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(Adnkronos) - Volodymyr Zelensky annuncia molti cambiamenti nelle operazioni di difesa aerea dell'Ucraina mentre la guerra innescata dall'aggressione della Russia si avvia a 'compiere' 4 anni. A pesare sono i continui attacchi alle infrastrutture energetiche che continuano a provocare danni e blackout, con nuove interruzioni registrate a Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia e Odessa. Prima l'esortazione di Zelensky all'Aeronautica militare ucraina ad "agire molto più rapidamente per espandere - come precedentemente stabilito - la capacità di proteggere la regione di Kharkiv e altre regioni confinanti con la Russia da Shahed e altri droni d'attacco". Poi in serata l'annuncio su X: "Ho avuto una lunga discussione con gli ufficiali militari: il comandante in capo, il capo di Stato Maggiore e il ministro della Difesa dell'Ucraina. Sono in corso molti cambiamenti nelle nostre operazioni di difesa aerea: in alcune regioni, il modo di lavorare delle squadre è stato quasi completamente riorganizzato: intercettori, gruppi di fuoco mobili e l'intera componente di difesa aerea a corto raggio". "Ma questo è solo uno degli elementi della difesa che necessitano di cambiamenti, e i cambiamenti stanno arrivando - ha anticipato - Ciò riguarda anche la supervisione dei rifornimenti al fronte con droni, armi e, soprattutto, personale. Le persone sono infatti la questione chiave: la loro formazione e l'effettivo rifornimento delle brigate". "Il ministro della Difesa dell'Ucraina, insieme al comando militare - ha continuato il presidente ucraino - sta preparando le decisioni necessarie, misure che rafforzeranno l'Ucraina e risolveranno i problemi esistenti. È troppo presto per rendere pubblici i dettagli. Una volta che le decisioni saranno state completamente elaborate, il ministero della Difesa dell'Ucraina e il nostro esercito le presenteranno al pubblico". Per proteggere a lungo termine le sue infrastrutture energetiche dagli attacchi russi l'Ucraina sta trasferendo le sue sottostazioni sottoterra. Finora ha installato una sottostazione in un bunker sotterraneo di cemento, mentre una seconda è in costruzione, ha dichiarato al Kyiv Independent Vitaliy Zaichenko, ceo di Ukrenergo, l'operatore della rete elettrica statale ucraina. Ma non è una soluzione rapida alla crisi energetica in atto in Ucraina. Il progetto costa decine di milioni di dollari a sottostazione e Kiev non può permettersi di coprire da sola le quasi 100 sottostazioni chiave di Ukrenergo. "Spostare le sottostazioni sottoterra può essere uno degli elementi chiave per la sicurezza e la resilienza energetica del futuro. Ma ci vorranno anni e milioni di euro", ha dichiarato al Kyiv Independent Oleksandr Kharchenko, amministratore delegato del Centro di ricerca sull'industria energetica di Kiev. Le sottostazioni ucraine sono vulnerabili agli attacchi russi. Distruggendo le apparecchiature delle sottostazioni, la Russia interrompe il flusso di elettricità dalle centrali elettriche alle abitazioni e alle aziende, causando interruzioni di corrente in tutto il Paese. Sul fronte dei negoziati, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in un'intervista a Ntv ha dichiarato che i colloqui per risolvere il conflitto in Ucraina ''sono in corso, ma c'è ancora molta strada da fare''. "Abbiamo ripetutamente messo in guardia contro un entusiasmo eccessivo per quanto sta accadendo: il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha 'messo' gli europei e Volodymyr Zelensky al loro posto'', ha affermato Lavrov, aggiungendo che ''va tutto bene finché cerchiamo la pace in Ucraina, ma non ci siamo ancora arrivati". Per Mosca servono garanzie di sicurezza. Il viceministro degli Esteri russo, Alexander Grushko, ha detto che un possibile accordo sulla guerra in Ucraina deve includere garanzie di sicurezza per Mosca. Senza queste, ha avvertito, qualsiasi accordo di pace sarebbe impossibile. "Riconosciamo che una soluzione pacifica in Ucraina deve tenere conto degli interessi di sicurezza dell'Ucraina, ma per noi sono ovviamente di importanza fondamentale gli interessi di sicurezza della Russia", ha dichiarato Grushko. I leader dell'Unione Europea, a suo avviso, non sono riusciti a rispondere alle preoccupazioni di Mosca. "Se si esaminano attentamente tutte le dichiarazioni rilasciate dai leader dell'Unione Europea, nessuno parla di garanzie per la sicurezza della Russia", ha osservato Grushko. "Questo è un elemento chiave per raggiungere un accordo. Senza di esso, nessun trattato di pace è possibile", ha concluso. