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(Adnkronos) - Camminare, come ogni esercizio fisico, produce benefici per la salute. Il movimento giova al quadro cardiovascolare, aiuta il cuore, abbassa la pressione e contribuisce a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo. L'attività, abbinata ad un'alimentazione equilibrata, consente anche di incidere sul peso e sul dimagrimento. Ognuno ha la propria routine, tra orari e programmi. Lo studio condotto dagli scienziati della Nottingham Trent University si sofferma su un 'dilemma' abbinato ad ogni tipo di attività, anche ad una elementare come camminare. Meglio l'esercizio fisico a digiuno o dopo un pasto? Nell''archivio', ricorda la NTU, sono state prodotte ricerche secondo cui allenarsi a stomaco vuoto aiuta a bruciare circa il 70% di grassi in più rispetto a chi si allena due ore dopo aver mangiato. Gli scienziati della Nottingham Trent University hanno evidenziato che i soggetti osservati nella ricerca - a prescindere all'esercizio svolto a digiuno 'prolungato' o 120 minuti dopo un pasto nel tardo pomeriggio - non compensavano eccessivamente le calorie saltate durante la giornata. I ricercatori hanno progettato lo studio - pubblicato sull'International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism - in modo che i partecipanti si allenassero su una cyclette alle 18.30 - nella fascia oraria più gettonata per le attività - a intensità moderata per 30 minuti, prima di completare una prova cronometrata per percorrere la distanza più lunga possibile in 15 minuti. Le persone coinvolte nella ricerca hanno ripetuto l'esercizio due volte in giorni diversi: una volta dopo un digiuno di 7 ore - in una situazione per certi versi paragonabile a quella che si vive ogni mattina al risveglio - e una volta dopo aver consumato un pasto 2 ore prima con una misurazione oculata del cibo assunto. I risultati hanno mostrato che, analogamente all'attività fisica svolta dopo un digiuno prolungato, l'allenamento dopo il 'mini digiuno serale' aumentava la quantità di grassi bruciati durante l'esercizio. La quantità di grassi bruciati durante la pedalata di 30 minuti è aumentata di circa il 70%, passando da 4,5 grammi a 7,7 grammi, rispetto al digiuno prolungato. Programmare l'allenamento tra pomeriggio e sera, inoltre, condizionava il regime alimentare della giornata portando ad una riduzione media di 440 calorie assunte. Insomma, l'esercizio fisico 120 minuti dopo un pasto appare vantaggioso: si brucia più grasso e si arriva all'allenamento con meno calorie assunte. I ricercatori hanno anche scoperto tuttavia, che nonostante questi benefici, nel test cronometrato dopo il pasto sono state coperte distanze inferiori rispetto a quelle registrate nel test più lontano dall'assunzione di cibo. "Volevamo valutare l'impatto dell'esercizio fisico a digiuno nelle prime ore della sera, il momento più popolare per allenarsi durante la settimana", le parole di Tommy Slater, ricercatore in scienze dello sport presso la Facoltà di Scienze e Tecnologia della Nottingham Trent University. "Digiunare prima dell'esercizio fisico serale potrebbe apportare benefici alla salute, aumentando la quantità di grassi bruciati durante l'attività o riducendo il numero di calorie assunte durante il giorno. Se eseguito regolarmente, potrebbe migliorare il modo in cui l'organismo gestisce i picchi di glicemia dopo i pasti", spiega. "Il digiuno durante il giorno sembra però ridurre le prestazioni, la motivazione e il piacere di fare esercizio fisico: questo potrebbe rendere più difficile per alcuni individui mantenere un impegno costante a lungo termineo a lungo termine", aggiunge.
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L'Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler, a Brunico (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - Al via la sesta edizione del Premio Demetra, il riconoscimento dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - in collaborazione con SalernoLetteratura Festival. Il bando è aperto alle opere pubblicate da editori indipendenti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026 (con un periodo più esteso per la graphic novel: dal 1° gennaio 2022 al 31 gennaio 2026). Le candidature possono essere inviate fino al 31 marzo 2026 attraverso la procedura indicata sul sito www.comieco.org. Il Premio si articola in quattro sezioni: saggistica, narrativa, graphic novel (italiana e tradotta) e libri per ragazzi. Il vincitore di ciascuna categoria riceverà un premio in denaro di 1.500 euro. I riconoscimenti per saggistica, narrativa e graphic novel saranno assegnati a giugno nell’ambito di SalernoLetteratura, mentre il premio per la sezione dedicata ai ragazzi verrà consegnato a luglio durante l’Elba Book Festival, confermando la continuità tra i due appuntamenti culturali. Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Demetra ha raccolto finora oltre 300 opere candidate e premiato 24 autori, contribuendo alla valorizzazione della letteratura dedicata a ambiente e sostenibilità. Dopo cinque anni, ospitati dall’Elba Book Festival – dove il premio ha consolidato identità e comunità – l’edizione 2026 approda a Salerno, ampliando pubblico e prospettive senza interrompere il legame con le sue origini. L’edizione 2026 si svolge con il supporto di: Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Fondazione Symbola, Salerno Pulita, 100% Campania, Boccia Industria Grafica S.p.A. e Banco di Lucca e del Tirreno S.p.A. La giuria del Premio Demetra è composta da: Ermete Realacci (Presidente), Carlo Montalbetti (Comieco), Duccio Bianchi (Responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Giorgio Rizzoni (Responsabile didattico) e Paolo Barcucci (curatore di mostre).