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(Adnkronos) - Petteri si avvia verso la Stelvio con un cappellino ben riconoscibile: bandiera finlandese, occhiali da sole a specchio e tanta voglia di sport e di Olimpiadi: “Cosa mi pare di Milano Cortina? Fin qui, really nice. Tutto molto bello. Costa un po’, a cominciare dagli hotel, ma il cibo è fantastico e le gare sono pazzesche”. Pollice in su per i Giochi italiani. Petteri, 54 anni, viene da Helsinki e alloggia in un hotel non lontano da Bormio, sede delle gare di sci alpino: “Per due persone, il costo di una settimana è di circa duemila euro. Poi va aggiunto tutto il resto, ma per i biglietti mi sembrano prezzi nella norma. Ho visto tante Olimpiadi, il costo non mi pare tanto diverso”. È uno dei temi delle Olimpiadi diffuse. Italiani a parte, tante persone arrivano dall’estero per seguire i loro beniamini della neve e del ghiaccio. “Questione di passione – dice Riccardo, 51 anni, di casa proprio a Bormio -. Capisco i tifosi stranieri, le Olimpiadi sono magia. D’estate e d’inverno. Io ho già visto discesa e combinata, verrò di nuovo per il SuperG e vediamo come va. Se porto bene, magari forse torno. Quanto costa? Io sono avvantaggiato, me ne rendo conto. Ho dovuto solo prendere i biglietti, insieme a mia moglie. Per la discesa ho speso 220 euro a testa. Per il SuperG un po’ di più, perché sono posti diversi”. Precisazione: per vedere le gare olimpiche, l’unico modo sicuro e controllato per comprare biglietti è la piattaforma ufficiale di ticketing, sia web che app. Messa da parte la cerimonia di apertura, l’evento più ambito, tra le gare più gettonate ci sono quelle del cluster milanese. A cominciare dal pattinaggio di figura, con biglietti da un minimo di 280 euro a 1200 solo per il posto. Per le opzioni hospitality, si sale e non poco. Leggermente più economico è il pattinaggio di velocità al Milano Speed Skating Stadium nel polo di Rho, con biglietti tra 180 e 280 euro. Per l‘hockey (una delle discipline più ambite e iconiche) si va dai 30 euro per i preliminari a ticket molto più costosi per le fasi finali, con prezzi che superano anche i 2mila euro per gli eventi da medaglia. Per quanto riguarda i cluster montani, tra Bormio e Cortina lo sci è la disciplina più ambita. Nella 'Perla delle Dolomiti', i prezzi dei biglietti per le gare di bob si assestano tra i 70 e i 100 euro, mentre le gare di sci alpino superano i 200. Lo racconta Corner, incontrato a Bormio insieme ai suoi amici americani: “Sono nato a New York e qui voglio tifare i nostri ragazzi, amo lo sci. La Stelvio è una pista mitica e l’ho sempre vista solo in tv”. Così come l’Italia: “È la mia prima volta in questo Paese, ho colto l’occasione delle Olimpiadi per una vacanza ed è tutto fantastico. Mi piace ogni cosa, dall’organizzazione al cibo. Anzi, quella è la cosa migliore. La carbonara è pazzesca” dice sorridendo, anche se poi gli viene fatto notare che si tratta di una specialità della cucina romana. “Lo so. Non a caso andro anche lì, al termine delle Olimpiadi saremo a Roma per due giorni e poi torneremo a casa. Quanto abbiamo speso per quest’avventura? Siamo in quattro, direi forse tremila euro a coppia tra una cosa e l’altra. Ma non guarderemo tutte le gare”. A Livigno, altro hub mozzafiato – tra versante Mottolino e Carosello 3000 - assistere alle gare di snowboard e freestyle non è proprio economico. Si va da 170 a oltre 500 euro, passando per i 440 euro della pirotecnica finale del big air. Lo conferma Julia, tifosa australiana ben riconoscibile per i colori della maglietta e un canguro gonfiabile messo in bella vista, durante le gare di qualificazione di moguls: “Io e i miei compagni di viaggio veniamo da Sidney. I biglietti sono un po’ cari, ma guardare queste esibizioni è uno spettacolo” dice tra un coro e l'altro. “Siamo qui per supportare i nostri atleti, ma è anche una vacanza. Vogliamo divertirci”. Per farlo, hanno scelto lo sport più spettacolare delle Olimpiadi invernali. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)
