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(Adnkronos) - Mario Adinolfi, Mario Borghezio, Simone Cicalone. Roberto Vannacci alle prese con il 'casting' per Futuro Nazionale, il partito fondato dopo l'uscita dalla Lega. L'ex generale risponde alle domande di La7 in un'intervista. Mario Adinolfi potrebbe far parte del partito? ''Non lo conosco, rappresenta valori che sostengo: la famiglia naturale ancorata alle tradizioni, può essere un interlocutore'', dice. ''Con Mario Borghezio, ci ho interloquito spesso. È una persona che ha caratterizzato l'esperienza politica italiana negli ultimi venti anni, una persona di esperienza. Dobbiamo assolutamente confrontarci con lui: è una figura che può dare ancora molto, forte di un'esperienza che ha attraversato gli ultimi venticinque anni di storia politica italiana'', aggiunge. E invece Cicalone? ''Non è un politico, ma ha un'impostazione che mi piace", dice riferendosi allo youtuber. "Ha un passato di tutto rispetto, ci siamo conosciuti, può essere valutato'', replica Vannacci che sbarra la porta, invece, a Aboubakar Soumahoro: ''Ma per l'amor del cielo, ma chi mi rappresenta? Siamo seri". Vannacci potrebbe essere un mediatore con Putin per la pace in Ucraina? ''Non lo so, forse riuscirei a mediare meglio di Draghi, visto che ha detto peste e corna di Putin. Se ci fosse l'opportunità, perché no?'', aggiunge l'ex capo della Folgore. È filo-putiniano? ''No, sono pro-italiano ed europeo e questa guerra deve finire perché non è negli interessi né dell'Europa, né dell'Italia, né dell'Ucraina'', taglia corto Vannacci che avverte: ''Se continuiamo così, l'Ucraina perde, sta già perdendo e continuerà a perdere. L'esercito russo ogni giorno avanza inesorabilmente sul territorio ucraino''. L'alternativa è la resa? ''L'alternativa -risponde Vannacci- potrebbe essere una sconfitta. Ma se non accettiamo oggi una sconfitta, arriveremo alla disfatta di domani. L'unico modo per invertire il trend sarebbe coinvolgere la Nato e l'Ue a combattere sul campo, ma poi a combattere ci va anche lei, i suoi figli e i suoi nipoti. Di questo dobbiamo rendere conto ai cittadini italiani. Se non siamo pronti a invertire il trend, è inutile andare avanti. Occorre negoziare''.
(Adnkronos) - Iziwork, sulla scia della nuova leadership, iniziata con la nomina di Domenico Di Gravina a managing director group Italy e del preannunciato progetto di crescita, inaugurerà un nuovo hub a Treviso nel mese di marzo. L’apertura a Treviso consentirà all’azienda di essere più presente su tutto il territorio e vicina ai clienti presenti nella provincia, così da poter instaurare nuove relazioni e consolidare quelle già esistenti. Le ricerche in corso riguardano soprattutto i settori della logistica, tessile, materie plastiche e alimentari. A seguire i profili più ricercati divisi per settori. Logistica: magazzinieri con uso di muletto, responsabili di magazzino, addetti al carico e scarico merci. Tessile: operai controllo qualità, responsabile di prodotto; back office commerciale. Materie plastiche: ingegneri; progettisti; operatori addetti alle macchine a stampaggio; manutentori meccanici ed elettrici. Alimentare: responsabile qualità, food and beverage manager; operai specializzati; addetti al confezionamento alimentare. Per la nuova apertura Iziwork ricerca anche personale interno: 1 branch manager che seguirà relazioni con il territorio, 2 recruiter che si occuperanno delle selezioni delle ricerche. Per le candidature visitare il sito www.iziwork.com.
(Adnkronos) - L'economia circolare offre "vantaggi significativi" per le imprese italiane ed è "fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo". Mariangela Cozzolino, responsabile Competence Center Economia Circolare e Clean Tech di Cdp, fa il punto con l'Adnkronos su evoluzione, opportunità e sfide di un modello economico di produzione e consumo basato su riutilizzo, riparazione e riciclo. "L’Italia si distingue in Europa tra i Paesi più virtuosi nella transizione verso un'economia circolare - osserva - Le esperienze più mature nel settore si concentrano sul riciclo ma, negli ultimi anni, si registra da parte delle imprese un aumento del livello di adozione di pratiche circolari che spaziano dal design sostenibile ai servizi che permettono di allungare la vita del prodotto, segnalando un approccio sempre più integrato lungo l’intera filiera produttiva. La trasformazione dei modelli di business in ottica 'circolare' comporta per le imprese italiane vantaggi significativi sul fronte economico, quali ad esempio: valorizzazione degli scarti, riduzione dei costi di produzione, rafforzamento del marchio, minore probabilità di default e una maggiore generazione di cassa da destinare all’investimento". Non solo: "L’economia circolare rappresenta, inoltre, un fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo, perché rafforza l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimola l’innovazione e l’avanzamento delle tecnologie". Guardando al futuro, però, non mancano le sfide da affrontare. "Servono investimenti forti su larga scala, puntando al potenziamento delle filiere, ma diventa fondamentale anche rafforzare il mercato delle cosiddette 'materie prime seconde', che derivano da scarti - osserva Cozzolino - Accanto a ciò è senz’altro necessario favorire accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile delle materie prime e potenziare la sensibilizzazione dei consumatori. La finanza rappresenta una leva strategica per orientare gli investimenti grazie a prodotti finanziari dedicati e al ruolo chiave degli Istituti Nazionali di Promozione, come Cassa Depositi e Prestiti per l’Italia". In questo quadro, sottolinea, "l’economia circolare ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp. Le principali priorità di intervento riguardano sia la massimizzazione del recupero di materia e di energia a favore della chiusura del ciclo di rifiuti sia il potenziamento delle filiere innovative del riciclo e del riuso. In queste aree, Cdp interviene principalmente concedendo finanziamenti a favore di imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni e offrendo, a queste ultime, servizi di Advisory nelle fasi di programmazione, progettazione e implementazione degli investimenti". La spinta nella direzione della circolarità può arrivare anche dall'Europa grazie alle norme approvate e in via di definizione. "La normativa europea costituisce una leva strategica che può consentire all’Italia di accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale circolare e competitivo. Un esempio è rappresentato dall’adozione, avvenuta nel dicembre 2024, del Regolamento Ue che punta a rafforzare la circolarità nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio", ricorda. "Sono poi sicuramente destinati ad avere particolare rilievo il Clean Industrial Deal, che si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità dell’economia europea al 2030, e il Circular Economy Act, atteso per questo anno. Con quest’ultimo si punterà a creare un comune framework legislativo, promuovere un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie a livello Ue e definire un quadro univoco ed aggiornato per la raccolta e il riciclo dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In aggiunta a ciò, sarebbe utile raggiungere una maggiore armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore e dei criteri sull’End of Waste, con una semplificazione delle procedure", conclude.