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(Adnkronos) - Consapevole di non poter competere con la superiorità militare americana, Teheran lavora da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un' "armada imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario. Nonostante l'indebolimento subito negli attacchi israeliani e americani della scorsa estate e le crescenti tensioni interne, il regime iraniano mantiene ancora un ventaglio articolato di possibili rappresaglie. Le leve a disposizione spaziano dal confronto militare diretto alla mobilitazione di gruppi alleati, fino all'uso dell'arma economica con effetti potenzialmente globali. "Il regime ha molte capacità da usare se considera il conflitto una guerra esistenziale. Se lo vede come uno scontro finale, potrebbe giocarsi tutte le carte", ha affermato Farzin Nadimi, senior fellow del Washington Institute, citato dalla Cnn. La prima opzione resta quella militare. L'Iran dispone di migliaia di missili e droni in grado di raggiungere le truppe Usa dislocate in diversi Paesi del Medio Oriente e Israele. A giugno, dopo un attacco a sorpresa israeliano, Teheran ha risposto con ondate di missili balistici e droni che hanno causato danni, superando in parte le difese aeree israeliane. Secondo fonti iraniane, gli arsenali sarebbero stati ricostruiti, mentre Washington ritiene che questi sistemi rappresentino ancora una minaccia concreta. Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha ricordato che "30-40 mila soldati americani sono schierati in otto o nove basi nella regione", tutti nel raggio di droni e missili balistici iraniani. Due funzionari Usa hanno detto alla Cnn che queste capacità rendono complesso un attacco risolutivo contro l'Iran. Teheran ha inoltre avvertito che eventuali raid provocherebbero ritorsioni anche contro gli alleati regionali degli Stati Uniti. La scorsa estate, dopo bombardamenti americani contro siti nucleari iraniani, l'Iran lanciò missili contro la base di al-Udeid in Qatar, la più grande installazione militare Usa nella regione. Accanto al confronto diretto, resta centrale la carta dei proxy. Negli ultimi anni Israele ha colpito duramente la rete regionale di alleati dell'Iran, riducendone la capacità di proiezione. Tuttavia, gruppi come Kataeb Hezbollah e Harakat al-Nujaba in Iraq, oltre a Hezbollah in Libano, hanno promesso sostegno a Teheran in caso di attacco. Il comandante di Kataeb Hezbollah, Abu Hussein al-Hamidawi, ha invitato i sostenitori dell'Iran "in tutto il mondo" a prepararsi a una guerra totale. Anche questa opzione, però, presenta limiti evidenti. Hezbollah è indebolito da oltre un anno di scontri con Israele e dalle pressioni interne per il disarmo. In Iraq, le milizie filo-iraniane devono fare i conti con un governo centrale sottoposto a crescente pressione Usa. Restano invece particolarmente attivi gli Houthi in Yemen, che con il sostegno iraniano hanno colpito Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Israele e navi americane nel Mar Rosso. L'arma più dirompente, secondo molti analisti, resta però quella economica. Teheran sostiene che un conflitto non resterebbe confinato al Medio Oriente. L'Iran, grande produttore di energia, controlla lo Stretto di Hormuz, da cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale e una quota rilevante di gas naturale liquefatto. La minaccia di chiuderlo potrebbe far impennare i prezzi dell'energia e innescare una recessione globale. "Anche interruzioni parziali potrebbero causare forti aumenti dei prezzi, problemi alle catene di approvvigionamento e un'impennata dell'inflazione", ha avvertito l'analista energetico, Umud Shokri. Sarebbe una mossa estrema, perché danneggerebbe anche il commercio iraniano e quello dei Paesi arabi vicini, molti dei quali stanno facendo pressione su Trump per evitare un attacco.
(Adnkronos) - “La crescita della nostra industria è un esercizio ed una missione collettiva che ci vede tutti attori protagonisti: imprese, banche e finanza, enti pubblici e privati. Ecco perché il protocollo con Cdp è una scelta strategica per l’Unione Industriali Torino”. Così Marco Gay, presidente degli industriali torinesi in occasione di una nuova tappa del roadshow di Cdp con Confindustria per illustrare le iniziative a sostegno dello sviluppo delle imprese del territorio. “Da parte nostra è costante l’impegno per la crescita dimensionale e il conseguente rafforzamento patrimoniale delle imprese”, ha aggiunto Gay ricordando che “abbiamo lanciato il progetto ‘Destinazione crescita’ per affrontare e sostenere la crescita delle nostre associate già protagoniste di filiere nazionali ed internazionali anche grazie al protocollo che abbiamo firmato con Simest. Siamo certi che la competitività oggi più che mai sia composta di innovazione, tecnologia e sostenibilità: è la nostra intelligenza industriale che dobbiamo potenziare e affermare”.
(Adnkronos) - “Le innovazioni tecnologiche di Culligan Purity sono molteplici e riguardano diversi ambiti: dalla filtrazione e sanificazione dell’acqua fino all’esperienza complessiva dell’utente. Tecnologie che operano in modo integrato all’interno del prodotto e vengono costantemente monitorate attraverso C-Sense, la nostra tecnologia proprietaria. Questo sistema ci consente di fornire informazioni preziose sia ai clienti sia all’azienda, permettendo interventi rapidi e mirati in caso di criticità e garantendo, al tempo stesso, un livello di servizio sempre elevato”. Così, oggi a Milano, Federico Lotta, director innovation di Culligan, realtà affermata nel campo dei sistemi di trattamento dell’acqua, partecipando al talk organizzato dall’azienda, ‘L’acqua del futuro è smart’, durante il quale sono state presentate le novità tecnologiche Culligan Purity, il sistema dedicato all’acqua fuori casa e Culligan Smart Modernity, dedicato invece all’indoor, entrambe espressione della strategia Culligan orientata a un ecosistema dell’acqua sempre più connesso e trasparente. Quando si parla di acqua in ambiente domestico, “il tema del calcare rappresenta uno dei problemi più diffusi, ma spesso sottovalutati - riflette Lotta - Non si tratta solo degli effetti visibili, come le incrostazioni sui lavandini o vetri della doccia, ma di conseguenze più profonde e potenzialmente costose, come i danni e le rotture degli elettrodomestici. Culligan Smart Modernity cambia questo paradigma”. “Grazie alla tecnologia Culligan - prosegue - è possibile avere un controllo costante e quotidiano del sistema, dei consumi idrici e dell’utilizzo del sale. Le tecnologie integrate consentono inoltre di ridurre in modo significativo l’impiego di sale per l’addolcimento dell’acqua, migliorando l’efficienza complessiva del sistema. In questo modo offriamo all’utente un servizio in tempo reale e, allo stesso tempo, siamo in grado di monitorare le prestazioni dei prodotti e intervenire in modo proattivo, assicurando ai clienti un supporto continuo e affidabile”, le sue parole.