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(Adnkronos) - Il cambiamento climatico, per l'amministrazione Trump, non sarà più considerato una minaccia per la salute umana e l’ambiente, nonostante gli scienziati abbiano dimostrato il contrario da decenni. Tale rifiuto, voluto da un presidente che ha sempre definito il cambiamento climatico come una "bufala", pone fine all'autorità legale del governo americano di controllare i livelli d'inquinamento negli Stati Uniti, nonostante stiano pericolosamente contribuendo al riscaldamento del pianeta. "Stiamo ufficialmente ponendo fine al cosiddetto ‘parere di pericolosità’, una politica disastrosa dell'era Obama", ha affermato Lee Zeldin, amministratore dell'Agenzia per la protezione ambientale americana (E.P.A). Il “parere di pericolosità”, in inglese “endangerment finding”, è una conclusione scientifica del 2009 secondo cui le emissioni di gas serra rappresentano un pericolo per la salute e il benessere delle persone. Per quasi 17 anni, l'E.P.A. si è basata sui risultati delle ricerche scientifiche per sviluppare le normative che limitano l'inquinamento da anidride carbonica, metano e altri inquinanti provenienti da pozzi di petrolio e gas, tubi di scappamento, ciminiere e altre fonti che bruciano combustibili fossili. Trump l'ha sempre definita una "regola radicale" che è diventata "la base della Green New Scam", un'etichetta che il presidente dà a qualsiasi sforzo per ridurre le emissioni o sviluppare energie rinnovabili. Per il tycoon, il tutto sarebbe solo una truffa. L'eliminazione del “parere di pericolosità” spiana la strada all'E.P.A. per abrogare i limiti sui gas serra provenienti da fonti fisse di inquinamento, come le centrali elettriche, un processo che ha già avviato. "Non preoccupatevi", ha risposto il presidente questo giovedì, durante un evento alla Casa Bianca, quando gli è stato chiesto se temesse che questi tagli vadano a discapito della salute pubblica e dell'ambiente. L'azione annunciata giovedì elimina, inoltre, i limiti ai gas serra prodotti dai veicoli a motore. I trasporti sono la principale fonte d’inquinamento negli Stati Uniti. “Questa azione eliminerà oltre 1,3 trilioni di dollari di costi normativi e contribuirà a far crollare drasticamente i prezzi delle auto. Avrete un'auto migliore. Avrete un'auto che si avvia più facilmente, un'auto che funziona meglio, a un costo molto inferiore”, ha detto il presidente. Tale azione della Casa Bianca, nel dettaglio, rimuove i limiti all'anidride carbonica, al metano e ad altri quattro gas serra che, secondo gli scienziati, stanno amplificando le ondate di calore e siccità, gli incendi boschivi e altri fenomeni meteorologici estremi. Fin dai tempi del presidente Richard Nixon, sia i presidenti democratici che repubblicani hanno sempre riconosciuto la realtà e i pericoli del cambiamento climatico. Da parte sua, Trump 2.0, con questo annuncio, ha essenzialmente affermato che la stragrande maggioranza degli scienziati in tutto il mondo si sbaglia – nonostante decenni di ricerche dimostrino il contrario – e che un pianeta più caldo non sia una minaccia per l'ambiente e gli esseri umani. “Questa determinazione non ha alcun fondamento di fatto, non ne aveva alcuno, e non ha alcun fondamento di diritto. Al contrario, nel corso delle generazioni, i combustibili fossili hanno salvato milioni di vite o tirato fuori dalla povertà miliardi di persone in tutto il mondo”, ha dichiarato. La deregolamentazione voluta da Trump è una vittoria decisiva nella lotta portata avanti per anni da un piccolo gruppo di attivisti conservatori e di lobbisti nel settore petrolifero, del gas e del carbone per impedire al Paese di abbandonare i combustibili fossili e di passare all'energia solare, eolica e ad altre fonti non inquinanti. Secondo l'Environmental Defense Fund, un’associazione di tutela, abrogando il “parere di pericolosità” gli Stati Uniti potrebbero immettere nell'atmosfera fino a 18 miliardi di tonnellate di emissioni entro il 2055. Si tratta di circa tre volte la quantità di inquinamento climatico emesso dal