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(Adnkronos) - Meghan Markle ha postato una nuova foto assieme al principe Harry per celebrare l'inizio del 2026. Sul suo account Instagram 'As Ever', la duchessa di Sussex ha condiviso le sue priorità per gennaio, ovvero "resettare" e portare a termine dei "rituali". Condividendo alcune fotografie, Meghan ha scritto: "Gennaio: Reset e rituali" e ha pubblicato fotografie di bevande calde, frutta e candele, e quella con suo marito, in cui è raffigurata mentre lo tiene per mano e i due si sorridono. Passando dal faceto al serio, un esperto reale ha esortato il principe Harry a fare una cosa importante quest'anno, che gli servirà anche a mantenere la sua popolarità e il suo successo. Da quando ha lasciato la vita reale nel 2020, il secondogenito di re Carlo sembra non aver avuto un percorso chiaro da seguire in termini di vita lavorativa. Tuttavia, ha continuato sempre a fare beneficenza, il che sembra averlo dipinto sotto una luce positiva. Questa sua inclinazione potrebbe essere dovuta al fatto che la beneficenza è qualcosa che il principe ha fatto fin dal suo periodo da membro attivo della famiglia reale. Sebbene non sia noto quale sia l'obiettivo principale di Harry per il 2026, un esperto reale lo ha esortato a continuare a concentrarsi sulle sue iniziative benefiche, in cui è "incredibilmente bravo". Ma non è tutt'oro quel che luccica. A proposito di beneficenza, infatti, i Sussex hanno lasciato un'importante anticipazione sul futuro dei loro figli. Poco prima di Natale, hanno annunciato cambiamenti nella loro organizzazione benefica, la Archewell Foundation, che cambierà il suo nome in Archewell Philanthropies. In una dichiarazione in cui spiega il cambiamento, la fondazione ha affermato: "Questa entità benefica consente alla coppia e ai loro figli di ampliare i loro sforzi filantropici globali come una famiglia". E che ci sarebbe di male, si potrebbe pensare, nell'allargare la partecipazione alle attività benefiche ai propri figli? Solitamente, nulla di sbagliato, anzi, l'iniziativa è lodevole. Senonché menzionando i loro figli, il principe Archie, di sei anni, e la principessa Lilibet, di quattro, nella dichiarazione sembrerebbe che la coppia stia pianificando di coinvolgerli nell'organizzazione in futuro, quando da sempre i Sussex, hanno affermato di non voler interferire nelle loro scelte da grandi, che dovranno essere indipendenti dai genitori. In qualche modo, invece, la coppia sta tracciando per loro una strada. Tanto che l'esperto reale Richard Eden del Daily Mail ha affermato: "Sono sinceramente confuso. Harry e Meghan hanno sempre insistito sul fatto che i loro figli sarebbero stati in grado di farsi strada nella vita senza la pressione di aspettative o titoli. Non posso credere che ci sia Harry dietro a tutto questo. Deve essere l'influenza di Meghan".
(Adnkronos) - Il ruolo degli enti di terzo settore (Ets) è sempre più centrale nella gestione dei beni confiscati alle mafie. E' uno dei temi emersi nel corso del meeting di presentazione, tenutosi a Salerno, del progetto 'Co-programmare con i giovani', finanziato dal ministero del Lavoro e che vede Moby Dick Aps come ente capofila. Secondo il prefetto Maria Rosaria Laganà, direttore dell'Anbsc - Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, intervenuta all'evento "è fondamentale il ruolo che gli enti del terzo settore possono avere sia per una gestione diretta dei beni, ma soprattutto in coprogettazione con gli enti territoriali. Specialmente in piccoli contesti in cui magari i Comuni hanno carenze di competenze specifiche dal punto di vista del personale, e quindi la difficoltà anche a immaginare e a progettare, il terzo settore può veramente fare la differenza. Quindi da un lato c'è l'ente territoriale che esprime i bisogni di una collettività e il terzo settore che è in grado, oltre che di esprimere e rappresentare questi bisogni, ma anche di individuare delle progettualità e quindi anche di vedere nel bene confiscato una risorsa reale, che poi ovviamente necessiterà anche di risorse finanziarie. Però è un connubio indispensabile per il futuro, per una gestione di beni che sia veramente efficace e sostenibile", spiega Laganà ad Adnkronos/Labitalia sottolineando come l'evento tenutosi a Salerno abbia evidenziato "grande entusiasmo, veramente fa piacere che ci siano dei giovani così interessati ai temi della legalità in generale, la loro consapevolezza e impegno