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(Adnkronos) - É prevista per le 12 una riunione del Consiglio dei ministri dopo l'ordinanza della Corte di Cassazione che ha ammesso il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia richiesto su iniziativa di 15 giuristi. In qualità di promotori della raccolta di firme per l’indizione del referendum sul testo della legge di revisione costituzionale “accogliamo con grande soddisfazione la decisione dell’Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di Cassazione che ha ritenuto legittima la nostra richiesta e che ha riformulato il quesito referendario, facendo espresso riferimento alle norme che il testo della legge costituzionale ha modificato”. “Tale decisione è una conferma sia della utilità e della correttezza della nostra iniziativa, sia della necessità di fornire agli elettori la indicazione degli articoli della Costituzione che il testo approvato e sottoposto a referendum intende modificare, e sui quali è richiesto il loro voto ed una loro consapevole riflessione”, sottolineano i promotori della raccolta delle oltre 500 mila firme, capitanati dall’avvocato Carlo Guglielmi. “Siamo, pertanto, molto soddisfatti del complessivo risultato raggiunto, già preceduto dalla risposta positiva dei 546.463 cittadini che hanno firmato, ed ai quali è rivolto il nostro ringraziamento per l’impegno mostrato in difesa della Costituzione: ciò rappresenta motivo di orgoglio, sia rispetto all’obiettivo di sollecitare la massima partecipazione alla vita civile, sia rispetto alla esigenza di diffondere una corretta informazione sulla reale ricaduta negativa che la riforma sottoposta a referendum potrebbe avere sull’equilibrio dei poteri dello Stato e sulla giustizia. Restiamo in fiduciosa attesa della decisione del Consiglio dei Ministri in merito alla fissazione della nuova data del referendum”, concludono. “La decisione dell’Ufficio centrale della Cassazione di accogliere il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della giustizia non può essere archiviata come un atto meramente tecnico. È un fatto grave e preoccupante che nell’elenco dei giudici che hanno assunto questa decisione compaiano magistrati che partecipano attivamente alle manifestazioni per il No o che hanno una storia pubblica chiaramente riconducibile a quelle posizioni”, afferma Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali e del Comitato Camere Penali per il Sì. “L’indipendenza della giurisdizione non è uno slogan: è una garanzia sostanziale - continua intervenendo dal palco dell’evento “La trasversalità del Sì”, organizzato dalle Camere Penali - E quando anche solo il dubbio di una sovrapposizione tra funzione giudiziaria e militanza politica si affaccia, la credibilità delle istituzioni viene messa in discussione. Per il resto - aggiunge Petrelli - noi non abbiamo paura del confronto né dei rinvii. La modifica della data non è un problema. Nei territori delle Camere penali continueremo il nostro lavoro, ogni giorno, per spiegare le ragioni del Sì e per difendere i diritti dei cittadini”. "Qualunque sia la data, noi siamo pronti, perché chi quotidianamente lavora per difendere i diritti dei cittadini è sempre pronto". A segnalare la presenza in Cassazione di attivisti per in No è anche il deputato di Forza Italia Enrico Costa. "Dell'Ufficio elettorale della Cassazione, che ieri ha deciso di cambiare il quesito referendario, fa parte il dottor Alfredo Guardiano. È lo stesso Alfredo Guardiano - scrive Costa si X - che il 18 febbraio modererà, con tanto di locandina già pubblicata, il convegno 'Le ragioni del no: difendere la Costituzione è un impegno di tutte e tutti', che si terrà a Napoli il 18 febbraio alle 17.30? Questo sarebbe il giudice terzo ed imparziale?”, domanda.
