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(Adnkronos) - In vista della Giornata mondiale delle malattie rare che si celebra il 28 febbraio, in diverse città italiane bus, billboard, paline e impianti pubblicitari si tingono di colori e messaggi per sensibilizzare istituzioni e cittadinanza sul lungo e spesso faticoso 'viaggio' che affrontano le persone con malattia rara e le loro famiglie. L'iniziativa rientra nella campagna #Uniamoleforze promossa da Uniamo - Federazione italiana malattie rare, in collaborazione con partner istituzionali e del settore della comunicazione, con l'obiettivo di accendere i riflettori sui bisogni, le difficoltà e le speranze delle oltre 2 milioni di persone con malattia rara in Italia. L'inaugurazione ufficiale dei bus brandizzati della campagna si è svolta ieri, 12 febbraio, a Roma. Il momento simbolico ha dato il via alle attività di sensibilizzazione sul territorio per ribadire l'impegno condiviso a favore delle persone con malattia rara, alla presenza del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e del direttore generale di Atac Paolo Aielli. Durante il mese di febbraio i messaggi della campagna saranno visibili: sui bus di Roma, Cagliari e Reggio Calabria; sui billboard di Catanzaro e Ancona; sulle paline dei bus a Roma e su 7 impianti a Milano. Solo il 5% delle patologie rare hanno un trattamento farmacologico specifico, quasi mai una cura, ricorda Uniamo in una nota. Esistono tempi diversi di accesso ai farmaci a livello regionale e se le patologie sono sottodiagnosticate i tempi si allungano ulteriormente. Per questo il tema della campagna di quest'anno è 'Accesso equo, tempestivo e omogeneo a terapie e trattamenti anche non farmacologici'. La campagna si inserisce nel calendario delle iniziative per il Rare Disease Day, che ogni anno coinvolge tutta Italia con eventi, incontri e attività di sensibilizzazione, riunite sotto il claim 'Molto più di quanto immagini'. Uniamo invita passeggeri, cittadini e cittadine a scattare una foto dei mezzi e degli impianti della campagna e a condividerla sui social utilizzando gli hashtag #Uniamoleforze e #RareDiseaseDay, per contribuire a diffondere il messaggio e fare ancora più luce sulle persone con malattia rara, sui familiari e sui caregiver. La campagna - conclude la nota - è stata realizzata con il contributo non condizionato di: Alexion, Amgen, Aop, Biogen, Blueprint, Chiesi, Italfarmaco, Jazz Pharma, Lundbeck, Medac Pharma, Recordati, Roche, Sobi, Takeda, Ucb. Uniamo ringrazia Atac e Igpdecaux per il supporto e la collaborazione per rendere possibile la diffusione capillare dei messaggi della campagna sui mezzi e sugli impianti pubblicitari.
(Adnkronos) - Iziwork, sulla scia della nuova leadership, iniziata con la nomina di Domenico Di Gravina a managing director group Italy e del preannunciato progetto di crescita, inaugurerà un nuovo hub a Treviso nel mese di marzo. L’apertura a Treviso consentirà all’azienda di essere più presente su tutto il territorio e vicina ai clienti presenti nella provincia, così da poter instaurare nuove relazioni e consolidare quelle già esistenti. Le ricerche in corso riguardano soprattutto i settori della logistica, tessile, materie plastiche e alimentari. A seguire i profili più ricercati divisi per settori. Logistica: magazzinieri con uso di muletto, responsabili di magazzino, addetti al carico e scarico merci. Tessile: operai controllo qualità, responsabile di prodotto; back office commerciale. Materie plastiche: ingegneri; progettisti; operatori addetti alle macchine a stampaggio; manutentori meccanici ed elettrici. Alimentare: responsabile qualità, food and beverage manager; operai specializzati; addetti al confezionamento alimentare. Per la nuova apertura Iziwork ricerca anche personale interno: 1 branch manager che seguirà relazioni con il territorio, 2 recruiter che si occuperanno delle selezioni delle ricerche. Per le candidature visitare il sito www.iziwork.com.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.