Paese lo scorso anno. Secondo il gruppo, l'inquinamento aggiuntivo potrebbe causare fino a 58.000 morti premature e un aumento di 37 milioni di attacchi d'asma da qui a trent’anni. Camilla Soldati, giornalista esperta di cambiamento climatico presso la testata italiana Lifegate, ritiene che l'eliminazione dell' “endangerment finding” di Trump abbia sferrato l'ultimo, enorme, colpo contro l'azione e la scienza climatica. “Non una sorpresa dopo lo smantellamento delle agenzie federali per il clima, l'uscita dall'Accordo di Parigi e la sua campagna che da tempo definisce la crisi climatica come una bufala (a cui viene data nuova aria a ogni ondata di freddo, come l'ultima che ha colpito gli Stati Uniti). Ma questo smantellamento – il più grande finora in ambito delle politiche per limitare i cambiamenti climatici – elimina le fondamenta legali e scientifiche ed è la dimostrazione che una sola voce ha il potere di smentire il 99% degli scienziati, creando una sua propria scienza fossile". Secondo Soldati, questa decisione avrà ripercussioni enormi e metterà a repentaglio la salute, e quindi la vita, di milioni di persone. Nel frattempo, Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha assicurato che il prossimo passo della sua amministrazione sarà quello di bloccare la costruzione di pale eoliche negli USA: “È l'energia più costosa che si possa ottenere. Sono tutti prodotti in Cina, un po' in Germania, ma soprattutto in Cina, e li stanno piazzando dappertutto nei nostri campi, rovinandoli, uccidendo gli uccelli e tutto il resto. L'Europa non è nemmeno più riconoscibile, tra l'immigrazione e problemi ambientali come le pale eoliche, che stanno prendendo il sopravvento. La gente li odia”. I democratici e i leader ambientalisti hanno immediatamente dichiarato che contesteranno le azioni dell'amministrazione in una battaglia legale di alto profilo che probabilmente arriverà alla Corte Suprema degli Stati Uniti. "Se questa decisione sconsiderata dovesse superare le sfide legali, porterà a più incendi boschivi mortali, più morti per caldo estremo, più inondazioni e siccità causate dal clima e maggiori minacce per le comunità in tutto il paese", ha affermato il governatore della California Gavin Newsom in un comunicato. Newsom ha promesso che il suo Stato "farà causa per contestare questa azione illegale" e continuerà a regolamentare i gas serra. Nel revocare il “parere di pericolosità”, l'amministrazione Trump ha avanzato l'argomentazione legale secondo cui il Clean Air Act – la legge federale degli Stati Uniti che regola le emissioni nocive nell'aria a livello nazionale – consente al governo di limitare l'inquinamento solo se causa danni diretti agli americani e solo nei casi in cui il danno è "vicino alla fonte" dell'inquinamento. Gli Stati Uniti sono attualmente il secondo maggiore inquinatore climatico al mondo dopo la Cina, ma sono la nazione che ha immesso nell'atmosfera la maggior quantità di gas serra dalla Rivoluzione industriale. Una recente ricerca ha scoperto che, se il pianeta continuasse a riscaldarsi al ritmo attuale, l'esposizione al fumo degli incendi boschivi ucciderebbe circa 70.000 americani ogni anno entro il 2050. Un altro studio ha rilevato che i decessi dovuti al caldo estremo negli Stati Uniti sono più che raddoppiati negli ultimi decenni. (di Iacopo Luzi)
(Adnkronos) - Cresce nelle pmi italiane la consapevolezza del ruolo decisivo delle competenze manageriali nella gestione dei passaggi critici del proprio percorso di crescita: ricambio generazionale, nuovi assetti societari, trasformazione digitale, sempre più spesso trovano nella formazione dei dirigenti la leva capace di trasformare i processi di cambiamento in nuove leve di competitività. Lo conferma la graduatoria dei piani formativi finanziati con l'Avviso 2/2025 di Fondirigenti, pubblicata ieri, che fotografa bisogni, priorità e livelli di maturità delle imprese chiamate a governare, al loro interno, cambiamenti rapidi e complessi. Sono 152 i piani finanziati, che coinvolgeranno 239 dirigenti per un totale di 13.753 ore di formazione, con