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(Adnkronos) - Tre arresti e ventiquattro denunciati dalla polizia di Stato per gli scontri di ieri a Torino durante il corteo per Askatasuna. Tra gli arrestati anche un ventiduenne, proveniente dalla provincia di Grosseto, per l'aggressione al poliziotto Alessandro Calista. Arrestato, in flagranza differita, è accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni: il giovane è stato individuato attraverso l’analisi di alcuni filmati tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione all'agente del Reparto Mobile di Padova. Il ventiduenne è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale, essendo stato ripreso in un'altra occasione mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell’ordine e per rapina in concorso, facendo parte del gruppo che oltre a cagionare lesioni al poliziotto, lo ha anche privato dello scudo, dell’U-bot e della maschera antigas. La manifestazione nazionale di ieri, indetta in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna dello scorso 18 dicembre, ha visto i due spezzoni partiti dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova ricongiungersi, attorno alle 16, in corso Cairoli a quello partito dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, composto dai collettivi universitari e dalla gran parte dei centri sociali di tutto il territorio nazionale: il corteo, che ha raggiunto complessivamente le 20.000 unità, ha poi proseguito verso Corso San Maurizio - spiega la polizia in una nota - Qui, poco prima di raggiungere l’intersezione con Corso Regio Parco, circa 1.500 soggetti, dopo aver acceso una fitta coltre di fumogeni, si sono travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna, e si sono diretti, compatti, su Corso Regina Margherita in direzione dello sbarramento dei reparti posti a protezione della sede di Askatasuna, mentre il resto del corteo si è attestato all’imbocco di Corso Regio Parco, permanendovi per tutta la durata degli scontri. Proprio nelle fasi del travisamento alcuni antagonisti hanno aggredito una giornalista e la sua troupe televisiva, le cui attrezzature sono state distrutte. Il gruppo dei 1.500 travisati ha poi occupato le tre carreggiate di Corso Regina Margherita, sferrando una molteplicità di attacchi all’indirizzo dei contingenti delle forze dell’ordine utilizzando scudi protettivi in lamiera, lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta ed esplodendo batterie di artifici pirotecnici con l’utilizzo di tubi di lancio artigianali, oltre a materiale vario recuperato successivamente (pezzi di selciato e componenti di cartellonistica stradale). Per rendere più difficoltosa l’azione dei reparti inquadrati, che hanno risposto ai violenti attacchi con l’uso dell’idrante, dei lacrimogeni e con puntuali azioni di respingimento, i facinorosi hanno anche realizzato barricate con cassonetti e altro materiale dato alle fiamme. In questi frangenti, un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino è stato dato alle fiamme, mentre un operatore del 2^ Reparto Mobile della polizia di Stato di Padova è stato ripetutamente colpito da un gruppo di una decina di soggetti con calci, pugni, oggetti contundenti e colpi di martello, venendo poi soccorso da altro personale di polizia. Nonostante i ripetuti attacchi, spiega la polizia in una nota, attraverso un’efficace movimentazione dei reparti inquadrati, è stato possibile respingere progressivamente i facinorosi sulla sponda opposta del fiume Dora, verso l’esterno città, dove comunque le azioni violente sono proseguite su Corso Regio Parco, fino al definitivo deflusso di tutti i manifestanti. Sono stati anche danneggiati arredi urbani, una filiale di un istituto bancario e un supermercato di corso Regina Margherita. A seguito degli attacchi in cui sono rimasti feriti circa un centinaio di operatori delle forze di polizia, la Digos della Questura torinese ha arrestato in flagranza di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, e il 22enne che faceva parte del gruppo responsabile della violenta aggressione al poliziotto. Durante le violente aggressioni gli agenti sono riusciti a bloccare 24 persone, accompagnate presso gli uffici della Questura di Torino dove sono state identificate e denunciate a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità: sequestrato diverso materiale per il travisamento, oggetti atti all’offesa come sassi, custoditi negli zaini, chiavi inglesi, frombole e coltelli. Nel corso dei servizi preventivi coordinati da personale della Digos di Torino, con la collaborazione di pattuglie e operatori messi a disposizione dei Compartimento Polizia Stradale, Compartimento Polizia Ferroviaria e Reparto Prevenzione Crimine e Zona Polizia di Frontiera piemontesi, nelle giornate del 29, 30 e 31 gennaio, sono stati complessivamente controllati e identificati sulle principali tratte stradali e ferroviarie per Torino e presso l’aeroporto di Caselle, 772 soggetti, di cui 54 stranieri (35 francesi, 3 turchi, 2 svizzeri, 2 marocchini, 2 spagnoli, 2 polacchi, un inglese, un tedesco, un belga, un australiano, un greco, uno sloveno, un nepalese e un messicano). Nell’occasione, il questore della provincia Torino, Massimo Gambino, ha emesso diverse misure di prevenzione predisposte dagli specialisti della Divisione Anticrimine nei confronti di soggetti trovati in possesso di maschere antigas, passamontagna e oggetti atti al travisamento e a offendere o gravati da precedenti penali e di polizia denotanti pericolosità sociale: in particolare, 30 fogli di via obbligatori, della durata da sei mesi a 4 anni, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso ai locali pubblici.