(Adnkronos) - Torna a Modena per la sua quarta edizione il 'Learning more festival', il primo e più significativo festival in Italia interamente dedicato all’apprendimento e all’evoluzione della formazione nell’era digitale. Per tre giorni, da venerdì 20 a domenica 22 febbraio, la città emiliana diventerà il crocevia di idee, ricerche e buone pratiche. Oltre 120 appuntamenti, tra lezioni, workshop, talk di approfondimento, experience, installazioni e learning show in 5 location distribuite nel centro storico della città. Modena ospiterà docenti, formatori, responsabili delle risorse umane, accademici e ricercatori, educatori, startupper, imprenditori, professionisti del learning, più di 150 esperti provenienti dall’Italia e dall’estero uniti dall’urgenza di riflettere sull’uso consapevole e strategico della tecnologia nei processi formativi e nella vita quotidiana. L’obiettivo ultimo è fornire strumenti critici per accompagnare le persone nell’uso intenzionale e consapevole della tecnologia, valorizzando appieno le risorse e le opportunità del presente. Il festival è promosso da Fem - Future Education Modena, centro internazionale e primo hub innovativo per l’EdTech in Italia, creato da Wonderful Education e Fondazione di Modena. Il ricco programma del Learning More Festival si articola in sei aree tematiche. Neuroscienze e apprendimento. La mente che impara. Qual è il funzionamento della mente nell’apprendimento? Come possiamo adattare gli spazi in cui si apprende per favorire il benessere di chi impara? Ne parleranno, tra gli altri: Barbara Oakley, professoressa ordinaria presso la Oakland University, nel talk Ottimizzare la collaborazione uomo-IA: il valore della conoscenza interna nella trasformazione digitale, Igor Sotgiu, professore associato di Psicologia generale all’Università degli Studi di Bergamo, in Insegnare ad essere felici: opportunità e rischi e la ricercatrice di neuroarchitettura Ana Mombiedro con l’architetta e formatrice Lidia Cangemi nel talk Neuroarchitettura e organizzazione didattica: come l’ambiente influenza apprendimento e benessere. Come e cosa impariamo: linguaggi, ambienti ed esperienze che costruiscono conoscenza. Come apprendiamo in un mondo attraversato da dati, immagini, nuove tecnologie e Intelligenza Artificiale? Quali linguaggi, spazi ed esperienze favoriscono un apprendimento critico e inclusivo? Alberto Cairo, information designer e giornalista spagnolo, Knight Chair in visual journalism alla university of Miami, sarà impegnato nel talk 'How Charts lie: getting smarter about visual information'. Francesco Costa terrà la lezione Consigli per informarsi meglio. La neuroscienziata linguista Maryanne Wolf si occuperà di Reading in the Age of AI: Rethinking the Bi-literate Brain. Ci sarà inoltre il talk 'Neuroarchitettura: ambienti di apprendimento e embodied technologies' di Davide Ruzzon, architetto, direttore di TA Tuning Architecture di Milano, docente dell’università Iuav di Venezia e del Polidesign Politecnico di Milano. Mariano Laudisi, ideatore del modello educativo 'Le Scuole della Felicità', sarà al centro del workshop Il modello 'Le scuole della felicità' (Sanoma) e la nuova figura del docente coach. Pier Cesare Rivoltella, pedagogista e professore dell’Università di Bologna, sarà tra le voci del dibattito 'Educare nell’era dell’AI: framework concettuali per una vera AI Pedagogy'. Infine, Massimiliano Panarari, giornalista e sociologo della comunicazione, terrà il talk '(De)costruire il sapere collettivo con i social media'. Organizzazioni che imparano. Come creare organizzazioni che sappiano