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(Adnkronos) - Freddo sull'Italia e primavera in stand-by. Quella astronomica è ufficialmente sbocciata, ma il calendario sembra non andare di pari passo con il termometro. Dopo un avvio di marzo che aveva illuso molti con i primi tepori fuori stagione, lo scenario meteorologico ha subito una brusca virata, riportandoci in un contesto decisamente più instabile e dai connotati tipicamente invernali. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la stagione primaverile sta faticando a ingranare sul fronte termico e atmosferico. Nonostante il passaggio astronomico, le temperature si mantengono su valori in media o leggermente al di sotto, con una circolazione fresca che sta penalizzando gran parte della Penisola. Anche in questo weekend, un nucleo d’aria fredda in quota sta favorendo nevicate abbondanti sulle Alpi, con sorprese fino a 500 e 600 metri di quota sul Piemonte attese nella giornata di oggi domenica 22 marzo. In particolare, sul Cuneese, non si esclude qualche fiocco in arrivo fin sulle strade cittadine. Per l’arco alpino invece si tratta di una nuova e abbondante imbiancata: sopra i 1000-1500 metri sono attesi tra i 20 e i 30 centimetri di neve fresca entro lunedì mattina. Il resto del Paese non resta a guardare, con un contesto che rimane marcatamente fresco e instabile, con la possibilità di rovesci sparsi, alternati a timide schiarite. Questa configurazione, se da un lato allontana l'idea del primo caldo primaverile, dall'altro garantisce un'aria estremamente limpida e un ricambio atmosferico costante, fondamentale per la qualità dell'aria nei grandi centri urbani, soprattutto dopo la stasi atmosferica di inizio mese. Le sorprese non sembrano finire qui, poiché la nuova settimana promette novità importanti e ulteriori scossoni. Gli ultimi aggiornamenti indicano infatti che tra mercoledì e giovedì potrebbe verificarsi un nuovo afflusso di aria molto fredda proveniente direttamente dal Nord Europa, confermando una seconda metà di marzo estremamente dinamica e tutt'altro che proiettata verso la stabilità primaverile. Domenica 22. Al Nord: piogge al Nord-Ovest, neve fino a 500-600 metri, nuvoloso altrove. Al Centro: variabile, alcuni rovesci pomeridiani. Al Sud: instabile in Sicilia, parzialmente nuvoloso altrove. Lunedì 23. Al Nord: poco nuvoloso. Al Centro: instabilità pomeridiana su Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, meglio in Toscana. Al Sud: piogge e rovesci sparsi, specie al pomeriggio. Martedì 24. Al Nord: stabile e poco nuvoloso. Al Centro: sereno o poco nuvoloso. Al Sud: variabile con rovesci sui monti, specie in Sicilia e Calabria. Tendenza: vortice freddo con vento forte e instabilità anche nevosa a bassa quota tra mercoledì e giovedì.
(Adnkronos) - "La Scialuppa Crt, che da 28 anni lavora sul territorio di tutto il Piemonte e della Valle d'Aosta, può essere un utile attrezzo per i consulenti del lavoro affinché possano comunicare alle famiglie in difficoltà dei loro clienti come poter uscire da tali difficoltà". Così Ernesto Ramojno, presidente di La Scialuppa Crt, ha commentato la firma del protocollo con l'Ordine dei Consulenti del Lavoro per il sostegno ai lavoratori in situazioni di difficoltà finanziaria, nell'ambito del congresso interregionale dei consulenti del lavoro Piemonte e Valle d'Aosta a Torino. "Noi di Scialuppa Crt - dice - siamo 40 persone, tutti volontari, l'apporto che offriamo quindi è completamente gratuito. Abbiamo ottenuto contributi per 12 milioni, di cui 7 dal ministero dell'Economia e Finanze, nella cui graduatoria siamo i primi in Piemonte e i terzi in Italia. Per cui ora siamo pronti a offrire la consulenza del lavoro richiesta, prima di tutto attraverso incontri e convegni come questo, e poi intervenendo direttamente per aiutare queste persone in difficoltà".
(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio - spiega il Cnr in una nota - ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati. “Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell’Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”, afferma Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto. Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare. Le differenze regionali risultano marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi. “I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”, conclude Collalti. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”. Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche. “Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”, conclude Collalti.