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(Adnkronos) - Come un copione già scritto, anche oggi la politica estera continua ad agitare il centrosinistra. Da una parte l'Ucraina con le opposizioni che si presentano con risoluzioni distinte sulle comunicazioni del ministro Guido Crosetto. E poi l'Iran. In commissione Esteri alla Camera, come già ieri al Senato, i 5 Stelle si sono distinti dalla risoluzione unitaria di tutto il Parlamento presentando un loro testo (che è stato bocciato). Stavolta però Pd e Avs votano a favore dei punti che M5S aveva chiesto di inserire nel documento bipartisan. Tutto ricomposto? No, perché i riformisti dem non ci stanno. Lia Quartapelle non partecipa al voto: "E' inaccettabile che i 5 Stelle pongano condizioni sul sostegno ai manifestanti in Iran", argomenta. Commenta Giuseppe Conte, intervenuto oggi nella seduta della commissione Esteri di Montecitorio: "Quartapelle ci accusa di strumentalizzare? Il Pd ha votato il nostro impegno e anche Avs ha votato. Quartapelle si chiarisca con il Pd, non deve chiarirsi con me". Il leader M5s conferma le perplessità rispetto alla risoluzione bipartisan su cui anche oggi, come ieri a palazzo Madama, i 5 Stelle si sono astenuti: "Condividiamo la risoluzione che viene dal Senato, però la riteniamo carente" perché per aiutare gli iraniani servono le "leve" del "potere diplomatico, potere della politica". Mentre "dobbiamo scongiurare un'opzione militare unilaterale, che ieri è stata fatta in Venezuela domani potrebbe essere proposta in Iran, dopodomani in Groenlandia". Pd e Avs condividono. "Abbiamo sottoscritto la mozione Conte, perché - argomenta Luana Zanella di Avs - coincide esattamente con la nostra posizione politica, che si propone di salvaguardare il diritto internazionale". Spiega quindi il responsabile Esteri della segreteria Schlein, Peppe Provenzano: "Il Pd ha votato la mozione che esprime pieno sostegno al popolo iraniano contro un regime che sta massacrando la sua gente. Abbiamo votato a favore del punto proposto dal Movimento 5 stelle perché riteniamo che abbiano ragione quelli attivisti iraniani che ci stanno dicendo che il cambiamento arriverà dal popolo e no da interventi esterni che rischiano di creare il caos nella regione". Argomentazioni che non convincono la minoranza riformista dem rappresentata in commissione da Quartapelle: "I deputati del Movimento 5 stelle si sono di nuovo astenuti sul sostegno ai manifestanti iraniani" nella risoluzione bipartisan. "Per loro il sostegno è vincolato a un'ipotesi. E' un atteggiamento inaccettabile sottoporre a condizioni il sostegno ai manifestanti iraniani a rischio cattura, condanna a morte. Se questo è il modo di creare una posizione di politica estera, mi dispiace, ma non hanno il mio voto". Riflessioni condivise da Riccardo Magi di +Europa, che con Benedetto Della Vedova ha tenuto la stessa posizione della deputata riformista dem: "A me sembra che i Cinque Stelle rifiutando di votare a favore della mozione al Senato e presentandone una oggi alla Camera in commissione abbiano perso l'occasione di contribuire a dare un segnale unitario da parte del Parlamento italiano su un fatto terribile, gravissimo, che è il massacro che sta avvenendo in Iran di migliaia e migliaia di persone. Mi sembra che ancora una volta si prediliga il piccolo posizionamento personale o di partito per motivi di consenso su questioni enormi". Mentre Federica Onori di Azione parla di occasione sprecata: "È un vero peccato che, a causa dell’astensione dei colleghi del Movimento 5 stelle, la commissione non abbia potuto esprimersi all’unanimità". La politica estera continua dunque a dividere il campo delle opposizioni. Un nodo che va sciolto al più presto, secondo Enrico Borghi di Iv. "Come Italia viva faccio un appello: la coalizione inizi a parlare di questioni di merito e non solo di leadership e primarie. Bisogna finalmente aprire questo benedetto cantiere". Intanto, domani i leader del centrosinistra Elly Schlein, Conte con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni saranno in piazza insieme alle 16 in Campidoglio alla manifestazione a sostegno dei dissidenti iraniani organizzata da Amnesty e Donna Vita Libertà. Alla manifestazione parteciperanno anche i renziani e +Europa.