una media di 57,6 ore per dirigente e una richiesta media di finanziamento di poco più di 12mila euro per piano. Il dato più significativo è che il 75% dei piani formativi presentati ha superato la soglia di ammissibilità, con oltre la metà dei progetti idonei (53%) nella fascia più alta di valutazione, tra 85 e 100 punti. Una positiva evoluzione, che conferma il trend già evidenziato con i precedenti Avvisi, segno dell’elevata qualità delle proposte e di una progettualità più matura e consapevole da parte delle imprese. Vista la qualità complessiva dei progetti e dell'ampiezza della risposta, il cda di Fondirigenti ha deliberato di andare oltre lo stanziamento iniziale di 1,5 milioni di euro, euro per finanziare tutti i 152 piani idonei, per un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro che premia la crescita della progettualità nelle pmi. "La graduatoria - sottolinea Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - restituisce l'immagine di pmi sempre più consapevoli del fatto che, per attraversare fasi complesse come un passaggio generazionale o un'operazione societaria, servono competenze adeguate di governo, metodo e visione, dove la formazione può fare la differenza Colpisce, in particolare, la crescita della qualità progettuale degli interventi, nelle fasce di merito più alte, segno che le imprese stanno investendo in percorsi sempre più concreti e immediatamente utili, per prendere decisioni migliori e più tempestive". A livello territoriale, Veneto ed Emilia-Romagna hanno registrato il maggior numero di piani approvati, seguite dalla Lombardia; nel Mezzogiorno spicca la Campania. Diverse regioni con poche candidature hanno tuttavia raggiunto il 100% di approvazione, indice di una capacità progettuale solida e diffusa. I piani valutati evidenziano una adeguata correlazione tra i processi di 'metamorfosi' aziendale e i percorsi di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali, funzionali a ridefinirne l’identità, la struttura organizzativa e la visione strategica. I casi più virtuosi testimoniano un pensiero strategico di cambiamento, volto a garantire continuità e crescita nel lungo periodo, che comporta una profonda trasformazione culturale e organizzativa. Rispetto ai contenuti, i progetti nell'area del passaggio generazionale mostrano una forte attenzione alle competenze in materia di governance, alla mappatura e valorizzazione delle competenze, al mentoring e trasferimento del know-how, alla definizione di KPI e sistemi di performance management per rendere la transizione più solida. Dal canto loro, l'area delle operazioni societarie evidenzia un approccio orientato al rafforzamento strutturale delle competenze manageriali, con focus ricorrenti su finanza strategica, valutazione d'impresa, compliance e gestione del rischio, spesso con un'attenzione che si estende alla conoscenza delle filiere e dei mercati internazionali. L'area della trasformazione digitale funzionale alla crescita delle pmi si conferma infine di particolare interesse, soprattutto sui temi dell’Intelligenza Artificiale, integrazione dei sistemi, cybersecurity, analytics e governance dei dati. "Con l'Avviso 2/2025 - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - abbiamo voluto mettere a fuoco i momenti chiave in cui le Pmi si giocano continuità e competitività, ovvero il ricambio generazionale, gli assetti societari e la trasformazione digitale come leva di efficienza e di governo La risposta così ampia e di elevata qualità pervenuta dalle imprese conferma, da un lato, lo straordinario ruolo abilitante della formazione continua nelle grandi trasformazioni aziendali, dall'altro chiama sempre più in causa Fondirigenti come partner delle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni, per aiutarle a trasformare cambiamento e complessità in momenti di opportunità di crescita". "Il Fondo sottolinea - ha sempre avuto come tratto distintivo quello della qualità dell'azione formativa: l'innalzamento dell'asticella e la qualità dei piani ricevuti mostrano che il sistema produttivo e manageriale è pronto ad impegnarsi in questa direzione". La graduatoria completa è disponibile sul sito di Fondirigenti: https://www.fondirigenti.it.
