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(Adnkronos) - Si chiude la fase campionato dell'Europa League 2025/26. Oggi, giovedì 29 gennaio, si è giocata la giornata conclusiva della 'League Phase', che ha disegnato la classifica finale, con tutti i verdetti. Dalle squadre qualificate direttamente agli ottavi alle altre che dovranno passare i playoff, ecco com'è andata alle italiane Bologna e Roma. Ecco tutti i risultati dell'ultima giornata di Europa League: Celtic-Utrecht 4-2 Stoccarda-Young Boys 3-2 Porto-Rangers 3-1 Lione-Paok 4-2 Stella Rossa-Celta Vigo 1-1 Midtjylland-Dinamo Zagabria 2-0 Go Ahead Eagles-Braga 0-0 Nottingham-Ferencvaros 4-0 Betis-Feyenoord 2-1 Ludogorets-Nizza 1-0 Maccabi Tel Aviv-Bologna 0-3 Lilla-Friburgo 1-0 Sturm-Brann 1-0 Aston Villa-Salisburgo 3-2 Panathinaikos-Roma 1-1 Basilea-Viktoria Plzen 0-1 Steaua-Fenerbahce 1-1 Genk-Malmo 2-1 Ecco la classifica della fase campionato di Europa League: 1) Lione 19 2) Aston Villa 21 3) Midtjylland 19 4) Betis 17 5) Porto 17 6) Braga 17 7) Friburgo 17 8) Roma 16 9) Genk 16 10) Bologna 15 11) Stoccarda 15 12) Ferencvaros 15 13) Nottingham 14 14) Plzen 14 15) Stella Rossa 14 16) Celta 13 17) Paok 12 18) Lilla 12 19) Fenerbahce 12 20) Panathinaikos 12 21) Celtic 11 22) Ludogorets 10 23) Dinamo Zagabria 10 24) Brann 9 25) Young Boys 9 26) Sturm 7 27) Steaua 7 28) Go Ahead Eagles 7 29) Feyenoord 6 30) Basilea 6 31)Salisburgo 6 32) Rangers 4 33) Nizza 3 34) Utrecht 1 35) Malmo 1 36) Maccabi Tel Aviv 1 La Roma va così direttamente agli ottavi. Playoff per il Bologna. Le squadre qualificate ai playoff si affronteranno ora in spareggi a eliminazione diretta (andata il 19 febbraio, ritorno il 26), con le vincenti che approderanno agli ottavi di finale. Ecco le squadre teste di serie: Genk, Bologna, Stoccarda, Ferencvaros, Nottingham, Plzen, Stella Rossa, Celta. Ecco le non teste di serie: Paok, Lilla, Fenerbahce, Panathinaikos, Celtic, Ludogorets, Dinamo Zagabria, Brann Questi i possibili accoppiamenti del sorteggio di domani: Genk/Bologna vs Dinamo Zagabria /Brann Stoccarda/Ferencvaros vs Celtic /Ludogorets Nottingham Forest/Viktoria Plzen vs Fenerbache / Panathinaikos Stella Rossa/Celta Vigo vs Paok/Lille
(Adnkronos) - “La crescita della nostra industria è un esercizio ed una missione collettiva che ci vede tutti attori protagonisti: imprese, banche e finanza, enti pubblici e privati. Ecco perché il protocollo con Cdp è una scelta strategica per l’Unione Industriali Torino”. Così Marco Gay, presidente degli industriali torinesi in occasione di una nuova tappa del roadshow di Cdp con Confindustria per illustrare le iniziative a sostegno dello sviluppo delle imprese del territorio. “Da parte nostra è costante l’impegno per la crescita dimensionale e il conseguente rafforzamento patrimoniale delle imprese”, ha aggiunto Gay ricordando che “abbiamo lanciato il progetto ‘Destinazione crescita’ per affrontare e sostenere la crescita delle nostre associate già protagoniste di filiere nazionali ed internazionali anche grazie al protocollo che abbiamo firmato con Simest. Siamo certi che la competitività oggi più che mai sia composta di innovazione, tecnologia e sostenibilità: è la nostra intelligenza industriale che dobbiamo potenziare e affermare”.
