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(Adnkronos) - Il salto, la rotazione e la caduta rovinosa. Le Olimpiadi di Milano Cortina per Lindsey Vonn sono durate 13 secondi e qualche decimo. Nella discesa libera di oggi, 8 febbraio, la 41enne statunitense è stata protagonista di un grave incidente in gara. L'americana ha perso l'equilibrio nel primo salto in pista ed è crollata sul tracciato tra grida di dolore. Gli sci non si sono staccati, hanno fatto perno sul terreno aggravando ulteriormente una situazione già molto complicata: Vonn si è presentata al cancelletto di partenza con il ginocchio sinistro indebolito dalla lesione al legamento crociato anteriore riportata pochi giorni prima dei Giochi. La statunitense, che in carriera ha vinto 12 volte sulla pista Olimpia delle Tofane, non ha voluto rinunciare all'appuntamento a cinque cerchi, presumibilmente l'ultima grande avventura di una carriera stellare. Nelle prove cronometrate dei giorni scorsi, l'americana si era mostrata pienamente competitiva e sui social aveva puntualmente risposto a chi, tra un tweet e l'altro, sollevava dubbi sull'entità dell'infortunio o sull'opportunità di scendere in pista. Il dibattito, prevedibilmente, ha ripreso vigore oggi, dopo il drammatico incidente. Il ginocchio lesionato ha condizionato l'atleta e, in qualche modo, 'provocato' la caduta? Difficile, se non impossibile, esprimere un giudizio dall'esterno. Nella gara ci sono state altre cadute, con un infortunio occorso a Cande Moreno. L'atleta di Andorra è caduta nel finale e, come Vonn, è stata portata via dall'elicottero. L'analisi delle immagini e delle foto ha permesso di evidenziare un dettaglio probabilmente determinante per stabilire la dinamica della caduta della statunitense. Una foto scattata nelle fasi iniziali della discesa, subito prima del salto fatale, ha immortalato l'atleta statunitense in azione: il braccio destro si è infilato all'interno della porta e di fatto si è trasformato in un perno micidiale. In un tratto a velocità elevata, la rotazione ha fatto letteralmente volare Vonn che non ha nessuna possibilità di riprendere il controllo degli sci. Gli attrezzi non si sono staccati al momento dell'impatto al suolo e ancorano le ginocchia dell'atleta, che si è ritrovata in posizione innaturale, con il rischio di un nuovo grave infortunio. Vonn è stata trasportata inizialmente al Punto medico avanzato e da lì, dopo i controlli, portata in 'ambulanza all'ospedale di Cortina. In un secondo momento la sciatrice è stata trasferita con l'elisoccorso all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Le condizioni della 41enne non sono note nei dettagli: "Lindsey Vonn ha riportato un infortunio ma è in condizioni stabili ed è in ottime mani con un team medico americano e italiano", le informazioni diffuse in giornata dalla selezione a stelle e strisce, l'U.S. Ski and Snowboard Team.
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.