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(Adnkronos) - Gli Stati Uniti vogliono la guerra tra Ucraina e Russia finisca "entro l'inizio dell'estate, a giugno". Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in dichiarazioni diffuse stamani dopo i colloqui di Abu Dhabi.. Washington ha "proposto per la prima volta che le due squadre di negoziatori, di Ucraina e Russia, si incontrino negli Usa, probabilmente a Miami, nel giro di una settimana", ha aggiunto ribadendo "chiaramente che Kiev non sosterrà neanche potenziali accordi che la riguardino senza essere coinvolta" nei negoziati. Il leader di Kiev ha poi condannato i nuovi attacchi di oggi, sabato 7 febbraio, condotti dalla Russia contro le infrastrutture energetiche che hanno provocato interruzioni di corrente nella maggior parte delle regioni. "L'attacco della notte scorsa ha visto impiegati più di 400 droni e circa 40 missili di vario tipo" e se "ogni giorno la Russia può scegliere la diplomazia vera, sceglie invece nuovi attacchi", ha scritto in un post su X Zelensky, chiedendo "missili per sistemi Patriot e Nasams" dopo aver precisato che gli "obiettivi principali" degli ultimi attacchi "sono state la rete elettrica, gli impianti di generazione di energia elettrica e le sottostazioni di distribuzione". "Sono stati segnalati danni nelle regioni di Volyn, Ivano-Frankivsk, Leopoli e Rivne", aggiunge, riferendo tra l'altro di "un palazzo danneggiato a Rivne" e di attacchi anche nelle regioni di Kiev e Kharkiv. "In alcune regioni - continua Zelensky - sono in corso operazioni di difesa aerea". "Ovunque la situazione della sicurezza lo consenta, continuano le operazioni di soccorso e riparazione nei siti degli attacchi russi", aggiunge ancora il presidente ucraino, affermando che "è cruciale che chiunque sostiene i negoziati trilaterali risponda a questo" perché "Mosca va privata della capacità di usare il freddo come leva contro l'Ucraina" e "questo richiede missili per Patriot, Nasams e altri sistemi". "Ogni fornitura ci aiuta a superare questo inverno", conclude, ringraziando i "tutti i nostri partner che capiscono e aiutano". Attacchi sono stati segnalati in tutto il paese, compresa l'Ucraina occidentale. Nelle prime ore del mattino, l'Aeronautica militare ucraina ha segnalato attività di droni intorno alle 5.30 ora locale, avvistati nella regione di Leopoli, vicino alla città di Khodoriv. Poco dopo si sono udite delle esplosioni a Burshtyn, nell'oblast' di Ivano-Frankivsk, ha riferito Suspilne. Il governatore dell'Oblast' di Leopoli, Maksym Kozytskyi, ha lanciato l'allarme per una "nuova minaccia" per la regione, affermando che sono stati rilevati missili nei pressi della vicina Oblast' di Ternopil'. Anche l'Aeronautica Militare ucraina ha riferito che missili si stavano dirigendo verso le Oblast' di Leopoli e Ivano-Frankivsk. L'operatore energetico DTEK ha annunciato interruzioni di corrente anche nelle oblast' di Kiev, Odessa e Dnipropetrovsk. Le autorità polacche hanno riferito che, a causa dei raid nell'Ucraina occidentale, le operazioni sono state sospese negli aeroporti di Lublino e Rzeszow, nella parte orientale del Paese, vicino al confine tra le due nazioni.
(Adnkronos) - "L’approvazione, ieri, da parte del Consiglio dei ministri dello schema del decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva è un passaggio rilevante per il mercato del lavoro italiano che rafforza l’apposito articolo appena introdotto nel rinnovo del Contratto dirigenti terziario”. E' quanto dice Monica Nolo, vicepresidente Manageritalia e capo della delegazione sindacale della Federazione dei manager del terziario. “Una volta approvata la legge, che impone obblighi rigorosi alle imprese per contrastare il gender pay gap e garantisce ai lavoratori il diritto di conoscere i livelli retributivi medi per mansioni di pari valore, il nostro Contratto – continua Nolo – offrirà strumenti determinanti per facilitare e accompagnare questo irrinunciabile cambio culturale” Manageritalia, che rappresenta oltre 47.000 manager del terziario, accoglie così con favore il provvedimento, sottolineando di essere stata con le sue Controparti (Confcommercio, Confetra e Federalberghi) precursore di questa trasformazione. Il recente rinnovo del Ccnl dirigenti terziario (2026-2028), siglato il 5 novembre scorso, ha infatti già anticipato i pilastri della norma europea attraverso un articolo specifico dedicato alla parità di genere e alla trasparenza. In coerenza con il nuovo quadro legislativo, il Ccnl terziario ha istituito l’osservatorio sulla parità di genere, un organismo bilaterale volto a monitorare costantemente le dinamiche salariali e le opportunità di carriera nel settore, fornendo dati certi per abbattere le discriminazioni. Inoltre, il Contratto ha potenziato le tutele per il bilanciamento vita-lavoro e gli strumenti di certificazione della parità di genere. "L’approvazione dello schema del decreto sulla trasparenza salariale è un atto di civiltà, determinante anche per la competitività delle nostre imprese, che allinea l’Italia alle migliori pratiche europee", spiega Nolo, vicepresidente Manageritalia. "Supportato anche da quanto previsto dal Contratto, il management del terziario è pronto a guidare questo cambiamento. L'Osservatorio che abbiamo avviato sarà lo strumento operativo per trasformare la norma in cultura aziendale, garantendo che il merito sia l'unico metro di giudizio, senza distinzioni di genere", conclude.
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.