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(Adnkronos) - L'alimentazione è una chiave della salute, il ruolo del cibo in relazione al benessere dell'organismo è costantemente sotto i riflettori. Ciò che mangiamo, però, incide anche sul benessere del cervello e sull'efficacia delle funzioni cognitive in un rapporto sempre più oggetti di studi e ricerche. In particolare, ci si interroga sull'eventuale effetto di alimenti selezionati sulla memoria e sulla concentrazione degli individui. Il tema, in Spagna, è stato affrontato recentemente dal professor Manuel Anton, geriatra nell'ospedale universitario di Caceres: "Regimi alimentari come la dieta mediterranea apportano benefici considerevoli a livello cognitivo", dice, evidenziando i benefici prodotti da antiossidanti, acidi grassi essenziali e vitamine specifiche. Si tratta di elementi capaci di migliorare la circolazione a livello cerebrale e di proteggere le cellule nervose dall'invecchiamento precoce. All'interno della dieta mediterranea, ci sono elementi che meritano particolare considerazione e si possono selezionare cinque pilastri fondamentali. Lenticchie, ceci e fagioli sono ricchi di acido folico, fibre e proteine. Fanno bene al cuore, sono un cardine di una dieta equilibrata, tengono sotto controllo il colesterolo e migliorano la funzionalità dell'intestino. Oltre a tutto questo, risultano utili per le cellule cerebrali e il mantenimento delle funzioni cognitive. Le fibre giovano al microbioma e condizionano in maniera positiva l'asse intestino-cervello, rallentando anche i sintomi del declino cognitivo, come evidenzia in particolare Karen Scott, professoressa di microbiologia intestinale al Rowett Institute dell'Università di Aberdeen. Ogni stagione offre l'opportunità di consumare frutta in abbondanza. Se si vuole abbinare la scelta ai potenziali benefici per l'attività cerebrale, è opportuno scegliere in particolare mirtilli, fragole e arance. Tra le verdure, si fanno preferire broccoli e spinaci. Di base, va rimarcato che l'abbondanza di antiossidanti e vitamina C aiuta a proteggere le cellule cerebrali e a migliorare il flusso sanguigno al cervello. La varietà della dieta è legata anche all'assunzione di pesce. Anche in questo caso, le opzioni sono diverse, ma con un denominatore comune. Tonno, sgombro e salmone, ricchi di acidi grassi omega-3, vitali per la funzione cerebrale. Tali alimenti, con i loro nutrienti, possono contribuire a consolidare il quadro generale riducendo anche il rischio di malattie neurodegenerative. Se consumate con moderazione e inserite in un regime alimentare equilibrato, mandorle, noci e nocciole favoriscono il mantenimento della funzione cognitiva. Sono ricche di acidi grassi sani, antiossidanti e vitamina E, costituita da un gruppo di composti chiamati tocoferoli e tocotrienoli, capaci di proteggere gli acidi grassi essenziali dall'ossidazione. Promosso a pieni voti, soprattutto se in quantità controllate, anche il cioccolato fondente ad alto contenuto di cacao, ricco di flavonoidi, composti con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Una dose di 20-30 grammi di cioccolato fondente con l'85% di cacao può contribuire a migliorare le prestazioni cerebrali. Nella cucina mediterranea e italiana in particolare si usa in maniera opportuna l'olio extravergine di oliva come condimento. Le proprietà di questo alimento sono molteplici e nella rosa rientra anche la funzione di favorire il miglioramento della circolazione sanguigna cerebrale e riduce il rischio di infiammazione neuronale. I cibi utili sono numerosi. Ci sono anche alimenti e prodotti che, se assunti in maniera eccessiva, producono effetti deleteri sulla salute a 360 gradi, cervello compreso. Uno studio evidenzia il potenziale impatto di un'assunzione abbondante di carne ultraprocessata e di bevande zuccherate. E' stato riscontrato un aumento del 17% dei problemi cognitivi tra le persone che consumavano almeno una porzione di carne ultraprocessata al giorno. E per ogni porzione di bibita zuccherata consumata è stato registrato un aumento del 6% del deterioramento cognitivo.
