Domicilio, con cui abbiamo recuperato oltre 3.500 tonnellate di capsule nel comune di Milano, e 6.000 in Lombardia dal 2011". L’iniziativa sarà accompagnata da una campagna informativa istituzionale, sviluppata da Amsa e Cial con il supporto di Nespresso, per sensibilizzare i cittadini a conferire correttamente le capsule nella raccolta domestica. La campagna vedrà una pianificazione fisica per le strade delle città, accompagnata dalla presenza sulla stampa e sui canali digitali e social di Amsa, Cial e Nespresso. Il nuovo sistema lanciato su Milano sarà progressivamente esteso ai comuni dell’hinterland serviti da Amsa.