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(Adnkronos) - Si sono celebrati oggi, sabato 7 febbraio, i funerali di Federica Torzullo, la donna uccisa ad Anguillara Sabazia dal marito Claudio Carlomagno. "È il giorno dell'ultimo saluto a Federica, a cui sono legato da tanti anni, per aver condiviso con lei l'esperienza scout nel nostro gruppo" ricorda don Paolo Quatrini nell'omelia. "In quel contesto abbiamo vissuto tempi e anni piacevoli, spensierati,contraddistinti da quella voglia di vivere l'avventura di affrontare le sfide che la vita ci poneva di fronte. Già allora si intravedeva la forza del suo carattere, la sua determinazione, il suo coraggio, la sua intraprendenza, anche se mirabilmente mescolata con la sua dolcezza e delicatezza del suo tratto gentile. E quell'arma in più che non ha mai risparmiato a nessuno: il suo sorriso". Lo stesso sacerdote ricorda di aver avuto "anche la gioia e il dono di benedire le sue nozze in questa chiesa a noi tanto cara". "In questi giorni - prosegue - non c'è foto che circoli che non ritragga Federica con questo suo volto luminoso e sorridente, capace di rivelare la persona che è stata. Chiunque abbia avuto il privilegio di conoscere ed esserle accanto ha apprezzato non solo la sua bellezza esteriore, ancor più quella interiore. Federica si è sempre dimostrata determinata e audace, con il coraggio di crescere umanamente e professionalmente, di non accontentarsi ma tendere sempre verso sfide nuove. Tutto questo è accaduto costantemente fino alla dolorosa data del 9 gennaio scorso, quando l'incredibile notizia della sua scomparsa ha gettato la sua famiglia e tutta la nostra comunità nel dolore, nell'incredulità fino al drammatico giorno del suo ritrovamento". "Durante tutto questo lungo tempo in noi si sono alternati sentimenti e vissuti diversificati: paura, angoscia, attesa, speranza, nella piena consapevolezza che Federica non poteva essersi allontanata volontariamente, deliberatamente e senza lasciare traccia di sé. Altri lunghissimi giorni sono trascorsi prima che il suo ritrovamento ci mettesse di fronte alla più dolorosa e ingiusta delle realtà. E oggi siamo qui, addolorati, sgomenti. Non c'è persona presente, e non solo, che non porti dentro di sé il dolore e lo strazio per questa vicenda, a partire dalle persone a lei più care". “Ora è tempo di spegnere le luci sulla scena di questo doloroso evento. Ne va della sopravvivenza della nostra specie umana, ce lo implora il buon senso, ce lo impone la compassione umana e la carità cristiana. Lasciamo agli inquirenti, agli investigatori, l'opportunità di fare quanto in loro potere, senza interferenze, senza ingerenze, o semplice curiosità mascherata da un diritto di cronaca che non può oltraggiare tutti gli altri inalienabili diritti della persona. Sarà difficile rimuovere e dimenticare anche solo piccole porzioni di questa nostra grande sofferenza, ma vogliamo e dobbiamo provarci nella speranza che tragedie simili non avvengano più”. "Quanti psicologi, quanti giuristi, quanti criminologi, quanti comunicatori, quanti consulenti forensi, quanti avvocati. E quanto male abbiamo provocato con le nostre parole, quanto poco rispetto abbiamo manifestato per il dolore altrui, unicamente animati dal bisogno di dire la nostra opinione", prosegue il sacerdote, chiedendo "di mettere via quegli abiti che ognuno di noi ha indossato in queste settimane". "Il signore ci perdoni se abbiamo offeso Federica, se abbiamo mancato di rispetto a lei e alle persone care. Quanto tempo ancora dovrà passare prima di riuscire a comprendere che il male produce altro male, e solo controvertendo questa tendenza possiamo sperare in un mondo migliore? Già in questa settimana, fonte di tanto dolore, grazie a Dio - conclude - non sono mancati gesti e azioni di bene, scelte positive e comportamenti capaci di favorire la ripresa, per quanto faticosa, di quella quotidianità che non potrà più essere quella di prima". Tanti i fiori e le corone deposte davanti all'altare, come tanti, cinque, gli applausi