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(Adnkronos) - A quanto apprende l’Adnkronos la Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori sentirà in audizione, giovedì 29 gennaio, Marco Fassoni Accetti, il fotografo che in passato si autodenunciò sostenendo di avere avuto un ruolo nei fatti. La decisione è stata presa in un recente ufficio di presidenza, dopo un lavoro istruttorio su tutte le vicende che hanno riguardato Accetti e dopo uno studio sul profilo dell’uomo da parte dei consulenti. Il presidente della Commissione di inchiesta, senatore Andrea De Priamo, in diverse interviste, aveva espresso i suoi dubbi sul reale coinvolgimento di Accetti nei due casi Orlandi-Gregori anche tenendo conto che la procura di Roma lo ritenne inattendibile. La Commissione di inchiesta prosegue il lavoro su tutti i filoni di indagine e, a quanto si apprende, anche per questo ha deciso di ascoltare in audizione Accetti. Una figura che ha spesso alimentato interrogativi: l’uomo fece anche ritrovare un flauto, come quello che suonava Emanuela, ma le analisi non stabilirono mai che era proprio quello della ragazza. Accetti in passato ha fatto avere alla Commissione anche una sua memoria. (di Sara Di Sciullo)
(Adnkronos) - "Il sistema dell'agroindustria e dell'agroalimentare sta dando soddisfazioni, così come anche la capacità di imporre la nostra qualità sui mercati internazionali, riuscendo a smentire i dati catastrofici che si prevedevano”. Lo ha affermato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida all’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm - Associazione distribuzione moderna, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore (MdD), oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della Private Label. “Nel complesso quadro geopolitico” in cui ci troviamo, “l'Italia riesce ad avere un export che cresce costantemente, creando lavoro e occupazione - aggiunge il ministro, che spiega come questo sia stato possibile anche grazie “al governo italiano, che sostiene un modello di interazione tra le istituzioni, il mondo imprenditoriale, l'associazionismo e le rappresentanze, oltre a riuscire a tornare leader non solo dal punto di vista commerciale e della produzione, ma anche dell'indicazione delle strade da seguire all'Unione europea”. A proposito del contesto geopolitico il ministro sottolinea infatti che “il sistema tariffario è molto complesso a livello mondiale, basti guardare ai dazi statunitensi e alla debolezza del dollaro. I dati oggi sono abbastanza confortanti perché non osserviamo una flessione marcata, come invece si annunciava. Restiamo dunque ottimisti. L’anno precedente ha visto un’impennata degli acquisti di alcuni prodotti” da parte delle aziende che, “in previsione di una mutazione del sistema tariffario, hanno stoccato molto in magazzino. La corsa al riempimento dei magazzini in vista dell’arrivo dei dazi, osservata nel 2025, potrebbe portare l’export italiano a “non avere la stessa tenuta” nel 2026, “ma sul biennio ci si aspetta un incremento dell'export anche verso gli Stati Uniti. La decisione presa insieme al nostro modello imprenditoriale, sostenendolo, prevede di custodire i mercati che abbiamo, consolidandoli, e di aprire nuovi mercati”. “Il Mercosur che si andrà a sottoscrivere non è quello dello scorso anno, che non avremmo sostenuto. l'Italia ha chiesto garanzie precise per il settore agricolo e le ha ottenute. Si passa infatti da un teorico taglio delle risorse al mondo dell'agricoltura del 23%, all'aumento delle risorse per gli agricoltori italiani. Ed è un primo dato oggettivo che rende il sistema più garantito rispetto alle prospettive che si andavano ad annunciare”. Spiega Lollobrigida. “Dall'altra parte abbiamo chiesto regole chiare a difesa degli agricoltori, in un quadro di accordi internazionali che è in linea con quello che è l'auspicio di tutti, ossia quello di aumentare la capacità di incidere sui mercati e il mercato sudamericano è un mercato importante e strategico - prosegue il ministro - Per il sistema Italia questo è sempre stato un buon accordo. La nostra industria, così come gran parte del mondo agricolo - da quello legato alla produzione del vino, ai formaggi fino l'olio, sono da sempre favorevoli perché” consentirebbe di avere maggiori garanzie “per le indicazioni geografiche più rilevanti e di tutelarci dall'italian sounding, sia sul piano delle produzioni sudamericane che su quello delle importazioni che arrivano da altre parti del mondo. Pensate al ‘Parmesan’ statunitense che, quando verrà applicato al Mercosur, non potrà più accedere ai mercati sudamericani”. “Eccezionalmente importanti, poi, anche alcune regole sulla reciprocità. Non si possono imporre regole in Europa che non vengono fatte rispettare ai prodotti che accedono ai nostri mercati, perché quelle regole fanno aumentare i costi di produzione da noi - puntualizza - Questo verrà impedito con controlli adeguati, sui quali vigileremo, e con regole attente sull'utilizzo di fitofarmaci e antibiotici che non sono consentiti in Europa e non devono essere consentiti nemmeno sui prodotti che accedono al mercato europeo, a garanzia delle imprese ma anche dei consumatori finali”.
