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(Adnkronos) - "CAREmotions è un progetto molto importante perché raggiungere i giovani è sempre più complicato: non tutti i ragazzi sono abituati a relazionarsi con la sanità pubblica, benché noi offriamo molti servizi anche per loro. Questo avviene perché la società li ha abituati ad essere distanti dalle istituzioni e questo comporta una perdita nel rapporto di fiducia che possiamo instaurare con i ragazzi". Lo ha detto Roberta Mochi, capo ufficio stampa Asl Roma 1, intervenendo alla presentazione del progetto CAREmotions nato dalla collaborazione tra Fondazione Msd e Naba, Nuova Accademia di Belle Arti. Presentato a Roma in occasione dell'Internet Safer Day, il progetto ha l'obiettivo di esplorare il potere comunicativo delle immagini e dei linguaggi visivi quando si parla di salute. "Per riuscire ad avvicinare i giovani e dare loro, con appropriatezza, i servizi giusti, è fondamentale riuscire a parlare con il loro linguaggio - ha spiegato Mochi - Video come quelli realizzati dagli studenti nell'ambito del progetto con Fondazione Msd sulla salute dei giovani e la salute mentale servono proprio a questo scopo: utilizzare un linguaggio che sia comune e faccia comprendere, sia a chi parla che al destinatario, l'importanza di alcune scelte di vita". "Una scelta di vita sbagliata - ha sottolineato Mochi - può condizionare l'intera esistenza di un ragazzo soprattutto in determinate fasce di età, quando si è più fragili e più soggetti a essere portati verso inclinazioni non tipicamente corrette. E' compito anche delle istituzioni pubbliche e della sanità pubblica ricondurli a scelte sane di vita e appropriate, che possono permettere loro di avere un futuro migliore di quello che magari si potrebbe avere se si prendono delle strade sbagliate".
(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, dopo l’audizione dei giorni scorsi in Commissione Giustizia della Camera sulla riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista ed esperto contabile ed aver in quella occasione dichiarato che sarebbe stata prodotta una memoria, soprattutto alla luce di alcune affermazioni fatte da altri auditi, ieri, tramite la propria segreteria, ha inviato una memoria che verte soprattutto sulla giurisprudenza e sulla figura professionale del tributarista ai sensi della Legge 4/2013 e di altre norme di legge. Alemanno apre la memoria con una affermazione, già evidenziata in audizione: “La riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile AC 2628, riguarda i professionisti di cui alla legge n.4/2013 ed in particolare i tributaristi, poiché ogni revisione o nuova emanazione di leggi riguardanti categorie e funzioni professionali devono salvaguardare, le peculiarità e il libero esercizio delle professioni esistenti”. E la delega oggetto di discussione lo indica in modo puntuale. Dopo alcuni passaggi sulle norme UE in tema di professioni e sul fatto che, come indicato nella relazione introduttiva al ddl 2628: “Il legislatore delegato non sarà chiamato ad attribuire ai dottori commercialisti e agli esperti contabili nuove competenze professionali, bensì a censire le attività professionali già previste in altre disposizioni di legge”, il presidente dell’Int scrive: “Non si possono ignorare riferimenti giurisprudenziali citati in audizione in modo parziale” e si apre un’analisi su sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione e del Consiglio di Stato. Corte Costituzionale, sentenza n. 144 del 2024, ha dichiarato non fondate le questioni di illegittimità costituzionale dell’art. 35, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 sollevate sul rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni dei redditi, (visto di conformità peraltro non di esclusiva delle professioni ordinistiche, potendo, sempre ai sensi del D.Lgs. 241/97, essere apposto anche dai tributaristi iscritti nel Ruolo dei periti esperti in tributi al 30/9/93). Una richiesta improvvida di illegittimità costituzionale della parte ricorrente, che l’Int non ha mai condiviso, tanto meno nell’ipotesi di una equiparazione ordini ed associazioni