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(Adnkronos) - "Ci sono momenti in cui è importante parlare anche dei figli degli altri, o meglio, dei figli di tutti". Con queste parole Ermal Meta presenta il suo ritorno al Festival di Sanremo, a cinque anni dall'ultima partecipazione segnata dalla sala vuota dell'Ariston a causa della pandemia ("Tornare ora è un tuffo nel passato ma anche nel futuro. Non vedo l'ora di provare di nuovo quella sensazione che ti stringe lo stomaco"). L'artista porta sul palco dell'Ariston un brano intenso, "Stella stellina” che affronta il dramma della guerra senza mai nominarla, un pezzo nato da un'urgenza emotiva scatenata dalle immagini provenienti dalla Palestina e amplificata dalla sua recente paternità. Un ritorno che lo vede anche prendere una posizione netta sull'Eurovision: "Se vincessi, sarebbe sbagliato non andarci per il messaggio che porta la canzone”. Il brano racconta la storia di una bambina palestinese che non ha volutamente un nome, diventando così rappresentazione di tutti i bambini innocenti colpiti dalla violenza. Il punto di vista è quello di un uomo che osserva, restituendo uno sguardo intimo su una tragedia collettiva. Le sonorità mediorientali, curate da Meta insieme a Dardust con l'uso di strumenti come l'oud, rafforzano l'impatto emotivo del racconto. La canzone in gara, spiega, è nata di getto. "Sono stato attraversato da delle scosse vedendo le immagini di questi bambini senza un presente. Qualche ora dopo, mentre suonavo per mia figlia, la canzone è stata 'vomitata' in un quarto d'ora, senza un retropensiero". L'artista sottolinea come la paternità abbia acuito la sua sensibilità: "La mia capacità di essere empatico è aumentata, portandomi a vivere quasi senza pelle". Pur essendo l'ispirazione diretta la situazione a Gaza ("non facciamo l'errore di definire 'guerra' quello che succede lì"), Ermal precisa che il brano è universale: "Può essere una qualunque bambina innocente, perché i bambini non devono pagare il prezzo della follia degli adulti". Sul ruolo dell'artista, afferma: "Quello che sta accadendo in Palestina è sotto gli occhi di tutti, è un'emergenza e una catastrofe umanitaria. Lungi da me dal fare politica, io affronto le cose sempre da un punto di vista umano. Io sento la responsabilità nei confronti di me stesso. Non voglio allontanarmi da quello che provo e soprattutto non lo voglio mascherare. Se poi questo porta a una riflessione, ne sono contento. Quello che mi muove è uno sguardo su ciò che mi circonda. Guardo il mondo, lontano e vicino, e cerco di tradurlo in musica". Una riflessione che si estende alla possibile partecipazione all'Eurovision Song Contest in caso di vittoria. "Ci sono diversi modi di protestare, uno è esserci e dire la propria", dichiara Meta. "Per il messaggio che ha la canzone, penso che sarebbe sbagliato boicottare e non andarci. Devo cantare della casa che brucia proprio in quel posto, per amplificare il messaggio". Tuttavia, critica la natura stessa della competizione: "Si chiama Eurovision, dovrebbe riguardare l'Europa. Non trovo giusto che partecipi Israele, e allo stesso modo neanche l'Australia. Se no, cambiamo il nome in 'Worldvision'". Il brano sanremese è l'apripista del nuovo album, "Funzioni Vitali" (in uscita il 27 febbraio), un progetto che l'artista definisce "intenso e che ha richiesto molte energie emotive". L'album è un viaggio nel tempo, un mosaico di ricordi personali e collettivi che toccano l'adolescenza (con brani come "Levi's 501"), la celebrazione della semplicità ("Spaghetti in bianco") e la perseveranza di fronte alle sfide ("Avanti", "Il coraggio non manca"). Il progetto è stato anticipato dal singolo "DeLorean" che offre lo spunto per una riflessione sul passato. Se potessi tornare indietro, cosa cambieresti? "Non so se cambierei qualcosa, perché ogni minimo cambiamento può avere terribili conseguenze", risponde citando "Ritorno al Futuro". "Però sicuramente tornerei indietro per conoscere. Mi sarebbe piaciuto tanto conoscere mio nonno. Tutti quelli che l'hanno conosciuto lo descrivono come un grand'uomo e io l'avrei tanto voluto conoscere”. Questo percorso di analisi interiore lo ha portato a una nuova consapevolezza. "Le nostre anime sono come mongolfiere: per volare, devono lasciare giù dei pesi. Le convinzioni inutili sono pesi", spiega Meta, che si sente oggi "più libero, dopo aver reciso i lacci che mi tenevano imbrigliato a un'idea che avevo di