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(Adnkronos) - Attacchi intensificati a Gaza, dove - secondo al Jazeera - almeno 20 persone sono state uccise dall'alba mentre i palestinesi continuano a fuggire dalla parte settentrionale della città di Gaza e dalle zone circostanti. Una fonte palestinese ha riferito al canale saudita Al-Arabiya che il portavoce dell'ala militare di Hamas, Abu Obeida, è stato ucciso sabato sera in un attacco aereo in un appartamento a Gaza City. Le Idf e lo Shin Bet avevano dichiarato in una nota di aver effettuato un attacco aereo contro un importante esponente di Hamas nella zona di Gaza City, nella Striscia di Gaza settentrionale. Sebbene la dichiarazione non fornisse l'identità dell'agente terroristico preso di mira, diversi organi di stampa ebraici hanno riferito che si trattava del portavoce di lunga data di Hamas, Hudayfa Samir Abdallah al-Kahlout, più noto con il suo nome di battaglia Abu Obeida. La fonte palestinese ha riferito ad Al-Arabiya che tutti gli occupanti dell'appartamento sono stati uccisi, compreso il portavoce di Hamas e aggiunge che alti funzionari de le Movimento di resistenza palestinese e i suoi familiari ne hanno confermato la morte dopo aver esaminato il corpo. Intanto Israele ha precisato che un accordo di cessate il fuoco temporaneo per liberare gli ostaggi israeliani trattenuti a Gaza "non è all'ordine del giorno". Lo ha dichiarato a Channel 12 il ministro della Cultura Miki Zohar, in vista della riunione di gabinetto di oggi. "C'è una chiara decisione dello Stato di Israele, e a mio parere potrebbe essere espressa in modo più chiaro nei prossimi giorni: solo un accordo completo", ha detto Zohar. "Non c'è più la possibilità di un accordo parziale. Israele ha deciso che un accordo parziale non è all'ordine del giorno. L'unica cosa all'ordine del giorno è porre fine alla guerra, insieme, ovviamente, al rientro di tutti gli ostaggi e alla smilitarizzazione della Striscia". Hamas ha confermato la morte di Mohammed Sinwar, tre mesi e mezzo dopo che le Idf ne avevano annunciato la morte in un attacco aereo. L'organizzazione terroristica ha pubblicato una raccolta di foto che celebrano i "leader martiri puri", tra cui Mohammed e Yahya Sinwar, Ismail Haniyeh, Mohammed Deif e altri. Sinwar, che era a capo dell'ala militare di Hamas, fu ucciso in un attacco aereo dell'Iaf nel maggio 2025, che aveva preso di mira alti esponenti di Hamas che operavano in un centro di comando sotterraneo sotto l'ospedale europeo di Khan Yunis . Una flottiglia con a bordo aiuti umanitari e attivisti, tra cui la svedese Greta Thunberg, partirà oggi da Barcellona per cercare di "rompere l'assedio illegale di Gaza". Lo ha reso noto Global Sumud Flotilla, precisando che le navi salperanno dalla città portuale spagnola per "aprire un corridoio umanitario e porre fine al genocidio in corso del popolo palestinese". L'organizzazione non specificato quante navi salperanno, né l'orario esatto della partenza e si prevede che la flottiglia arriverà nell'enclave costiera devastata dalla guerra a metà settembre. "Questa sarà la più grande missione di solidarietà della storia, con più persone e più imbarcazioni di tutti i tentativi precedenti messi insieme", ha dichiarato la scorsa settimana ai giornalisti a Barcellona l'attivista brasiliano Thiago Ávila. Gli organizzatori affermano che si prevede che decine di altre imbarcazioni lasceranno i porti tunisini e di altri paesi del Mediterraneo il 4 settembre. Gli attivisti organizzeranno anche manifestazioni simultanee e altre proteste in 44 Paesi "in solidarietà con il popolo palestinese", ha scritto su Instagram la Thunberg, che fa parte del comitato direttivo della flottiglia. Oltre alla Thunberg, la flottiglia comprende attivisti di diversi Paesi, legislatori europei e personaggi pubblici come l'ex sindaco di Barcellona Ada Colau. "Sappiamo che si tratta di una missione legale secondo il diritto internazionale", ha dichiarato la scorsa settimana ai giornalisti a Lisbona la deputata portoghese di sinistra Mariana Mortágua, che si unirà alla missione. Israele ha già bloccato due tentativi da parte degli attivisti di consegnare aiuti via nave a Gaza, a giugno e luglio.
