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(Adnkronos) - Francesca Lollobrigida entra definitivamente nella leggenda dello sport italiano. Con l'oro conquistato nei 5000 metri a Milano-Cortina, dopo quello già storico nei 3000, la pattinatrice laziale diventa l'azzurra più vincente di sempre nella pista lunga ai Giochi Olimpici, raggiungendo il quarto podio olimpico della carriera e proiettandosi nell'élite insieme a icone come Compagnoni, Wierer, Brignone, Piller Cottrer e Vanzetta. Dopo aver incantato nel giorno del suo 35° compleanno con il trionfo nei 3000 metri – impreziosito dal record olimpico di 3'54"28 – Lollobrigida ha firmato il bis nei 5000 con il tempo di 6'46"'17, al termine di una gara perfetta per gestione, lucidità e carattere. Per l'Italia è il sesto oro di questi Giochi, per lei il secondo personale. Sotto pressione per l'eccellente riferimento cronometrico dell'olandese Marijn Conijn, l'azzurra ha messo in pista una strategia impeccabile: partenza aggressiva, controllo nella fase centrale e una progressione devastante nel finale. "Negli ultimi due giri ho tirato fuori il 200 per cento – ha spiegato – nel piano studiato con i miei allenatori volevo l'aiuto del pubblico e l'ho sfruttato a pieno". Se i 3000 metri restano la sua distanza del cuore, i 5000 hanno ormai assunto un valore speciale. "L'anno scorso ho vinto il titolo mondiale sui 5000 e volevo davvero riconfermarmi con un oro olimpico nella stessa distanza", ha raccontato, sottolineando come questa gara sia stata affrontata con maggiore consapevolezza tattica. "Sapevo che doveva essere una gara più intelligente: essendo nell'ultima batteria potevo sfruttare i tempi delle avversarie. Per vincere dovevo fare il mio record personale e quello italiano". A darle ulteriore carica, anche l'oro di Federica Brignone. "Ti possono dire che è impossibile e magari lo credi anche tu. Anch'io ho vissuto un momento difficile in stagione, ma solo noi sappiamo rendere le cose possibili". Dopo il podio, il pensiero è andato subito alla famiglia. Lollobrigida ha chiamato il figlio Tommaso e la mamma, parlando di una promessa mantenuta: "Non quella dell'oro, ma di divertirmi, di ritrovare il sorriso e di non sentire la pressione". Il piccolo non era sugli spalti, impegnato nella festa di Carnevale vestito da pompiere: "È stato meglio così, spero torni per la mass start". E proprio alla mass start guarda ora l'azzurra, consapevole delle incognite: "È un terno a lotto, è una gara di squadra e può succedere di tutto. Ma avrò il pubblico dalla mia parte e darò il massimo". Milano-Cortina ha incoronato la sua regina azzurra. (di Andrea Persili)
(Adnkronos) - Come gli anni passati l'Istituto nazionale tributaristi (Int) aderisce all'iniziativa 'M'illumino di Meno 2026', giunta alla XXII edizione. Gli studi dei tributaristi Int spegneranno le luci e ogni supporto elettronico, non essenziale, alle ore 18,00 di lunedì 16 febbraio per partecipare attivamente e supportare gli scopi della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2. Una piccola iniziativa, quella dei tributaristi, "ma significativa, per riflettere sul problema energetico, soprattutto in questo contesto di guerre e di riduzione di investimenti sulla transizione ecologica. Grazie pertanto a chi ci ricorda problematiche spesso al di fuori della nostra quotidianità, ma che invece sono parte vitale proprio della nostra quotidianità. Avere consapevolezza del problema energetico è estremamente importante, dare un segnale di attenzione è necessario. I tributaristi Int ci sono", spiega la nota. Il presidente dell’Int, Riccardo Alemanno ha dichiarato: “Aderisco all'iniziativa promossa dall'Istituto nazionale tributaristi (Int) a sostegno della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e della campagna radiofonica della trasmissione Caterpillar su Rai Radio2, come presidente nazionale l'ho chiesto alle mie colleghe e ai miei colleghi e io ho già aderito, consapevolmente, per non dimenticare l’importanza vitale del problema energetico”.
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.