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(Adnkronos) - Una straordinaria Francesca Lollobrigida regala all'Italia la prima medaglia d’oro ai Giochi di Milano-Cortina 2026 e la terza complessiva per il nostro Paese. Oggi, 7 febbraio, nel pattinaggio di velocità femminile la campionessa romana, 35 anni appena compiuti, ha dominato i 3.000 metri femminili imponendo un tempo di 3'54"28, nuovo record olimpico. La festa nel giorno del suo compleanno: le lacrime, il figlio in braccio, il Tricolore che l'avvolge. "Milano Cortina per me era un modo per mostrare alla gente che si può essere mamme e tornare più forti di prima: ho vinto una medaglia d'oro dopo essere diventata mamma quindi qualcosa è possibile", dice la nuova campionessa olimpica. "Volevo ritirarmi, poi mio marito, la mia famiglia e la federazione mi hanno chiesto di non mollare e non smettere, e ci sono riusciti. Quest'anno volevo una stagione perfetta e invece è stata la peggiore della mia vita. Ho pianto e ho pensato davvero di ritirarmi", aggiunge. "Onestamente volevo pattinare per il bronzo, il mio oro sarebbe stato quello: ma io sono una combattente". E rivela: "Prima penso a finire la stagione, ma poi vorrei avere un altro bimbo, non voglio lasciare da solo Tommaso". È la prima volta nella storia che il pattinaggio di velocità femminile italiano conquista l'oro ai Giochi invernali. La medaglia d'argento è andata alla favorita norvegese Ragne Wiklund, staccata di 2"26, mentre il bronzo è andato alla canadese Valerie Maltais a +2"65. Tutte le olandesi, invece, sono rimaste fuori dal podio. "È l'Olimpiade delle prime volte, è una grande emozione e mi viene da piangere", ha commentato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato a Buonfiglio, per complimentarsi dopo la medaglia d'oro conquistata da Lollobrigida. "Ho seguito la gara - ha detto Mattarella al presidente del Coni - rallegramenti e felicitazioni. Le avevo parlato giovedì a pranzo al Villaggio Olimpico e l'avevo sentita molto carica. La prego di farle giungere i miei più vivi complimenti, da estendere ai tecnici e alle federazioni e agli altri atleti azzurri che hanno vinto medaglie oggi". "Complimenti a Francesca Lollobrigida per uno straordinario oro olimpico, il primo per l'Italia, conquistato con un record olimpico nel giorno del suo compleanno. Orgoglio azzurro, talento e determinazione. Bravissima!", ha scritto su X la premier Giorgia Meloni. "Il primo oro per l'Italia è sempre un'emozione. Ancora di più quando arriva da un'atleta della Difesa. Complimenti a Francesca Lollobrigida, Primo Aviere Scelto dell'Aeronautica Militare, che nel giorno del suo compleanno conquista un fantastico oro e firma il nuovo record olimpico. Orgoglio per la Difesa, orgoglio per l'Italia", il post su X del ministro della Difesa, Guido Crosetto. E' stato un inizio da sogno per gli azzurri alle Olimpiadi. Per l'Italia Team questa mattina sono subito arrivate due medaglie dalla 'Stelvio' di Bormio, in discesa libera, la gara regina dei Giochi invernali. Giovanni Franzoni ha chiuso al secondo posto a 2 decimi dallo svizzero Franjo Von Allmen (oro in 1'51''61, con una discesa perfetta), festeggiando la sua prima esperienza ai Giochi con un argento scintillante. Dietro di lui l'eterno Dominik Paris, bronzo in 1'52''11, a mezzo secondo dall'oro. Per 'Domme', che al traguardo si è inchinato al pubblico, chiusura di un cerchio con la prima medaglia olimpica (unica mancante nel suo palmares) a 36 anni.
(Adnkronos) - "Inps è tutto il welfare in Italia. La sua trasformazione sta andando avanti e per questo sono molto felice. Tutti i nostri dipendenti ci stanno credendo fortemente. Vogliamo restituire al Governo, allo Stato, un istituto che sia sempre più trasparente, efficace, dinamico e fruibile, cioè sempre più al servizio dei nostri cittadini”. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, durante la Conferenza nazionale della Dirigenza Inps intitolata "La forza dei valori" che è iniziata oggi a Roma. Punti chiave, spiega Fava sono: “Responsabilità, senso del dovere, senso del sacrificio e soprattutto il benessere dei cittadini. Il loro interesse che corrisponde al nostro lavoro”. Due giorni ricchi di incontri e approfondimenti: “Queste due giornate sono importantissime perché i protagonisti sono le nostre risorse umane, tutti i nostri dipendenti, dal primo all’ultimo. Vogliamo passare con loro questi due giorni per andare incontro al futuro del nostro Istituto e quindi al nuovo modello di servizio che stiamo portando avanti” conclude Fava.