ex lege 4/2013. Quindi non una sentenza sul libero esercizio di attività professionali, ma una specifica singola norma, poiché il libero esercizio di attività non riservata era già stato oggetto di sentenza della Corte Costituzionale del 12-27 dicembre 1996 N. 418: al di fuori delle attività comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio), per tutte le altre attività di professione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza (che non si risolvono in un'attività di professione protetta ed attribuita in via esclusiva, quale l'assistenza in giudizio), vige il principio generale di libertà di lavoro autonomo o di libertà di impresa di servizi a seconda del contenuto delle prestazioni e della relativa organizzazione. Corte di Cassazione, sezione II civile, ordinanza 7 febbraio 2024, n. 3495 che ha condannato per abuso di professione una società commerciale che esercitava attività in ambito fiscale, contabile e assistenziale, ha ribadito le indicazioni di altre sentenze della stessa Cassazione anche a Sezioni Unite, evidenziando come la previsione di condanna per abuso di professione e titolo si concretizzi quando il soggetto che opera nel settore contabile tributario non espliciti sempre in tutte le comunicazioni con i terzi indicazioni tali da non creare confusione tra le varie figure professionali del settore ordinistico e di quello associativo. Pertanto chi svolga attività professionale in ambito contabile dovrà sempre rendere chiare e visibili indicazioni quali: l’attività svolta, i riferimenti legislativi alla sua attività professionale e quelli alle abilitazioni normative, nonché eventuale iscrizione ad associazione professionale di cui alla legge 4/2013 iscritta nell’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, autorizzata a rilasciare l’attestato di qualità e di qualificazione professionale ai propri iscritti, come nel caso dell’Istituto nazionale tributaristi. Una sentenza che ricalca perfettamente quanto i tributaristi Int attuano da sempre, ancor prima della Legge 4/2013 e delle indicazioni della Cassazione, stigmatizzando ogni forma di abusivismo. Per quanto poi riguarda la coesistenza di ordini ed associazioni professionali ex lege 4/2013, senza paventare alcuna equiparazione, si richiama la sentenza del Consiglio di Stato 9408/2024 pubblicata il 22 novembre 2024, che ha ribadito come sia legittimo un sistema professionale fatto di ordini e di libere associazioni e che tale quadro è coerente con il principio della concorrenza. Alemanno aggiunge un passaggio sulle attività tipiche che rientrano nell’alveo di quelle libere e fornendo un breve accenno alla peculiarità dell’attività professionale di tributarista: "In conclusione si chiede che la riforma, pur comprendendo l’esigenza di innovazione l’ordinamento della categoria interessata, mantenga il principio in essa espresso, cioè nessuna nuova funzione o attività riservata, nessun tentativo di rendere esclusive le attività tipiche, che possono essere svolte anche dal contribuente o da un suo incaricato di fiducia". "Ciò - precisa - a tutela della concorrenza, del mercato, dei contribuenti e dei tributaristi associativi ex lege 4/2013 che svolgono legittimamente attività professionali libere e non soggette a riserva, come la consulenza fiscale, contabile e amministrativa, ma lo fanno anche in virtù di precise norme legislative, come quelle relative alle funzioni di intermediario fiscale abilitato, di assistenza e rappresentanza del contribuente presso l’amministrazione finanziaria o in caso di verifiche e accertamenti, di Ctu e di periti presso il tribunale quali ausiliari del giudice, di perizie, che rappresentano solo alcune funzioni di legge a mero titolo esemplificativo. Tributaristi associativi qualificati, indicati dal Legislatore come soggetti che devono svolgere verifiche ai sensi delle norme antiriciclaggio della clientela e che sono soggetti, per legge, all’aggiornamento professionale, al possesso di adeguata polizza di r. c. professionale verso terzi, a specifiche norme deontologiche". E ancora: "Tributaristi associativi qualificati, non solo soggetti al controllo