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(Adnkronos) - L'ex tennista tedesco Boris Becker è finito al centro di un caso mediatico per aver condiviso un post sulla morte di Hitler sui social media. Ora, tramite il suo avvocato, si è scusato e ha spiegato che si è trattato di un malinteso. L'ex numero 1 al mondo del tennis aveva condiviso un post di un altro utente su X, in cui si sosteneva che Hitler non fosse morto nel 1945 ma che si fosse trasferito in Argentina dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. "Wow... Cosa c'è di sbagliato in tutti quei film che dicono che Hitler è morto in Germania e in Austria?", aveva scritto in lingua inglese Becker mercoledì sera ripubblicando il post su X di un altro utente. Interrogato in merito dall'agenzia stampa tedesca dpa, l'avvocato di Becker ha dichiarato che il tennista non intendeva avallare il messaggio originale, che appoggiava una teoria del complotto, ma piuttosto esprimere il suo stupore "perché allora tutto ciò che aveva imparato sulla morte di Adolf Hitler da tutti i film sarebbe sbagliato". Il legale ha spiegato che il tennista si è "pentito" di aver condiviso il post "perché il suo messaggio è stato male interpretato e quindi lo ha immediatamente cancellato". Nonostante le numerose teorie che si trovano su Internet e nonostante diversi nazionalsocialisti si siano effettivamente nascosti in Argentina dopo la guerra, Hitler non era uno di loro, poiché morì il 30 aprile 1945 nel bunker sotto la Cancelleria del Reich a Berlino e il suo corpo carbonizzato fu trovato da alcuni testimoni.
(Adnkronos) - "Nutrire il futuro è la visione di Cirfood, il nostro modo di fare impresa, significa nutrire lo star bene, il well-being delle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno siedono nelle nostre tavole. Solo nella ristorazione aziendale noi cuciniamo 30 milioni di pasti ogni anno, su 100 milioni totali, e sono 100.000 le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno serviamo con cultura e professionalità". Lo ha detto Chiara Nasi, presidente di Cirfood, intervenendo all'evento 'Nutrire il benessere. Il valore della ristorazione aziendale', in corso oggi al Cirfood District.
(Adnkronos) - Una ventina di studenti questa mattina hanno visitato gli impianti di Acea della Fontana di Trevi, a Roma. "Questa visita fa parte del progetto Acea Scuola, che coinvolge a livello nazionale 11mila ragazzi a cui viene fatta una formazione sul ciclo dell’acqua - spiega Claudio Cosentino, presidente di Acea Ato 2 - Poi viene data la possibilità di visitare gli impianti del gruppo come depuratori, sorgenti, acquedotti. In questo caso una delle meraviglie della città, la Fontana di Trevi, di cui Acea si occupa della gestione dell’impianto idrico". "Fondamentale scoprire l’importanza dell’acqua e diffonderne la cultura, perché questo elemento essenziale ha dietro un grande lavoro e impegno industriale per portare l’acqua dalla natura fino alle nostre case e poi restituirla in maniera sicura, in quantità e in qualità. È necessario comprendere lo sforzo che c’è dietro e tutto il lavoro che deve essere fatto per rendere questo sostenibile nel tempo e anche pensando alle generazioni che verranno", aggiunge.