ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la salute dei più piccoli, per la prevenzione dell'obesità e di altre malattie croniche future. E' la A di 'Alimentazione corretta', il nuovo episodio del vodcast 'Le 6 A - La salute si costruisce da piccoli', realizzato da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip), online da oggi sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com. Secondo i dati del sistema di sorveglianza 'Okkio alla Salute' dell'Istituto superiore di sanità, in Italia 1 bambino su 3 presenta problemi di sovrappeso o obesità. Si tratta di un dato - spiega il vodcast - che colloca il nostro Paese al quarto posto in Europa per eccesso ponderale in età infantile: un risultato che appare paradossale nella patria della dieta mediterranea. Allo stesso tempo, l'Italia è il primo Paese al mondo ad aver riconosciuto per legge l'obesità come malattia. Sull'argomento intervengono Rino Agostiniani, presidente Società italiana di pediatria; Elena Scarpato, membro del consiglio direttivo Sip, e Riccardo Fargione, direttore Fondazione Aletheia. "In Italia - ricorda Scarpato - il 10% dei bambini tra i 5 e i 19 anni vive in condizioni di obesità, mentre il 19% è in sovrappeso". Un fenomeno che risente anche delle disuguaglianze socio-economiche, poiché "queste prevalenze sono ancora maggiori quando abbiamo condizioni socio-economiche più svantaggiate. L'obesità infantile - sottolinea - è associata a un rischio più elevato di sviluppare patologie croniche non trasmissibili, con ripercussioni che possono estendersi all'età adulta". Tra le cause principali emergono abitudini alimentari non corrette e sedentarietà. "Fino all'11% dei bambini non consuma la prima colazione - elenca Scarpato - quasi il 70% consuma a metà mattina merende troppo abbondanti ed eccessivamente caloriche, e quasi il 30% ha un consumo di frutta e verdura inadeguato". Inoltre "è molto diffuso l'abuso di snack e alimenti ultraprocessati, che hanno effetti negativi sulla salute". A questo si aggiunge il dato che "quasi il 20% dei bambini non svolge attività fisica regolare e quasi la metà dei bambini tra i 6 e i 7 anni trascorre più di 2 ore al giorno davanti a schermi". Il fatto di aver definito in Italia, primo Paese al mondo, per legge "che l'obesità rappresenta una malattia, è un passaggio estremamente importante", commenta Agostiniani. Tuttavia, "il timore è che molte delle misure previste, soprattutto in ambito educativo e preventivo, possano avere difficoltà a strutturarsi. Andrà quindi monitorata attentamente l'applicazione della legge, soprattutto nelle regioni dove il problema è più diffuso". Tra i principali fattori di rischio emergono gli alimenti ultraprocessati. "Sono cibi che contengono una molteplicità di additivi, spesso di natura chimica sintetica, associati allo sviluppo di patologie croniche non trasmissibili - descrive Fargione - Questi prodotti possono contenere anche 40, 50 o 60 ingredienti". Il modo più semplice per riconoscerli è leggere attentamente le etichette: "Quando troviamo liste molto lunghe o ingredienti indicati con sigle e numeri che non utilizziamo nelle nostre cucine, quello è un campanello d'allarme". Secondo Agostiniani, il problema è duplice: "Si tratta di prodotti ad alto apporto calorico, ma con limitato senso di sazietà. Inoltre, alcuni componenti possono interferire con le funzioni dell'organismo favorendo lo sviluppo di patologie croniche". Per prevenire sovrappeso e obesità, nel corso del vodcast gli esperti sottolineano l'importanza di adottare uno stile di vita sano fin dall'infanzia. "E' importante che almeno 5 pasti a settimana vengano consumati in famiglia e che i bambini seguano 5 pasti al giorno senza saltare la colazione", chiarisce Scarpato. Fondamentale anche il rispetto dei principi della dieta mediterranea e "consumare regolarmente frutta, verdura e legumi, limitare le carni rosse e privilegiare cereali integrali e olio extravergine di oliva". Non meno importante l'attività fisica, a cui il vodcast dedica un episodio. "I bambini - rimarcano i pediatri - dovrebbero svolgere almeno 60 minuti al giorno e limitare il tempo davanti agli schermi". Affrontare il tema del peso richiede particolare però sensibilità. "Etichettare o colpevolizzare i ragazzi non