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(Adnkronos) - Nella drammatica vicenda del bimbo di 2 anni a cui è stato trapiantato a Napoli un cuore danneggiato, "è molto difficile giudicare la scelta dei chirurghi". Dai dati disponibili "l'impressione è che l'errore fondamentale sia stato fatto in partenza, cioè quando è stato inviato un cuore conservato male con ghiaccio secco invece che con ghiaccio normale". La decisione successiva dei cardiochirurghi di impiantare comunque l'organo "potrebbe essere legata alla mancanza di alternative valide", riflette con l'Adnkronos Salute Luigi Chiariello, cardiochirurgo di lungo corso, già docente all'università di Roma Tor Vergata, che nel 2012 operò papa Ratzinger. Nei protocolli degli ospedali, spiega Chiariello, "quando sta partendo un cuore per il trapianto già si comincia a operare il paziente che deve riceverlo, per fare rapidissimamente l'impianto. Anche in questo caso immagino che all'arrivo dell'organo il torace del piccolo era stato già preparato per accettare l'organo, in modo da ridurre i tempi fra la donazione e l'impianto. Per cui è probabile che quando è arrivato questo cuore il bimbo era già stato operato. A quel punto che fare? Tornare indietro per i dubbi sulla conservazione? Interrompere l'intervento? Con quale alternativa? Magari il nuovo cuore avrebbe potuto fare da 'ponte' in attesa di un altro trapianto? Penso che possa essere successo questo. I cardiochirurghi possono aver ritenuto, nei tempi rapidissimi della decisione, meno pericoloso mettere questo cuore piuttosto che richiudere un bambino senza avere alternative". Certo, continua Chiariello, "tutto questo andava detto ai parenti, andava spiegato che era stata fatta la scelta meno rischiosa. Anche perché trovare un cuore di un bambino piccolino non è una cosa facile, considerando che il donatore deve essere un bimbo deceduto per altre cause", conclude lo specialista secondo il quale i chirurghi che hanno operato molto probabilmente "hanno cercato di fare il meglio in quel momento. E forse non avevano neanche la certezza che la conservazione fosse stata fatta male".
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - Al via la sesta edizione del Premio Demetra, il riconoscimento dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - in collaborazione con SalernoLetteratura Festival. Il bando è aperto alle opere pubblicate da editori indipendenti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026 (con un periodo più esteso per la graphic novel: dal 1° gennaio 2022 al 31 gennaio 2026). Le candidature possono essere inviate fino al 31 marzo 2026 attraverso la procedura indicata sul sito www.comieco.org. Il Premio si articola in quattro sezioni: saggistica, narrativa, graphic novel (italiana e tradotta) e libri per ragazzi. Il vincitore di ciascuna categoria riceverà un premio in denaro di 1.500 euro. I riconoscimenti per saggistica, narrativa e graphic novel saranno assegnati a giugno nell’ambito di SalernoLetteratura, mentre il premio per la sezione dedicata ai ragazzi verrà consegnato a luglio durante l’Elba Book Festival, confermando la continuità tra i due appuntamenti culturali. Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Demetra ha raccolto finora oltre 300 opere candidate e premiato 24 autori, contribuendo alla valorizzazione della letteratura dedicata a ambiente e sostenibilità. Dopo cinque anni, ospitati dall’Elba Book Festival – dove il premio ha consolidato identità e comunità – l’edizione 2026 approda a Salerno, ampliando pubblico e prospettive senza interrompere il legame con le sue origini. L’edizione 2026 si svolge con il supporto di: Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Fondazione Symbola, Salerno Pulita, 100% Campania, Boccia Industria Grafica S.p.A. e Banco di Lucca e del Tirreno S.p.A. La giuria del Premio Demetra è composta da: Ermete Realacci (Presidente), Carlo Montalbetti (Comieco), Duccio Bianchi (Responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Giorgio Rizzoni (Responsabile didattico) e Paolo Barcucci (curatore di mostre).