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(Adnkronos) - Giappone al voto oggi domenica 8 febbraio. Elezioni anticipate per volere di Sanae Takaichi, prima premier donna del Paese del Sol Levante che punta a consolidare il mandato del suo governo di coalizione ed è forte ora anche dell'"endorsement completo e totale" del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo il quale ha "già dimostrato di essere una leader forte, potente e saggia". Un Giappone "più prospero, più sicuro" è la promessa di Sanae Takaichi. "Premere il pulsante della crescita è il compito del governo Takaichi - ha detto ieri la premier durante un evento a Tokyo al quale hanno partecipato migliaia di persone - Il Giappone diventerà sempre più prospero e sicuro". Takaichi, 64 anni, originaria di Nara, conservatrice convinta, considerata in qualche modo l''erede' di Shinzo Abe, assassinato quattro anni fa, premier da ottobre dopo le dimissioni di Shigeru Ishiba e la vittoria nella corsa per la guida del Partito liberaldemocratico (Ldp), ha deciso il mese scorso per le elezioni anticipate e ha assicurato che si dimetterà in caso di sconfitta, se il suo partito non otterrà la maggioranza. Vuole essere la 'Lady di ferro' del Giappone e, dopo aver accolto Trump in Giappone ad appena una settimana dall'inizio del suo mandato alla guida del governo, è pronta a volare a Washington per il faccia a faccia alla Casa Bianca annunciato dal tycoon - ancor prima dell'apertura dei seggi in Giappone - per il prossimo 19 marzo. Tra le parole di Trump, arrivate poche ore dopo un colloquio telefonico con il leader cinese Xi Jinping, c'è un messaggio per il Dragone. Fra Pechino e Tokyo la tensione è salita alle stelle con lo scontro diplomatico innescato alla fine dello scorso anno da parole di Takaichi. Considerata un falco se si parla di difesa, sicurezza e diplomazia, ha lasciato intendere che il Giappone potrebbe intervenire in caso di attacco militare cinese per la "riunificazione" di Taiwan, isola di fatto indipendente e che rivendica la sua democrazia ma a cui Pechino non rinuncia. Per ora, riflettori puntati sui seggi, e sull'affluenza. Le ultime elezioni per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti risalgono ad appena 15 mesi fa. Punta alla miglior vittoria Takaichi, con oltre 2,6 milioni di follower su X, un passato che parla di tv e anche passione per le moto e la batteria, forte di un sostegno che appare diffuso tra i giovani. Secondo un recente sondaggio di Asahi Shimbun, alle elezioni di oggi si prevede una vittoria a valanga per l'Ldp, al potere quasi ininterrottamente da decenni ma che ha vissuto mesi di crisi, e gli alleati del partito 'Ishin', che potrebbero conquistare più di 300 dei 465 seggi della Camera bassa del Parlamento di Tokyo. Ben oltre i 233 necessari per la maggioranza. In corsa ci sono 1.285 candidati per un mandato di quattro anni. In cima alle preoccupazioni degli elettori, ha confermato un sondaggio dei giorni scorsi dell'agenzia Kyodo, resta l'economia (il 53,6% delle persone interpellate ha indicato il carovita prima di welfare e sicurezza). Quelle di oggi non saranno solo le prime elezioni da quando alla guida del governo è arrivata Takaichi, ma anche le prime dalla fine della storica alleanza tra l'Ldp e Komeito. L'opposizione rappresentata dall'Alleanza centrista riformista, che unisce il Partito democratico costituzionale (finora 148 seggi) e Komeito (24), rischierebbe di vedere pochi eletti.
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
(Adnkronos) - L’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi sugli scaffali italiani, ma procede a velocità diverse a seconda del tipo di informazione. A dirlo è l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, promosso da Conai e GS1 Italy, che per la prima volta affianca alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a ipermercati e supermercati, anche il canale del libero servizio (supermercati con superficie inferiore ai 400 mq, circa 9.615 punti vendita) offrendo così una visione più completa e rappresentativa del mercato nazionale. Un’analisi resa come sempre possibile dai dati del servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, basata su un paniere che varia a ogni edizione in funzione delle referenze digitalizzate, e che restituisce trend e direzioni di sviluppo, più che confronti puntuali tra singoli periodi. Nel periodo che va da luglio 2024 a giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita in ipermercati, supermercati e libero servizio riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging, come previsto dalla Decisione 129/97/CE. Si tratta di 82.306 prodotti, in crescita di +3,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Guardando ai volumi di vendita, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano questa informazione, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento di +1,8 punti percentuali su base annua. Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso (67,2% delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%). Restano invece sotto la media bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura persona (47,5%), seppur con segnali di recupero in alcune categorie. Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale (92.474 referenze) e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, pari all’83,6% del totale grocery. Rispetto all’anno precedente, l’incidenza cresce di +2,2 punti percentuali per numero di prodotti e di +1,2 punti per confezioni vendute. I reparti più avanzati sono freddo (83,9% delle referenze), fresco (75,6%) e carni (73,8%), mentre cura persona, petcare e bevande restano ancora distanti dalla media. Più contenuta, ma in lieve crescita, la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute (oltre 3,1 miliardi di unità). In questo ambito spiccano cura persona, cura casa, drogheria alimentare e freddo, mentre ittico e petcare restano fanalini di coda. Ancora marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging, anche per il numero di pack che rientrano in questa tipologia di soluzioni: lo 0,2% dei prodotti a scaffale venduti riporta questa informazione, senza variazioni rispetto all’anno precedente. I casi si concentrano soprattutto nei reparti freddo, cura casa e ortofrutta. Nonostante le opportunità offerte dagli strumenti digitali come i QR code standard GS1, solo il 3,6% dei prodotti invita i consumatori a consultare online le informazioni ambientali, quota che scende al 3,2% se si guardano le confezioni vendute (883 milioni di unità), in lieve calo rispetto all’anno precedente. Il cura casa resta il comparto più avanzato su questo fronte (28,1% delle referenze), mentre in molti reparti l’uso del digitale è ancora sporadico o assente. "La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori - commenta Simona Fontana, direttore generale Conai - I dati di IdentiPack, rafforzati dalla crescente rappresentatività del campione analizzato, confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, con l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata ormai diffuse. La Direttiva 825 e le future norme europee sui green claim rafforzano poi l’importanza di fornire informazioni affidabili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica ma un obbligo. È un passo decisivo verso una circular economy in cui sostenibilità e responsabilità diventano leve di valore a lungo termine. E il consumatore, quindi ognuno di noi, ha un ruolo proattivo nelle scelte di acquisto e nella gestione domestica degli imballaggi post-consumo". "L’analisi condotta da IdentiPack, sulla base degli oltre 148mila prodotti digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, conferma come gli imballaggi siano sempre di più un veicolo prezioso di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori, anche per quanto riguarda i temi ambientali - sottolinea Bruno Aceto, Ceo di GS1 Italy - Come diffuso e consultato mezzo di comunicazione, le etichette consentono di promuovere la cultura della sostenibilità, avvicinando un pubblico ampio e trasversale ai diversi target e canali distributivi".