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(Adnkronos) - Nell’ambito dell’impegno per rafforzare la cooperazione sanitaria tra la Repubblica Araba d’Egitto e la Repubblica Italiana è stato firmato un accordo tra Gksd, Gruppo San Donato e Ministero della Salute egiziano per lo sviluppo e la gestione del New Heliopolis Hospital al Cairo. L’intesa, sottoscritta ieri in occasione dell’Egypt Energy Show (Egypes) tenutosi nella capitale egiziana sotto il patrocinio del presidente Abdel Fattah Al-Sisi, prevede la gestione della struttura per 15 anni a partire dal 2027, una volta completata la costruzione. Il nuovo ospedale, primo della National Health Insurance Organization, sarà un centro ad alta specializzazione con 433 posti letto, dotato di Cancer Center, Heart Center, reparti di neurochirurgia, area pediatrica e materno-infantile e centro per il trapianto di organi, e servirà un bacino stimato di circa un milione di persone. A firmare sono stati Kamel Ghribi, presidente del gruppo Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, e Ahmed Mostafa, presidente dell’Organizzazione per l’assicurazione sanitaria dell’Egitto. La cerimonia si è svolta alla presenza del ministro della Salute egiziano Khaled Abdel Ghaffar e del ministro del Petrolio Karim Badawi. Presente anche Michael Damianos, ministro dell’Energia di Cipro. Ghribi ha espresso apprezzamento per la crescita dell’Egitto, sottolineando come l’accordo rappresenti un punto di partenza per rafforzare la cooperazione sanitaria tra i due Paesi e offrire servizi medici sempre più avanzati ai cittadini egiziani.
(Adnkronos) - In un momento segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da una rinnovata necessità di dialogo tra i popoli, il Business care international award sceglie di celebrare chi genera valore condiviso e porta nel mondo il meglio di ciò che l'Italia sa esprimere. La cerimonia di premiazione si è svolta alla Sala della Regina della Camera dei Deputati: il riconoscimento internazionale ideato e fondato da Massimo Veccia vuole celebrare personalità e istituzioni che incarnano i valori più autentici del business etico, dell'eccellenza professionale e del dialogo tra culture e nazioni. Un premio che guarda all'Italia e al mondo con la convinzione che la qualità, l'integrità e la visione internazionale siano i veri motori dello sviluppo economico e civile. "Il Business care international award - dichiara Massimo Veccia, fondatore del premio - nasce dalla convinzione che il business, quando è guidato da valori autentici, sia uno dei più potenti strumenti di dialogo e di pace tra i popoli. In un momento in cui le tensioni geopolitiche rischiano di erigere nuovi muri, noi scegliamo di celebrare chi abbatte le distanze e costruisce ponti attraverso l'eccellenza, la cultura e la responsabilità. I premiati di quest'anno rappresentano il meglio di ciò che l'Italia sa dare al mondo: imprenditori, scienziati, diplomatici, artisti e custodi della nostra identità culturale che ogni giorno dimostrano come qualità ed etica non siano in contraddizione con il successo internazionale, ma ne siano anzi la condizione più solida e duratura". Con questa edizione nasce ufficialmente il progetto che rappresenta il naturale coronamento di otto anni di Business care international award: Italian icons-lighting up the world. Cinque brand d'eccellenza del Made in Italy: food, moda, design, lusso e alta tecnologia, saranno selezionati per diventare vere Icone: non solo simboli di successo, ma aziende che illuminano la strada agli altri. Diventare Italian Icon è un investimento in tre dimensioni che si rafforzano a vicenda. Sul fronte etico, il contributo si trasforma in impatto concreto sulle nuove generazioni e sul talento italiano, in un circolo virtuoso dove il successo di oggi diventa opportunità per chi viene dopo. Sul fronte strategico, da maggio 2026 le Icons saranno protagoniste di un racconto d'impresa internazionale: eventi istituzionali a Roma e New York, visibilità editoriale sui media più importanti, interviste tv e presenza sui principali quotidiani. Sul fronte relazionale, le Icons entreranno di diritto nel board del Business Care International Award, accedendo a un network esclusivo a livello diplomatico, istituzionale e imprenditoriale, a Roma, a New York e oltre. Claudia Cremonini, vice presidente del Gruppo Cremonini, ha espresso la soddisfazione per un riconoscimento che tocca uno dei settori più identitari del Made in Italy, quello alimentare: “Sono felice e grata che il Gruppo Cremonini sia stato scelto per questo prestigioso premio. L’alimentare rappresenta un pilastro della nostra economia e lo sarà sempre di più, anche grazie al recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco. Come in molti altri settori, anche nell’alimentare scontiamo una limitata disponibilità di materie prime, ma eccelliamo nella capacità di trasformarle in prodotti di alta qualità, espressione della genialità del nostro saper fare. Da oltre 30 anni la nostra azienda opera a livello globale con proprie piattaforme logistiche specializzate nella distribuzione di centinaia di prodotti alimentari, principalmente destinati al canale