prosperare nel cambiamento e navigare nella complessità? Tra i talk di spicco, quello di Lavinia Mehedintu, co-fondatrice di Offbeat e architetta dell’apprendimento, che si soffermerà su L’apprendimento nelle organizzazioni: nuove tendenze e dinamiche del mondo l&d; invece Anamaria Dorgo, esperta di l&d e manager di Adyen, animerà il talk 'Keep learning - Building learning communities in the corporate environment'. Medical Humanities: la centralità dell’umano nella cura e la malattia come processo di formazione. Come cambia la relazione tra professionisti della salute e pazienti in un mondo sempre più complesso e informato? Tra i grandi ospiti: Michael Rich, soprannominato 'The Mediatrician', pediatra e ricercatore, sarà impegnato nel talk 'Digital wellness in famiglia: crescere sani in un mondo digitale'; poi, Beatrice Mautino, divulgatrice scientifica e saggista, discuterà in 'Vertigine: le competenze per navigare l’incertezza durante la malattia'. EdTech: strumenti per l'innovazione. Verso quali frontiere tecnologiche si stanno dirigendo l’apprendimento, la formazione e il lavoro? Oltre ai numerosi panel, Modena ospiterà il terzo incontro pubblico della rete europea di EdTech Testbeds e Getn (global edtech testbed network) per confrontarsi su criteri, framework e pratiche di validazione. Inoltre, Marcello Majonchi, product lead di Arduino, e Nicola Mattina, director of product di Translated, metteranno a confronto le loro esperienze nel panel 'Il futuro del product design: nuovi paradigmi di lavoro con l’intelligenza artificiale'. Family Lab. Molti appuntamenti affronteranno il tema della fiducia o controllo nel rapporto tra genitori e figli, per capire come instaurare un dialogo con i propri figli e utilizzare le tecnologie in modo consapevole ed equilibrato. Tra i vari interventi, quello con lo psichiatra e psicoanalista francese Serge Tisseron, che terrà la lectio 'Famiglie, tecnologie e IA: educare e governare gli schermi nell’era digitale'. Experience e learning show. Negli spazi del Festival sarà presente BlurM3Not, un’installazione interattiva di Data Gamification per scoprire i fenomeni oscuri della rete, ideata in collaborazione con Sheldon.studio e il Cnr. In programma anche due learning show: il primo, sabato 21 al Teatro Storchi, con Richard Galliano e l’Orchestra dei Mandolini di Modena e Brescia; il secondo, domenica 22, un evento sperimentale di sound design AI-based in collaborazione con il Conservatorio di Modena presso il Cinema Arena.
(Adnkronos) - Come gli anni passati l'Istituto nazionale tributaristi (Int) aderisce all'iniziativa 'M'illumino di Meno 2026', giunta alla XXII edizione. Gli studi dei tributaristi Int spegneranno le luci e ogni supporto elettronico, non essenziale, alle ore 18,00 di lunedì 16 febbraio per partecipare attivamente e supportare gli scopi della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2. Una piccola iniziativa, quella dei tributaristi, "ma significativa, per riflettere sul problema energetico, soprattutto in questo contesto di guerre e di riduzione di investimenti sulla transizione ecologica. Grazie pertanto a chi ci ricorda problematiche spesso al di fuori della nostra quotidianità, ma che invece sono parte vitale proprio della nostra quotidianità. Avere consapevolezza del problema energetico è estremamente importante, dare un segnale di attenzione è necessario. I tributaristi Int ci sono", spiega la nota. Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno ha dichiarato: “Aderisco all'iniziativa promossa dall'Istituto nazionale tributaristi (Int) a sostegno della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2, come presidente nazionale l'ho chiesto alle mie colleghe e ai miei colleghi e io ho già aderito, consapevolmente, per non dimenticare l’importanza vitale del problema energetico”.