aiuta - avverte Agostiniani - Frasi che sembrano dette con finalità positive possono creare frustrazione e peggiorare l'equilibrio psicologico". Per il presidente Sip è meglio puntare su un approccio positivo. Il suggerimento è di "decidere insieme cosa mangiare: proporre attività condivise aiuta i ragazzi a intraprendere cambiamenti salutari". In ogni caso, "è fondamentale investire in educazione alimentare partendo dalle scuole e migliorando la qualità delle mense scolastiche", sottolinea Fargione, evidenziando anche la necessità di contrastare "un marketing aggressivo che incide sulle scelte alimentari dei bambini". Per Agostiniani la scuola rappresenta un presidio fondamentale. "Può essere - osserva - il luogo dove tutti possono entrare in un meccanismo virtuoso di educazione alla salute". Ma serve anche "un'alleanza tra famiglie, istituzioni, scuola e pediatri per diffondere le regole di una dieta sana e dell'attività fisica", conclude Scarpato, mentre Agostiniani si rivolge direttamente ai più giovani: "Non rincorrete il corpo giusto per gli altri, ma trovate il giusto rapporto con il corpo che la natura vi ha dato". L'episodio completo del vodcast con le '6 A' per crescere bene è disponibile sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.
(Adnkronos) - "Con grande entusiasmo ho accettato l'invito ad aprire i lavori di questi due giorni dedicati alla Dirigenza dell'Inps. Questo incontro rappresenta un'opportunità preziosa per riflettere insieme e confrontarsi su cinque valori cardine, che possono fungere da bussola per ogni azione, decisione e interazione all'interno della comunità nazionale, con particolare riferimento alla vostra organizzazione. Questi valori non sono semplici parole, ma rappresentano la nostra identità collettiva. Attraverso di essi, possiamo costruire un linguaggio comune che favorisca una comprensione condivisa di cosa significhi operare con integrità ed equità”. A dirlo Marina Elvira Calderone, la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, nel corso della Conferenza nazionale della Dirigenza Inps, dal titolo ‘La forza dei valori’, svoltasi a Roma. “Oggi e domani prenderà vita il progetto "La Forza dei Valori" - prosegue Calderone - un percorso concepito per e con la Dirigenza dell'Inps. Questi giorni di confronto e di visione strategica permetteranno di chiarire ancora meglio l'identità e le strategie dell'Istituto nel contesto attuale, proiettandolo verso un futuro innovativo e sostenibile, sostenuto da un’agenda che alla base ha l’etica e l’innovazione”. "Sono anche lieta di cogliere l'occasione per fare il punto sulle tante attività che stiamo costruendo insieme. Penso all'implementazione di strumenti come Siisl e Appli, quest'ultimo un assistente virtuale progettato per supportare i giovani nel loro percorso di orientamento formazione e inserimento lavorativo, che rappresenta un passo significativo verso l'inclusione e l'empowerment dei giovani, contribuendo a ridurre il numero di Neet nel nostro Paese". Il mondo del lavoro attraversa un momento particolare: "Viviamo in un’epoca in cui coesistono per la prima volta cinque generazioni al lavoro, e proprio la centralità del lavoro emerge come una priorità nella nostra strategia. È necessario delineare una visione chiara capace di rendere concreti obiettivi di inclusione, incrementare la produttività e migliorare le politiche retributive, affrontando al contempo la sfida del calo demografico. È essenziale rafforzare questa dinamica occupazionale, superando le logiche conflittuali e promuovendo un'alleanza intergenerazionale di competenze". Infine il ministro guarda al futuro: "È un onore per noi intraprendere questo percorso e affrontare insieme le sfide future. Il nostro impegno comune sarà fondamentale per garantire un futuro ricco di opportunità e crescita per tutte le generazioni. In un contesto complesso come quello attuale, lavoro e formazione sono diventati pilastri fondamentali per un nuovo modello di cooperazione e gestione dei flussi migratori. Stiamo costruendo un paradigma operativo che attira l'attenzione a livello internazionale, sottolineando l'importanza del nostro Sistema Paese e della sua capacità di adattarsi ai cambiamenti globali".
(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.