(Adnkronos) - Poste Italiane è Top Employer per il settimo anno consecutivo grazie all’eccellenza delle sue politiche e delle sue pratiche per le risorse umane. Il Top Employers Institute ha riconosciuto, in particolare, l’impegno dell’azienda nel promuovere, anche quest’anno, una cultura organizzativa orientata alla partecipazione, all’innovazione e alla creazione di valore condiviso. Particolare valore è stato attribuito alla piattaforma “Insieme – Connecting Ideas”, ritenuta innovativa e molto apprezzata. L’iniziativa, dedicata allo sviluppo di progetti innovativi, sviluppati dai dipendenti di Poste Italiane è stata inserita nel Top Employers Best Practices Book per “il forte legame con la strategia Esg del Gruppo e la capacità di coinvolgere attivamente tutte le persone di Poste Italiane nell’attuazione del piano industriale e degli obiettivi di sostenibilità”. “Essere Top Employer per il settimo anno consecutivo conferma la forte spinta innovativa che Poste Italiane ha impresso nelle iniziative di valorizzazione e crescita professionale delle persone - ha dichiarato Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane - Il lavoro portato avanti in questi anni ha reso Poste Italiane un’azienda fortemente dinamica, capace di attrarre in misura sempre maggiore i giovani talenti”. “Il riconoscimento conferma che la crescita professionale delle donne e degli uomini di Poste Italiane è centrale nelle cultura aziendale - ha commentato Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane - La certificazione Top Employer premia la nostra capacità di lanciare iniziative nuove che stimolano il confronto di idee per contribuire alla crescita dell’azienda e per realizzare le migliori condizioni di lavoro per i dipendenti, coniugando crescita, risultati, innovazione e sviluppo”. La certificazione Top Employer 2026 si aggiunge ad altri riconoscimenti ottenuti da Poste Italiane, come Equileap Gender Equality Eurozone 100 e Stoxx Global Esg Leaders
(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche l’avvio di un arboreto urbano, concepito come museo a cielo aperto, che accoglierà 150 specie arboree provenienti da tutto il mondo, offrendo alla città uno spazio di conoscenza, cura e relazione profonda con la natura. La posa simbolica ha coinvolto bambini, soci, istituzioni, partner e cittadini, in un momento di partecipazione condivisa che restituisce il senso più autentico del progetto: prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno. "Il Ginkgo che oggi piantiamo non è solo un albero. È un segno di continuità: ci ricorda che la vita, come il verde, cresce con lentezza e tenacia, e che ogni scelta di cura lascia tracce durature nel tempo e nello spazio", ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma. Fondato il 6 maggio 2020, il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello rigenerativo fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni non profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone. In cinque anni, il progetto ha portato avanti oltre 60 operazioni di forestazione urbana ed extraurbana, contribuendo alla mitigazione delle temperature estive, al miglioramento della qualità dell’aria, alla gestione delle acque meteoriche e alla creazione di spazi di socialità e benessere diffuso. Parallelamente, 14.000 studenti sono stati coinvolti in percorsi educativi che integrano la conoscenza scientifica con un’educazione più ampia alla cura del territorio, alla responsabilità ambientale e alla relazione tra persone e natura. A questo si aggiungono 100 eventi pubblici, che hanno reso il verde parte integrante della vita culturale e sociale della comunità parmense. Tra le numerose realizzazioni sviluppate sul territorio, l’AgriBosco Barilla rappresenta un esempio di forestazione di ampia scala, con 23 ettari e oltre 4.100 piante, destinati a produrre benefici ambientali duraturi nel tempo. Accanto a questo, il Bosco del Molino di Agugiaro & Figna, con 18.000 alberi su 13 ettari, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della biodiversità e al riequilibrio ecologico del territorio. Il KilometroVerdeParma lungo l’autostrada A1, sviluppato grazie al contributo di Chiesi, Davines e Dulevo, conta circa 18.000 alberi e costituisce un ampio progetto di forestazione lineare integrato a un’infrastruttura viaria, con un ruolo rilevante nella riduzione degli impatti ambientali e nella ricucitura del paesaggio. Accanto alle iniziative di maggiore estensione, KilometroVerdeParma ha promosso una partecipazione civica diffusa. Il Bosco Parma Mia, grazie alla sottoscrizione di un patto di collaborazione di cittadinanza attiva con il Comune di Parma e finanziato interamente tramite crowdfunding con il coinvolgimento di 350 donatori, conta oltre 1.000 piante, mentre diverse rotatorie urbane, come quelle di Mutti, Fiere di Parma e Ghirardi - per citarne solo alcune - sono state trasformate in micro-oasi di biodiversità, restituendo valore ecologico e paesaggistico a spazi della quotidianità cittadina. Ogni bosco è certificato Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) e supportato da solide basi scientifiche. Le ricerche condotte dallo spin-off universitario Vsafe evidenziano come, su un orizzonte di 30 anni, i benefici economici e ambientali dei boschi urbani e periurbani del Consorzio superino ampiamente l’investimento iniziale, grazie ai servizi ecosistemici generati: mitigazione del clima urbano, regolazione delle acque meteoriche, riduzione degli inquinanti atmosferici e valore ricreativo. In questo quadro si inserisce anche il progetto educativo WeTree, che dal 2020 ha coinvolto 613 classi e organizzato 243 uscite ed esplorazioni didattiche, contribuendo a costruire una consapevolezza ambientale solida, concreta e condivisa. KilometroVerdeParma è firmatario del Contratto Climatico della Città di Parma e dell’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030. Ogni albero piantato viene mappato attraverso piattaforme europee come MapMyTree, rafforzando il ruolo di Parma come laboratorio avanzato di adattamento climatico, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Il Ginkgo biloba di viale Du Tillot non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma l’inizio di una nuova fase: un luogo in cui natura, conoscenza e memoria si intrecciano, restituendo al verde il suo ruolo più profondo, quello di cura silenziosa, continua e lungimirante della città.