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(Adnkronos) - Torna 'Mare Fuori' con la sesta stagione. La coproduzione Rai Fiction – Picomedia per la regia di Beniamino Catena e Francesca Amitrano, i cui primi sei episodi saranno disponibili dal 4 marzo su RaiPlay e dall’11 marzo l'intera serie, in sei appuntamenti in prima serata, su Rai 2. Gli ultimi episodi della stagione precedente hanno lasciato tutti col fiato sospeso in un intreccio di storie irrisolte: Carmela, che aspira a realizzare il sogno di Edoardo e farsi 'regina' di Napoli; la discesa agli inferi della droga di Dobermann; il legame tossico tra Sonia e Marta: l’amore ‘impossibile’ e tragico tra Cucciolo e Milos; i segreti che si celano dietro il bel viso di Simone. E poi lei, Rosa Ricci, ultima, invidiata e odiata erede del boss don Salvatore, in lotta tra complessi conflitti familiari, vendette incrociate del clan Di Salvo e la ricerca di un domani fatto di redenzione. La ritroviamo in ospedale, al capezzale di Tommaso che si è frapposto tra lei e la pistola di un misterioso killer, salvandole la vita. Un gesto che racconta ben più di una semplice amicizia. All’interno dell’IPM ci si interroga su chi possa essere stato ad attentare alla vita di Rosa, mentre nuovi personaggi vengono alla ribalta: tre sorelle – Sharon, Marika e Annarella – con ambizioni criminali legate a Carmela entrano nell’istituto alterandone gli equilibri; Stella, una ragazza di buona famiglia che ha commesso un errore imperdonabile; Mei Ling, una giovane detenuta straniera dal passato misterioso. Simone, intanto, ha preso in mano le redini del clan di Salvo. La direttrice Sofia è sempre più angosciata per la fuga della figlia che, insieme ai milanesi, ha fatto perdere le sue tracce. Il rapporto tra Massimo, O’ Comandante, e Maria, la madre di Rosa, diventa sempre più stretto. Un universo di storie che si intrecciano dentro e fuori le mura dell’IPM conservando, soprattutto per i ragazzi, una caratteristica, evidenziata dal regista Beniamino Catena: "La peculiarità di questa comunità di ragazzi ‘interrotti’ è che i loro rapporti non sono filtrati dai social media e quindi le relazioni interpersonali sono basate su emozioni, reazioni, affetti, sguardi autentici, a cui non si possono sottrarre o che non possono facilmente camuffare". Un lavoro di scavo psicologico che si approfondisce con 'Mare Fuori #Confessioni', appuntamento consolidato per i fan della serie: dal 18 febbraio su RaiPlay tornano i retroscena della fiction raccontati dai protagonisti stessi che si rivelano davanti alle telecamere, confessando le emozioni dei personaggi che interpretano, le scelte difficili e le ferite di ognuno di loro, sviscerando temi che la serie, con i suoi ritmi serrati, può solo sfiorare. "Fin da piccola ho sempre guardato 'Mare Fuori' insieme ai miei genitori. Ed è stato un onore avere l'opportunità di far parte di questo progetto. Io vengo da un mondo completamente diverso, quello della musica, è stato un salto spaventoso", ma sul set "mi sono trovata benissimo con tutti". A parlare è Virginia Bocelli, 14 anni, figlia del grande tenore Andrea, tra le new entry del cast della sesta stagione della serie cult, durante la conferenza stampa a Roma. Virginia Interpreta Stella, una giovanissima ragazzina allevata rigidamente per divenire un talento musicale che si macchia, suo malgrado, di un terribile crimine pur di sfuggire all'oppressivo ambiente domestico. Nell'Istituto penale per i minorenni (Ipm) di Napoli si ritrova sola e spaurita, ma ha l'occasione per la prima volta di scoprire il potere dell'amicizia. "Stella è una ragazza completamente diversa da tutti gli altri perché è cresciuta in modo diverso e in un'altra parte d'Italia. Per questo, quando entra nell'Ipm è completamente sola, si sente diversa e con delle difficoltà", racconta la giovane attrice. Non è la prima volta che appare sullo schermo. Ha recitato nella serie cult Rai 'Doc - Nelle tue mani' con Luca Argentero' e ha cantato la canzone 'Forever Winx', il brano inedito che accompagna le trasformazioni delle sei fate protagoniste nella serie animata 'Winx Club: The Magic is Back'.
