ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - E' morto Oscar Schmidt, leggenda del basket brasiliano. L'ex cestista aveva 68 anni ed era malato da tempo. Nel 2011 gli era stato diagnosticato un tumore al cervello. Dopo la diagnosi, il primo intervento. Nel 2013, la seconda operazione e nuove terapie. Nel 2022 l'ex giocatore si era definito guarito e aveva annunciato la sospensione delle cure. "Per oltre 15 anni Oscar ha affrontato la sua battaglia contro un tumore al cervello con coraggio, dignità e resilienza, rimanendo un esempio di determinazione, generosità e amore per la vita", il messaggio della famiglia. "Riconosciuto per la sua brillante carriera sul campo e per la sua straordinaria personalità fuori dal campo, Oscar lascia un'eredità che trascende lo sport e ispira generazioni di atleti e ammiratori in Brasile e in tutto il mondo. L'addio sarà privato, riservato ai familiari, nel rispetto del desiderio della famiglia di un momento intimo di riflessione. La sua eredità rimarrà viva nella memoria collettiva e nella storia dello sport, così come nei cuori di tutti coloro che sono stati toccati dalla sua carriera". Soprannominato "Mão Santa" per le sue straordinarie doti realizzative, Schmidt ha avuto una carriera lunghissima, cominciata nel 1974 al Palmeiras a soli 16 anni e conclusa nel 2003 al Flamengo a 45 anni. Nel mezzo ci sono state anche undici stagioni in Italia, otto a Caserta tra il 1982 e il 1990 e altre tre a Pavia fino al 1993. Il suo nome rimane legato soprattutto al torneo olimpico, di cui è ancora oggi il miglior realizzatore della storia con 1.093 punti. Ha partecipato a cinque edizioni dei Giochi, da Mosca 1980 a Atlanta 1996, detenendo anche il record di punti segnati in un solo incontro (55 contro la Spagna a Seoul 1988) e la media punti più alta in una singola edizione (42,3 punti a partita sempre a Seoul 1988, segnando 338 punti in otto incontri). Schmidt è stato inserito nella Hall of Fame di Springfield nel 2013, presentato nientemeno che da Larry Bird sul palco, in segno della grande ammirazione reciproca tra i due. Tre anni prima, nel 2010, era stato introdotto nella Hall of Fame della Fiba.
(Adnkronos) - Il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati (Cngegl) e la Rete nazionale degli istituti tecnici tecnologici a indirizzo cat hanno firmato un’intesa per rafforzare il legame tra istruzione tecnica e professione. L'accordo è stato sottoscritto a Roma, dal presidente Cngegl Paolo Biscaro e dalla dirigente scolastica dell'Istituto capofila Leopoldo Pirelli di Roma, Cinzia Di Palo, alla presenza del presidente di Cassa geometri Diego Buono. Al centro dell'intesa c'è la necessità condivisa di adeguare le conoscenze degli studenti alle trasformazioni in atto nel settore delle costruzioni: dalla digitalizzazione al Bim, dal rilievo fotogrammetrico con droni all'efficienza energetica, fino alla transizione ecologica e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Temi che ridefiniscono il profilo del Geometra contemporaneo e che richiedono un raccordo più stretto tra aula e realtà professionale. L’intesa individua cinque ambiti di intervento. Il primo riguarda l'orientamento scolastico in entrata: verranno sviluppate campagne di comunicazione rivolte agli studenti delle scuole medie per illustrare le opportunità di carriera che si presentano a un geometra professionista. Il secondo punta all'innovazione didattica, con l'integrazione nei programmi scolastici di moduli specialistici sull’impiego delle nuove tecnologie e delle applicazioni digitali emergenti. Un aspetto discusso da anni e che le transizioni digitale ed ecologica hanno reso ancora più urgente: il divario tra le conoscenze acquisite con il sistema formativo e quelle richieste dalle imprese. L’accordo nasce per rispondere anche all’esigenza di colmare il mismatch scuola-lavoro. Il terzo rafforza i percorsi di formazione scuola-lavoro (ex Pcto), facilitando l'accoglienza degli studenti presso gli studi professionali dei geometri professionisti iscritti agli Albi provinciali. Il quarto prevede l'aggiornamento dei docenti degli istituti Cat attraverso seminari tecnici tenuti da professionisti del settore. Il quinto, infine, guarda all'orientamento in uscita, con attività laboratoriali e curriculari utili a favorire scelte post-diploma più consapevoli, inclusa la prospettiva di un possibile riconoscimento di crediti universitari per il percorso accademico della laurea triennale, professionalizzante e abilitante nella classe LP-01. Il Cngegl, grazie alla collaborazione dei 110 collegi provinciali, si impegna a offrire supporto tecnico-scientifico per l'aggiornamento dei curricula, mettendo a disposizione esperti della filiera per lezioni magistrali e promuovendo, tra i propri Iscritti, la possibilità di svolgere il ruolo di Tutor nei seminari. La Rete nazionale Cat, dal canto suo, coinvolgerà le scuole aderenti nella sperimentazione di nuovi modelli didattici, diffonderà tra gli studenti le iniziative promosse dai collegi territoriali - borse di studio, premi, concorsi - e rileverà i fabbisogni strumentali dei laboratori scolastici, anche in vista di eventuali donazioni o comodati d'uso di attrezzature tecniche. Per il coordinamento e il monitoraggio dell'accordo sarà istituito un Comitato paritetico di pilotaggio, composto da rappresentanti di entrambe le parti, con il compito di pianificare le attività annuali e verificarne i risultati. Il Protocollo ha durata triennale a partire dalla data di sottoscrizione, è rinnovabile per un uguale periodo e non comporta obblighi economici tra le parti. “La firma di oggi - commenta Paolo Biscaro, presidente Cngegl - non è un atto formale: è l'inizio di un lavoro comune. Vogliamo che gli studenti degli istituti Cat arrivino a esercitare la professione di geometra con competenze aggiornate e una visione chiara del loro futuro. I nostri Iscritti sono pronti a fare la loro parte, nelle aule come negli studi professionali”. Per Cinzia Di Palo, dirigente scolastica Iis Leopoldo Pirelli: “La scuola tecnica ha bisogno di interlocutori autorevoli per restare al passo con un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Questo Protocollo ci consente di aggiornare la didattica con il contributo diretto dei geometri professionisti, offrendo ai nostri studenti una formazione che guarda già oltre il diploma”.
(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.