(Adnkronos) - L'economia circolare offre "vantaggi significativi" per le imprese italiane ed è "fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo". Mariangela Cozzolino, responsabile Competence Center Economia Circolare e Clean Tech di Cdp, fa il punto con l'Adnkronos su evoluzione, opportunità e sfide di un modello economico di produzione e consumo basato su riutilizzo, riparazione e riciclo. "L’Italia si distingue in Europa tra i Paesi più virtuosi nella transizione verso un'economia circolare - osserva - Le esperienze più mature nel settore si concentrano sul riciclo ma, negli ultimi anni, si registra da parte delle imprese un aumento del livello di adozione di pratiche circolari che spaziano dal design sostenibile ai servizi che permettono di allungare la vita del prodotto, segnalando un approccio sempre più integrato lungo l’intera filiera produttiva. La trasformazione dei modelli di business in ottica 'circolare' comporta per le imprese italiane vantaggi significativi sul fronte economico, quali ad esempio: valorizzazione degli scarti, riduzione dei costi di produzione, rafforzamento del marchio, minore probabilità di default e una maggiore generazione di cassa da destinare all’investimento". Non solo: "L’economia circolare rappresenta, inoltre, un fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo, perché rafforza l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimola l’innovazione e l’avanzamento delle tecnologie". Guardando al futuro, però, non mancano le sfide da affrontare. "Servono investimenti forti su larga scala, puntando al potenziamento delle filiere, ma diventa fondamentale anche rafforzare il mercato delle cosiddette 'materie prime seconde', che derivano da scarti - osserva Cozzolino - Accanto a ciò è senz’altro necessario favorire accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile delle materie prime e potenziare la sensibilizzazione dei consumatori. La finanza rappresenta una leva strategica per orientare gli investimenti grazie a prodotti finanziari dedicati e al ruolo chiave degli Istituti Nazionali di Promozione, come Cassa Depositi e Prestiti per l’Italia". In questo quadro, sottolinea, "l’economia circolare ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp. Le principali priorità di intervento riguardano sia la massimizzazione del recupero di materia e di energia a favore della chiusura del ciclo di rifiuti sia il potenziamento delle filiere innovative del riciclo e del riuso. In queste aree, Cdp interviene principalmente concedendo finanziamenti a favore di imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni e offrendo, a queste ultime, servizi di Advisory nelle fasi di programmazione, progettazione e implementazione degli investimenti". La spinta nella direzione della circolarità può arrivare anche dall'Europa grazie alle norme approvate e in via di definizione. "La normativa europea costituisce una leva strategica che può consentire all’Italia di accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale circolare e competitivo. Un esempio è rappresentato dall’adozione, avvenuta nel dicembre 2024, del Regolamento Ue che punta a rafforzare la circolarità nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio", ricorda. "Sono poi sicuramente destinati ad avere particolare rilievo il Clean Industrial Deal, che si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità dell’economia europea al 2030, e il Circular Economy Act, atteso per questo anno. Con quest’ultimo si punterà a creare un comune framework legislativo, promuovere un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie a livello Ue e definire un quadro univoco ed aggiornato per la raccolta e il riciclo dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In aggiunta a ciò, sarebbe utile raggiungere una maggiore armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore e dei criteri sull’End of Waste, con una semplificazione delle procedure", conclude.