(Adnkronos) - C'è anche un po' di Austria a Cortina in occasione dei Giochi Olimpici, e non solo per gli atleti in gara. L'Austria c'è con i suoi paesaggi innevati, a poca distanza e facilmente raggiungibili dalla 'Perla delle Dolomiti', con l'atmosfera unica delle sue montagne e dello stile di vita alpino e con la passione con cui gli eventi di sport invernali vengono tradizionalmente seguiti. Ma, soprattutto, con la sua ospitalità all’insegna del 'Lebensgefühl', quell’inconfondibile attitudine alla vita tipicamente austriaca, che è diventata anche il claim nella comunicazione di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese. Austria Tourism è partner premium del Comitato Olimpico Austriaco alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, per accogliere atleti e ospiti internazionali proprio con il calore del 'Lebensgefühl'. Per Austria Tourism, infatti, i Giochi sono un’occasione per presentare a livello internazionale il proprio marchio, e l'Austria come una destinazione turistica alpina autentica, per ispirare gli appassionati di sport invernali di tutto il mondo e per sottolineare l’impegno per il futuro dello sci rivolto alle prossime generazioni. Fulcro della presenza di Austria Tourism ai Giochi Olimpici è l’Austria House, la 'Casa Austria' a Cortina d’Ampezzo: dopo un'indimenticabile estate olimpica a Parigi, l'Austria House come luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza torna all'insegna dei 'cinque cerchi' più suggestiva che mai. E ha aperto le sue porte a Cortina nella tradizionale Jägerhaus, di fonte a uno degli scenari invernali più spettacolari d'Europa. A inaugurare Austria House una serata-evento domenica sera, che ha visto la partecipazioni dei più alti rappresentanti istituzionali, a partire dal Cancelliere federale austriaco, Christian Stocker, il ministro degli Affari economici, Wolfgang Hattmannsdorfer, il segretario di Stato con delega al Turismo, Elisabeth Zehetner, l'ambasciatore d'Austria in Italia, Michael Rendi, e due campioni austriaci come la medaglia d'argento nello slittino Jonas Müller e la leggenda dello sci Franz Klammer. A fare gli onori di casa Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism. "Con questa serata - ha affermato nel suo discorso di benvenuto - celebriamo l'Austria non solo come nazione di sport invernali, ma anche come una destinazione turistica davvero di primo piano sia in inverno sia in estate. L'Austria è conosciuta internazionalmente come destinazione invernale, ma ha così tanto in più da offrire: una cucina pluripremiata con le stelle Michelin e altri importanti riconoscimenti, un'eredità culturale apprezzata in tutto il mondo e la nostra cosiddetta 'Lebensgefühl', quel modo di vivere austriaco espresso in questo termine che non si può tradurre, non si può spiegare, deve essere sperimentato. E questo è esattamente ciò che stiamo portando qui su questo palcoscenico internazionale insieme con i nostri partners". Per il presidente del Comitato Olimpico austriaco, Horst Nussbaumer, "Austria House è un posto in cui le Olimpiadi hanno un impatto che va oltre lo sport e che riguarda gli incontri, il dialogo, il rendere l'Austria visibile in tutta la sua diversità, attraverso risultati sportivi di eccellenza e i valori olimpici ad essi associati". Grandi protagonisti i colori rosso-bianco-rosso della bandiera austriaca per una serata aperta dal cosiddetto 'Heartbeat Moment' con un concerto in stile Coldplay, all'insegna dello scambio tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, del turismo e dello sport. L'Austria House, infatti, durante il periodo delle Olimpiadi, vuole essere un luogo d'incontro per atleti, rappresentanti dei media e ospiti internazionali, con l’obiettivo di celebrare la partecipazione e i successi sportivi e di offrire agli ospiti internazionali un assaggio dello stile di vita austriaco. Chi visiterà l'Austria House potrà vivere l'Austria con tutti i sensi. Ospitalità, cucina e convivialità saranno al centro dell'attenzione. Una vera attrazione è la grande installazione creata per l’occasione dall'artista tirolese Patricia Karg che accoglie visitatori e visitatrici sul piazzale antistante l'Austria House: a forma di un cuore pulsante e fluttuante per rendere 'visibili' le emozioni che si vivono in occasione dei Giochi Olimpici. All’interno, fra le proposte culinarie spiccano un cocktail appositamente creato per l'occasione dal nome 'Lebensgefühl' e la merenda 'Brettljause', che prende spunto dai taglieri tradizionali serviti nei rifugi alpini, in una versione innovativa. Il vero focus è sulle cosiddette 'hidden gems', quelle gemme nascoste dell'offerta turistica regionale austriaca che ne fanno una destinazione per tutto l'anno. E tra le vere 'gemme nascoste' non poteva mancare la cucina, vero elemento centrale della serata grazie alle preparazioni esclusive dello chef salisburghese Vitus Winkler, due stelle Michelin, quattro forchette Falstaff e 'Chef dell'anno 2026' per Gault Millau. "La cucina austriaca è forte della sua autenticità e della straordinaria diversità dei suoi territori. Fiumi, laghi, pascoli e foreste danno forma a ciò che cuciniamo. La qualità culinaria si raggiunge quando rispetti queste origini e lavori con le stagioni, tutto l'anno. I prodotti regionali, le erbe fresche e lo stretto legame con la natura sono sempre le basi, anche in inverno", ha spiegato lo chef. Un approccio sintetizzato nel suo piatto di mezzo ‘F(r)ischfeld - char, sauerkraut, oxymel and watercress': più che una portata, una narrazione delle origini, del territorio e dell'artigianalità. In ricordo dell'evento proprio una 'Hidden Gem Box' contenente non solo selezionati prodotti tipici ma anche un QR code che 'conduce' ad altre destinazioni ed esperienze meno conosciute. Un invito, insomma, a scoprire l'Austria non in una volta sola, ma piano piano, passo dopo passo.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.