horeca (hotel, ristoranti e catering). Un altro driver strategico della nostra crescita internazionale è la capacità di replicare le filiere agroalimentari all’estero. Questo approccio si fonda su un modello integrato in cui agricoltura e industria operano in stretta sinergia e dove tradizione e innovazione dialogano, per coniugare sostenibilità e competitività”. La voce della diplomazia italiana porta la firma di Fabrizio Di Michele, ministro plenipotenziario già console generale d'Italia a New York, che ha voluto sottolineare il valore del legame tra istituzioni e iniziative private nella promozione del Paese oltre Atlantico: "Sono onorato di ricevere questo premio, dopo aver avuto modo di conoscere le attività di Business care international a New York e la passione e la professionalità con cui il presidente Massimo Veccia promuove questa iniziativa, volta a valorizzare le eccellenze italiane dell'economia e della cultura nei rapporti transatlantici. La mia esperienza newyorchese mi ha posto in un osservatorio privilegiato delle capacità e dei talenti del nostro Paese, e delle opportunità offerte dagli Stati Uniti a chi voglia fare la differenza, che sia un professionista, un artista o un'azienda". A incarnare l'eccellenza di un prodotto diventato simbolo dell'identità gastronomica italiana nel mondo è Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, che ha ritirato il premio 2026 rimarcandone il valore strategico per le relazioni tra Italia e Stati Uniti: "Accogliamo questo riconoscimento con grande orgoglio, perché premia il Parmigiano Reggiano come modello di eccellenza capace di generare valore economico, culturale e sociale, rafforzando al contempo il posizionamento internazionale della Dop. Il premio assume un significato ancora più rilevante alla luce del suo contributo al consolidamento dell'alleanza economica e culturale tra Italia e Stati Uniti, partner strategico per il nostro Paese". Così invece Milena Lerario, ceo di e-Geos: “Ricevere il Business care international award è per me un’emozione profonda e un grande onore. Questo riconoscimento rappresenta non solo un traguardo professionale, ma anche un momento di riflessione sul percorso che mi ha portato fin qui. Lavorare nell’industria aerospaziale mi ha insegnato il valore della precisione, della responsabilità e della sicurezza, ma soprattutto l’importanza delle persone: nessun risultato si raggiunge da soli. Desidero quindi ringraziare chi ha creduto in me, chi mi ha accompagnato lungo questo percorso e chi, ogni giorno, contribuisce alla mia crescita, professionale e personale. Questo premio è anche vostro. Lo considero un punto di partenza: continuare a studiare, approfondire lingue e culture diverse, mettermi in discussione e aprirmi a nuove prospettive resta per me una priorità. Tra i progetti a cui tengo di più c’è la scrittura di un libro che raccolga esperienze e voci diverse. Credo infatti che sia proprio dall’ascolto, dal confronto e dalla condivisione di storie e punti di vista differenti che nascano le idee più significative e i cambiamenti più autentici”. Sulla missione della scienza Aldostefano Porcari, ricercatore medico premiato nella categoria Rising Star, ha trasformato il riconoscimento in un invito al dialogo e alla condivisione della conoscenza oltre ogni confine: "La ricerca non è fatta solo di grandi scoperte, ma di piccoli passi, di domande, di errori, che nel tempo costruiscono conoscenza. Ma è attraverso il dialogo e la collaborazione oltre i propri confini che tutto questo diventa progresso, capace di rispondere alle sfide globali, migliorare l'assistenza ai pazienti e ridurre le disuguaglianze sociali nell'accesso alle cure. Nella mia esperienza è proprio in questo percorso, fatto di condivisione, che la ricerca contribuisce a convogliare le migliori energie umane per raggiungere traguardi comuni, superando divisioni e conflitti". "La mia fortuna - ha affermato - è stata incontrare in Italia, negli Stati Uniti ed in Inghilterra, persone che uniscono l’amore per la scoperta a quello per il malato, consentendomi di arricchire quanto appreso nella mia formazione presso il Campus Bio-Medico di Roma e dal professore Gianfranco Sinagra a Trieste. Una Scienza al servizio dell’Uomo è possibile solo attraverso la lungimiranza di uomini come Veccia che con passione ed impegno abbattono le barriere tra i popoli. Traspare dal suo operato il grande amore per queste due nazioni, America ed Italia". A seguire i premiati: Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Claudia Cremonini vice presidente Cremonini spa, Fabrizio Di Michele diplomatico italiano, Sebastiano Fanizza imprenditore nel campo della consulenza al settore yachting e luxury brand, Milena Lerario ceo di e-Geos, Pietro Salini ad di Webuild spa, Chiara Sbarigia presidente dell’Associazione produttori audiovisivi, Sabrina Zappia presidente degli Italian & international patrons of the art dei Musei Vaticani, Marco Nodari musicista e compositore, Aldostefano Porcari dell’University College di Londra. Una menzione speciale è per l’Associazione della Stampa Estera in Italia, rappresentata dalla sua presidente la giornalista Elena PosteInicu.