(Adnkronos) - "L’accordo commerciale tra India e Unione europea rappresenta un momento storico, espressione di un crescente allineamento di valori, artigianato e visione economica tra le due regioni. Per i brand indiani con una mentalità internazionale, questa intesa apre non solo nuove opportunità commerciali, ma anche un dialogo culturale e creativo di grande valore". A commentare i recenti accordi commerciali tra India e Unione europea, con Adnkronos/Labitalia, è Kapil Chopra, founder & Visionary di Diviana, marchio di riferimento nell'arredamento di lusso creato nel 2009 che si è velocemente imposto nel mercato asiatico distinguendosi per il suo impegno a superare i confini dell'eleganza e dell'innovazione proponendo un connubio tra l'antica tradizione artigianale indiana e una sensibilità̀ contemporanea. Il brand, per il recente debutto europeo, ha scelto Milano dove ha inaugurato il primo Flagship Store in via Monte di Pietà 13/1, all’interno del celebre Montenapoleone District. “In Diviana, la decisione di entrare in Europa - racconta - è stata presa ben prima dell’accordo tra India e Unione europea. È nata dalla nostra convinzione che l’artigianato indiano, se abbinato alla sensibilità del design europeo contemporaneo, abbia un ruolo naturale nel panorama del lusso globale. Questo accordo rafforza tale visione e conferma la validità di una strategia di lungo periodo che avevamo già intrapreso. Abbiamo scelto Milano perché la città rappresenta un riferimento globale per design, artigianato e lusso. L’accordo non crea l’opportunità, quindi, ma ne rafforza la validità, confermando una strategia di lungo periodo che Diviana aveva già definito e che oggi si concretizza attraverso una presenza europea solida e consapevole". "Milano - spiega - rappresenta il centro strategico della nostra espansione europea: una scelta studiata, non casuale. Il nostro ingresso nel mercato europeo precede l’accordo India–Ue, e oggi questa intesa conferma che la nostra visione è pienamente coerente con i nuovi scenari del commercio internazionale. Per Diviana, l’Europa è un capitolo già aperto, e l’accordo lo rafforza. Il nostro percorso nasce dall’incontro tra radici artigiane indiane e una visione contemporanea del lusso. In Europa vogliamo raccontare questa identità attraverso prodotti sostenibili, raffinati e culturalmente significativi. Milano è il luogo in cui questa visione trova una dimensione concreta, unendo tradizione e innovazione in un dialogo continuo". Sotto la guida di Chopra e dell’Art Director Marco Corti, il marchio è cresciuto fino a diventare un simbolo di raffinatezza con prodotti esclusivi che rispondono alle esigenze di una clientela raffinata e cosmopolita. Supportata da un team dedicato di 800 professionisti esperti e maestri artigiani, Diviana ha completato con successo oltre 50 progetti solo nell'ultimo anno. “Il design - sostiene Chopra - è un linguaggio universale che spesso anticipa le decisioni politiche e crea ponti tra culture diverse. In Diviana crediamo profondamente nella collaborazione tra la manifattura artigianale indiana e il progetto europeo come valore sia strategico sia culturale. L’accordo India-Ue non fa che confermare un percorso già avviato, rafforzando ulteriormente la nostra presenza e la nostra visione globale. Il nostro punto di forza è l’artigianato indiano, capace di dialogare con la sensibilità europea e di dare vita a prodotti che superano le barriere geografiche. Quando la qualità è autentica, il valore non conosce confini”. Prima di questo accordo, dunque, i prodotti già pensavano a un pubblico europeo. "La nostra proposta d’arredo - illustra - verte su due collezioni principali la Sublime Collection e la Q Collection, entrambe firmate dal nostro Art Director, l’italiano Marco Corti. La prima è una proposta pulita, chiara, mai serpeggiante né rigidamente geometrica, morbidezza controllata, mai lasciata all'abbandono e dove la qualità sartoriale dei materiali si veste di colori semplici, dettagli curati al minimo che non accecano né giocano, ma riposano: l'esatta definizione di colui che è maestro di sé stesso. L'ambiente di Sublime è infatti un luogo lussuoso e accogliente che favorisce la calma e le voci sommesse di chi comprende l'importanza delle parole e delle relazioni. Un luogo grammaticale, dove il pensiero è chiaro e l'interiorità spiega la bellezza dell'eleganza e della raffinatezza". "La Collezione Q è una famiglia di arredi con una forte personalità internazionale, il cui concetto si basa su tre qualità: Moderno, Minimale e Sofisticatezza. Forme morbide e colori cipria caratterizzano tutti i pezzi, creando un ambiente in cui ognuno contribuisce a raccontare un'identità unica. Queste caratteristiche distintive diventano il motore della realizzazione di ogni singolo articolo, infatti la collezione è pensata per creare un linguaggio contemporaneo nell'atmosfera domestica. Ogni singolo dettaglio è stato curato nei minimi particolari, dalle forme morbide, alla scelta di texture e colori tenui. Il mondo della Collezione Q si esprime non solo attraverso i singoli pezzi della collezione, ma anche nella capacità di trasformarla in uno 'stile di vita' in ogni ambiente e in ogni contesto interno”, conclude.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.