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(Adnkronos) - Nel 2025, il Gruppo Cdp ha impegnato risorse per circa 29,5 miliardi di euro, pari ad oltre un terzo (36%) dell’obiettivo triennale del piano strategico 2025-2027, confermando il focus su impieghi ad alto impatto per il Paese, con interventi definiti sulla base delle quattro priorità individuate per il triennio: competitività del Paese, coesione sociale e territoriale, sicurezza economica e Just Transition. L’operatività del Gruppo ha consentito inoltre di sostenere investimenti per complessivi 73,6 miliardi, anche grazie all’attrazione di capitali addizionali, con un effetto leva di 2,5 volte le risorse impegnate. Lo rende noto Cdp dopo che il Cda presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha approvato il progetto di Bilancio d’esercizio, il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e la Relazione degli amministratori sulla gestione, che comprende anche la Rendicontazione di sostenibilità, presentati dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Dario Scannapieco. Lo stock di crediti di Cdp a sostegno di imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture e Cooperazione internazionale, a fine 2025, è pari a 127 miliardi di euro, in aumento dell’1% se confrontato con l’esercizio precedente. Lo stock di credito stipulato, che tiene conto anche delle quote ancora da erogare e delle garanzie rilasciate, è pari a 153 miliardi di euro, in aumento del 2% rispetto all’esercizio precedente.
(Adnkronos) - “Sul tema della retribuzione proporzionata e sufficiente serve una scelta chiara: il riferimento non possono essere i contratti semplicemente più diffusi, ma quelli sottoscritti dentro regole certe e da soggetti realmente rappresentativi”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, la federazione dei manager e dei quadri del terziario che ad oggi annovera oltre 47.000 associati. “Il possibile intervento del Governo sulla delega per la retribuzione ‘giusta ed equa’, così come riportato in questi giorni sui giornali, interviene su un terreno estremamente delicato e strategico. È indispensabile che ogni ipotesi sia costruita basandosi sulla legittima rappresentanza - prosegue Ballarè - e, proprio per questo, è indispensabile che ogni scelta sia costruita attraverso un confronto vero con tutte le parti sociali, valorizzando il lavoro già avviato per definire criteri condivisi di rappresentanza e perimetri contrattuali”. “Pensare di legiferare assumendo come parametro accordi nati ai margini del sistema, talvolta costruiti per comprimere salari e tutele, sarebbe un errore grave - avverte - e una contraddizione evidente. Una legge seria deve rafforzare la contrattazione autentica, non inseguire riferimenti al limite del consentito”. “Il criterio della rappresentatività - aggiunge Ballarè - non è un dettaglio tecnico, ma il presidio che distingue la buona contrattazione dal dumping contrattuale. Per questo il riferimento deve essere individuato nei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative: è la strada più corretta per tutelare i lavoratori, contrastare la pirateria contrattuale e garantire una competizione leale tra imprese”, spiega ancora. Secondo Ballarè, “in questo percorso è fondamentale che il confronto sia realmente inclusivo". "Anche la dirigenza deve essere ascoltata: non è estranea al fenomeno della contrattazione pirata e può offrire un contributo concreto per individuare soluzioni efficaci, sostenibili e coerenti con le dinamiche del mercato del lavoro. Quando si interviene su salari e dignità del lavoro - conclude Ballarè- non si può scegliere la scorciatoia più debole. Serve invece una decisione netta, coerente, fondata su regole condivise e costruita attraverso il dialogo tra tutte le parti in causa”, conclude.
(Adnkronos) - “L’Unione Europea ha spostato gli obiettivi dalla raccolta al riciclo dei rifiuti e questo cambia profondamente l’approccio che dobbiamo adottare”. Lo ha detto Carmelina Cicchiello, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, intervenuta alla presentazione, a Roma, della piattaforma Shift, il nuovo spazio di collaborazione per mettere a sistema competenze e sviluppare soluzioni integrate per acqua, energia e bioeconomia. “Per adempiere alle prescrizioni europee dobbiamo essere in grado di testimoniare il riciclo effettivo dei rifiuti e non soltanto la percentuale di raccolta differenziata. Questo significa fare un passo avanti e assicurare che il rifiuto rientri realmente nell’economia del Paese come Materia Prima Seconda”, ha spiegato Cicchiello, sottolineando la necessità di rafforzare l’intera filiera del recupero. Un passaggio che chiama in causa anche il ruolo dei cittadini. “Dobbiamo continuare a investire sempre di più nella comunicazione e nella sensibilizzazione, perché solo una corretta separazione dei rifiuti consente di ottenere materiali di qualità e quindi tassi di riciclo più elevati”, ha aggiunto. “In questo percorso le amministrazioni comunali devono continuare a svolgere un ruolo centrale, sensibilizzando su questo tema”, ha concluso Cicchiello.