tributati durante la cerimonia funebre. Durante la funzione, il figlio di Federica, i suoi compagni di scuola e della scuola calcio hanno deposto una rosa ciascuno vicino alla bara della donna. All'uscita del feretro dalla chiesa i colleghi di Federica hanno lasciato volare decine di palloncini gialli e blu, oltre a uno rosso a forma di cuore. "Ti sarebbe piaciuto vedere tutte queste persone venire verso di te" comincia così la lettera, letta dalla sorella Stefania Torzullo, letta durante la funzione. "Avresti inclinato la testa, fatto un sorriso, avresti detto: 'Hai visto quanti mi vogliono bene?' Tanti hanno goduto tutto della tua energia, del tuo sorriso e della tua bellezza. Ma chissà se sapevano davvero tutto di te". "Se sapevano - prosegue - che ti chiamavamo Terminator, perché con la tua delicatezza riuscivi a rompere tutto. Se sapevano quanto eri severa, di quanto eri puntigliosa e precisa, un ingegnere gestionale dalla nascita, di quanto sapevi essere pressante e sfibrante. Io lo sapevo bene. Chi mi conosce sa di quanto mi lamentavo di te, di tutte le volte che alzavo gli occhi al cielo, quando mi chiamavi: 'Oddio, adesso che gli serve?' Ma quest'oggi non te l’hanno più permesso, non te l'hanno più concesso. Si sono permessi di spegnere la tua luce, di spegnere quel sorriso". "E allora oggi sono qui perché ti prometto che sarò io a litigare con papà e a farlo innervosire, ma soprattutto sarò io a insegnare il bello della vita al tuo bimbo bellissimo. Una cosa però non la saprò fare: farmi amare come riuscivi a fare tu, a portare tutta quell’energia nella vita delle persone anche appena conosciute, ad essere sempre così allegra e piena di vita, ad avere sempre il sorriso stampato in faccia, anche quando, io lo so, dentro di te tutto era cupo. E allora sai che c'è - conclude la donna fra i singhiozzi - che forse non è vero che non ti sopportavo, perché adesso darei di tutto per alzare nuovamente gli occhi al cielo. Saremo sempre io e te su quella transenna, a un concerto dei Subsonica". Il sindaco della città, Angelo Pizzigallo, ha proclamato per oggi il "lutto cittadino". "Oggi siamo tutti uniti da un dolore che non ha bisogno di spiegazioni, un dolore che chiede silenzio, rispetto, ascolto" ha detto. "La perdita di Federica ci ha colpito nel profondo, come una ferita aperta nel cuore della nostra comunità. Davanti alla morte,soprattutto quando arriva in modo così violento, improvviso,incomprensibile, le parole sembrano sempre insufficienti e forse la cosa più onesta è riconoscerlo. Non abbiamo risposte, ma abbiamo una presenza. Non abbiamo certezze, ma abbiamo una preghiera". "Non abbiamo spiegazioni, ma abbiamo la speranza. Federica oggi viene affidata a Dio", prosegue il sindaco, parlando di "un amore che supera ogni limite umano, ogni fragilità, ogni dolore. A quel Dio che conosce il cuore di ciascuno di noi, molto più di quanto noi stessi lo possiamo conoscere, e che accoglie senza giudicare, senza chiedere spiegazioni, ma solo con misericordia. Ai suoi affetti più cari voglio dire, a nome di tutta la comunità di Anguillara Sabazia, che il vostro dolore è il nostro dolore. In questo momento di buio, la comunità vi è accanto, con una luce discreta che non acceca ma accompagna". "La vita di Federica, anche nel mistero della sua conclusione, ci lascia un messaggio profondo: ci ricorda quanto siamo fragili, quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri, quanto è importante non dare mai per scontata una presenza, una parola, un gesto d’amore. E questo momento ci renda una comunità più attenta, più compassionevole, che ci aiuti ad imparare a guardarci con occhi nuovi, a riconoscere il dolore nascosto. Ciao Federica - conclude Pizzigallo - riposa nella pace del Signore, e dona a tutti noi un cuore capace di amare di più". "Di Federica ricordo il suo grande sorriso" racconta una collega della vittima Elisabetta Misiano. "Giovedì 8 gennaio abbiamo preso insieme il caffè e abbiamo parlato di lavoro, delle vacanze e del Natale. Venerdì mattina