(Adnkronos) - La rendicontazione non finanziaria in Italia non è più solo un adempimento normativo, ma un asset strategico per comunicare valore. È quanto emerge dall’edizione 2026 del Premio Bilancio di Sostenibilità, l’iniziativa promossa da Corriere della Sera Buone Notizie in collaborazione con NeXt - Nuova Economia per Tutti Aps Ets in qualità di partner tecnico-scientifico. Il Premio indaga sullo stato dell’arte della trasparenza aziendale sui temi ambientali, sociali e di governance, premiando le imprese che si sono distinte nel realizzare e quindi condividere tutte le informazioni relative ai processi di sostenibilità sui tre pilastri della classificazione Esg. L’edizione di quest’anno ha registrato una partecipazione di 252 imprese suddivise in: 118 grandi aziende; 77 medie; 57 piccole. Il premio non valuta il livello assoluto di sostenibilità ma la capacità delle aziende di raccontare in modo trasparente e integrato il proprio impegno verso un’economia più attenta all’ambiente e alle persone. Dall’analisi sui quattro anni del Premio (2023-2026) si evince un netto miglioramento della qualità dei bilanci, e in particolare: convergenza dei pilastri - si osserva un livellamento verso l’alto delle performance, il pilastro della Governance (G) è quello cresciuto maggiormente nel quadriennio (+66,87%), mentre il pilastro Sociale (S) rimane quello con il punteggio medio più elevato nel 2026, superando quello ambientale; standardizzazione - il 77% delle aziende utilizza il 'Bilancio di Sostenibilità' come strumento principale, seguito dalla Relazione d’Impatto (7%); dagli Sdgs agli standard tecnici - si rileva una flessione nel collegamento esplicito agli Sdgs dell’Agenda 2030 (-43,69% nell'ultimo anno), segnale di uno spostamento dell’attenzione verso gli standard tecnici e regolatori europei (Esrs). "Il Bilancio di sostenibilità riporta quelle che sono le peculiarità della nostra azienda che non si vedono nei numeri - dichiara Davide Morelli, responsabile controllo di gestione di At Toptaglio Srl, azienda del settore edile - ci dà una distintività rispetto a chi vuole fare solo l’attività e non metterci quel qualcosa in più che invece noi cerchiamo di avere per crescere". "Noi rendicontiamo con un report integrato, non è una questione di compliance ma è una leva strategica dell’azienda, ci serve da revisione critica per l’operato di tutti i comparti - commenta Laura Gori, Founder e Ceo di Way2global, Pmi che si occupa di traduzioni - Le piccole aziende che sono l’ossatura del sistema paese devono diventare anche l’ossatura della rivoluzione sostenibile". La metodologia di valutazione ha analizzato 30 temi Esg basandosi su criteri di misurazione, materialità, politiche di miglioramento e rischi raggruppando le aziende per numero di addetti e dimensione. Significativo è l’aumento della partecipazione delle piccole aziende (+17 realtà rispetto all’anno precedente), a testimonianza di una crescente maturità organizzativa anche nelle realtà di minori dimensioni. "In un contesto normativo in continua evoluzione, in cui assistiamo anche a parziali cambi di rotta rispetto alla reportistica di sostenibilità - dichiara Luca Raffaele, direttore generale di NeXt Economia - il Premio continua a valorizzare lo sforzo delle aziende nel raccontare con chiarezza il proprio impatto. E’ importante supportarle, dar loro voce attraverso queste iniziative e alleanze di sistema che permettano la crescita in sostenibilità non solo delle singole realtà virtuose ma di filiere e distretti produttivi".