me". L'artista conclude con una critica al sistema musicale attuale, "disegnato per farti correre, per il consumo continuo", ma si dice fiducioso: "Penso che il mondo si sia stancato di correre e della plastica. Le persone hanno bisogno di qualcosa di vero". Un bisogno di autenticità che trova eco nella chiusura della sua canzone sanremese "Stella stellina", con un omaggio diretto a Fabrizio De André. Nel finale del brano, Ermal inserisce infatti la citazione "hai vissuto solo un giorno". "Quella frase mi ha sempre strappato l'anima", spiega il cantautore. "Mi è sembrato naturale e giusto fare quella citazione. È un modo per dire che, se ci fosse stato lui, penso avrebbe provato le stesse cose". L'omaggio, precisa, è rivolto "alla sua umanità, più che all'artista; al suo sguardo profondo e affilato sulla realtà". Dopo Sanremo, Meta sarà impegnato in un tour nei principali club italiani, il "Live 2026 – Club", che partirà con una data zero a Perugia il 29 aprile per poi toccare, tra le altre, Firenze, Bologna, Milano, Roma e Napoli. Un ritorno alla dimensione live più intima e diretta. Inoltre, l'artista è stato annunciato come Maestro Concertatore dell'edizione 2026 della Notte della Taranta, il cui tema sarà il Mediterraneo. "Funzioni Vitali" si presenta come un racconto sonoro dei tempi attuali, in cui la ricerca musicale e la narrazione emotiva si fondono. L'album sarà disponibile in versione digitale, Cd e vinile, con alcune tracce esclusive per i diversi formati. (di Loredana Errico)
(Adnkronos) - "Con grande entusiasmo ho accettato l'invito ad aprire i lavori di questi due giorni dedicati alla Dirigenza dell'Inps. Questo incontro rappresenta un'opportunità preziosa per riflettere insieme e confrontarsi su cinque valori cardine, che possono fungere da bussola per ogni azione, decisione e interazione all'interno della comunità nazionale, con particolare riferimento alla vostra organizzazione. Questi valori non sono semplici parole, ma rappresentano la nostra identità collettiva. Attraverso di essi, possiamo costruire un linguaggio comune che favorisca una comprensione condivisa di cosa significhi operare con integrità ed equità”. A dirlo Marina Elvira Calderone, la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, nel corso della Conferenza nazionale della Dirigenza Inps, dal titolo ‘La forza dei valori’, svoltasi a Roma. “Oggi e domani prenderà vita il progetto "La Forza dei Valori" - prosegue Calderone - un percorso concepito per e con la Dirigenza dell'Inps. Questi giorni di confronto e di visione strategica permetteranno di chiarire ancora meglio l'identità e le strategie dell'Istituto nel contesto attuale, proiettandolo verso un futuro innovativo e sostenibile, sostenuto da un’agenda che alla base ha l’etica e l’innovazione”. "Sono anche lieta di cogliere l'occasione per fare il punto sulle tante attività che stiamo costruendo insieme. Penso all'implementazione di strumenti come Siisl e Appli, quest'ultimo un assistente virtuale progettato per supportare i giovani nel loro percorso di orientamento formazione e inserimento lavorativo, che rappresenta un passo significativo verso l'inclusione e l'empowerment dei giovani, contribuendo a ridurre il numero di Neet nel nostro Paese". Il mondo del lavoro attraversa un momento particolare: "Viviamo in un’epoca in cui coesistono per la prima volta cinque generazioni al lavoro, e proprio la centralità del lavoro emerge come una priorità nella nostra strategia. È necessario delineare una visione chiara capace di rendere concreti obiettivi di inclusione, incrementare la produttività e migliorare le politiche retributive, affrontando al contempo la sfida del calo demografico. È essenziale rafforzare questa dinamica occupazionale, superando le logiche conflittuali e promuovendo un'alleanza intergenerazionale di competenze". Infine il ministro guarda al futuro: "È un onore per noi intraprendere questo percorso e affrontare insieme le sfide future. Il nostro impegno comune sarà fondamentale per garantire un futuro ricco di opportunità e crescita per tutte le generazioni. In un contesto complesso come quello attuale, lavoro e formazione sono diventati pilastri fondamentali per un nuovo modello di cooperazione e gestione dei flussi migratori. Stiamo costruendo un paradigma operativo che attira l'attenzione a livello internazionale, sottolineando l'importanza del nostro Sistema Paese e della sua capacità di adattarsi ai cambiamenti globali".
