ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Quando si pensa all'alimentazione, ci si concentra sui benefici 'tradizionali' associati a regimi alimentari equilibrati: la perdita di peso, il calo della pressione, il controllo di livelli di glicemia e colesterolo. Ci si concentra sul quadro cardiovascolare, senza considerare spesso altri effetti. In particolare, scelte opportune a tavola possono migliorare la salute degli occhi. E' il tema su cui si è concentrata la professoressa Mona Kaleem, del Wilmer Eye Institute presso la Johns Hopkins Medicine. La scienziata evidenzia le proprietà degli antiossidanti, nutrienti che rimuovono dall'organismo gli agenti potenzialmente dannosi e svolgono un ruolo fondamentale per il benessere degli occhi. Gli antiossidanti contrastano l'invecchiamento cellulare e in questa ottica diventano essenziali le vitamine A, C ed E. La vitamina A produce i pigmenti nella retina degli occhi ed è un un nutriente vitale per i fotorecettori degli occhi, che determinano la qualità della vista in condizioni di scarsa illuminazione. La vitamina A è presente solo nei prodotti di origine animale, ma l'organismo può convertire alcuni nutrienti di origine vegetale. In una 'dieta per gli occhi' non devono mancare tuorli d'uovo, latticini, fegato, verdure a foglia verde scuro e carote. La vitamina C ha pochi segreti: si tratta di un nutriente concentrato nell'umor acqueo, il fluido avanti al cristallino. L'assunzione consente di prevenire la cataratta. Per questo, è opportuno inserire nel regime alimentare broccoli, peperoni e arance. La vitamina E, a differenza delle precedenti, è costituita da un gruppo di composti chiamati tocoferoli e tocotrienoli, capaci di proteggere gli acidi grassi essenziali dall'ossidazione. Utile assumere, in tal senso, mandorle, semi di girasole e avocado. La 'ricetta' per gli occhi non si esaurisce con le vitamine. Anche composti come carotenoidi e flavonoidi sono nutrienti utili da integrare nella dieta basata quindi su 5 pilastri. I carotenoidi - in particolare luteina e zeaxantina - sono individuabili nel tessuto fotosensibile della retina, nella parte posteriore dell'occhio. La loro 'salute' migliora se la dieta comprende bietola, spinaci, lamponi e pesche. Anche i flavonoidi sono associati al corretto funzionamento della retina e al collegamento con le le sezioni del cervello che elaborano gli input visivi. I flavonoidi presenti nel tè caldo con caffeina possono ridurre il rischio di sviluppare glaucoma primario ad angolo aperto (POAG). E' opportuno consumare, in quantità moderate, cioccolato fondente e vino rosso. Meno vincoli per frutti di bosco e agrumi. Il mosaico ideale dovrebbe comprendere anche il selenio, che svolge funzione da antiossidante preventivo per diverse patologie oculari, tra cui la degenerazione maculare legata all'età (AMD) e la cataratta. Il selenio è contenuto, in quantità variabili, nei latticini, nelle uova, nei frutti di mare, nella frutta secca e nei semi. Infine, menzione speciale per gli Omega-3. Questi acidi grassi, noti per proprietà antinfiammatorie, contribuiscono a formare le membrane cellulari degli occhi e supportano la funzione visiva. Salmone, sgombro, sardine sono alimenti utili per alleviare i sintomi della sindrome dell'occhio secco e ridurre il rischio di sviluppare glaucoma o degenerazione maculare legata all'età.
(Adnkronos) - eDreams Odigeo (di seguito 'la società' o in breve 'eDO'), la piattaforma di abbonamenti di viaggio leader nel mondo, ha diffuso oggi i nuovi dati sulla soddisfazione dei clienti relativi al servizio Prime in Italia. I dati indicano che il sentiment degli iscritti ha raggiunto un nuovo massimo storico, con un net promoter score (nps) medio di 61 per la categoria 'accommodation' durante l'ultimo trimestre. Sulla scala nps standard di settore, che va da -100 a +100, un punteggio di questa portata è classificato come eccellente. Questo record segna l'ultimo traguardo di un trend di crescita costante durato cinque anni. Le analisi condotte dal 2021 a oggi confermano che l’effetto abbonamento si sta progressivamente rafforzando, offrendo un valore costantemente superiore rispetto all'esperienza di viaggio standard. Mentre i tassi di soddisfazione risultano aumentati per tutti i clienti, riflettendo i miglioramenti generali della piattaforma, il sentiment dei membri Prime ha subito un'accelerazione molto più rapida. Oggi, in Italia, i membri Prime valutano la propria esperienza il 36% in più rispetto agli utenti standard non abbonati. Il divario di soddisfazione tra i due gruppi è aumentato negli ultimi cinque anni, a dimostrazione del fatto che le caratteristiche esclusive del programma Prime stanno creando un livello di esperienza premium ben distinto. Questi risultati seguono i significativi investimenti nella proposta di valore di Prime, tra cui l'introduzione di opzioni di flessibilità (come la possibilità di cancellare le prenotazioni per qualsiasi motivo) e un'offerta di prodotti ampliata con offerte riservate ai soci su voli, hotel, pacchetti, noleggio auto e treni. Le performance attuali supportano la tabella di marcia strategica della società, che punta a raggiungere 13 milioni di abbonati entro il 2030 (rispetto agli oltre 7,7 milioni di oggi), confermando che il servizio sta diventando sempre più attraente per i consumatori alla ricerca di una soluzione di viaggio flessibile e orientato al valore. Dana Dunne, ceo di eDreams Odigeo ha dichiarato: "Il raggiungimento di questo picco storico nella soddisfazione degli abbonati è una pietra miliare significativa che convalida la nostra visione: offrire ai nostri membri un'esperienza premium basata sull'intelligenza artificiale. Quando abbiamo lanciato Prime, abbiamo aperto la strada a una categoria completamente nuova, quella dei viaggi in abbonamento, che prima semplicemente non esisteva". "Questi punteggi record - ha spiegato - confermano che, man mano che facciamo crescere la nostra piattaforma aggiungendo prodotti e perfezionando il servizio giorno dopo giorno, il valore che offriamo diventa sempre più evidente per i nostri membri. Il crescente divario tra abbonati e utenti standard dimostra che il modello su abbonamento offre fondamentalmente un'esperienza superiore. Ci impegniamo a continuare a guidare la categoria degli abbonamenti di viaggio in Italia e non solo, con una piattaforma che migliora ogni singolo giorno, assicurando che i nostri iscritti abbiano sempre il miglior partner possibile per i loro viaggi".
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.