(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della bellezza professionale, del benessere e delle medical aesthetics, capace di mettere in relazione imprese, operatori, ricerca e formazione. Secondo l’ultimo Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2024 con un valore di produzione pari a 16,5 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un’incidenza sul Pil nazionale prossima al 2%. Un risultato trainato soprattutto dall’export, che rappresenta ormai quasi il 48% della produzione complessiva e ha superato i 7,9 miliardi di euro (+12%), portando la bilancia commerciale a 4,7 miliardi di euro. Solida anche la domanda interna, con i consumi che hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+6,9%). Nel complesso, il sistema economico della cosmetica, che include produzione, filiera a monte e distribuzione, genera un fatturato pari a 41,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 30,8 miliardi, equivalente al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero nazionale. Rilevante anche l’impatto occupazionale: l’intera filiera cosmetica in Italia coinvolge circa 440.000 addetti, confermandosi come uno dei comparti più dinamici in termini di occupazione. In questo scenario, il Lazio riveste un ruolo di primo piano, posizionandosi al secondo posto in Italia per quota di fatturato del settore, con il 7,6% del totale nazionale, e al sesto posto per numero di imprese cosmetiche, con una quota del 5,5%. A livello locale, i dati della Camera di Commercio di Roma indicano circa 12.000 operatori della bellezza attivi sul territorio di Roma e provincia, di cui il 60% acconciatori e il 40% estetiste, a conferma del peso economico e occupazionale del comparto nella Capitale. È proprio da questa base che nasce e si sviluppa 'Roma International Estetica', evento B2B che intreccia esposizione commerciale, innovazione tecnologica, formazione certificata e divulgazione scientifica. L’edizione 2026 pone al centro l’evoluzione dell’estetica professionale verso un approccio sempre più scientifico, medical-oriented e consapevole, con un’ampia presenza di tecnologie avanzate per la cura di viso e corpo, presentate attraverso dimostrazioni e trattamenti dal vivo. Cuore culturale della manifestazione è il programma formativo articolato nelle tre aree 'RIEHello', 'RIEOlos' e 'RIEAcademy', che affrontano temi legati a salute, prevenzione, benessere psicofisico, sicurezza e responsabilità professionale, con il contributo di medici, ricercatori e formatori di alto profilo. Accanto all’offerta espositiva e formativa, Roma International Estetica rinnova anche il suo impegno sul fronte della prevenzione, offrendo al pubblico screening gratuiti su prenotazione: dall’esame baropodometrico alle consulenze chinesiologiche, nutrizionali e fisioterapiche, fino agli approfondimenti multidisciplinari su pavimento pelvico e lipedema. Le prenotazioni sono disponibili via mail all’indirizzo screening@romainternationalestetica.it. Con il concept 'Identità Futura', Roma International Estetica 2026 si propone come osservatorio privilegiato su un settore in forte trasformazione, capace di coniugare crescita economica, occupazione, innovazione e benessere, rafforzando il ruolo di Roma e del Lazio come hub strategico della bellezza professionale in Italia.
(Adnkronos) - L'economia circolare offre "vantaggi significativi" per le imprese italiane ed è "fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo". Mariangela Cozzolino, responsabile Competence Center Economia Circolare e Clean Tech di Cdp, fa il punto con l'Adnkronos su evoluzione, opportunità e sfide di un modello economico di produzione e consumo basato su riutilizzo, riparazione e riciclo. "L’Italia si distingue in Europa tra i Paesi più virtuosi nella transizione verso un'economia circolare - osserva - Le esperienze più mature nel settore si concentrano sul riciclo ma, negli ultimi anni, si registra da parte delle imprese un aumento del livello di adozione di pratiche circolari che spaziano dal design sostenibile ai servizi che permettono di allungare la vita del prodotto, segnalando un approccio sempre più integrato lungo l’intera filiera produttiva. La trasformazione dei modelli di business in ottica 'circolare' comporta per le imprese italiane vantaggi significativi sul fronte economico, quali ad esempio: valorizzazione degli scarti, riduzione dei costi di produzione, rafforzamento del marchio, minore probabilità di default e una maggiore generazione di cassa da destinare all’investimento". Non solo: "L’economia circolare rappresenta, inoltre, un fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo, perché rafforza l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimola l’innovazione e l’avanzamento delle tecnologie". Guardando al futuro, però, non mancano le sfide da affrontare. "Servono investimenti forti su larga scala, puntando al potenziamento delle filiere, ma diventa fondamentale anche rafforzare il mercato delle cosiddette 'materie prime seconde', che derivano da scarti - osserva Cozzolino - Accanto a ciò è senz’altro necessario favorire accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile delle materie prime e potenziare la sensibilizzazione dei consumatori. La finanza rappresenta una leva strategica per orientare gli investimenti grazie a prodotti finanziari dedicati e al ruolo chiave degli Istituti Nazionali di Promozione, come Cassa Depositi e Prestiti per l’Italia". In questo quadro, sottolinea, "l’economia circolare ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp. Le principali priorità di intervento riguardano sia la massimizzazione del recupero di materia e di energia a favore della chiusura del ciclo di rifiuti sia il potenziamento delle filiere innovative del riciclo e del riuso. In queste aree, Cdp interviene principalmente concedendo finanziamenti a favore di imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni e offrendo, a queste ultime, servizi di Advisory nelle fasi di programmazione, progettazione e implementazione degli investimenti". La spinta nella direzione della circolarità può arrivare anche dall'Europa grazie alle norme approvate e in via di definizione. "La normativa europea costituisce una leva strategica che può consentire all’Italia di accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale circolare e competitivo. Un esempio è rappresentato dall’adozione, avvenuta nel dicembre 2024, del Regolamento Ue che punta a rafforzare la circolarità nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio", ricorda. "Sono poi sicuramente destinati ad avere particolare rilievo il Clean Industrial Deal, che si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità dell’economia europea al 2030, e il Circular Economy Act, atteso per questo anno. Con quest’ultimo si punterà a creare un comune framework legislativo, promuovere un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie a livello Ue e definire un quadro univoco ed aggiornato per la raccolta e il riciclo dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In aggiunta a ciò, sarebbe utile raggiungere una maggiore armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore e dei criteri sull’End of Waste, con una semplificazione delle procedure", conclude.