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(Adnkronos) - Dopo la manifestazione nazionale e gli scontri del 31 gennaio a Torino, “nei prossimi appuntamenti continueremo a portare in piazza l’opposizione sociale al governo e contro le guerre”. Così i militanti del centro sociale Askatasuna che annunciano una due giorni di appuntamenti il 21 e 22 febbraio a Livorno e una nuova manifestazione a Roma il 28 marzo. “Pensiamo che il 31 gennaio sia stato un passaggio per costruire a livello collettivo e soprattutto popolare l’opposizione al governo da parte di tutte le realtà che lottano a livello nazionale per la casa, il lavoro, il welfare, i diritti, la formazione, la difesa dei territori. Quindi, i prossimi appuntamenti andranno in continuità con l'esigenza di costruire un confronto che parta dalle modalità che si sono date con il blocchiamo tutto e che possono essere fruttuose anche per i prossimi appuntamenti del 21 e 22 a Livorno che porteranno alla manifestazione del 28 marzo”, hanno spiegato. "Un certo tipo di narrazione - hanno detto i militanti - ha costruito un’etichetta di Askatasuna come nemico pubblico disperdendo un po’ quello che Askatasuna è sempre stato: Askatasuna non è quell’edificio, è una proposta, un metodo, un’attitudine, un atteggiamento di persone che decidono di mettere come priorità il fatto di volersi attivare nella società con le persone per portare del cambiamento e questo rimane”. “Il centro sociale - spiegano - è sempre stato un luogo di aggregazione, di socialità, attraversato dalle persone le più diverse che non per forza devono poi aderire ad un’opzione politica. Noi non rappresentiamo nessuno, non stiamo nelle istituzioni proprio perché crediamo che la politica si faccia dal basso, si faccia con le persone e che l’opzione di cambiamento si costruisca collettivamente”. “L’obiettivo è ridare lo stabile a tutte le realtà che dal basso l’hanno sempre attraversato e che intendono portare avanti quel progetto. Non ci sono formule già fatte ma sicuramente non c’è quella di cedere l’edificio a logiche del terzo settore o a logiche di pubblico-privato che vanno a snaturare il progetto della collettività dal basso che invece vogliamo continui. Lo stabile - hanno concluso - deve continuare ad essere a disposizione dei cittadini con spazi mantenuti gratuiti a libero accesso”.
(Adnkronos) - Come gli anni passati l'Istituto nazionale tributaristi (Int) aderisce all'iniziativa 'M'illumino di Meno 2026', giunta alla XXII edizione. Gli studi dei tributaristi Int spegneranno le luci e ogni supporto elettronico, non essenziale, alle ore 18,00 di lunedì 16 febbraio per partecipare attivamente e supportare gli scopi della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2. Una piccola iniziativa, quella dei tributaristi, "ma significativa, per riflettere sul problema energetico, soprattutto in questo contesto di guerre e di riduzione di investimenti sulla transizione ecologica. Grazie pertanto a chi ci ricorda problematiche spesso al di fuori della nostra quotidianità, ma che invece sono parte vitale proprio della nostra quotidianità. Avere consapevolezza del problema energetico è estremamente importante, dare un segnale di attenzione è necessario. I tributaristi Int ci sono", spiega la nota. Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno ha dichiarato: “Aderisco all'iniziativa promossa dall'Istituto nazionale tributaristi (Int) a sostegno della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2, come presidente nazionale l'ho chiesto alle mie colleghe e ai miei colleghi e io ho già aderito, consapevolmente, per non dimenticare l’importanza vitale del problema energetico”.
(Adnkronos) - "L’Italia è tra i paesi leader in alcune filiere, può guidare la nuova industrializzazione europea e rivendicare le proprie eccellenze". Lo dice Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, durante la presentazione dei risultati della terza edizione del progetto 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy' a Roma. “Abbiamo un problema su alcune filiere industriali storicamente deindustrializzate, come chimica e siderurgia, la cui crisi parte dagli anni ’90 e non è colpa del Green Deal europeo”, ha aggiunto Ciafani, sottolineando l’urgenza di azioni concrete. “Vogliamo fare in modo che il Clean Industrial Deal europeo possa vedere l’Italia protagonista, contribuendo alla nuova reindustrializzazione del Vecchio Continente”. Legambiente ha così presentato il Libro bianco con 30 proposte, frutto di un percorso di confronto con le imprese più innovative iniziato nel luglio 2025, “per orientare le politiche industriali verso sostenibilità, innovazione e occupazione green. Speriamo che le politiche industriali possano partire anche dalle nostre 30 proposte”.