(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado di trattare i rifiuti tessili misti - provenienti, ad esempio, da costumi da bagno, collant e pantacollant - e recuperare da essi le fibre di nylon e di fibra Lycra, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi di abbigliamento. La collaborazione con The Lycra Company e Triumph ha consentito di validare il processo utilizzando le fibre recuperate per la realizzazione di un coordinato intimo 100% riciclato. “Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione, dimostrando per la prima volta che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per la produzione di nuovi capi di abbigliamento. Si tratta di un’innovazione senza precedenti, che apre rivoluzionari scenari di sviluppo per l’industria tessile. Come RadiciGroup, siamo orgogliosi di aver ideato ed essere riusciti a raggiungere, insieme ai nostri partner, questo importante traguardo e siamo pronti a intraprendere i prossimi passi”, dichiara Stefano Alini, Ceo di Radici InNova. “Questo progetto innovativo mette in evidenza il ruolo che l’elastan può avere nel contribuire a far progredire la circolarità nell’industria dell’abbigliamento. Lavorando a stretto contatto con Radici InNova e Triumph, The Lycra Company ha dimostrato che le fibre di Lycra possono mantenere le loro prestazioni di elasticità e di capacità di recupero della forma originaria che le hanno rese note a livello mondiale, fornendo comfort, vestibilità e libertà di movimento, pur essendo reintegrate nel ciclo di filatura", commenta Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts di The LycraCompany. Il progetto ha inizio quattro anni fa, quando Radici InNova avvia lo studio di un processo per la dissoluzione e la separazione delle fibre tessili miste. Dopo la messa a punto iniziale del processo, i successivi test consentono di recuperare campioni di fibra Lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che vengono poi inviati a The Lycra Company per verificarne la riciclabilità. Si passa poi al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triumph mette a disposizione il proprio surplus di produzione, tessuto contenente il 16% di fibra Lycra. Da questo materiale, Radici InNova riesce a recuperare la fibra Lycra e il nylon. La fibra Lycra viene quindi rifilata da The Lycra Company, mentre RadiciGroup lavora il nylon riciclato trasformandolo in nuovo filato Renycle. Con questi filati riciclati (fibra Lycra e Renycle) viene realizzato un tessuto nero di 60 metri che Triumph utilizza per produrre un coordinato intimo - reggiseno e slip - dimostrando concretamente la possibilità di chiudere il ciclo di recupero (close loop): da scarto tessile a nuovo capo. Il risultato ad oggi raggiunto da Radici InNova, The Lycra Company e Triumph è da considerarsi come un prototipo (concept garment), pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti, in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione. “Pur essendo ancora nelle sue fasi iniziali, Triumph è orgogliosa di contribuire a questa iniziativa pionieristica e di esplorare il potenziale di questa innovativa tecnologia di riciclo per future applicazioni. Il nostro prossimo passo si concentrerà sulla creazione di una capsule collection, lavorando al contempo su soluzioni in grado di garantire l'identificazione del prodotto, la sua tracciabilità e i sistemi di circolarità, per far sì che i capi rimangano in uso il più a lungo possibile e, una volta giunti a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato. In Triumph, ci impegniamo a promuovere i principi di innovazione e collaborazione in materia di sostenibilità. Far parte di questo progetto rafforza la nostra convinzione che la circolarità dei capi di abbigliamento composti da fibre tessili miste sia possibile e siamo orgogliosi di contribuire a trasformare questa visione in realtà", dichiara Vera Galarza, Global Head of Sustainability Triumph.