(Adnkronos) - La sostenibilità passa anche dagli imballaggi. Progettazione, riutilizzo e riciclabilità sono i pilastri su cui agire per minimizzare l’impatto ambientale del packaging e promuovere l’economia circolare anche in questo ambito. A dare la direzione è un nuovo regolamento europeo, il Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), che si occupa di fissare requisiti vincolanti per le imprese e nuove abitudini di consumo per i consumatori per quanto riguarda tutti i tipi di imballaggio. Il Regolamento (UE) 2025/40, il Ppwr appunto, è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 con applicazione obbligatoria dal 12 agosto 2026. Il suo obiettivo è quello di ridurre rifiuti, sprechi e impatto ambientale degli imballaggi lungo tutto il ciclo di vita di questi ultimi. E allo stesso tempo, per questa via, contenere l’uso di materie prime vergini e favorire una transizione verso un’economia più sostenibile, circolare. Il problema non è da poco: in media, fa sapere la Commissione europea, ogni europeo genera quasi 180 kg di rifiuti di imballaggio all’anno. Senza contare che gli imballaggi sono uno dei principali utilizzatori di materiali vergini, poiché il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati nell’Unione sono destinati proprio agli imballaggi. Senza interventi, l’Unione registrerebbe un ulteriore aumento del 19% dei rifiuti di imballaggio entro il 2030, del 46% per quelli in plastica. Per evitare un simile scenario, il PPWR coinvolge ogni fase che riguardi gli imballaggi: dall’ideazione all’utilizzo, dal riuso al riciclo. Per le imprese, saranno necessari investimenti nella riprogettazione, nell’approvvigionamento di materiali riciclati e nell’adeguamento dei processi operativi. Ma anche i consumatori avranno un ruolo, perché dovranno adattarsi soprattutto alla raccolta differenziata e all’uso crescente di opzioni riutilizzabili. Più nel dettaglio, il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, elemento chiave del Green Deal, sostituisce la vecchia Direttiva 94/62/CE ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, senza necessità di essere recepito (a differenza, appunto, di una direttiva). Le nuove norme si applicano a tutti gli imballaggi, indipendentemente dal materiale (plastica, carta, metallo, vetro) e dalla provenienza (industriale, commerciale, domestica). L’obiettivo principale è ridurre questo tipo di rifiuti del 15% entro il 2040 per Stato membro e pro capite, rispetto al 2018. Secondo la Commissione, ciò porterebbe a una riduzione complessiva dei rifiuti nell’Ue di circa il 37% rispetto a uno scenario senza modifiche alla legislazione. Per fare ciò, la normativa parte dalla prevenzione, stabilendo obiettivi vincolanti di riduzione degli imballaggi, prosegue con il riuso, prevedendo quote minime obbligatorie per imballaggi riutilizzabili (soprattutto per horeca, trasporti, e-commerce) e introduce la riciclabilità totale entro il 2030 di tutti gli imballaggi. Il testo impone inoltre percentuali minime obbligatorie di plastica riciclata, il divieto di imballaggi inutili (es. doppi imballaggi, packaging solo estetico) e un’etichettatura con simboli e indicazioni uguali in tutta l’Ue in modo da facilitare il corretto smaltimento ovunque nel mercato europeo. Viene anche estesa ulteriormente la responsabilità del produttore (Erp): chi immette imballaggi sul mercato paga di più se inquina di più. Gli obblighi comunque avranno un’attuazione graduale: entro il 17 febbraio 2027 gli operatori della ristorazione e del takeaway devono consentire il riutilizzo di contenitori personali (bring-your-own) alle stesse condizioni economiche del monouso e il 17 febbraio 2028 è prevista l’attivazione di sistemi di imballaggi riutilizzabili nella vendita (condizioni non meno favorevoli rispetto al monouso). Entro il 2030, infine, devono essere raggiunti numerosi target vincolanti come la già citata riciclabilità di tutti gli imballaggi e il contenuto minimo di materiale riciclato (es. plastica). Alcune disposizioni (come etichettatura armonizzata o criteri specifici di riciclabilità) saranno precisate tramite atti delegati e successivi regolamenti di attuazione nei prossimi anni. Oltre ai produttori, anche i distributori finali (inclusi retailer e operatori horeca) saranno chiamati a rispettare requisiti sul riuso e sull’offerta di alternative al monouso. La non conformità alle disposizioni del PPWR potrebbe comportare sanzioni importanti. “Abbiamo tutti ricevuto prodotti ordinati online in scatole eccessivamente grandi. E ci siamo spesso chiesti come separare i rifiuti per il riciclo, cosa fare di quella busta biodegradabile o se tutto questo imballaggio verrà riutilizzato o almeno trasformato in nuovi materiali preziosi”, ha sottolineato Virginijus Sinkevičius, commissario per l’ambiente, gli oceani e la pesca dal 2019 al 2024, in occasione della presentazione della proposta di revisione della legislazione Ue sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio nel 2022. “Con le nuove norme (…) creeremo le condizioni giuste affinché i principi dell’economia circolare – ridurre, riutilizzare, riciclare – funzionino. Imballaggi e bioplastiche più sostenibili rappresentano nuove opportunità di business nella transizione verde e digitale, innovazione e nuove competenze, posti di lavoro locali e risparmi per i consumatori”, ha precisato ancora. Non sono mancate però le critiche: il PPWR di fatto incide direttamente su molti settori: industria alimentare, grande distribuzione e-commerce, vino, olio, cosmetica, farmaceutica e sistemi consortili (come quelli italiani). Il Regolamento, perciò, è stato molto dibattuto, anche in Italia, soprattutto per la complessità operativa ma anche per ragioni legate al divario con gli altri Paesi europei per quanto riguarda la raccolta differenziata e degli impianti di trattamento.