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(Adnkronos) - Un messaggio di sfida agli Stati Uniti e a Israele arriva dalle piazze di Teheran nel giorno in cui alla Casa Bianca Donald Trump incontra Benjamin Netanyahu. L'Iran celebra il 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica (il 22 Bahman secondo il calendario persiano) e lo fa con una dimostrazione di forza, esibendo missili balistici e da crociera, rottami di droni israeliani abbattuti e bare simboliche di militari americani. U n messaggio che non lascia spazio a interpretazioni e che, tra slogan e bandiere bruciate, sembra diretto soprattutto a Tel Aviv, mentre proseguono le trattative tra Teheran e Washington per continuare i colloqui sul nucleare ed Israele preme sull'alleato per la linea dura. Nell'anniversario della caduta dello Shah, il cui figlio Reza Ciro Pahlavi è tornato alla ribalta dagli Stati Uniti con messaggi ai manifestanti nelle settimane delle proteste antigovernative, "milioni di persone" - evidenziano i media iraniani - sono scese in strada in tutto il Paese, con cortei organizzati in oltre 1.400 città. A Teheran la folla ha iniziato a radunarsi dalle prime ore del mattino lungo i percorsi prestabiliti verso piazza Azadi, il punto simbolico della celebrazione, dove sono stati esibiti missili balistici e da crociera, tra cui i Fateh e i Fatah 110. "Un chiaro messaggio da Teheran a Tel Aviv", scrive l'agenzia di stampa Mehr, in un momento in cui le tensioni regionali restano altissime. Accanto ai missili sono stati mostrati come trofei quelli che Teheran ha sostenuto essere i rottami di droni israeliani abbattuti durante la cosiddetta Guerra dei 12 giorni. Non sono mancati gli elementi più duri della propaganda antiamericana e anti-israeliana. Durante i cortei sono comparse bare simboliche attribuite a comandanti militari statunitensi, mentre tra la folla sono state calpestate immagini di Trump e Netanyahu. In piazza Enghelab sono stati dati alle fiamme drappi con le bandiere di Israele e degli Stati Uniti. Tra la folla hanno sfilato, tra gli altri, il capo di Stato maggiore delle Forze armate iraniane, il generale Seyed Abdolrahim Mousavi, ed il comandante dei Pasdaran, Mohammad Pakpour. Presenti anche il presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf ed il presidente Masoud Pezeshkian, atteso per il discorso ufficiale. Le celebrazioni - che si terranno stasera anche a Roma - arrivano in un clima interno ancora segnato dalle ferite delle proteste scoppiate a fine gennaio e represse duramente dalle autori tà, con migliaia di morti. Teheran continua a descrivere quelle mobilitazioni come il risultato di un'azione destabilizzante sostenuta dall'estero, accusando in particolare Stati Uniti e Israele di aver alimentato disordini e violenze. L'anniversario del 22 Bahman rappresenta per la Repubblica islamica molto più di una ricorrenza. È il momento in cui Teheran celebra la fine della monarchia filo-occidentale dello Shah, Mohammad Reza Pahlavi, e l'avvento della rivoluzione guidata dall'ayatollah Ruhollah Khomeini. Fu proprio Khomeini a tornare in Iran il 1 febbraio 1979 dopo anni di esilio, accolto da una folla immensa, in un Paese già travolto dalle proteste e dal collasso dell'apparato politico e di sicurezza. Lo Shah aveva lasciato l'Iran a metà gennaio, mentre le piazze erano ormai in fermento e le forze armate faticavano a contenere la pressione popolare. Il momento decisivo arrivò l'11 febbraio 1979, quando l'esercito annunciò la neutralità e cessò di sostenere la dittatura, sancendo di fatto la fine della dinastia Pahlavi e la nascita della Repubblica islamica. Da allora, la rivoluzione è stata trasformata in un pilastro identitario, celebrato ogni anno con marce di massa, slogan e cerimonie che mescolano religione, patriottismo e politica estera.