(Adnkronos) - Riciclare per raggiungere l’autonomia nell’approvvigionamento di terre rare e materiali critici. Livio De Santoli, prorettore dell’Università La Sapienza di Roma spiega all’Adnkronos la chiave (oltre all’urgenza) per ridurre la dipendenza da filiere esterne che sono decisive per le tecnologie della transizione ma che si trovano nelle mani di Paesi terzi rispetto all’Italia e all’Europa. Su tutti, la Cina: Pechino detiene infatti un quasi monopolio nell’esportazione di queste materie prime, e può limitarne l’accesso secondo convenienza. Ma con il ritorno della politica di potenza a livello globale e l’indebolimento al multilateralismo, la priorità per l’Unione europea e per l’Italia è diventata cercare l’autonomia nelle filiere più strategiche, anche attraverso l’economia circolare. “Con il gas e il petrolio eravamo totalmente dipendenti, perché noi non li avevamo”, spiega De Santoli, ma ora “non è detto che dobbiamo continuare a comprare i materiali critici”. Anzi, “l’indipendenza passa dall’affrancamento” dall’obbligo di comprare altrove, e il “riutilizzo in qualche modo all’infinito” dei materiali che sono già nella propria disponibilità gioca un ruolo fondamentale verso l’autonomia. In questo modo, infatti, è possibile immaginare di “creare una filiera europea delle terre rare e dei materiali critici“, sottolinea ancora il prorettore. E “l’Italia, grazie alla sua esperienza nel riciclo, può diventare un hub del riuso di componenti strategici. È un’occasione unica per un’industria autonoma e competitiva”. “Su alcuni settori sicuramente più alcuni che altri possiamo diventare delle oasi autonome in cui far sviluppare componenti e servizi che possono addirittura essere esportati in Europa: è quello il nuovo corso ed è quella l’indicazione che dobbiamo dare per il futuro”, spiega. Resta un altro grande nodo strutturale: il costo dell’energia, che continua a rappresentare un freno per la competitività delle imprese europee ed italiane. Anche in questo caso, per De Santoli si deve puntare a una “vera filiera europea dell’energia”, nella quale il Bel Paese può giocare un ruolo di primo piano. “Enel, Eni e persino la cinese Byd stanno valutando l’Italia come base produttiva per le gigafactory per le batterie”, ricorda l’esperto. Certo, l’Italia attualmente, sottolinea De Santoli, ha “i costi più alti d’Europa, che a loro volta sono i più alti del mondo”. E allora come fare? “L’unica via, anche con l’attuale mercato dell’energia, è sviluppare massicciamente le rinnovabili. Cosa che, anche senza riforme di mercato, riduce l’impatto del gas sul prezzo finale”. Il problema, continua, “non è il costo del solare o dell’eolico, ma la lentezza con cui li integriamo nel sistema. Se raggiungiamo il 60% di penetrazione elettrica al 2030, i benefici saranno immediati per famiglie e imprese”. Per il prorettore, i due “grandi fronti” su cui dobbiamo agire sono l’eolico offshore e l’idrogeno. “Siamo ancora indietro, ma dobbiamo arrivare a 2,1 GW entro il 2030. Le nostre coste profonde richiedono piattaforme galleggianti, una tecnologia che possiamo sviluppare in Italia. Anche la Danimarca sta investendo qui: perché non farlo noi per primi”? Infine, parlare di energia oggi porta per forza di cose al tema dei data center, che assorbono circa il 3% dei consumi globali e raddoppieranno entro dieci anni. Un problema anche perché, spiega l’esperto, “concentrano energia laddove le rinnovabili, invece, sono distribuite”. Di conseguenza, conclude De Santoli, “dobbiamo ripensare il modello: la rete va resa più flessibile, con accumuli diffusi e logiche di prossimità energetica. L’intelligenza artificiale può aiutarci a ottimizzare il sistema, ma serve pianificazione: i data center dovranno essere costruiti dove esiste un mix energetico sostenibile, o dotati di fonti rinnovabili proprie”.