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(Adnkronos) - "Solo il 10% di pazienti" con malattia di Crohn "conosce la dieta di esclusione e solo una piccola percentuale la segue. Molto spesso non sanno cosa mangiare, fanno le diete più disparate e, a volte, diete di eliminazione non controllate che possono peggiorare lo stato di malnutrizione, quindi inficiare anche quello che è il decorso clinico". Così Ferdinando D'Amico, gastroenterologo dell'Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, commenta i risultati della survey realizzata nel centro lombardo per valutare il ruolo della dieta nella gestione dei pazienti con malattia di Crohn, lieve moderata e moderata severa. Si tratta infatti di "un aspetto che sta diventando sempre più cruciale nella gestione dei pazienti con Crohn - spiega lo specialista - perché c'è evidenza che la dieta possa avere un ruolo nella gestione dell'attività di malattia". Dall'indagine "su oltre 200 pazienti - continua D'Amico - è emersa che solo in una piccola proporzione di casi è possibile avere un accesso diretto alla valutazione dietistica e nutrizionale. Questo, molto spesso, è dovuto alla mancanza della figura del dietista all'interno dell'équipe. E' necessario quindi sensibilizzare gli ospedali e le direzioni sanitarie sull'importanza e sul ruolo che la gestione della dieta ha in questi pazienti". Uno dei sintomi più frequentemente riferiti da chi soffre di Crohn "è la fatica, la stanchezza - sottolinea l'esperto - Questo sintomo è associato molto spesso alla persistente attività di malattia, quindi alla presenza di infiammazione che fa sì che l'intestino non svolga bene il proprio ruolo. La dieta ha veramente un ruolo importante. L'utilizzo della dieta come arma terapeutica è assodato in campo pediatrico dove, generalmente, è la prima scelta terapeutica. Nel paziente adulto iniziamo ad avere sempre più evidenze che ci dimostrano come possa dare un beneficio in termini di miglioramento dei sintomi e remissione di malattia". Proprio per questo "è fondamentale - rimarca il gastroenterologo - che i pazienti con malattia di Crohn abbiano dei percorsi strutturati e che ci possa essere una persona di riferimento, uno specialista, un dietista, all'interno dell'équipe, che possa seguire anche questo aspetto che è importante come il monitoraggio e il trattamento farmacologico. E' veramente cruciale stimolare questo aspetto, diffondere queste informazioni". Secondo D'Amico, campagne come Più Crohnsapevoli promossa da Modulen - alimento a fini medici speciali di Nestlé Health Science - "consentono di implementare la conoscenza dei pazienti in merito all'utilizzo di queste diete per la malattia di Crohn, di adottare più spesso queste diete e di migliorare sia la gestione dei pazienti sia il controllo della malattia infiammatoria intestinale".
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
(Adnkronos) - Al via la sesta edizione del Premio Demetra, il riconoscimento dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - in collaborazione con SalernoLetteratura Festival. Il bando è aperto alle opere pubblicate da editori indipendenti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026 (con un periodo più esteso per la graphic novel: dal 1° gennaio 2022 al 31 gennaio 2026). Le candidature possono essere inviate fino al 31 marzo 2026 attraverso la procedura indicata sul sito www.comieco.org. Il Premio si articola in quattro sezioni: saggistica, narrativa, graphic novel (italiana e tradotta) e libri per ragazzi. Il vincitore di ciascuna categoria riceverà un premio in denaro di 1.500 euro. I riconoscimenti per saggistica, narrativa e graphic novel saranno assegnati a giugno nell’ambito di SalernoLetteratura, mentre il premio per la sezione dedicata ai ragazzi verrà consegnato a luglio durante l’Elba Book Festival, confermando la continuità tra i due appuntamenti culturali. Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Demetra ha raccolto finora oltre 300 opere candidate e premiato 24 autori, contribuendo alla valorizzazione della letteratura dedicata a ambiente e sostenibilità. Dopo cinque anni, ospitati dall’Elba Book Festival – dove il premio ha consolidato identità e comunità – l’edizione 2026 approda a Salerno, ampliando pubblico e prospettive senza interrompere il legame con le sue origini. L’edizione 2026 si svolge con il supporto di: Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Fondazione Symbola, Salerno Pulita, 100% Campania, Boccia Industria Grafica S.p.A. e Banco di Lucca e del Tirreno S.p.A. La giuria del Premio Demetra è composta da: Ermete Realacci (Presidente), Carlo Montalbetti (Comieco), Duccio Bianchi (Responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Giorgio Rizzoni (Responsabile didattico) e Paolo Barcucci (curatore di mostre).