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(Adnkronos) - A una settimana dall'inizio ufficiale del Carnevale i dolci della tradizione - con nomi diversi lungo la penisola ma prevalentemente fritti - campeggiano in ogni pasticceria, panetteria e supermercato. Una tentazione non troppo salutare secondo i canoni della buona alimentazione. Ma dobbiamo davvero temere frappe, chiacchiere, castagnole e varie? "Il motto degli antichi 'semel in anno licet insanire' (una volta l'anno è lecito fare pazzie) si adatta bene a questa situazione. Il fritto mangiato in modo eccessivo può fare veramente male perché crea steatosi epatica, ma se noi lo mangiamo una volta ogni tanto, usando magari olio d'oliva per friggere, può addirittura essere vantaggioso", rassicura all'Adnkronos Salute il nutrizionista e divulgatore Ciro Vestita che ricorda "il problema non è mai il singolo alimento. Piccole dosi, in una persona sana, anche di prodotti calorici non sono dannose se inserite in una dieta equilibrata. Importante non esagerare con le quantità di cibo in generale". Ci sono casi in cui "il fritto è persino un 'alleato' - spiega Vestita - perché stimola l'appetito. E questo è importante per gli anziani che faticano a mangiare e rischiano la malnutrizione. Bisogna inventarsi qualcosa per farli alimentare. Una frittura aiuta". E' un falso mito anche la 'pericolosità' dello strutto di maiale spesso presente nelle ricette di dolciumi tradizionali. "Molti credono che il grasso di maiale sia pericoloso. Ma non lo è, ovviamente se parliamo di piccolissime dosi. Perché il lardo è costituito per il 40% dall'acido oleico, che è l'acido presente nell'olio d'oliva. Contrariamente a quello che si crede, quindi, è ricco di grassi insaturi. Dunque ogni tanto una piccola frittura o l'uso in alcuni dolci non è un problema". Ma come resistere ai dolcetti carnevaleschi senza esagerare? "Il trucco è nelle fibre - suggerisce Vestita - mangiare verdure o un po' di frutta prima di accedere a questi alimenti è una buona soluzione. Nel film 'Via col vento', Rossella O'Hara non vuole apparire troppo affamata alla cena dove l'hanno invitata e la Mami le suggerisce di mangiare due mele prima di andare a questa cena. Ed è un espediente che funziona: se vogliamo un dolcetto a fine pasto, prima una bella mela, magari di quelle verdi meno zuccherine. E poi mangiamo tranquillamente un piccolo dolce. Ci mancherebbe, sennò che vita è?".
(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della bellezza professionale, del benessere e delle medical aesthetics, capace di mettere in relazione imprese, operatori, ricerca e formazione. Secondo l’ultimo Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2024 con un valore di produzione pari a 16,5 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un’incidenza sul Pil nazionale prossima al 2%. Un risultato trainato soprattutto dall’export, che rappresenta ormai quasi il 48% della produzione complessiva e ha superato i 7,9 miliardi di euro (+12%), portando la bilancia commerciale a 4,7 miliardi di euro. Solida anche la domanda interna, con i consumi che hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+6,9%). Nel complesso, il sistema economico della cosmetica, che include produzione, filiera a monte e distribuzione, genera un fatturato pari a 41,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 30,8 miliardi, equivalente al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero nazionale. Rilevante anche l’impatto occupazionale: l’intera filiera cosmetica in Italia coinvolge circa 440.000 addetti, confermandosi come uno dei comparti più dinamici in termini di occupazione. In questo scenario, il Lazio riveste un ruolo di primo piano, posizionandosi al secondo posto in Italia per quota di fatturato del settore, con il 7,6% del totale nazionale, e al sesto posto per numero di imprese cosmetiche, con una quota del 5,5%. A livello locale, i dati della Camera di Commercio di Roma indicano circa 12.000 operatori della bellezza attivi sul territorio di Roma e provincia, di cui il 60% acconciatori e il 40% estetiste, a conferma del peso economico e occupazionale del comparto nella Capitale. È proprio da questa base che nasce e si sviluppa 'Roma International Estetica', evento B2B che intreccia esposizione commerciale, innovazione tecnologica, formazione certificata e divulgazione scientifica. L’edizione 2026 pone al centro l’evoluzione dell’estetica professionale verso un approccio sempre più scientifico, medical-oriented e consapevole, con un’ampia presenza di tecnologie avanzate per la cura di viso e corpo, presentate attraverso dimostrazioni e trattamenti dal vivo. Cuore culturale della manifestazione è il programma formativo articolato nelle tre aree 'RIEHello', 'RIEOlos' e 'RIEAcademy', che affrontano temi legati a salute, prevenzione, benessere psicofisico, sicurezza e responsabilità professionale, con il contributo di medici, ricercatori e formatori di alto profilo. Accanto all’offerta espositiva e formativa, Roma International Estetica rinnova anche il suo impegno sul fronte della prevenzione, offrendo al pubblico screening gratuiti su prenotazione: dall’esame baropodometrico alle consulenze chinesiologiche, nutrizionali e fisioterapiche, fino agli approfondimenti multidisciplinari su pavimento pelvico e lipedema. Le prenotazioni sono disponibili via mail all’indirizzo screening@romainternationalestetica.it. Con il concept 'Identità Futura', Roma International Estetica 2026 si propone come osservatorio privilegiato su un settore in forte trasformazione, capace di coniugare crescita economica, occupazione, innovazione e benessere, rafforzando il ruolo di Roma e del Lazio come hub strategico della bellezza professionale in Italia.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".