(Adnkronos) - "Con grande entusiasmo ho accettato l'invito ad aprire i lavori di questi due giorni dedicati alla Dirigenza dell'Inps. Questo incontro rappresenta un'opportunità preziosa per riflettere insieme e confrontarsi su cinque valori cardine, che possono fungere da bussola per ogni azione, decisione e interazione all'interno della comunità nazionale, con particolare riferimento alla vostra organizzazione. Questi valori non sono semplici parole, ma rappresentano la nostra identità collettiva. Attraverso di essi, possiamo costruire un linguaggio comune che favorisca una comprensione condivisa di cosa significhi operare con integrità ed equità”. A dirlo Marina Elvira Calderone, la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, nel corso della Conferenza nazionale della Dirigenza Inps, dal titolo ‘La forza dei valori’, svoltasi a Roma. “Oggi e domani prenderà vita il progetto "La Forza dei Valori" - prosegue Calderone - un percorso concepito per e con la Dirigenza dell'Inps. Questi giorni di confronto e di visione strategica permetteranno di chiarire ancora meglio l'identità e le strategie dell'Istituto nel contesto attuale, proiettandolo verso un futuro innovativo e sostenibile, sostenuto da un’agenda che alla base ha l’etica e l’innovazione”. "Sono anche lieta di cogliere l'occasione per fare il punto sulle tante attività che stiamo costruendo insieme. Penso all'implementazione di strumenti come Siisl e Appli, quest'ultimo un assistente virtuale progettato per supportare i giovani nel loro percorso di orientamento formazione e inserimento lavorativo, che rappresenta un passo significativo verso l'inclusione e l'empowerment dei giovani, contribuendo a ridurre il numero di Neet nel nostro Paese". Il mondo del lavoro attraversa un momento particolare: "Viviamo in un’epoca in cui coesistono per la prima volta cinque generazioni al lavoro, e proprio la centralità del lavoro emerge come una priorità nella nostra strategia. È necessario delineare una visione chiara capace di rendere concreti obiettivi di inclusione, incrementare la produttività e migliorare le politiche retributive, affrontando al contempo la sfida del calo demografico. È essenziale rafforzare questa dinamica occupazionale, superando le logiche conflittuali e promuovendo un'alleanza intergenerazionale di competenze". Infine il ministro guarda al futuro: "È un onore per noi intraprendere questo percorso e affrontare insieme le sfide future. Il nostro impegno comune sarà fondamentale per garantire un futuro ricco di opportunità e crescita per tutte le generazioni. In un contesto complesso come quello attuale, lavoro e formazione sono diventati pilastri fondamentali per un nuovo modello di cooperazione e gestione dei flussi migratori. Stiamo costruendo un paradigma operativo che attira l'attenzione a livello internazionale, sottolineando l'importanza del nostro Sistema Paese e della sua capacità di adattarsi ai cambiamenti globali".
(Adnkronos) - Per giorni, Milano è stata lo scenario di un’apparizione futuristica e magnetica. Tra i quartieri iconici e i distretti dell’innovazione, un’auto leggendaria ha catturato l’attenzione di passanti e media, alimentando il sospetto che la città fosse stata scelta come set per un grande ritorno cinematografico. Oggi, il mistero si scioglie: nessuna produzione hollywoodiana, bensì un progetto di comunicazione internazionale firmato E.On. L’obiettivo? Raccontare la transizione energetica oltre i tecnicismi, elevandola a elemento cardine della cultura contemporanea e del tessuto urbano, mostrando il futuro della mobilità elettrica attraverso un simbolo che ha segnato l’immaginario di molte persone. E.On ha scelto un’icona assoluta del design e dell’innovazione trasformandola in un manifesto della mobilità elettrica e della flessibilità energetica. Non si tratta di una semplice revisione estetica, ma di un progetto di ingegneria reale: il team tecnico di E.On ha infatti integralmente convertito il veicolo alla trazione elettrica, vestendolo con l’iconico rosso del Gruppo. L’operazione vuole rendere concreta la transizione energetica, trasformandola in un’esperienza tangibile: un’iconica auto rossa brandizzata E.On percorre le strade di Milano, portando il tema fuori dagli ambiti specialistici. Così, l’energia diventa motore