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(Adnkronos) - Non una "minaccia", ma "una imprescindibile realtà ed opportunità". A patto di comprendere che "la coscienza umana, la nostra capacità di discernimento, di intuizione, di significato, non è replicabile". No quindi al 'luddismo digitale', ma consapevolezza che occorra "un patto nel quale nella riconosciuta libertà di pensiero vengano definite regole". È il filo che lega gli interventi che aprono il convegno '7th Soft power conference-Soft power e intelligenza artificiale: migliorare l'informazione, contrastare la disinformazione", organizzato nell'Auletta dei Gruppi della Camera dal Soft power Club, presieduto da Francesco Rutelli. "Una associazione -spiega il presidente- che è certamente non partisan, ascolta la voce delle istituzioni, avanza le sue proposte e di volta in volta cerca di fare crescere le capacità del soft power come potere che è basato sulla reputazione, punta alla persuasione, ma punta ad obiettivi pragmatici, a risultati verificabili e misurabili". "La competizione a livello mondiale -scrive il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in un indirizzo di saluto- non si misura più soltanto nel confronto tra modelli economici, politici e culturali tra loro alternativi, ma anche nella capacità di gestire e sviluppare e governare nuovi asset strategici. Tra questi, l'intelligenza artificiale occupa una posizione predominante in quanto è in grado di incidere sugli equilibri geopolitici e di influire in maniera significativa sul modo di formarsi, di pensare e di decidere nei cittadini. I sistemi di tipo generativo rischiano così di accentuare le attuali tensioni che già stanno mettendo a dura prova il multilateralismo, costruito nel secondo dopoguerra e incentrato sui principi della Carta delle Nazioni unite. È pertanto essenziale adottare tutti gli accorgimenti necessari per un utilizzo consapevole e sicuro di questa tecnologia innovativa". "Se è vero come è vero che l'intelligenza artificiale si basa su dati e algoritmi, è altrettanto vero -evidenzia il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, aprendo il convegno- che tutto ciò può essere influenzato da valori e da prospettive culturali di chi li crea. E allora il ruolo del Soft power, mi consentirà il presidente fondatore, può dunque e deve essere quello di plasmare la narrativa e i valori incorporati nei sistemi di intelligenza artificiale. Si tratta di mettere a sistemi, a fattore comune un patto nel quale nella riconosciuta libertà di pensiero vengano definite regole. Regole è un vocabolo che irrita non a caso i nuovi barbari dell'informazione nella loro prospettiva, nella loro volontà di deviare il senso, il corso delle cose". "Se accettiamo di ridurre l'uomo a macchina biologica ad algoritmo perfezionabile, allora sì, una macchina potrà superarci. Ma se comprendiamo che la coscienza umana, la nostra capacità di discernimento, di intuizione, di significato, non è replicabile, allora la tecnologia diventa ciò che deve essere, uno strumento al servizio della dignità", afferma Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera. "L'uomo infatti -aggiunge- è un campo quantico consapevole che sa di sapere. Questa è la nostra superiorità, non da difendere in trincea, ma da affermare come fondamento di una visione antropocentrica della tecnologia. Ed è questo lo spazio della speranza. Noi non siamo luddisti digitali. Sosteniamo con fermezza una visione dove l'algoritmo serve la dignità umana, dove l'innovazione non è un destino ineluttabile ma una scelta collettiva". "La nostra missione -è l'esortazione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli- ha un senso soltanto se non è espressione di un governo soltanto, se non è espressione di un'istituzione soltanto, deve essere espressione di un dialogo continuo tra chi fa l'intrapresa privata e la pone al servizio del benessere collettivo, tra chi dialoga con tutte le confessioni all'interno di una struttura che può farlo perché è laica ed è laica perché lo fa". "E con chi, come Francesco Rutelli e come poche altre preziose persone che ho conosciuto in Europa e nel mondo, sanno perfettamente che la politica non basta a se stessa e deve mettersi al servizio della società civile che libera l'intelligenza e la luce del sapere e sa perfettamente collegare la propria luce, la propria intelligenza e la propria buona volontà con quella di chiunque sia disposto ad accoglierla nell'agorà globale chiamata cultura. E che è l'unico, l'unico strumento affinché la parola pace torni centrale nel discorso pubblico attraverso verità e giustizia".
(Adnkronos) - “Tra il 2022 e il primo semestre 2025 Cassa Depositi e Prestiti ha destinato circa 4,6 mld a sostegno di imprese, infrastrutture ed enti pubblici del Piemonte, raggiungendo circa 7.500 imprese e finanziando complessivamente 320 Comuni. Il nostro piano industriale prevede finanziamenti e interventi complessivi per circa un'ottantina di miliardi, ma se ci sono buoni progetti Cassa è sempre disposta a sostenerli”. A sottolinearlo l’ad di Cdp, Dario Scannapieco, in occasione della tappa torinese del roadshow con Confindustria per illustrare le iniziative a sostegno dello sviluppo delle imprese del territorio. “Il Piemonte - ha aggiunto Scannapieco - è una regione solida e innovativa con un tessuto produttivo di eccellenza e l’incontro di oggi ha l’obiettivo di far conoscere al mondo delle imprese i prodotti che Cassa Depositi e Prestiti può offrire perché le imprese devono crescere e internazionalizzarsi. In un mondo che sta attraversando una fase di trasformazione tecnologica in cui le piccole imprese hanno più difficoltà ad innovare abbiamo bisogno di imprese più grandi, di filiere che lavorino meglio insieme". "Alla sfida dimensionale è collegata la sfida per l'innovazione, che poi significa maggiore produttività e maggiore competitività sui mercati”, ha osservato ancora l’ad di Cdp. “In un contesto in cui il credito bancario si è ristretto rispetto al Pil negli ultimi 10 anni in maniera consistente Cassa Depositi e prestiti vuole dare un segnale e cercare fare la sua parte assistendo anche imprese più piccole rispetto a quelle che ha tradizionalmente supportato”. “Le imprese devono crescere e internazionalizzarsi, oggi abbiamo prodotti che supportano l'acquisition finance per quando un'impresa vuole espandersi e comprare magari un'altra impresa all'estero, abbiamo prodotti per l'internazionalizzazione tramite Simest”, ha osservato l’ad di Cdp. Scannapieco ha ricordato che “gli strumenti finanziari che offre Cassa sono molto vari: noi sosteniamo le imprese da quando nascono tramite i fondi di technology transfer nell'ambito del venture capital a quando si sviluppano, fino a quando devono internazionalizzarsi. Insomma, abbiamo strumenti finanziari che si adattano a qualsiasi momento del ciclo di vita dell'azienda e a qualsiasi tipo di progetto, quindi siamo attivi nel project finance, nel Ppp ( Partenariato pubblico privato) ma anche con prestiti a lunga durata con maggiore presa di rischio rispetto a quelli che tradizionalmente hanno le banche”.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.