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato, durante un briefing con la stampa, i contatti avviati tra Mosca e Parigi che potrebbero consentire un dialogo al massimo livello. "In effetti, sono avvenuti contatti, possiamo confermarlo", ha detto Peskov spiegando che questi contatti "potrebbero contribuire a instaurare un dialogo al più alto livello in tempi piuttosto rapidi. Finora non abbiamo ricevuto alcuna indicazione che questa volontà esista". Mosca, ha aggiunto Peskov, ha preso atto delle dichiarazioni del presidente francese, Emmanuel Macron, sulla necessità di riprendere le relazioni con la Russia. In precedenza Macron aveva affermato che Parigi aveva ristabilito i canali di comunicazione tecnica con Mosca. Aveva anche parlato dell'opportunità di ripristinare il dialogo e della necessità di costruire una nuova architettura di sicurezza europea insieme alla Russia. Sul campo, dopo oltre un anno di avanzate lente e sanguinose, le forze russe sembrano prossime a conquistare tre centri urbani strategici in Ucraina: Huliaipole, nel sud-est, e le città di Pokrovsk e Myrnohrad, circa un centinaio di chilometri più a nord, come riferisce il New York Times, mentre i colloqui tra Mosca e Kiev non registrano progressi evidenti. Secondo esperti militari e osservatori indipendenti, il controllo di questi centri darebbe a Mosca punti di appoggio urbani e basi logistiche per lanciare future offensive, oltre a un potenziale vantaggio nei negoziati mediati dagli Stati Uniti. Le nuove conquiste, inoltre, rafforzerebbero la tesi russa secondo cui l'avanzata sul terreno è inevitabile, spingendo Kiev a valutare eventuali concessioni per evitare ulteriori perdite. Il New York Times sottolinea però che, nonostante queste conquiste, la Russia difficilmente riuscirà a espandere rapidamente il territorio controllato, vista la lentezza delle avanzate registrata negli ultimi mesi.
(Adnkronos) - C'è anche un po' di Austria a Cortina in occasione dei Giochi Olimpici, e non solo per gli atleti in gara. L'Austria c'è con i suoi paesaggi innevati, a poca distanza e facilmente raggiungibili dalla 'Perla delle Dolomiti', con l'atmosfera unica delle sue montagne e dello stile di vita alpino e con la passione con cui gli eventi di sport invernali vengono tradizionalmente seguiti. Ma, soprattutto, con la sua ospitalità all’insegna del 'Lebensgefühl', quell’inconfondibile attitudine alla vita tipicamente austriaca, che è diventata anche il claim nella comunicazione di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese. Austria Tourism è partner premium del Comitato Olimpico Austriaco alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, per accogliere atleti e ospiti internazionali proprio con il calore del 'Lebensgefühl'. Per Austria Tourism, infatti, i Giochi sono un’occasione per presentare a livello internazionale il proprio marchio, e l'Austria come una destinazione turistica alpina autentica, per ispirare gli appassionati di sport invernali di tutto il mondo e per sottolineare l’impegno per il futuro dello sci rivolto alle prossime generazioni. Fulcro della presenza di Austria Tourism ai Giochi Olimpici è l’Austria House, la 'Casa Austria' a Cortina d’Ampezzo: dopo un'indimenticabile estate olimpica a Parigi, l'Austria House come luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza torna all'insegna dei 'cinque cerchi' più suggestiva che mai. E ha aperto le sue porte a Cortina nella tradizionale Jägerhaus, di fonte a uno degli scenari invernali più spettacolari d'Europa. A inaugurare Austria House una serata-evento domenica sera, che ha visto la partecipazioni dei più alti rappresentanti istituzionali, a partire dal Cancelliere federale austriaco, Christian Stocker, il ministro degli Affari economici, Wolfgang Hattmannsdorfer, il