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(Adnkronos) - L'ex tennista tedesco Boris Becker è finito al centro di un caso mediatico per aver condiviso un post sulla morte di Hitler sui social media. Ora, tramite il suo avvocato, si è scusato e ha spiegato che si è trattato di un malinteso. L'ex numero 1 al mondo del tennis aveva condiviso un post di un altro utente su X, in cui si sosteneva che Hitler non fosse morto nel 1945 ma che si fosse trasferito in Argentina dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. "Wow... Cosa c'è di sbagliato in tutti quei film che dicono che Hitler è morto in Germania e in Austria?", aveva scritto in lingua inglese Becker mercoledì sera ripubblicando il post su X di un altro utente. Interrogato in merito dall'agenzia stampa tedesca dpa, l'avvocato di Becker ha dichiarato che il tennista non intendeva avallare il messaggio originale, che appoggiava una teoria del complotto, ma piuttosto esprimere il suo stupore "perché allora tutto ciò che aveva imparato sulla morte di Adolf Hitler da tutti i film sarebbe sbagliato". Il legale ha spiegato che il tennista si è "pentito" di aver condiviso il post "perché il suo messaggio è stato male interpretato e quindi lo ha immediatamente cancellato". Nonostante le numerose teorie che si trovano su Internet e nonostante diversi nazionalsocialisti si siano effettivamente nascosti in Argentina dopo la guerra, Hitler non era uno di loro, poiché morì il 30 aprile 1945 nel bunker sotto la Cancelleria del Reich a Berlino e il suo corpo carbonizzato fu trovato da alcuni testimoni.
(Adnkronos) - La mostra a Palazzo Piacentini, sede Direzione regionale e metropolitana Inps ha “un’importanza notevole. Ritengo che l'arte sia un'occasione per visitare questo palazzo che deve essere vissuto come l'emblema della previdenza. Un palazzo di tutti i cittadini perché è stato acquistato, circa un secolo fa, con i contributi versati dei lavoratori attivi”. Lo ha detto il direttore regionale Inps Lombardia, Elio Rivezzi, intervenendo questa mattina a Milano, all’inaugurazione della Mostra collettiva di artisti internazionali “Contemporanea, per un’arte responsabile” aperta al pubblico da Inps gratuitamente. Un’iniziativa che si inserisce nella settimana milanese dell’arte e che mira a promuovere il welfare culturale in Italia, aprendo un dialogo diretto con le nuove generazioni. L’iniziativa nasce da un’idea del presidente Gabriele Fava per dimostrare che il welfare non è solo assistenza, ma anche promozione della cultura, essenziale per il diritto alla gratificazione e alla crescita personale dei cittadini. Cittadini ai quali oggi sono state aperte le porte di Palazzo Piacentini, una delle architetture più belle del primo 900. “Apriamo le porte come fatto anche in precedenza, durante le giornate del Fai quando abbiamo ricevuto tantissime visite - ricorda il direttore regionale Inps Lombardia - Credo che la mostra inaugurata oggi sia una bella occasione per Milano e per tutta la Regione”.
(Adnkronos) - Il terremoto avvenuto questa mattina in Myanmar si è verificato in "un'area altamente sismica. Nel secolo scorso ci sono state parecchie scosse di magnitudo superiore a 7: in soli 26 anni, dal 1930 al 1956, ce ne sono state 6 di magnitudo superiore a 7, quindi è un terremoto del tutto atteso in quell'area". Così all'Adnkronos il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni, dopo il violentissimo sisma che ha colpito l'Asia. Si tratta di "una zona del mondo dove la placca indiana si muove verso nord-nordest sotto l'Asia e in quella zona della Burma ha una componente obliqua, sono dei terremoti che hanno una componente compressiva ma anche di movimento laterale tra le placche quello che noi chiamiamo transpressione destra". E', dunque, l'"effetto di questa convergenza obliqua tra l'India e l'Asia di circa 4 cm all'anno, velocità 10 volte più grandi di quelle che abbiamo in Italia dove la deformazione è dell'ordine dei millimetri all'anno: questo spiega perché lì ci sono terremoti molto più energetici che da noi". Il sisma di questa mattina "è di energia simile a quella dell'evento di febbraio 2023 in Turchia, difficile immaginare che non ci siano grossissimi danni e molte vittime". "Se persino a Bangkok, che si trova a parecchie centinaia di chilometri di distanza, ci sono stati crolli, dentro l'area epicentrale ci sarà sicuramente grande distruzione, molte frane e fenomeni di liquefazione (lo scuotimento del suolo che sembra solido, si liquefa e se ci sono abitazioni sopra queste collassano e ci possono essere ulteriori danni)", spiega. Non ci sono indicazioni per un rischio tsunami. "Il terremoto è avvenuto a centinaia di chilometri dalla costa, non ha rotture sul fondo mare, quindi non c'è un rischio tsunami come quello dell'Indonesia o di Tohoku, in Giappone", chiarisce. Sull'evoluzione del fenomeno nelle prossime ore, l'esperto spiega che "è avvenuto ciò che definiamo un main shock, cioè una scossa principale. Può succedere che, a volte, queste scosse principali siano accompagnate da scosse di magnitudo simile, come nel caso della Turchia, a distanza di poche ore. E' possibile. D'altronde c'è una sequenza che decade nel corso dei giorni in termini di numero di scosse di magnitudo che diventano sempre più piccole e sempre più diradate. Ma se la discesa è iniziata in maniera definitiva non lo sappiamo perché se c'è un'ulteriore recrudescenza, con un altro main shock, si riazzera l'orologio ". (di Francesca Romano)