avevamo appuntamento: eravamo amiche, colleghe e parte di un sindacato. Avevamo un lavoro da svolgere insieme: venerdì la aspettavamo ma non l'abbiamo vista. Non ci siamo preoccupati lì per lì, mentre invece alle 12 ci hanno avvertito che Federica non si trovava. Non pensavamo una tragedia del genere". Federica, prosegue la donna, "non parlava della sua sfera privata, parlavamo del figlio, di come ha gestito la sua carriera ma non ha mai parlato del marito né in bene né in male. Non sapevamo nulla nemmeno della separazione: lei era molto riservata, allegra, sensibile ma allo stesso tempo ha trattenuto questo suo segreto”. Infine un invito: “Parlarne. Con colleghi, con la famiglia, dire tutto. Non serve nascondersi, perché poi queste sono le conseguenze. In quei momenti qualcuno, anche il meno sospettabile, può aiutare".
(Adnkronos) - "Il welfare aziendale è stato per anni considerato come un insieme di servizi pensati per migliorare il clima in ufficio. Un’integrazione piacevole, ma non essenziale. Lo scenario economico attuale impone tuttavia un cambio di prospettiva radicale: in un contesto segnato dal costo della vita sempre più elevato, che continua a pesare sulle famiglie, e da rinnovi contrattuali che faticano a coprire l’aumento del costo della vita, il 2026 si conferma l’anno della svolta. Il welfare cessa di essere un semplice 'benefit' per diventare il pilastro portante di una nuova strategia salariale". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Andrea Guffanti, general manager di Coverflex in Italia. "I dati del Report sulla retribuzione 2025 di Coverflex - spiega - parlano chiaro: mentre gli stipendi base restano sostanzialmente stabili, le necessità dei collaboratori continuano a crescere. In questo scenario di stagnazione retributiva, le aziende non possono più limitarsi a guardare solo alla busta paga tradizionale". "L’evoluzione del rapporto tra azienda e lavoratore - avverte - passa per un modello di compensazione estesa. Non si tratta più di dare 'qualcosa in più', ma di gestire in modo intelligente il valore economico che l'azienda trasferisce ai propri dipendenti. Attraverso il welfare, l’impresa interviene direttamente sulla capacità di spesa quotidiana delle persone, coprendo costi che altrimenti graverebbero interamente sul netto in busta: dalla sanità alla scuola, dai trasporti al tempo libero". "Questa trasformazione - avverte - porta il welfare ad essere una vera e propria politica salariale. Le aziende che scelgono questa strada ottengono un doppio vantaggio: aumentano il valore reale percepito dai dipendenti e ottimizzano i costi legati alla tassazione del lavoro". “Il welfare aziendale ha smesso di essere una voce nel capitolo 'extra' per diventare il cuore pulsante della strategia di retention e remunerazione. Non stiamo più parlando di semplici agevolazioni, ma di uno strumento dinamico che restituisce potere d'acquisto reale in un momento in cui la busta paga tradizionale sembra aver raggiunto il suo limite fisico", aggiunge Andrea Guffanti. "Il passaggio dal vecchio concetto di premio a quello di salario integrativo - sottolinea - è ormai completato. Per le imprese, investire nel welfare oggi non è solo un modo per attrarre talenti, ma una necessità per garantire la sostenibilità economica dei propri collaboratori. In sintesi, il welfare è diventato la seconda gamba della remunerazione: uno strumento concreto, misurabile e indispensabile per proteggere il potere d'acquisto e costruire un legame solido e duraturo tra impresa e lavoratore".