(Adnkronos) - "Il dazio 15% è tanto, però se consideriamo che comunque una bottiglia di prosecco va allo scaffale negli Usa sui 15 dollari non credo che gli americani siano disposti a rinunciare al prosecco per pochi dollari in più. Quello che ha fatto più male in questi mesi è stata l'incertezza". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giovanni Martellozzo, chief financial officer di Bellussi, tra le aziende che rappresentano l'eccellenza dei prosecchi e spumanti italiani, oltre che produttori di Brunello di Montalcino con Belpoggio, commenta il no all'esenzione di vini e superalcolici Ue dai dazi al 15% sul mercato Usa. E Martellozzo, che insieme alle sorelle rappresenta la quarta generazione di imprenditori vitivinicoli che producono prosecco e anche Brunello di Montalcino con l'altra azienda di famiglia Belpoggio, ricorda che i dazi hanno scatenato "terrore" per mesi sui mercati. "Bellussi è un'azienda per lo più 'domestica' -sottolinea- il 65-70% del fatturato è in Italia, il 30% invece all'estero. E il primo mercato per noi fuori dall'Italia sono gli Stati Uniti. Bellussi, che fa anche da hub logistico per Belpoggio, produce prosecco e spumanti, mentre con Belpoggio a Montalcino facciamo il Brunello", ribadisce. I numeri delle realtà produttive del Gruppo sono rilevanti. "Con Bellussi produciamo 2 milioni di bottiglie in totale, e prevalentemente il nostro primo prodotto è il Prosecco Docg di Valdobbiadene. Poi facciamo anche altri spumanti, per un catalogo di 25 prodotti. Il Brunello invece è una realtà a sè stante, è un'azienda piccolina, 5 ettari e facciamo sulle 30 mila bottiglie in totale. Ma è solitamente un ottimo biglietto da visita all'estero. Noi infatti molto spesso entriamo nei mercati con il Brunello e poi magari dopo, quando conquistiamo il cliente, l'importatore, gli diamo anche il prosecco", spiega. I viticoltori italiani hanno sperato fino alla fine in un'esenzione. "Naturalmente abbiamo sperato che ci fosse un'esenzione per il vino ma almeno ora abbiamo finalmente una certezza e sulla base di questa si può impostare una strategia tra noi produttori, l'importatore e il rivenditore finale e si va avanti. Invece finora l'incertezza ha portato solo danni", sottolinea. Secondo Martellozzo "i dazi hanno creato 'terrore' non solo nei rapporti economici con gli Stati Uniti ma anche sugli altri mercati, 'rompendo' gli equilibri dei tassi di cambio. Ad esempio il dollaro australiano ha perso sull'euro quindi l'importatore australiano ci ha detto 'aspettiamo un attimo a ordinare perché ci rimettiamo' perché il dollaro australiano è sceso e quindi avrebbe dovuto pagare di più. Ed è un po' il clima in giro per i mercati in tutto il mondo", sottolinea. E per il vino non è un periodo semplice. "Il mercato del vino in questo momento sta affrontando un periodo di crisi, perché i consumi sono diminuiti per il cambiamento dello stile di vita. I giovani sempre più non bevono e non apprezzano il vino. Basti pensare che abbiamo in giacenza in totale in tutta Italia qualcosa come un'intera vendemmia di vino. E quindi a mio parere il Governo e l'Unione Europea dovrebbero cercare di promuovere la cultura del consumo del vino, non demonizzarla. Invece si sta portando avanti un po' il concetto che il vino fa male e questa tendenza ha messo in crisi il settore", conclude Martellozzo.
(Adnkronos) - La Conferenza Unificata ha espresso parere positivo allo schema di legge delega per lo sviluppo del nuovo nucleare sostenibile. “Con grande soddisfazione - ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto - prendo atto della valutazione della più autorevole sede di confronto interistituzionale. Ora il testo sarà trasmesso rapidamente al Parlamento, per avviare un percorso molto atteso, che può dare all’Italia l’opportunità di sviluppare un’energia sicura, pulita, innovativa e orientata alla decarbonizzazione. Una strada di futuro su cui oggi facciamo un altro passo avanti”. "L’intesa raggiunta oggi in Conferenza Unificata sul disegno di legge delega per il nucleare sostenibile rappresenta un passaggio decisivo verso una strategia energetica moderna, sicura e a basse emissioni. È il risultato di un confronto costruttivo con Regioni, Province e Comuni, che hanno dimostrato responsabilità e visione condivisa. Il nucleare di nuova generazione potrà affiancare le fonti rinnovabili, garantendo stabilità e competitività al sistema produttivo. Avanti ora con il confronto parlamentare”, dichiara il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava. Il provvedimento punta a definire un quadro normativo organico sull’intero ciclo di vita della nuova tecnologia nucleare, sia a fissione sia a fusione. Il governo sarà delegato a varare uno o più decreti legislativi per disciplinare la sperimentazione, la localizzazione, la costruzione e l’esercizio dei nuovi moduli, rivedere le competenze istituzionali, promuovere ricerca e formazione e riorganizzare la gestione degli impianti esistenti, dei rifiuti e del combustibile esaurito.