segretario di Stato con delega al Turismo, Elisabeth Zehetner, l'ambasciatore d'Austria in Italia, Michael Rendi, e due campioni austriaci come la medaglia d'argento nello slittino Jonas Müller e la leggenda dello sci Franz Klammer. A fare gli onori di casa Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism. "Con questa serata - ha affermato nel suo discorso di benvenuto - celebriamo l'Austria non solo come nazione di sport invernali, ma anche come una destinazione turistica davvero di primo piano sia in inverno sia in estate. L'Austria è conosciuta internazionalmente come destinazione invernale, ma ha così tanto in più da offrire: una cucina pluripremiata con le stelle Michelin e altri importanti riconoscimenti, un'eredità culturale apprezzata in tutto il mondo e la nostra cosiddetta 'Lebensgefühl', quel modo di vivere austriaco espresso in questo termine che non si può tradurre, non si può spiegare, deve essere sperimentato. E questo è esattamente ciò che stiamo portando qui su questo palcoscenico internazionale insieme con i nostri partners". Per il presidente del Comitato Olimpico austriaco, Horst Nussbaumer, "Austria House è un posto in cui le Olimpiadi hanno un impatto che va oltre lo sport e che riguarda gli incontri, il dialogo, il rendere l'Austria visibile in tutta la sua diversità, attraverso risultati sportivi di eccellenza e i valori olimpici ad essi associati". Grandi protagonisti i colori rosso-bianco-rosso della bandiera austriaca per una serata aperta dal cosiddetto 'Heartbeat Moment' con un concerto in stile Coldplay, all'insegna dello scambio tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, del turismo e dello sport. L'Austria House, infatti, durante il periodo delle Olimpiadi, vuole essere un luogo d'incontro per atleti, rappresentanti dei media e ospiti internazionali, con l’obiettivo di celebrare la partecipazione e i successi sportivi e di offrire agli ospiti internazionali un assaggio dello stile di vita austriaco. Chi visiterà l'Austria House potrà vivere l'Austria con tutti i sensi. Ospitalità, cucina e convivialità saranno al centro dell'attenzione. Una vera attrazione è la grande installazione creata per l’occasione dall'artista tirolese Patricia Karg che accoglie visitatori e visitatrici sul piazzale antistante l'Austria House: a forma di un cuore pulsante e fluttuante per rendere 'visibili' le emozioni che si vivono in occasione dei Giochi Olimpici. All’interno, fra le proposte culinarie spiccano un cocktail appositamente creato per l'occasione dal nome 'Lebensgefühl' e la merenda 'Brettljause', che prende spunto dai taglieri tradizionali serviti nei rifugi alpini, in una versione innovativa. Il vero focus è sulle cosiddette 'hidden gems', quelle gemme nascoste dell'offerta turistica regionale austriaca che ne fanno una destinazione per tutto l'anno. E tra le vere 'gemme nascoste' non poteva mancare la cucina, vero elemento centrale della serata grazie alle preparazioni esclusive dello chef salisburghese Vitus Winkler, due stelle Michelin, quattro forchette Falstaff e 'Chef dell'anno 2026' per Gault Millau. "La cucina austriaca è forte della sua autenticità e della straordinaria diversità dei suoi territori. Fiumi, laghi, pascoli e foreste danno forma a ciò che cuciniamo. La qualità culinaria si raggiunge quando rispetti queste origini e lavori con le stagioni, tutto l'anno. I prodotti regionali, le erbe fresche e lo stretto legame con la natura sono sempre le basi, anche in inverno", ha spiegato lo chef. Un approccio sintetizzato nel suo piatto di mezzo ‘F(r)ischfeld - char, sauerkraut, oxymel and watercress': più che una portata, una narrazione delle origini, del territorio e dell'artigianalità. In ricordo dell'evento proprio una 'Hidden Gem Box' contenente non solo selezionati prodotti tipici ma anche un QR code che 'conduce' ad altre destinazioni ed esperienze meno conosciute. Un invito, insomma, a scoprire l'Austria non in una volta sola, ma piano piano, passo dopo passo.