(Adnkronos) - Semplificare e razionalizzare le normative, in modo da recuperare competitività e innovazione, pur rispettando gli obiettivi di sostenibilità. Questo lo scopo di una serie di pacchetti – non solo in materia ambientale – presentati nell’ultimo anno dalla Commissione europea per venire incontro alla richiesta, avanzata da più parti, di alleggerire gli oneri delle imprese. L’organo esecutivo del blocco, che solo qualche anno fa centrava un ambizioso traguardo con il Green Deal, nel 2025 ha presentato dieci pacchetti, alcuni specifici: l’Omnibus I, dedicato a sostenibilità e regole ESG, e Omnibus VIII – Ambiente, che interviene direttamente su emissioni industriali, rifiuti, economia circolare e autorizzazioni. La Dichiarazione di Budapest del novembre 2024 d’altronde lo ha detto chiaramente: serve una “rivoluzione di semplificazione“, perché “non è più possibile mantenere lo status quo”. “Per rafforzare la nostra competitività, occorre sfruttare in modo globale e coerente tutti gli strumenti e le politiche, a livello sia dell’Ue che degli Stati membri”. L’organo guidato da Ursula von der Leyen sta dunque cercando di raggiungere i traguardi ambientali fissati “in modo più efficiente, meno costoso e più intelligente”, e soprattutto senza affossare le imprese. La Commissione prevede che le imprese risparmieranno circa 1 miliardo di euro all’anno, portando i risparmi derivanti dagli Omnibus e da altre iniziative di semplificazione già presentate a quasi 11 miliardi di euro all’anno. L’obiettivo complessivo di 37,5 miliardi di euro di risparmi annuali sui costi amministrativi entro il 2029 sarebbe così più vicino. Vediamo allora di che cosa si tratta e a che punto siamo. Va subito precisato però che non esiste ancora un testo definitivo unico e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue, perché molte delle modifiche proposte sono in corso di esame da parte dell’Europarlamento e del Consiglio. Il Pacchetto Omnibus I, presentato dalla Commissione il 26 febbraio 2025, mira a semplificare radicalmente le norme ESG, riducendo gli oneri burocratici con lo scopo di rendere la sostenibilità “più accessibile e più facile da attuare”. Ecco i suoi punti chiave: - semplificazione obblighi CSRD (rendicontazione sulla sostenibilità) e CSDDD (due diligence di sostenibilità): proposta una riduzione di circa l’80% del numero di imprese obbligate; - semplificazione del meccanismo CBAM (che prevede un adeguamento del carbonio alle frontiere); - ‘Stop the Clock’: introduzione di uno slittamento di due anni, al 26 luglio 2027, per l’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione per diverse categorie di imprese; - PMI: introduzione di standard di rendicontazione più semplici e volontari per le piccole e medie imprese; - revisione soglie: innalzamento delle soglie dimensionali (dipendenti, fatturato, attivo di bilancio) per le imprese soggette alla rendicontazione di sostenibilità; - allineamento normativo: coordinare le scadenze degli standard europei (ESRS) per facilitare l’adeguamento delle aziende. Il pacchetto Omnibus VIII – Ambiente, presentato il 10 dicembre 2025, riguarda più ampiamente la normativa ambientale europea. Comprende sei proposte legislative che intervengono su emissioni industriali, economia circolare, valutazioni ambientali, dati geospaziali e gestione delle sostanze pericolose. Per quanto riguarda la direttiva sulle emissioni industriali (IED), che ha l’obiettivo di prevenire e monitorare l’inquinamento provocato dai grandi stabilimenti, l’idea è di semplificare gli obblighi di reportistica, non più per singolo sito ma per azienda, con l’eliminazione di alcuni requisiti di certificazione e una semplificazione del database della direttiva. Ad esempio, si vuole eliminare l’obbligo di includere i piani di trasformazione e concedere più tempo agli operatori per la predisposizione dei Sistemi di Gestione Ambientale (SGA). Gli agricoltori e gli operatori del settore dell’acquacoltura saranno esentati da alcuni obblighi di rendicontazione; inoltre, l’ambito delle attività agricole sarà semplificato e le duplicazioni per le aziende agricole biologiche saranno ridotte. Altro asse centrale del pacchetto è la responsabilità estesa del produttore (EPR), che impone ai produttori di farsi carico anche del fine vita degli articoli che immettono sul mercato. In particolare, il pacchetto prevede la sospensione temporanea – fino al 1° gennaio 2035 – dell’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato in ciascuno Stato