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(Adnkronos) - Una violenta lite in centro tra rider, di fronte ai locali in attesa di ricevere il cibo da consegnare. E' accaduto ieri sera a Milano, dove un ragazzo di 29 anni di origine pakistana, irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per tentato omicidio. Il fatto è avvenuto intorno alle 21. Gli agenti della sesta sezione della squadra mobile di Milano, impegnati in un servizio di controllo in abiti civili, transitando in piazza Oberdan hanno notato i due rider litigare tra loro e in forte stato di agitazione. Uno dei due, un cittadino afghano di 28 anni, visti gli agenti ha chiesto aiuto mostrando loro alcune ferite e indicando il 29enne pakistano, che stringeva in mano un coltello. I poliziotti hanno immediatamente allertato i soccorsi e messo in sicurezza la zona, bloccando il presunto aggressore che, nel frattempo, aveva lasciato l'arma all’interno del portavivande della sua bicicletta. Gli accertamenti svolti nell’immediatezza dal personale della squadra mobile con l’ausilio della polizia scientifica e la visione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’aggressione. Le ferite, risultate compatibili con l’arma gettata dal 29enne, hanno trovato riscontro sui capi di vestiario, indossati dalla vittima al momento dell’aggressione. Al termine degli accertamenti, il giovane è stato accompagnato al carcere di San Vittore. La vittima è stata trasportata in codice giallo all'ospedale Niguarda con ferite sul torace, alla schiena e al gluteo.
(Adnkronos) - In un contesto di contrazione per il mercato della somministrazione di lavoro (–0,8% rispetto al 2024), Iziwork chiude il 2025 con risultati in controtendenza. A trainare le performance dell’azienda sono alcuni comparti particolarmente dinamici. In testa l’automotive, che segna un incremento record del 102% su base annua. Seguono il settore gomma-plastica, in crescita del 50%, e il turismo, che conferma il suo slancio con un +44%. Positivi anche i servizi (+33%) e il retail, che registra comunque un aumento dell’11%. Sul fronte delle professioni più richieste, spiccano i ruoli di sales assistant, figure commerciali e tecnici specializzati nei diversi comparti. Nel turismo, invece, la domanda si concentra su tutte le principali figure legate alla ristorazione e all’accoglienza. Guardando al futuro, Iziwork punta a un ulteriore sviluppo attraverso l’apertura di nuovi hub e il rafforzamento di divisioni specializzate. “Nel 2025 - commenta Alessia Giorio, worker acquisition manager - abbiamo osservato un mercato del lavoro dinamico, ma al tempo stesso più selettivo e segmentato rispetto al passato. In questo scenario, la differenza non è determinata solo dal volume delle candidature, ma dalla capacità di attivare rapidamente i canali più efficaci e intercettare candidati in linea con le esigenze delle aziende. I risultati ottenuti nei settori dei servizi, del retail e dell’hospitality confermano l’efficacia del nostro approccio, basato su una forte presenza sul territorio, sulla qualità dell’attraction e sulla vicinanza ai clienti. Oggi il recruiting richiede velocità, capacità di leggere i trend e una relazione continua con il mercato: sono questi gli ambiti su cui continueremo a investire”. Fondata in Francia nel 2018 e acquisita nel 2023 dal gruppo Proman, leader nel mercato del lavoro temporaneo e delle risorse umane, Iziwork è approdata in Italia nel 2020 introducendo un modello di business innovativo, fortemente basato sulla tecnologia. L’utilizzo di intelligenza artificiale e analisi dei dati in tempo reale consente infatti di ridurre tempi e costi nella ricerca del personale, posizionando l’azienda come partner strategico per le imprese. Dal 2021 è iniziato un percorso di espansione e consolidamento sul territorio italiano, con l’apertura dei primi otto hub regionali, tra cui Brescia, Bergamo, Torino, Parma, Pordenone, Verona, Roma, Ancona, oltre alla sede centrale di Milano. Un modello che permette di centralizzare le funzioni chiave e garantire una copertura territoriale più ampia rispetto alle agenzie tradizionali, mantenendo al contempo elevati standard di servizio. Attualmente Iziwork conta 110 dipendenti diretti e una presenza diffusa in diverse regioni italiane, tra cui Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Marche. E', inoltre, prevista una nuova apertura a Crema, a conferma del percorso di crescita intrapreso. www.iziwork.com
(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.