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(Adnkronos) - E' morto Quentin, il giovane studente e militante nazionalista di 23 anni che giovedì è stato aggredito a Lione dopo un violento attacco a margine di una conferenza a Sciences Po Lyon dell'europarlamentare del partito di estrema sinistra di La France Insoumise, Rima Hassan. Lo ha annunciato la Procura di Lione. "L’indagine prosegue ed è ora condotta con l’accusa di percosse mortali aggravate, oltre a violenze aggravate da tre circostanze", ha precisato la procura in un comunicato. "A Lione, Quentin è stato vittima di una violenza inaudita. Ha perso la vita a 23 anni soltanto. Alla sua famiglia e ai suoi cari esprimo i miei pensieri e il sostegno della Nazione. In una Repubblica, nessuna causa, nessuna ideologia giustificherà mai che si uccida", il messaggio su X del presidente Emmanuel Macron. "Al contrario, lo scopo principale delle nostre istituzioni è quello di civilizzare i dibattiti e proteggere la libera espressione delle argomentazioni. Perseguire, assicurare alla giustizia e condannare i responsabili di questa atrocità è essenziale. L'odio che uccide non ha posto nella nostra società. Invito alla calma, alla moderazione e al rispetto", sottolinea ancora Macron. Le circostanze dell'aggressione non sono ancora chiare. Il 23enne è stato assistito giovedì alle 19.40 dai soccorsi. Ferito molto gravemente e con una commozione cerebrale, il giovane è stato ricoverato all'ospedale Edouard-Herriot. Secondo le prime ricostruzioni emerse sulla stampa francese, il militante sarebbe stato uno dei membri del servizio d’ordine del collettivo identitario francese Némésis. In occasione della conferenza di Rima Hassan, alle 17.40 di giovedì i membri di Némésis hanno esposto uno striscione con la scritta "Fuori gli islamo-sinistrorsi". È stato allora che sarebbe scoppiata una rissa tra una cinquantina di individui. Il collettivo femminista di estrema destra francese Némésis in un messaggio su 'X' accusa un gruppo di "una trentina di antifa" di essere all’origine dell’aggressione. Il collettivo sostiene che un collaboratore del deputato Lfi Raphaël Arnault si trovava in quel gruppo. Sempre secondo Némésis gli aggressori sarebbero affiliati al movimento di estrema sinistra 'La Jeune Garde antifasciste', creato nel 2018 proprio da Arnault che è stato sciolto nel giugno 2025 dalle autorità francesi. La famiglia di Quentin comunque, riferisce 'Le Monde', ha smentito che il giovane, che era uno studente di matematica, facesse parte di "un servizio d'ordine" o che fosse "un agente di sicurezza". Numerose le reazioni politiche legate all'aggressione Quentin. "Ho appreso con sgomento" la notizia dell'aggressione al giovane Quentin, ha scritto su 'X' l'europarlamentare del partito di estrema sinistra Lfi, Rima Hassan. "Per ciascuno dei miei spostamenti, l'unico e solo servizio d'ordine con cui collaboro e che mi accompagna è quello di La France insoumise, che non fa mai ricorso alla violenza e che non è in alcun modo coinvolto in questi scontri. Un'inchiesta deve fare piena luce sulle circostanze di questi fatti estremamente gravi e inaccettabili, che condanno con fermezza". Anche il coordinatore nazionale di La France insoumise in un post su X si è espresso sulla vicenda. "Questo clima di violenza deve cessare. Nessuno deve perdere la vita per le proprie idee", ha sottolineato su 'X' Manuel Bompard. Il presidente del partito di estrema destra Rassemblement National, Jordan Bardella, ha parlato "di un violento attacco da parte di membri della Jeune Garde, alcuni dei quali sarebbero vicini al deputato della Lfi Raphaël Arnault": "I fatti sono estremamente gravi e richiedono la mobilitazione dell'intera classe politica. L'impunità dell'estrema sinistra deve finire: oltre alla condanna esemplare dei colpevoli, auspico che lo scioglimento di questo piccolo gruppo sia finalmente effettivo. È tempo di riconoscere il pericolo che l'estrema sinistra, con la sua intolleranza che cerca di eliminare ogni pensiero dissenziente, anche attraverso l'intimidazione e la violenza, rappresenta per le nostre istituzioni, per la democrazia e per la società". Anche la leader di Rn Marine Le Pen ha denunciato "le milizie di estrema sinistra": "Il governo deve classificare queste milizie come gruppi terroristici. Ciò implica che debbano essere trattate come tali e che le leggi e i regolamenti previsti debbano essere applicati a loro".