di una nuova narrazione collettiva, capace di unire memoria storica e visione del futuro. "Con questo progetto abbiamo voluto dimostrare che la transizione energetica non è un tema astratto o riservato agli addetti ai lavori, ma qualcosa che può entrare nell’immaginario collettivo e nelle strade delle nostre città. Trasformare un’icona del passato in un simbolo del futuro significa rendere il cambiamento e l'innovazione visibili, comprensibili e vicini alle persone", ha commentato Luca Conti, Ceo di E.ON Italia. "È lo stesso approccio con cui in E.On accompagniamo ogni giorno clienti, città e imprese verso un modello energetico più partecipativo, in cui ciascuno può diventare protagonista di un futuro elettrico, flessibile e già in movimento, integrando la mobilità elettrica come esperienza a 360 gradi: con ricarica pubblica e domestica e soluzioni smart che permettono ai clienti di ottimizzare consumi e risparmiare". Con una batteria capace di ricaricarsi rapidamente e un sistema ottimizzato per preservarne la durata, l’auto non è solo un mezzo di trasporto: grazie alla tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), può alimentare dispositivi esterni fino a 1,5 kW. Questo la trasforma in un accumulatore decentralizzato, aprendo la strada a scenari evoluti come il Vehicle-to-Home e il Vehicle-to-Grid, in cui i veicoli elettrici possono restituire energia alle abitazioni o alla rete, contribuendo alla stabilità del sistema elettrico. Il progetto racconta in modo concreto l’evoluzione del sistema energetico: da un modello centralizzato a uno decentralizzato, digitale e partecipativo, in cui i clienti diventano parte attiva della transizione. Se oggi i veicoli elettrici rappresentano prevalentemente una domanda per la rete, domani saranno in grado di modulare i consumi e restituire energia nei momenti di maggiore domanda, contribuendo alla creazione di un sistema energetico davvero flessibile. In questo scenario, la mobilità elettrica non è solo una questione di trasporti, ma una leva strategica per accompagnare la crescita delle fonti rinnovabili e rendere il sistema più efficiente e resiliente. E.On opera già in questa direzione attraverso soluzioni di smart charging, gestione intelligente dei consumi e piattaforme digitali che orchestrano abitazioni, veicoli e sistemi di accumulo. In Italia, il Gruppo è stato il primo a integrare la ricarica intelligente direttamente nella fornitura di energia elettrica. Con l’offerta E.On Luce Drive Smarty, i clienti possono programmare la ricarica dell’auto elettrica nelle fasce orarie più convenienti e gestire consumi domestici e mobilità da un’unica piattaforma digitale (maggiori informazioni disponibili a questo link). La transizione verso veicoli elettrici non riguarda solo la gestione domestica dei consumi: rappresenta un’opportunità per modulare la domanda e supportare la rete in modo intelligente, contribuendo alla creazione di un sistema energetico più efficiente e resiliente. In questo contesto, attraverso la sua controllata E.On Drive Infrastructure, E.On sta sviluppando una rete di hub di ricarica ultra-fast lungo i principali corridoi autostradali italiani, con l’obiettivo di raggiungere 18 aree di servizio e circa 104 punti di ricarica entro il 2026. Gli hub sono collocati in posizioni strategiche, studiati per garantire una customer experience ottimale e una ricarica rapida e semplice. Il progetto ha trovato il suo culmine il 2 febbraio a Milano, nella cornice delle Officine del Volo. La scelta della location non è stata casuale: in questo spazio di rigenerazione urbana, dove il passato industriale incontra il design contemporaneo, l’auto iconica ha svelato la sua nuova anima elettrica, dimostrando che il futuro della mobilità e dell’energia è già qui, the future is now. L’evento ha trasformato la suggestione dei giorni scorsi in una realtà tangibile, dimostrando che la transizione energetica non è una promessa lontana, ma una tecnologia già capace di alimentare il presente. Attraverso questo connubio tra memoria storica e avanguardia tecnica, E.On lancia un messaggio inequivocabile: il cambiamento del sistema energetico è un processo culturale già in atto, pronto a integrarsi nel quotidiano attraverso nuovi linguaggi che uniscono innovazione, emozione e visione urbana.