(Adnkronos) - L’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi sugli scaffali italiani, ma procede a velocità diverse a seconda del tipo di informazione. A dirlo è l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, promosso da Conai e GS1 Italy, che per la prima volta affianca alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a ipermercati e supermercati, anche il canale del libero servizio (supermercati con superficie inferiore ai 400 mq, circa 9.615 punti vendita) offrendo così una visione più completa e rappresentativa del mercato nazionale. Un’analisi resa come sempre possibile dai dati del servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, basata su un paniere che varia a ogni edizione in funzione delle referenze digitalizzate, e che restituisce trend e direzioni di sviluppo, più che confronti puntuali tra singoli periodi. Nel periodo che va da luglio 2024 a giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita in ipermercati, supermercati e libero servizio riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging, come previsto dalla Decisione 129/97/CE. Si tratta di 82.306 prodotti, in crescita di +3,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Guardando ai volumi di vendita, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano questa informazione, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento di +1,8 punti percentuali su base annua. Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso (67,2% delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%). Restano invece sotto la media bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura persona (47,5%), seppur con segnali di recupero in alcune categorie. Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale (92.474 referenze) e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, pari all’83,6% del totale grocery. Rispetto all’anno precedente, l’incidenza cresce di +2,2 punti percentuali per numero di prodotti e di +1,2 punti per confezioni vendute. I reparti più avanzati sono freddo (83,9% delle referenze), fresco (75,6%) e carni (73,8%), mentre cura persona, petcare e bevande restano ancora distanti dalla media. Più contenuta, ma in lieve crescita, la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute (oltre 3,1 miliardi di unità). In questo ambito spiccano cura persona, cura casa, drogheria alimentare e freddo, mentre ittico e petcare restano fanalini di coda. Ancora marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging, anche per il numero di pack che rientrano in questa tipologia di soluzioni: lo 0,2% dei prodotti a scaffale venduti riporta questa informazione, senza variazioni rispetto all’anno precedente. I casi si concentrano soprattutto nei reparti freddo, cura casa e ortofrutta. Nonostante le opportunità offerte dagli strumenti digitali come i QR code standard GS1, solo il 3,6% dei prodotti invita i consumatori a consultare online le informazioni ambientali, quota che scende al 3,2% se si guardano le confezioni vendute (883 milioni di unità), in lieve calo rispetto all’anno precedente. Il cura casa resta il comparto più avanzato su questo fronte (28,1% delle referenze), mentre in molti reparti l’uso del digitale è ancora sporadico o assente. "La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori - commenta Simona Fontana, direttore generale Conai - I dati di IdentiPack, rafforzati dalla crescente rappresentatività del campione analizzato, confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, con l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata ormai diffuse. La Direttiva 825 e le future norme europee sui green claim rafforzano poi l’importanza di fornire informazioni affidabili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica ma un obbligo. È un passo decisivo verso una circular economy in cui sostenibilità e responsabilità diventano leve di valore a lungo termine. E il consumatore, quindi ognuno di noi, ha un ruolo proattivo nelle scelte di acquisto e nella gestione domestica degli imballaggi post-consumo". "L’analisi condotta da IdentiPack, sulla base degli oltre 148mila prodotti digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, conferma come gli imballaggi siano sempre di più un veicolo prezioso di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori, anche per quanto riguarda i temi ambientali - sottolinea Bruno Aceto, Ceo di GS1 Italy - Come diffuso e consultato mezzo di comunicazione, le etichette consentono di promuovere la cultura della sostenibilità, avvicinando un pubblico ampio e trasversale ai diversi target e canali distributivi".