(Adnkronos) - Torna a Modena per la sua quarta edizione il 'Learning more festival', il primo e più significativo festival in Italia interamente dedicato all’apprendimento e all’evoluzione della formazione nell’era digitale. Per tre giorni, da venerdì 20 a domenica 22 febbraio, la città emiliana diventerà il crocevia di idee, ricerche e buone pratiche. Oltre 120 appuntamenti, tra lezioni, workshop, talk di approfondimento, experience, installazioni e learning show in 5 location distribuite nel centro storico della città. Modena ospiterà docenti, formatori, responsabili delle risorse umane, accademici e ricercatori, educatori, startupper, imprenditori, professionisti del learning, più di 150 esperti provenienti dall’Italia e dall’estero uniti dall’urgenza di riflettere sull’uso consapevole e strategico della tecnologia nei processi formativi e nella vita quotidiana. L’obiettivo ultimo è fornire strumenti critici per accompagnare le persone nell’uso intenzionale e consapevole della tecnologia, valorizzando appieno le risorse e le opportunità del presente. Il festival è promosso da Fem - Future Education Modena, centro internazionale e primo hub innovativo per l’EdTech in Italia, creato da Wonderful Education e Fondazione di Modena. Il ricco programma del Learning More Festival si articola in sei aree tematiche. Neuroscienze e apprendimento. La mente che impara. Qual è il funzionamento della mente nell’apprendimento? Come possiamo adattare gli spazi in cui si apprende per favorire il benessere di chi impara? Ne parleranno, tra gli altri: Barbara Oakley, professoressa ordinaria presso la Oakland University, nel talk Ottimizzare la collaborazione uomo-IA: il valore della conoscenza interna nella trasformazione digitale, Igor Sotgiu, professore associato di Psicologia generale all’Università degli Studi di Bergamo, in Insegnare ad essere felici: opportunità e rischi e la ricercatrice di neuroarchitettura Ana Mombiedro con l’architetta e formatrice Lidia Cangemi nel talk Neuroarchitettura e organizzazione didattica: come l’ambiente influenza apprendimento e benessere. Come e cosa impariamo: linguaggi, ambienti ed esperienze che costruiscono conoscenza. Come apprendiamo in un mondo attraversato da dati, immagini, nuove tecnologie e Intelligenza Artificiale? Quali linguaggi, spazi ed esperienze favoriscono un apprendimento critico e inclusivo? Alberto Cairo, information designer e giornalista spagnolo, Knight Chair in visual journalism alla university of Miami, sarà impegnato nel talk 'How Charts lie: getting smarter about visual information'. Francesco Costa terrà la lezione Consigli per informarsi meglio. La neuroscienziata linguista Maryanne Wolf si occuperà di Reading in the Age of AI: Rethinking the Bi-literate Brain. Ci sarà inoltre il talk 'Neuroarchitettura: ambienti di apprendimento e embodied technologies' di Davide Ruzzon, architetto, direttore di TA Tuning Architecture di Milano, docente dell’università Iuav di Venezia e del Polidesign Politecnico di Milano. Mariano Laudisi, ideatore del modello educativo 'Le Scuole della Felicità', sarà al centro del workshop Il modello 'Le scuole della felicità' (Sanoma) e la nuova figura del docente coach. Pier Cesare Rivoltella, pedagogista e professore dell’Università di Bologna, sarà tra le voci del dibattito 'Educare nell’era dell’AI: framework concettuali per una vera AI Pedagogy'. Infine, Massimiliano Panarari, giornalista e sociologo della comunicazione, terrà il talk '(De)costruire il sapere collettivo con i social media'. Organizzazioni che imparano. Come creare organizzazioni che sappiano prosperare nel cambiamento e navigare nella complessità? Tra i talk di spicco, quello di Lavinia Mehedintu, co-fondatrice di Offbeat e architetta dell’apprendimento, che si soffermerà su L’apprendimento nelle organizzazioni: nuove tendenze e dinamiche del mondo l&d; invece Anamaria Dorgo, esperta di l&d e manager di Adyen, animerà il talk 'Keep learning - Building learning communities in the corporate environment'. Medical Humanities: la centralità dell’umano nella cura e la malattia come processo di formazione. Come cambia la relazione tra professionisti della salute e pazienti in un mondo sempre più complesso e informato? Tra i grandi ospiti: Michael Rich, soprannominato 'The Mediatrician', pediatra e ricercatore, sarà impegnato nel talk 'Digital wellness in famiglia: crescere sani in un mondo digitale'; poi, Beatrice Mautino, divulgatrice scientifica e saggista, discuterà in 'Vertigine: le competenze per navigare l’incertezza durante la malattia'. EdTech: strumenti per l'innovazione. Verso quali frontiere tecnologiche si stanno dirigendo l’apprendimento, la formazione e il lavoro? Oltre ai numerosi panel, Modena ospiterà il terzo incontro pubblico della rete europea di EdTech Testbeds e Getn (global edtech testbed network) per confrontarsi su criteri, framework e pratiche di validazione. Inoltre, Marcello Majonchi, product lead di Arduino, e Nicola Mattina, director of product di Translated, metteranno a confronto le loro esperienze nel panel 'Il futuro del product design: nuovi paradigmi di lavoro con l’intelligenza artificiale'. Family Lab. Molti appuntamenti affronteranno il tema della fiducia o controllo nel rapporto tra genitori e figli, per capire come instaurare un dialogo con i propri figli e utilizzare le tecnologie in modo consapevole ed equilibrato. Tra i vari interventi, quello con lo psichiatra e psicoanalista francese Serge Tisseron, che terrà la lectio 'Famiglie, tecnologie e IA: educare e governare gli schermi nell’era digitale'. Experience e learning show. Negli spazi del Festival sarà presente BlurM3Not, un’installazione interattiva di Data Gamification per scoprire i fenomeni oscuri della rete, ideata in collaborazione con Sheldon.studio e il Cnr. In programma anche due learning show: il primo, sabato 21 al Teatro Storchi, con Richard Galliano e l’Orchestra dei Mandolini di Modena e Brescia; il secondo, domenica 22, un evento sperimentale di sound design AI-based in collaborazione con il Conservatorio di Modena presso il Cinema Arena.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.