è centrale su questi temi", sottolinea. E per Don Aniello Manganiello, prete anticamorra, anch'egli intervenuto all'evento, "tutte le epoche hanno bisogno dei giovani perché portano la novità, portano l'intelligenza, portano l'entusiasmo. Ogni epoca è caratterizzata dall'impegno giovanile e corale e quindi ci ho tenuto a sottolinearlo e ad invitarli a mettersi in gioco perché il rinnovamento se deve esserci non può che avvenire da ora. Poi, io lo dico sempre ai ragazzi, se volete vivere la vostra vita con un senso, con un significato, non potete essere egoisti, dovete donarvi perché è il dono che dà valore alla nostra vita, dà senso alla nostra esistenza, altrimenti vivacchiamo, ma noi dobbiamo vivere. E una delle dimensioni di una vita veramente vissuta a fondo è quella di spezzarla, spezzarla anche per gli altri", aggiunge ancora. Secondo Ciro Castaldo, segretario generale della Fondazione Banco di Napoli il meeting di presentazione del progetto 'Co-Programmare con i giovani' "è stata una bellissima iniziativa, mettendo a confronto gli enti del terzo settore e i giovani con pubblica amministrazione e privati. Per noi in questo caso come fondazioni bancarie è un momento di ascolto, un momento di aiuto anche a valutare, a selezionare, a creare criteri di selezione per le progettazioni che provengono da questo mondo. Quindi è un momento di confronto e di ascolto che noi veramente apprezziamo perché i giovani possono far crescere noi e noi dobbiamo ascoltarli". E parlando dell'attività del 2025 della Fondazione ha sottolineato che "ce ne sono state tante. Noi stiamo anche predisponendo un progetto speciale collegato a un bilancio sociale proprio per evidenziare le attività che più hanno dato impatto anche sul territorio. Il nostro apporto è quello di assistere le comunità, ascoltarle e cercare, nei limiti ovviamente della disponibilità economica a disposizione, di sostenere quelle progettualità che possono servire a fare anche piccoli cambiamenti ma significativi", ha concluso.
(Adnkronos) - Il Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l'approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che contiene disposizioni normative che rafforzano l’integrazione del biometano nel sistema energetico nazionale. Grazie a questa misura si stabilisce l’obbligo, per le imprese di trasporto e distribuzione del gas naturale, di connettere alla rete sia i nuovi impianti di produzione di biometano sia quelli derivanti dalla riqualificazione di impianti di biogas esistenti. La misura approvata introduce inoltre la possibilità di interventi di potenziamento della rete, anche attraverso la collaborazione tra diversi operatori, così da superare gli attuali limiti infrastrutturali e favorire un utilizzo più ampio del biometano. Un passaggio fondamentale riguarda la ripartizione dei costi di connessione: il 70% degli investimenti e il 100% dei costi relativi ai sistemi di misura e compressione saranno a carico dei gestori di rete, mentre la quota restante del 30% sarà sostenuta dai produttori e il tutto sulla base di un criterio di allocazione dei costi su scala nazionale. Al fine dell’attuazione dei nuovi principi introdotti sarà necessaria una nuova delibera di Arera e le nuove regole saranno fondamentali per la prosecuzione dello sviluppo del biometano una volta terminati gli interventi finanziati dal Pnrr. "La misura accoglie un’esigenza più volte rappresentata dal Cib, contribuendo concretamente a rimuovere le barriere strutturali che frenano lo sviluppo della produzione di biometano, risorsa strategica per la transizione energetica del Paese. Non serve infatti solo lavorare sul supporto alla produzione ma serve anche lavorare sull’adeguamento dell’infrastruttura per accogliere la produzione decentralizzata. Il Consorzio ha fornito in questo senso un contributo attivo e costruttivo a questa misura, collaborando alla sua articolazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con Proxigas, mettendo a disposizione competenze tecniche e proposte concrete per garantire che la normativa potesse adeguarsi alle recenti direttive Comunitarie e che rispondesse alle esigenze dei produttori agricoli e dell’industria". Il Consorzio Italiano Biogas conferma la propria disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni e agli operatori del settore, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per accompagnare la crescita di un sistema energetico nazionale più integrato e sostenibile.