membro per i produttori europei che vendono prodotti in altri Paesi. I contratti già in essere potranno essere mantenuti, mentre i produttori che non intendono nominare un rappresentante beneficeranno di una riduzione dei costi amministrativi. La Commissione chiarisce però che la riforma strutturale dell’EPR sarà affrontata con un altro atto: il Circular Economy Act, previsto per il 2026. L’Omnibus Ambiente interviene anche sulle autorizzazioni e sulle Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA). L’obiettivo è ridurre le duplicazioni burocratiche e accelerare le decisioni, con particolare attenzione a progetti considerati strategici, come reti elettriche, data center ed economia circolare. La Commissione propone: - scadenze più chiare per il rilascio dei permessi; - maggiore ricorso a strumenti digitali; - una presunzione di interesse pubblico per alcune tipologie di progetti. Non è ancora chiaro quali siano, ma la Commissione ha precisato che debbano contribuire “alla resilienza dell’Ue, alla decarbonizzazione o all’efficienza delle risorse”. Per gli imballaggi, la Commissione fa riferimento all’introduzione di linee guida (non di norme nuove) per semplificare l’implementazione del nuovo Regolamento, per facilitare la conformità da parte degli Stati membri. Sul fronte dei dati, Bruxelles punta a superare strumenti ritenuti costosi e poco efficaci. È il caso del database SCIP (Substances of Concern In articles as such or in complex objects (Products)) – al quale attualmente le imprese devono notificare la presenza di sostanze “estremamente preoccupanti” negli articoli che immettono sul mercato – che potrebbe essere abrogato e sostituito da soluzioni digitali più integrate, come il Passaporto digitale dei prodotti. Analogamente, la Commissione considera troppo onerosa la Direttiva INSPIRE del 2007, che impone agli Stati membri di produrre una serie di dati geografici (su acqua, suolo, biodiversità, ecc.) in formato armonizzato, interoperabile e consultabile online, e propone di sostituirla con un portale unico open data, più snello e standardizzato. La Commissione ha poi annunciato che anche la Direttiva quadro sulle acque sarà rivista e modificata nel 2026, e che sono possibili interventi mirati sulla Nature Restoration Law. In entrambi i casi, però, il contenuto specifico è ancora oggetto di confronto politico. I pacchetti dunque sono stati presentati. Ma a che punto si trovano del loro percorso verso l’adozione? Omnibus I ha già visto voti e posizioni negoziali del Parlamento europeo e sta seguendo un iter più avanzato rispetto al pacchetto ambiente. Tuttavia, anche qui la procedura non è ancora conclusa. Il 9 dicembre 2025 intanto è stato trovato l’accordo di Consiglio e Parlamento. Omnibus VIII invece si trova nella fase iniziale dell’iter: è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. Il 19 gennaio 2026 la commissione parlamentare competente (comitato ENVI) ha avuto uno scambio di vedute con la commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall — ma non è stata ancora adottata una posizione finale formale. C’è tuttavia un punto da ricordare: come per gli altri pacchetti Omnibus, la Commissione non ha effettuato una valutazione d’impatto nemmeno su quelli green, ritenendola non necessaria. Ma la Ombudswoman Teresa Anjinho ha recentemente contestato la mancanza di analisi e giustificazioni adeguate delle prime misure Omnibus, specificando che “in futuro, sarà necessario trovare un migliore equilibrio tra un’amministrazione agile e il rispetto di standard procedurali minimi per l’elaborazione delle leggi. Alcuni principi di buona normazione non possono essere sacrificati neppure in nome dell’urgenza”. E mentre associazioni e ong criticano la semplificazione perché, afferma il Wwf, “rischiano di demolire decenni di protezione della natura, con effetti immediati su aria, acqua, ecosistemi e salute pubblica”, per Roswall “non c’è contraddizione tra elevati standard ambientali e competitività: sono due facce della stessa medaglia”