e alle sanzioni da parte dell’associazione di appartenenza riconosciuta dal Mimit o inserita con decreto del Ministero della Giustizia nelle associazioni rappresentative a livello nazionale, come nel caso dell’Istituto nazionale tributaristi, ma anche al controllo e alle sanzioni ai sensi del Codice del consumo, come richiamato dalla Legge 4/2013. Tributaristi associativi qualificati, che versano, con sistema contributivo, dal 1996 i loro contributi previdenziali alla gestione separata Inps, a cui hanno obbligo di iscrizione tutti i professionisti non dotati di cassa previdenziale privata. Tributaristi associativi qualificati, che sono donne e uomini che lavorano e danno lavoro e chiedono di poterlo fare nel rispetto delle leggi e delle altre professioni, ma chiedono al contempo rispetto". Alemanno sulle motivazioni della memoria dichiara: “Vorrei solo chiarezza sulle norme e sulla giurisprudenza, senza penalizzare o demonizzare nessuno, si sono anche limitate, nella memoria, le indicazioni sulle peculiarità della professione di tributarista ex lege 4/2013, le norme, i regolamenti della nostra professione al di là del libero esercizio delle attività professionali libere, sarebbe una mole di informazioni che potrebbero essere oggetto di un libro, ma non certo di una memoria". "Così come - avverte - si sono limitati i riferimenti al ruolo dell’Istituto nazionale tributaristi, non citando gli impegni istituzionali al tavolo ministeriale del Mimit sull’equo compenso o a quello sul lavoro autonomo del Ministero del Lavoro, sostenendo e implementando il lavoro di Confassociazioni, la nostra Confederazione di cui mi onoro di essere vice presidente vicario con delega alle professioni, il nostro ruolo di Referente stabile del comitato Ateco o, per citare quelli attualmente in corso quali l’ interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate per rinnovare ed implementare i protocolli d’intesa nazionali e regionali o la partecipazione alla commissione del Mef sugli Isa. Voglio essere chiaro, difendiamo i nostri diritti, ma nel massimo rispetto dei nostri doveri, chi sostiene il contrario è in malafede negando l’evoluzione normativa del settore professionale economico-contabile”.
(Adnkronos) - Al via la sesta edizione del Premio Demetra, il riconoscimento dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - in collaborazione con SalernoLetteratura Festival. Il bando è aperto alle opere pubblicate da editori indipendenti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026 (con un periodo più esteso per la graphic novel: dal 1° gennaio 2022 al 31 gennaio 2026). Le candidature possono essere inviate fino al 31 marzo 2026 attraverso la procedura indicata sul sito www.comieco.org. Il Premio si articola in quattro sezioni: saggistica, narrativa, graphic novel (italiana e tradotta) e libri per ragazzi. Il vincitore di ciascuna categoria riceverà un premio in denaro di 1.500 euro. I riconoscimenti per saggistica, narrativa e graphic novel saranno assegnati a giugno nell’ambito di SalernoLetteratura, mentre il premio per la sezione dedicata ai ragazzi verrà consegnato a luglio durante l’Elba Book Festival, confermando la continuità tra i due appuntamenti culturali. Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Demetra ha raccolto finora oltre 300 opere candidate e premiato 24 autori, contribuendo alla valorizzazione della letteratura dedicata a ambiente e sostenibilità. Dopo cinque anni, ospitati dall’Elba Book Festival – dove il premio ha consolidato identità e comunità – l’edizione 2026 approda a Salerno, ampliando pubblico e prospettive senza interrompere il legame con le sue origini. L’edizione 2026 si svolge con il supporto di: Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Fondazione Symbola, Salerno Pulita, 100% Campania, Boccia Industria Grafica S.p.A. e Banco di Lucca e del Tirreno S.p.A. La giuria del Premio Demetra è composta da: Ermete Realacci (Presidente), Carlo Montalbetti (Comieco), Duccio Bianchi (Responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Giorgio Rizzoni (Responsabile didattico) e Paolo Barcucci (curatore di mostre).