(Adnkronos) - Saipem ha ideato e promosso la riqualificazione del sottopasso ciclo-pedonale della stazione di Milano Rogoredo, lato Santa Giulia, attraverso un intervento di arte pubblica partecipata dal titolo 'Trame di Futuro'. Il sottopasso, uno degli accessi principali alla stazione ferroviaria e alla metropolitana, è stato completamente rinnovato con un intervento che combina arte, funzionalità e coinvolgimento della comunità. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio più accogliente e identitario, rafforzando il legame con il quartiere Rogoredo-Santa Giulia, un’area in cui Saipem ha il proprio headquarter. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il collettivo artistico Orticanoodles e l’Istituto Albe & Lica Steiner, con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. Il murale si sviluppa lungo due pareti principali del sottopasso per una lunghezza complessiva di circa 85 metri: una parete è stata realizzata in italiano e una in inglese per rendere l’opera accessibile e inclusiva per la comunità locale e internazionale. Le pareti raccontano lo stesso percorso visivo: un viaggio che parte dalle persone e dal loro ingegno creativo verso un futuro sostenibile, scandito dalle fermate di una metropolitana immaginaria. Gli studenti dell’Istituto Albe & Lica Steiner, guidati dalla sociologa Francesca Chialà e dal personale Saipem in workshop dedicati previsti nell’ambito del programma del ministero dell’Istruzione per la formazione scuola-lavoro, hanno contribuito alla definizione delle fermate dell'immaginaria linea metropolitana, offrendo un contributo che arricchisce il dialogo tra scuola, territorio e arte pubblica. La creatività, caratterizzata da toni caldi e dinamici, è stata realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles. "Con questo progetto, che rientra nel piano annuale delle iniziative per le comunità locali 2025 di Saipem, vogliamo ribadire il nostro impegno a creare valore nei territori in cui operiamo, promuovendo iniziative che favoriscano inclusione sociale, sostenibilità e rigenerazione urbana -spiega Massimiliano Branchi, chief people, hseq and sustainability officer di Saipem-. La collaborazione con istituzioni, artisti, studenti e comunità locali è un modo concreto per rafforzare il legame con il quartiere Rogoredo-Santa Giulia e contribuire a renderlo più accogliente e riconoscibile, lasciando un segno tangibile e durevole". "L'intervento di arte pubblica 'Trame di Futuro' è un valido esempio di riqualificazione urbana, frutto di creatività e impegno condiviso -sottolinea Stefano Bianco, presidente del Municipio 4 di Milano-. Rappresenta la forza della comunità, dell'arte e della sostenibilità nel trasformare uno spazio comune. Il Municipio 4 ringrazia Saipem, Orticanoodles, l'istituto Albe & Lica Steiner e tutti i protagonisti di questo progetto per aver reso un luogo di transito quotidiano nel quartiere Rogoredo-Santa Giulia ancora più accogliente e rappresentativo". Il progetto ha previsto anche piccoli lavori di riqualificazione funzionale, come la pulizia delle pavimentazioni, la tinteggiatura del soffitto e l’installazione di corrimano e strisce antiscivolo, per migliorare la fruibilità dell’area. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte i vertici di Saipem, l'assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio e Protezione civile, Marco Granelli, il presidente del Municipio 4 di Milano, Stefano Bianco, l'assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile di Regione Lombardia, Franco Lucente, i rappresentanti del collettivo artistico Orticanoodles, gli studenti dell'istituto Albe & Lica Steiner e la sociologa Francesca Chialà.
(Adnkronos) - "Il Consorzio è un'eccellenza di economia circolare, raccoglie la totalità dell'olio minerale usato italiano e lo rigenera al 98%". Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati – ha spiegato a Roma la forza e la peculiarità del Consorzio, intervenendo al Terzo Forum nazionale 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy', promosso da Legambiente. L’evento ha riunito istituzioni, aziende e stakeholder della green economy per discutere le strategie di rilancio industriale e sostenibile del Paese. “Le medie di altri paesi avanzati sono circa la metà di questo risultato. Si tratta di un modello che combina efficienza tecnologica e cooperazione spontanea delle imprese italiane da oltre 40 anni – spiega Piunti –. L’olio usato viene consegnato al raccoglitore, che lo porta agli impianti di rigenerazione, e il sistema funziona in maniera automatica, lineare e controllata”. Secondo il presidente del Conou, la chiave del successo risiede nella struttura consortile: “Noi non siamo direttamente parte in causa, ma facciamo da arbitri e controllori del sistema. Forniamo linee guida e indicazioni, ma il processo funziona autonomamente. Questo è ciò che distingue la nostra eccellenza nel mondo, l’industrializzazione sostenibile basata su cooperazione e rigore tecnico”.