(Adnkronos) - Gli italiani stanno migliorando sul fronte dello spreco alimentare (-10,3% rispetto ad un anno fa), arrivando a 554 grammi di cibo gettato a testa ogni settimana, ‘solo’ 79,14 grammi al giorno. Ma la somma delle perdite e degli sprechi alimentari vale oltre 13 miliardi e mezzo (dati elaborati dall’Università di Bologna - Distal / Waste Watcher sulle fonti di riferimento), 7 miliardi e 363 milioni solo nelle case degli italiani. Sono i dati contenuti nel 'Caso Italia 2026', il nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International diffuso in vista della 13esima Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, 5 febbraio 2026, indetta dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero. Waste Watcher ha monitorato il comportamento degli italiani nel mese di gennaio 2026, attraverso l’indagine condotta con metodo Cawi, promossa da Spreco Zero con l’Università di Bologna - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Last Minute Market su monitoraggio Ipsos - Doxa (campione di 2000 casi rappresentativi della popolazione generale). Più nel dettaglio, stando al report, l’Italia, in linea con la rilevazione dello scorso settembre relativa all’estate 2025, segna un miglioramento deciso rispetto ai dati di un anno fa: sprechiamo infatti 554 grammi di cibo pro capite ogni settimana, ovvero 63,9 grammi in meno rispetto al dato del febbraio 2025 (617,9 g). La performance più brillante è firmata dai Boomers che fissano lo spreco settimanale pro capite medio a 352 grammi, superando, in anticipo di quattro anni, l’esame dell’Agenda 2030, quando a tutti gli italiani sarà chiesto di gettare mediamente non più di 369,7 grammi a testa ogni settimana per centrare l’obiettivo 12.3 sullo spreco alimentare. Più indietro restano le famiglie della Generazione Z, posizionate a quota 799 grammi di spreco settimanale medio pro capite, le famiglie Millennials, con 750 grammi settimanali pro capite, e quelle della Generazione X, con 478 grammi settimanali pro capite. Emerge in chiave quasi plebiscitaria la cura per la preparazione dei pasti, un tratto distintivo mediterraneo e italiano: una abitudine di vita cui si dedica ogni giorno l’88% degli italiani. Solo il 4% degli italiani dichiara di non cucinare perché non ama farlo. E per la prima volta risulta praticamente unanime la consapevolezza intorno al tema 'spreco': il 94% degli italiani certifica la sua attenzione alla questione e, di questa moltitudine di cittadini, il 63% getta qualcosa meno di 1 volta a settimana, solo il 14% spreca quasi quotidianamente. Già da questi dati si delinea un divario generazionale piuttosto marcato: il 29% della Generazione Z spreca almeno una volta a settimana, contro appena il 6% dei Boomers. Spiega il direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: "I dati del Rapporto Waste Watcher 2026 ci dicono con chiarezza che la sfida dello spreco alimentare non si vince contrapponendo le generazioni, ma mettendole in relazione. I Boomers oggi sono la locomotiva della prevenzione: hanno interiorizzato nel tempo competenze di cura, di gestione del cibo e di riuso che li portano già vicino agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. La Generazione Z, invece, è più fragile sul piano organizzativo ma possiede un capitale decisivo: la padronanza degli strumenti digitali e la disponibilità al cambiamento. È qui che nasce l’intelligenza intergenerazionale: quando l’esperienza incontra la tecnologia, quando il sapere pratico dei più anziani viene tradotto in nuovi linguaggi dai più giovani. Solo favorendo questo scambio - nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunità e anche nei luoghi del cibo fuori casa - possiamo davvero dimezzare lo spreco alimentare entro i prossimi quattro anni, come chiede la Campagna Spreco Zero. Lo spreco non è solo una questione di consapevolezza, ma di competenze condivise: e il futuro passa dalla capacità di farle circolare tra le generazioni". Tornando ai dati, si spreca meno al Nord (516 grammi settimanali, -7%), di più al Sud (591,2 grammi settimanali, +7%) e poco di più al Centro (570,8 grammi settimanali, +3%); più virtuose le famiglie con figli (-10%) e i Comuni fino a 30mila abitanti (-8%). In cima ai cibi più sprecati svettano la frutta fresca (22,2 g a settimana), la verdura fresca (20,6 g) e il pane fresco (19,6 g), seguono l’insalata (18,8 g) e cipolle/aglio/tuberi (17,2 g).